In prima linea
In prima linea

Berlusconi non incontra Lombardo
e non telefona a Miccichè. En attendant Godot?

17 marzo 2010 13:04
Leggi i commenti 14   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

Se il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, si rammarica del fatto che il presidente del Consiglio non ha trovato tempo di incontrarlo per alcuni mesi e il leader del Pdl Sicilia, Gianfranco Miccichè, aspetta di ricevere una telefonata dal presidente del Consiglio, telefonata che non arriva  mai, significa che i due condottieri della rivoluzione siciliana non hanno affatto rotto i ponti con Roma, tutt’altro. