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Miccichè cena con Alfano e partecipa alla marcia su Roma, Lombardo lascia fare. E Tremonti regala le banche ai leghisti

18 marzo 2010 17:14
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(essepì) E’ stata la cena con Schifani e Alfano o il fuori onda di Lombardo che anticipava tempi difficili per Nino Bevilacqua, l’ingegnere che catalizza i progetti delle grandi opere in mezza Italia? Domenica scorsa i collaboratori più stretti di Gianfranco Miccichè ci invitavano a prendere atto che si stava entrando nell’era glaciale, rapporti freddi con il Grande Timoniere perché “non si può stare con un piede in due staffe”. Ma davvero, ribattevamo, le cose stanno così, increduli. Poi Antonello Cracolici, che ne sa una più del diavolo, uscendo da Villa Igea, al termine della kermesse dedicata alle regioni, autonome e riforme, ci aveva suggerito di non essere precipitosi. Perché? Ci sono cose importanti ancora aperte, accennava il presidente del gruppo parlamentare Pd. Che cosa? Siracusa, il rigassificatore, per esempio.

 

Quando è partito con l’auto blu, abbiamo cercato di capire senza riuscirci. Non abbiamo tutte le coordinate, l’abitudine alla complessità, cui siamo stati abituati dalla cronaca politica, non può fare miracoli. E allora bisogna ingegnarsi e trovare la quadra, come direbbe Umberto Bossi, che appare uno stratega a livello di Nelson rispetto ai lillipuziani della terra di Sicilia.

 

Report, a tarda sera, ha aperto uno spiraglio. Raffaele Lombardo s’è limitato a considerare che Nino Bevilacqua, vecchio amico di Miccichè, non avrebbe avuto vita facile in quel di Catania. Sabbie mobili, non c’è che dire. La signora Bigelow ci farebbe “The Hurt locker”, parte seconda: campo minato. Basta mettere un piede sul posto sbagliato e ti esplode in faccia tutto ciò che hai costruito in anni di paziente tessitura.

 

Le cose stanno in questo modo: il Pdl Sicilia si prepara alla marcia di Roma, indetta dal Presidente del Consiglio, per combattere il sottosistema di potere, secondo le informazioni del blog di Miccichè. Di questo sottosistema non fa parte il progettista delle grandi opere Bevilacqua, altrimenti le truppe miccicheiane non occuperebbero Roma insieme ai lealisti. Deve essere altra cosa. Le toghe, naturalmente. Quelle che si sono messe sotto Marcello dell’Utri per esempio. Una cosa insopportabile, della quale il Premier e i suoi seguaci chiedono conto e ragione, dal momento che dove si girano e girano trovano talebani. Ogni Procura ha il suo. A Brescia le fabbriche di mine antiuomo sono state parzialmente chiuse, ma nelle aule di giustizia sono nate le micce a lenta combustione. Che siano i talebani a tendere tranelli, tuttavia, è tutta da dimostrare. Anche se così fosse, il sospetto che siano in tanti a mettere il piede in fallo e a saltare sulla mina è forte.

 

La Sicilia in questa storia c’entra e non c’entra. C’entra per via delle Procure (Palermo e Caltanissetta), che si occupano di cose terribilmente serie, come le stragi del 93, ma non c’entra per il resto. Non ci sono elezioni in Sicilia, c’è in corso un tentativo di sopravvivenza dopo la grande guerra che ha mandato a carte quarantotto la coalizione di centrodestra, senza che i talebani delle Procure ci mettessero il naso. Un tentativo che ha coinvolto perfino il Pd,  distogliendolo dalle baruffe chioggiotte che ne hanno segnato la nascita e la precaria esistenza. Non è che si siano fatti distrarre tutti quanti, manco per idea, una parte abbastanza consistente ha continuato a sgomitare per conquistare un pezzo di territorio. Sotto vuoto spinto. Così il resto del contingente, quello che ha voltato momentaneamente le spalle al corpo a corpo consueto, si è trovato alle prese con Raffaele Lombardo che a sua volta è alle prese con le onde affettive di Gianfranco Miccichè, rimasto sul pianerottolo del Pdl. Schifani e Alfano? Vade retro Satana, ma il Grande Timoniere no, non si discute. E allora? Allora niente, il Pdl Sicilia è la cosa con la quale o senza la quale si rimane tale e quale. Una condizione contagiosa.

