(Enzo Coniglio) Bisogna ammetterlo: per un commentatore politico che segue l’evoluzione delle vicende siciliane di questi mesi, è una autentica pacchia soprattutto se è un incallito giocatore di scacchi. Non rischia di annoiarsi sommerso dai “si dice”, dalle confidenze inconfidenti e dalle centinaia di informazioni e disinformazioni di ogni tipo: un autentico baillamme degno del miglior souk mediterraneo.
E’ una autentica pacchia anche perchè dietro tanta polvere, emerge con assoluta chiarezza una semplice verità fattuale: siamo alla vigilia di una grande svolta politica in cui i percorsi dei diversi partiti e leader politici potrebbero trovare una accordo operativo.
La prima verità è che tutti i partiti hanno finalmente compreso che l’autonomia, tanto propugnata da Lombardo, non è un accessorio e non può costituire una prerogativa esclusiva dell’Mpa; al contrario, essa costituisce una caratteristica fondamentale della politica. Lo ha capito perfettamente Gianfranco Miccichè che su questa base ha mantenuto con assoluta coerenza l’impegno di programma siglato con Lombardo dall’inizio della legislatura, accordo che ha salvato lo stesso governo. Lo ha capito la segreteria del PD di Lupo che ha fatto dell’accordo di programmi-riforme la vera piattaforma operativa del partito. Lo ha capito pienamente Fini che si è riavvicinato in maniera concreta alla dimensione Sicilia. Lo ha certamente capito molto bene l’Udcanche se per motivi contingenti si è tenuta fuori.
La seconda verità non meno importante è che il concetto di autonomia trova il suo fondamento in una visione glocalista della politica che consiste semplicemente nella necessità di rafforzare la realtà locale per poter creare una solida realtà nazionale ed internazionale. E’ sufficiente a tal proposito ricordare la decisione di Lombardo di non rompere in nessuna occasione i legami con Roma, con l’Europa, il Mediterraneo e gli ormai vicini asiatici. Si tratta di aperture ancora deboli e del tutto insufficienti ma ci sono. Miccichè da parte sua, ha ribadito correttamente che la sua posizione non è in nessun caso contraria a Berlusconi e al Pdl; è vitale al suo partito e al suo leader: ed ha perfettametne ragione se consideriamo il potere sempre maggiore assunto dalla Lega all’interno della coalizione. Tutto il Pdl dovrebbe fare a Miccichè un autentico monumento. Il Pd è strutturalmente glocalista anche se storicamente ha prevalso al suo interno l’anima “internazionalista” a senso unico mentre l’ex An è assolutamente nazionalista con ampie aperture regionalistiche.
La terza verità non meno importante è che Lombardo si è reso perfettamente conto che gli assillanti impegni di governo e soprattutto l’altissima conflittualità che lo ha contrapposto ad alcuni dei suoi ex alleati e alla opposizione istituzionale, gli ha impedito di dare vita ad un partito Mpa solido e ben organizzato.
La mia impressione è che Lombardo si sia ora convinto che essendo stata raggiunta una piattaforma condivisibile con gli altri partiti, sia venuto il momento di affidare ad un gruppo di intellettuali siciliani provenienti dalle varie aree l’incarico di elaborare una solida piattaforma politica – culturale – economica e sociale condivisa, trasformando così la lotta tra signori, signorotti e gerarchi in una seria riflessione a tutto campo e alla elaborazione di un solido “Progetto Sicilia”.
Probabilmente tale decisione si trasformerà in una organizzazione autonoma del tipo “Centro Studi” o meglio ancora “Fondazione” dotata naturalmente di propri organi di comunicazione: una Fondazione non necessariamente presieduta da un suo uomo. Se dovessero decidere di creare un organo di stampa, tipo giornale, per favore non lo chiamino “Sud” o similare... lo chiamino “Convergenza” oppure “Convergenza Sud” perchè è questo il concetto che meglio di tutti esprime il principio fondante della nuova coesione di programma e di progetti.
