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Generazione Italia è una corrente, protesta La Russa
“Non mi iscrivo”. Ignazio abbandona Fini?

18 marzo 2010 11:06
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Ignazio La Russa vuole un Pdl carismatico in cui le cariche si eleggono durante i congressi. Che partito sia, è difficile capirlo, ma La Russa ha le idee chiare. Ciò che non gli piace lo dice senza peli sulla lingua, specie quando c’è di mezzo Gianfranco Fini, una volta “indiscusso leader di AN”, ed ora – teme La Russa – capo di una corrente alla quale non intende iscriversi.

 

Tanto tonò che piovve, insomma. La Russa ha prima disegnato un ruolo di mediatore fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, ruolo che a quanto pare calzava a pennello alle sue attitudini, che in passato invece lasciavano prevedere ben altro, ed ora ne disegna un altro, di oppositore delle derive correntizie.

 

Il motivo del contendere è costituito dall’annuncio, dato dal vicecapogruppo della Camera, Italo Bocchino, della nascita di Generazione Italia, che ha come obiettivo la costruzione di un partito moderno, con una robusta democrazia interna, ispirato a Gianfranco Fini. La Russa non era stato informato? È stato informato ma non vi ha aderito? Chi lo sa, il fatto è che il Pdl non è nuovo a queste novità. Proprio pochi giorni or sono Silvio Berlusconi fece altrettanto, convocò un’assemblea di aderenti ai circoli, chiamò accanto a sé Michela Brambilla, attuale ministro del Turismo, e comunicò di volere dare vita ai “promotori delle libertà”, un esercito di giovani e meno giovani che avrebbero dovuto difendere il partito e il suo leader ovunque fosse necessarie, nelle piazze e nelle istituzioni. Sui Promotori della libertà nessuno ebbe alcunché da obiettare, pur trattandosi di un organismo non previsto dallo Statuto interno né discusso ad alcun livello con chicchessia.

 

Non era una corrente? Si chiedono i finiani. Ed allora di che si tratta? L’ala movimentista e berlusconiana del Pdl, qualcuno spiega. La Russa non chiese lumi, né lo fecero altri. Bocchino fece altrettanto ma affrettò i tempi di una iniziativa pensata a lungo che avrebbe dovuto fare da corollario ai laboratori di Farefuturo e del Secolo d’Italia, dove gli intellettuali della destra “moderna”, affrontano le questioni della quotidianità offrendo spunti allo “smarcamento” di Fini.

 

Generazione Italia potrebbe diventare una corrente – del resto il Pdl è abitato da decine di Fondazioni che fanno capo ai dirigenti più in vista – ma è sicuramente una risposta tempestiva e tranciante al “solista” Berlusconi, un messaggio chiaro: se tu fai quello che vuoi, noi facciamo altrettanto, vogliamo stare dentro un partito senza padroni. Più o meno.

 

“Generazione Italia? si può leggere in due modi”, spiega La Russa in una intervista a 'Il Riformista', “se è solo un luogo di dibattito e confronto ben venga, visto che i partiti del dibattito e del confronto hanno vitale necessità. L'altro modo di leggerla è quello di un disturbo durante la campagna elettorale".. "Fini -afferma tra l'altro il ministro della Difesa- mi ha detto che sui giornali sono usciti molti retroscena fantasiosi e che se ha qualcosa da dire lo dirà direttamente". Ma se Generazione Italia dovesse, di fatto, rivelarsi una corrente, La Russa sottolinea che non vi aderirà, "per il ruolo" che ha, innanzitutto. "Nel Pdl -argomenta La Russa- considero positivi luoghi di dibattito e di confronto che arricchiscano la vita del partito. Sto lavorando per questo, non per dividere".

Nel Pdl, comunque, serve "una nuova sintesi. Non è -spiega il ministro- l'amalgama che manca. Si deve affermare una concezione comune del partito. Forza Italia era un partito carismatico, An aveva un leader indiscusso che prendeva decisioni anche attraverso la condivisione politica. Nel Pdl non bisogna rimpiangere, né seguire l'una o l'altra concezione. Va costruito un partito carismatico, moderno, leggero, ma con una struttura politica che funzioni. E che non abbia bisogno di quel ruolo di mediazione che ho svolto io. Per dirne una: non si può non immaginare nei prossimi anni un congresso in cui le cariche si eleggano, come peraltro prevede lo statuto che ci siamo dati".
 

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Anonimo 19 marzo 2010   09:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 19 marzo 2010. Visualizza »

Ma come è bizzarra la vita. Il partito o la corrente denominata "Generazione Italia" invoca una democrazia interna all'interno del PDL. Giusto, desiderio sacrosanto. Ma è strano che a parlare siano i tirapiedi di quel Fini che quando era Segretario di AN la democrazia interna non la praticava proprio, tanto che se andarono sbattendo la porta prima Nello Musumeci e poi Francesco Storace e Teodoro Bontempo. Chi di spada ferisce, dice il proverbio, di spada perisce, dunque Gianfri non ha titolo per invocare oggi da altri una democrazia interna che lui non ha fatto conoscere in AN. Poteva non sciogliere il Partito all'invito del Berlusca, poteva benissimo resistere come bene ha fatto in quella occasione Bossi, avrebbe avuto allora tutta la destra dietro, oggi gli unici che gli battono le mani stanno a sinistra.

Provi a candidarsi con sicuro successo Segretario del PD, tanto Bersani non durerà ancora molto.

.......trooooopppppoooo beeeelllloooo!!!!! Questo commento è azzeccatissimo..... sono d'accordo al 101 per cento!Fini vada a farsi F......  ha fatto il bello ed il cattivo tempo fin quando ha voluto.....ora si tenga Bocchino.......un cognome ed una garanzia.... 

Anonimo 18 marzo 2010   23:00

Ma come è bizzarra la vita. Il partito o la corrente denominata "Generazione Italia" invoca una democrazia interna all'interno del PDL. Giusto, desiderio sacrosanto. Ma è strano che a parlare siano i tirapiedi di quel Fini che quando era Segretario di AN la democrazia interna non la praticava proprio, tanto che se andarono sbattendo la porta prima Nello Musumeci e poi Francesco Storace e Teodoro Bontempo. Chi di spada ferisce, dice il proverbio, di spada perisce, dunque Gianfri non ha titolo per invocare oggi da altri una democrazia interna che lui non ha fatto conoscere in AN. Poteva non sciogliere il Partito all'invito del Berlusca, poteva benissimo resistere come bene ha fatto in quella occasione Bossi, avrebbe avuto allora tutta la destra dietro, oggi gli unici che gli battono le mani stanno a sinistra.

Provi a candidarsi con sicuro successo Segretario del PD, tanto Bersani non durerà ancora molto.

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