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Cento pagine liquidate in cinque minuti, tre secondi di media. Approvato il bilancio interno, ogni tanto l'Ars corre...

di Salvatore D'Anna
26 aprile 2010 17:57
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Cento pagine liquidate in cinque minuti, tre secondi di media per ognuna. E un copione che si ripete di anno in anno. Anche questa volta il bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana è stato approvato in tempi record. Una relazione introduttiva del presidente del collegio dei deputati questori, Giovanni Ardizzone, durata poco più di un minuto. Nessun deputato iscritto a parlare. Nessun emendamento, ovviamente. Quindi la votazione, una pura formalità, roba risolta in pochi minuti. Quattro, forse cinque. E così l'Ars ha sbrigato la pratica relativa alle entrate e, soprattutto, alle uscite, le spese del parlamento siciliano e di tutto ciò che gli gira intorno, dagli uffici ai gruppi ai dipendenti, passando per la fondazioni. Più veloci di Speedy Gonzales. Stesso discorso per il progetto di bilancio interno del prossimo anno. D'altra parte cosa dovevamo aspettarci dai nostri deputati? Si tratta pur sempre dei loro stipendi...

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Anonimo 26 aprile 2010   23:19

Ma scusate , con la finanziaria da votare che si può perdere tempo per approvare queste spesuccie e la paghetta dei deputati?

Anonimo 26 aprile 2010   20:40

loro hanno i loro stipendi e su questo sono veloci nel legiferare, li sciocchezze non ne fanno, di contro nella finanziaria ne fanno tanti, e voglio se non è contrario alla netiquette,alle regole del giornale o a questioni di Copyright riportare un commento apparso sulla pagine del GDS, che condivido appieno
http://www.gds.it/gds/sezioni/commenti/dettaglio/articolo/gdsid/106951/
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Sicilia, la fabbrica di precari
   
di NINO MEZZATESTA

La Sicilia resta una fabbrica di precari. La politica e l'amministrazione sono ormai ostaggio permanente di questi avventizi alla perenne ricerca di una stabilizzazione. Ieri l'ultimo episodio. Nella finanziaria, mentre Palazzo dei Normanni era sotto assedio, è spuntata in sostanza la sistemazione di 4.500 persone. Un colpo a sorpresa che smentisce una decisione precedente di segno esattamente opposto. Ieri, mentre i precari tumultuavano in piazza, è stata inserita nella manovra finanziaria una norma che sostanzialmente abbatte il muro precedente: una pianta organica della Regione che comprende nei numeri anche il personale da sistemare. Con questa operazione tutti gli ostacoli precedenti verrebbero superati e basterebbe un atto amministrativo per mettere tutte le cose a posto. Un trucco. Una furberia. Una scorciatoia per realizzare un disegno sconveniente. Ovviamente a danno dell'efficienza e dalla produttività della macchina amministrativa. Infatti non si stabilisce il numero di posti di lavoro in base alle esigenze reali dell’amministrazione, ma si fa al contrario: prima vengono i numeri, poi si vedrà. Si dovrà vedere pure con quali risorse finanziare i nuovi costi: ma tutto fa brodo. Quale competenza hanno le persone che verranno messe in organico? Interessa meno. L'unica cosa che conta è lo stipendio. Purtroppo le peggiori abitudini non vengono mai abbandonate. Passano da un governo ad un altro, da una maggioranza alla successiva. La tentazione resta intatta. Acquistare consenso a spese delle casse pubbliche. Incuranti di tutte le promesse di un rinnovato rigore. Senza occuparsi minimamente di quello che accadrà dopo. Delle illusioni che fioriscono fra questi giovani disoccupati che da anni si accontentano di una piccola mancia in attesa del lieto fine. Ovvero la stabilizzazione ottenuta dopo aver «incendiato» per un po' le piazze. Per carità niente da dire. Questi lavoratori fanno quello che possono per raggiungere l'obiettivo. È la classe politica che ha acceso la miccia di questo incendio. Non sa come spegnerla e neppure ci prova.
 

fascista.immaginario 26 aprile 2010   18:39

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