E’ su questa piattaforma che si rifonderà l’Mpa e il Partito del Sud. Premesso quindi che è stato raggiunto un risultato epocale del tutto insperato, si può concludere che è stata raggiunta la pax augustea? Assolutamente no. Al contrario, la nuova piattaforma porta con sè i germi di una nuova “discordia politica” e cioè la necessità di diversificarsi pur all’interno della piattaforma autonomista e glocalista. Non ci sarà quindi da meravigliarsi se nei prossimi mesi Lombardo e Miccichè, fino ad ora grandi amici e alleati, potrebbero trovarsi impegnati in un conflitto dialettico del tutto normale e giustificato, malgrado le loro stesse volontà.
Un solo suggerimento ai commentatori e ai giornalisti: abbassate anche voi i toni; controllate le espressioni emotive e provocative eccessive; siano stati assordati negli ultimi mesi; disinquiniamo l’area e le coscienze e ridiamo fiato all’impegno comune di cui abbiamo assoluto bisogno per rilanciare un Piano di sviluppo nel’interesse esclusivo dei nostri figli.
Ringrazio di cuore quanti hanno voluto commentare le mie riflessioni.
Se avessi avuto i votri e-mail avrei risposto puntualmente a ciascuno non certo per "difendermi" ma esclusivamente per arricchire il confronto con annotazioni non convenzionali.
Vorrei soltanto ricordare che tali considerazioni scaturiscono esclusivamente dalla analisi politica fattuale, cioè mettendo a confronto i pareri espressi dalle diverse fonti di diversa tendenza. E' evidente che chi fosse in possesso di tutti questi dati e non avesse una idea preconcetta da difendere troverebbe i miei commenti scontati.
Purtroppo la maggioranza non è in possesso delle diverse chiavi di lettura e quindi continua a ripetere gli stereotipi tradizionali.
Voglio assicurare i cari amici provocatori che ho letto a lungo e in largo non solo Sciascia e i nostri corregionali ma anche la letteratura inglese molto raffinata e ben informata sulla nistra storia. Sto ora preparando una breve storia dellla Sicilia in occasione del 150 anniversario della
Egr. Sig. Coniglio,
nel riallacciarmi ad una Sua risposta ad un mio commento sull’articolo di S. D’Anna del 9 marzo u.s., ritengo di poter ribadire quanto già suggeritoLe in quella occasione anche in ordine alle Sue preziose considerazioni sulle tre verita del governatore.
Avendo superato la maggiore età ormai da qualche anno, ritengo (io sicuramente) di aver ben chiari i principi fattuali che regolano la logica, come ritengo di avere altrettanto chiari anche i principi che regolano il συλλογισμς a Lei evidentemente molto caro.
Non ritengo pertanto opportuno addentrarmi in noiose dissertazioni sullo schema sillogistico del se “…è vero …” mentre, al contrario, ritengo opportuno suggerirLe una sana rilettura dell’immenso Sciascia che ha speso molte delle sue energie proprio per combattere il sofismo di maniera cui Lei sembra essere un fulgido esempio.
Ed a proposito di buone letture, nel condividere pienamente la funzione terapeutica dell’ottima opera di Platone (io tuttavia non mi occupo di tragedie né tantomeno apprezzo le Nuvole di Aristofane), mi auguro che Lei non sia un fan sfegatato di Thomas More la cui opera più nota ancora oggi divide chi la legge. A proposito, secondo Lei – per rimanere nella metafora – questa nostra meravigliosa isola Lombardo la considera una ου τοροσ o piuttosto una ευ τοροσ?
Si ritorni a ricostruire dopo tante macerie !
Grazie per il finale che aspettavo dopo un commento scontato che (tanto per cambiare) continua a produrre critiche (legittime) ma prive di una soluzione o comunque di un tentativo di trovare una soluzione plausibile da integrare ovviamente al contesto in cui viviamo che è il problema principale a mio modo di vedere. E' facile fare filosofia politica, cosa più difficile è invece cercare di uscire da una situazione inaccettabile di gestione della politica perpetrata da troppi decenni che ha solo rilegato la Sicilia ancora tra le regioni più "sottoutilizzate" d'Europa. Il termina sottoutilizzato sostituisce, per non offendere, un termine molto più crudo che noi di solito usiamo per indicare quei paesi con uno sviluppo inferiore ...(per intenderci).
Mi spiace ripeterlo ma io da comune cittadino e con un'intelligenza nella media, non posso non accorgermi che stati o regioni d'Europa che da circa 40 anni(!!!) fanno parte della Comunità Europea, siano stati messi in condizione di accorciare il divario economico e sociale dagli altri stati d'Europa più evoluti. L'esempio della Spagna entrata successivamente all'Italia è lampante avendo per decenni guadagnato il primato di stato europeo in grado di sfruttare il maggior numero di contributi stanziati dalla Comunità E. con progetti concreti, realizzabili che hanno cambiato il volto di una nazione che usciva (non dimentichiamolo) da una dittatura limitante. L'Irlanda è un altro esempio, l'Ungheria e così via ..
Noi (ritenendo la Sicilia un piccolo stato..) siamo qui a chiedere quelle cose basilari che avremmo dovuto risolvere almeno da 30 anni, continuando a chiedere soldi per le aziende di trasporto su gomma dopo 25 anni, non riflettendo che magari un'azienda debba essere sostenuta (a fondo perduto!!!) magari nel periodo di start-up per i primi anni e poi autogestirsi per il resto della vita. Qui no, ci siamo inventati i contributi a fondo perduto perenni!!
Ecco, questo è un piccolo segno per dire GUAI A TORNARE INDIETRO! E credo debba essere una massima da condividere poiché al contrario ci renderemo complici di una situazione che probabilmente a molti ha portato giovamento e ricchezza esteriore (perché non credo che dal punto di vista intellettuale abbia formato qualcuno..) ma che dobbiamo ritenere fallimentare per il bene comune. La disoccupazione è sotto gli occhi di tutti e l'abbassamento del livello dei valori è inconfutabile.
Guardiamo quindi avanti !! Questo potrebbe, dico, potrebbe essere un punto di partenza, sta a noi tutti, intendendo comuni cittadini ma soprattutto organismi, di partecipare attivamente con responsabilità e abbandonare la nostra amata finestra con persiana socchiusa (tipica del nostro folklore) che continua a permetterci di spiare, criticare, ridire e non farci notare.
Un caro saluto
MX
Personalmente sono assolutamente convinto delle cose che lei afferma.
Il guaio è che sempre personalmente e sulla mia pelle l'ho fatto e ho preso le mie belle bastonate, con il sorriso sornione di tanti (dietro le persiane).
E sempre personalmente le posso affermare che in Sicilia regolarmente le persone franche, pragmatiche e oneste vengono sempre e dico sempre fermate. Dalla mafia? No!
Da quel qualunquismo ipocrita che viene messo dai politici di ogni tempo a presidiare i gangli del potere amministrativo.
Se i politici li mettono li vuol dire che vogliono questo! E chi gli sta dietro (purtroppo tanti) gli dicono si e bravo!
Di contro una politica illuminata e senza clientele, in sicilia non viene eletta. Faccia lei!
Infine mi permetto di dirle che la politica è filosofia quindi è ragionamento. Ma no su come farsi altri mille elettori, ma come convincere una comunità (con fatti) che si sta facendo il giusto, per tutti e non per i mille elettori.
Poi se vuole parlare dell'andalusia o della catalogna, sappia che li prima fanno i progetti "cantierabili", poi li finanziano con fondi propri, poi li fanno e poi chiedono i soldi alla comunità europea. Perchè la vera differenza fra noi e loro è che noi guardiamo a domani mattina se non addirittura ad oggi pomeriggio, loro guardano a 10 anni, quindi credono nel futuro e sono convinti di questo credo. Poi se hanno fatto le cose giuste o sbagliate parleranno di queste. Noi invece parliamo sempre di cose giuste o sbagliate, però non fatte!
Conclusivamente, un politico che in Sicilia dice queste cose e le fa. Secondo lei quanto dura?
Non a caso abbiamo i Capitummino, i Capodicasa, i Crisafulli, i Cracolici, i Lumia, i Cuffaro i Miccichè e dulcis in fundo il Lombardo, i Mimmo Russo, i Mineo, i Musotto, I Cammarata. Vuole che continui?
