(Michele Pivetti) Tentiamo di fare chiarezza. L’associazionismo politico è una cosa seria. E’ una forma di partecipazione attiva alla politica che via via sta sostituendo i rituali che i vecchi partiti avevano ormai istituzionalizzato col passare degli anni.
Che io mi ricordi, nel centro destra, tutto iniziò con i Club di Forza Italia che si trasformarono poi in sezioni di quel partito che fu indicato in un primo momento come un movimento di plastica e che invece seppe diventare di cemento armato almeno fino alla costituzione del PDL.
Durante questo quindicennio la politica e molti dei suoi rituali sono cambiati.
E il primo di tutti a capire che la politica avrebbe vissuto un nuovo modo di entrare nella casa delle persone fu proprio Marcello Dell’Utri. Egli, nel 1999, creò la prima associazione cultural-politica della seconda repubblica: “Il Circolo”.
Il Circolo era un luogo nel quale attraverso tavole rotonde, convegni, manifestazioni e dibattiti si faceva politica partendo da una base culturale solida. Era un modo per togliere l’appalto della cultura alla sinistra.
Fino a quel momento la destra italiana era considerata “dura e pura” ma non intellettuale, quasi che i suoi militanti si fossero fermati alla quinta elementare lasciando i licei e le università al mondo della sinistra organizzata.
Il Circolo dimostrò invece che la cultura poteva albergare anche a destra e che i giovani potevano diventare “il braccio armato” di partiti moderati di centro destra.
Famose le convention di Montecatini o di Sorrento che ebbero il merito di coinvolgere migliaia di aspiranti amministratori appassionati della res publica.
Il Circolo navigò indisturbato alle latitudini del centro destra fino a quando sulla scena si abbattè il ciclone Michela Vittoria Brambilla con i suoi “Circoli della Libertà”. In verità le male lingue mormorano tutt’oggi che in realtà i famosi 5000 Circoli brambilliani fossero 4990 fax di ipotetici aderenti e che i Circoli realmente operanti si contassero ad occhio nudo.
Come spesso accade con ogni probabilità in medio stat virtus. Nacque una querelle tra dellutriani e brambilliani fino al punto che i due leader delle rispettive associazioni , Dell’Utri e Brambilla,non lesinarono colpi al veleno a mezzo stampa. La migliore organizzazione del Circolo spinta anche dall’indiscutibile carisma che “il dottore” emanava ebbe nel tempo la meglio. Anche se i più attenti potranno sempre dire che dal Circolo della Libertà alla fine è pur sempre uscito un Ministro della Repubblica mentre dai circoli dellutriani al massimo un paio di deputati.
Il 2008 è l’anno del predellino e anche i movimenti di centro destra devono obtorto collo fare i conti con la metamorfosi berlusconiana. A novembre di quell’anno alla consueta convention del Circolo (che intanto era diventato Circolo del BuonGoverno, perché nel 2007 ci spiegarono che noi giovani dei circoli avremmo partecipato attivamente alla vita amministrativa delle nostre città……..…) che per altro ebbi l’immenso onore di aprire, si cantò una sorta di de profundis di tutto ciò che avevamo fatto prima e di fatto si sancì l’ingresso del Circolo del Buon Governo nel costituendo partito Popolo della Libertà.
Analogamente l’altro soggetto movimentista, il Circolo della Libertà, chiuse i battenti di fatto e armi e bagagli si trasferì anch’esso nel Popolo della Libertà.
Queste erano sostanzialmente le due maggiori espressioni dell’associazionismo di centro destra.
Meritano senza dubbio una menzione le “Case del Cittadino” organizzate dall’ex Ministro della Sanità, oggi presidente della Provincia di Cuneo, On. Raffaele Costa insieme all’ex guardasigilli On. Alfredo Biondi.
Le Case del Cittadino – Liberalismo popolare, questo è il nome completo, erano non già una seconda linea rispetto ai circoli dellutriani/brambilliani ma costituivano un rifugio per i liberali doc che coabitavano in Forza Italia insieme ai socialisti ed ai democristiani. Tanto che la loro diffusione non poteva essere paragonata a quella dei circoli. A fronte di migliaia di cellule “circoline” le Case del Cittadino erano 4/500 sparse su tutto il territorio nazionale.
Naturalmente la situazione è cambiata. E’ nato il PDL e come si può notare anche dal sito ufficiale, il Circolo del Buon Governo ed il Circolo della Libertà sono entrati come soci fondatori nel nuovo partito del popolo esaurendo cosi la fase propulsiva e propositiva con la quale erano nati e che li aveva fortemente connotati negli anni scorsi.
Ma forse nel centro destra ci si è pentiti di tutto ciò e dunque l’On. Mario Valducci con la benedizione del Presidente Berlusconi, dà vita ai Club della Libertà.
I Club della Libertà crescono a ritmo esponenziale. La formula è sempre la stessa: occorrono 9 soci fondatori, una scrittura privata, e la firma dello statuto. La novità essenziale però è sostanziale. Ad ogni Club è accoppiato un CAF. Come noto i CAF (in questo caso quello di Famiglia italiana)svolgono una funzione fondamentale di ausilio alla popolazione e riescono anche ad essere un buon centro “elettorale”.
Oggi sembra che i Club torneranno a svolgere la funzione di “sezione di partito” che servirà da riferimento per la popolazione ma anche per i politici, almeno per quelli più vicini al territorio.
Riepilogando, dunque, l’associazionismo politico all’interno del centro destra italiano ha vissuto momenti di gloria e momenti di “stanca”, oggi sembra rinvigorito lo spirito del 1999, quello che indusse i cittadini a partecipare più attivamente alla vita politica avvalendosi dei vari circoli nati in tutta Italia.
Mi permetto di dire la mia atteso che durante questi anni ho maturato una certa esperienza nel settore. Senza una organizzazione capillare, piramidale e verticistica questi movimenti sono destinati a soccombere. Si è portati a pensare che la competizione tra i vari Club o Circoli che dir si voglia faccia da volano alla creazione di molti centri in grado all’apparenza di risultare utili al momento delle elezioni. Non è cosi, oggi la politica si fa con la qualità e non solo con i numeri. Organizzazione è sinonimo di qualità, far si che ciascuno che apre un Club o Circolo si assuma la responsabilità di portarlo avanti e non di lasciarlo morire il giorno dopo averlo inaugurato in pompa magna col politico di turno è essenziale per la crescita e lo sviluppo di chi a questo nuovo centro di aggregazione dà vita e crede.
Avv.to Michele Pivetti (*)
(*) Presidente del Club della Libertà di Palermo, ex presidente del Circolo del Buon Governo di Palermo, Presidente della Casa del Cittadino, Forum per il Liberalismo Popolare, vice presidente del Circolo giovani della Provincia di Palermo.