 

A farla breve, mentre le baruffe chioggiotte  proseguono senza sosta e nessuno ci capisce più niente, nel Nord Giulio Tremonti guida il riposizionamento bancario incaricato di dare alla Lega una territorialità nel campo creditizio. Siamo al terzo step, signori. Scordatevi le ampolle, le bandierine e tutto l’armamentario simbolico. Tremonti ha dato un’anima alla Lega. E sapete qual è? Quella delle banche. Sta trasformando il sistema bancario, mettendo alle corde Alessandro Profumo, attraverso le Fondazioni bancarie. Ha sparigliato un po’ di cose in Piemonte a ridosso delle elezioni regionali, dando segnali importanti a quelli che contano. Altro che Bresso, il potere è passato in altre mani. Il credito di centrosinistra è alle corde, Profumo è preoccupato, ha cercato alleati qua e là, mettendo in campo progetti megagalattici nel Nord Est e nel Nord Ovest (investimenti per infrastrutture portuali ed altro), ma non ha incantato nessuno, tanto che è stato costretto a rinviare la nascita del Bancone, che Zaia e soci vedono come fumo negli occhi perché consegna troppo potere all’ad di Unicredit.

 

Banche e politica, dunque, indissolubilmente legate. Il delfinato a Berlusconi si conquista su questo terreno, senza dare troppo all’occhio. E Tremonti è in pole position, altro che Angelino, cui è toccato di fare l’avvocato di Silvio Berlusconi invece che il Ministro della Giustizia di un governo della Repubblica. Noblesse oblige dicevano i nostri nonni. Chapeau, niente da dire. I più bravi vincono.

 

Riflettete un poco. Umberto Bossi alza la cornetta del telefono e suggerisce – si fa per dire – a Silvio Berlusconi il da fare. Oppure incarica il Ministro dell'economia di dettare l’agenda. In Sicilia Gianfranco Miccichè attende l’ok di Silvio Berlusconi per organizzare il suo partito incaricato di resistere all’espansione leghista. Ora se questa non è una follia poco ci manca. Il partito del Sud benedetto da Berlusconi dovrebbe fare la guerra alla Lega?  

 

Lo capiscono anche gli indigeni della Paupasia che si mena il can per l’aia, ma tutti fanno finta di niente, soggiogati dal contesto incredibilmente difficile: è una specie di catena di San Antonio, che porta sfiga come sapete, dove ognuno porta all’altro un pezzo di ambiguità e tutti quanti se la fanno addosso per la paura che una pedina sfugga loro di mano e la partita è persa. E’ stata creata la paralisi perfetta. Dio ci salvi.

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Anonimo 18 marzo 2010   23:51
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

il nostro amico alfano è siciliano pure !

 

MA ANCHE MACCIELLO DELLUTRI è SICULO.

 

MA ANCHE SCHIFANI è SICULO.

ANCHE MICCICHE' è SICULO. 

 

Lombaddu invece jè catanisi...

Anonimo 18 marzo 2010   23:33

Complimenti la mia piena condivisione le banche rimangono la questione centrale. Siamo in un bel pantano del resto cosa aspettarsi da chi non è disposto a rischiare di proprio. Mi viene da sorridere a pensare alle campagne contro il posto fisso condotte da quanti adesso lo rivendicano per la loro carriera politica.

 

Costoro ritengono, probabilmente, che il posto a loro tocca, in quanto categorie protette, l'evidenza gli rende merito, protesi tutti al più a ruoli di secondo ordine, quanto basta unicamente per il vitalizio al quale unicamente aspirano. A differenza dei leghisti i nostri hanno una formazione politico culturale di subordinati in disputa tra loro volta a dimostrare quanto siano leali nei confronti delle segreterie nazionali o, come nel caso del PDL nei confronti del  leader maximo, ma non certo dei siciliani. A qiesti ultimi devono solo estorcere il consenso che li garantisca nel ruolo di sencondini, del loro stesso popolo del loro stesso popolo beninteso. 

 

A qusto punto lancio un appello a Raffaele, fallo sto partito del sud, non aspettare oltre poiché oltre si va fuori tempo massimo e a quel punto saresti fuori tempo massimo anche tu.

 

Zetan

 

 

Anonimo 18 marzo 2010   22:04
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

Lega al Nord , PD al Centro e marmellata al Sud ! Marmellata di ficarazze con le spine però . Ringraziate il PDL !

il nostro amico alfano è siciliano pure !

 

MA ANCHE MACCIELLO DELLUTRI è SICULO.

 

MA ANCHE SCHIFANI è SICULO.

ANCHE MICCICHE' è SICULO. 

 

Anonimo 18 marzo 2010   17:39

Lega al Nord , PD al Centro e marmellata al Sud ! Marmellata di ficarazze con le spine però . Ringraziate il PDL !

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