Le tre verità di Lombardo:
1) La prima verità è che tutti i partiti hanno finalmente compreso che l’autonomia, .... .. costituisce una caratteristica fondamentale della politica;
2) La seconda verità ... è che il concetto di autonomia trova il suo fondamento in una visione glocalista della politica che consiste semplicemente nella necessità di rafforzare la realtà locale per poter creare una solida realtà nazionale ed internazionale;
3)La terza verità non meno importante è che Lombardo si è reso perfettamente conto che gli assillanti impegni di governo... gli ha impedito di dare vita ad un partito Mpa solido e ben organizzato;
Sig. Coniglio ..... rilegga con attenzione ciò che afferma e si renderà conto che sono affermazioni senza costrutto
1) Non è affatto vero che l'autonomia è un fondamento della politica.
2) Ciò che afferma è una ovvietà autonomia = localismo non una verità
3) E' la constatazione evidente che l'MpA e' e rimane un involucro privo di contenuti.
E' facile impastare l'argilla, ma fare vasi è un'altro mestiere. Sig. Coniglio!
Ma vi fermate ogni tanto - fra una campagna elettorale ed un'altra - e tentate di capire cosa vuole la "polis"?
Vedrà che quelle tre verità non sono niente di interessante "per la polis" forse lo sono per il futuro di un "politico" che vuole farsi spazio fra gli altri, molto misera come prospettiva.
La Sicilia non ha mai voluto l'autonomia ne etichettare il milazzismo come avanguardia autonomistica rende la verità su questo effimero evento storico di trasformismo politico di piccolo cabotaggio durato due anni!
In questo i Siciliani sono stati coerenti, perchè in 60 anni hanno smantellato questo corpo estraneo che è l'autonomia e il suo statuto speciale. Lo hanno demolito e sfruttato considerandolo un grimaldello su Roma.
Tentare di riempire di contenuti una storia fallimentare - oggi nel 2010 - è un'operazione inutile, pericolosa, fuori dalla realtà e soprattutto meramente elettoralistica. Come il ponte sullo stretto! O come questi due anni di anarchia lombardiana. Spero vivamente che fra qualche mese questo incubo finisca! Ci si rimbocchi le maniche e si ritorni a ricostruire dopo tante macerie!
Si ritorni a ricostruire dopo tante macerie !
Grazie per il finale che aspettavo dopo un commento scontato che (tanto per cambiare) continua a produrre critiche (legittime) ma prive di una soluzione o comunque di un tentativo di trovare una soluzione plausibile da integrare ovviamente al contesto in cui viviamo che è il problema principale a mio modo di vedere. E' facile fare filosofia politica, cosa più difficile è invece cercare di uscire da una situazione inaccettabile di gestione della politica perpetrata da troppi decenni che ha solo rilegato la Sicilia ancora tra le regioni più "sottoutilizzate" d'Europa. Il termina sottoutilizzato sostituisce, per non offendere, un termine molto più crudo che noi di solito usiamo per indicare quei paesi con uno sviluppo inferiore ...(per intenderci).
Mi spiace ripeterlo ma io da comune cittadino e con un'intelligenza nella media, non posso non accorgermi che stati o regioni d'Europa che da circa 40 anni(!!!) fanno parte della Comunità Europea, siano stati messi in condizione di accorciare il divario economico e sociale dagli altri stati d'Europa più evoluti. L'esempio della Spagna entrata successivamente all'Italia è lampante avendo per decenni guadagnato il primato di stato europeo in grado di sfruttare il maggior numero di contributi stanziati dalla Comunità E. con progetti concreti, realizzabili che hanno cambiato il volto di una nazione che usciva (non dimentichiamolo) da una dittatura limitante. L'Irlanda è un altro esempio, l'Ungheria e così via ..
Noi (ritenendo la Sicilia un piccolo stato..) siamo qui a chiedere quelle cose basilari che avremmo dovuto risolvere almeno da 30 anni, continuando a chiedere soldi per le aziende di trasporto su gomma dopo 25 anni, non riflettendo che magari un'azienda debba essere sostenuta (a fondo perduto!!!) magari nel periodo di start-up per i primi anni e poi autogestirsi per il resto della vita. Qui no, ci siamo inventati i contributi a fondo perduto perenni!!
Ecco, questo è un piccolo segno per dire GUAI A TORNARE INDIETRO! E credo debba essere una massima da condividere poiché al contrario ci renderemo complici di una situazione che probabilmente a molti ha portato giovamento e ricchezza esteriore (perché non credo che dal punto di vista intellettuale abbia formato qualcuno..) ma che dobbiamo ritenere fallimentare per il bene comune. La disoccupazione è sotto gli occhi di tutti e l'abbassamento del livello dei valori è inconfutabile.
Guardiamo quindi avanti !! Questo potrebbe, dico, potrebbe essere un punto di partenza, sta a noi tutti, intendendo comuni cittadini ma soprattutto organismi, di partecipare attivamente con responsabilità e abbandonare la nostra amata finestra con persiana socchiusa (tipica del nostro folklore) che continua a permetterci di spiare, criticare, ridire e non farci notare.
Un caro saluto
MX
Le tre verità di Lombardo:
1) La prima verità è che tutti i partiti hanno finalmente compreso che l’autonomia, .... .. costituisce una caratteristica fondamentale della politica;
2) La seconda verità ... è che il concetto di autonomia trova il suo fondamento in una visione glocalista della politica che consiste semplicemente nella necessità di rafforzare la realtà locale per poter creare una solida realtà nazionale ed internazionale;
3)La terza verità non meno importante è che Lombardo si è reso perfettamente conto che gli assillanti impegni di governo... gli ha impedito di dare vita ad un partito Mpa solido e ben organizzato;
Sig. Coniglio ..... rilegga con attenzione ciò che afferma e si renderà conto che sono affermazioni senza costrutto
1) Non è affatto vero che l'autonomia è un fondamento della politica.
2) Ciò che afferma è una ovvietà autonomia = localismo non una verità
3) E' la constatazione evidente che l'MpA e' e rimane un involucro privo di contenuti.
E' facile impastare l'argilla, ma fare vasi è un'altro mestiere. Sig. Coniglio!
Ma vi fermate ogni tanto - fra una campagna elettorale ed un'altra - e tentate di capire cosa vuole la "polis"?
Vedrà che quelle tre verità non sono niente di interessante "per la polis" forse lo sono per il futuro di un "politico" che vuole farsi spazio fra gli altri, molto misera come prospettiva.
La Sicilia non ha mai voluto l'autonomia ne etichettare il milazzismo come avanguardia autonomistica rende la verità su questo effimero evento storico di trasformismo politico di piccolo cabotaggio durato due anni!
In questo i Siciliani sono stati coerenti, perchè in 60 anni hanno smantellato questo corpo estraneo che è l'autonomia e il suo statuto speciale. Lo hanno demolito e sfruttato considerandolo un grimaldello su Roma.
Tentare di riempire di contenuti una storia fallimentare - oggi nel 2010 - è un'operazione inutile, pericolosa, fuori dalla realtà e soprattutto meramente elettoralistica. Come il ponte sullo stretto! O come questi due anni di anarchia lombardiana. Spero vivamente che fra qualche mese questo incubo finisca! Ci si rimbocchi le maniche e si ritorni a ricostruire dopo tante macerie!
Egregio Sig. Comiglio,
ma dove siamo nel paese dei balocchi?
oppure nel paese delle meraviglie di Alice?
Ma suvvia!!!
Ma è mai possibile che in Sicilia non si affrontino mai questioni pratico-applicative e si parli sempre di Laboratori, Autonomia (da ormai 60 anni) e ora addirittura di "Centro Studi" o di "Fondazioni" o altre stramaledette cose del genere.
Vorrei fare all'autore dell'articolo una semplice domanda:
mi indica per favore almeno una regione nel panorama internazionale che da 60 anni fa "Laboratori", "Centri Studi", "Fondazioni" o cose del genere come fa la Sicilia? E se tale regione/i esistessero vogliamo fare alcune riflessioni sul loro livello di sviluppo socio-economico e confrontarlo con quello della Sicilia?
Mi permetto di lanciare una proposta: quando i nostri rappresentanti politici macchingegnano le loro alchimie, possiamo abolire per protesta e rispetto dei siciliani, nei mezzi di informazione, la parola "Laboratori politici", "Centri studi", "Fondazioni" ed altre min...te del genere ed utilizzare altri epiteti un po' più originali?
Chiedo scusa per l'eventuale tono eccessivo
Francesco, Catania
P.S. se proprio non ne possiamo fare a meno di questo fantomatico Centro Studi, sarebbe possibile prima del 31 dicembre 2011 mettere nell'agenda dei lavori di tale Centro il problema di Termini Imeree?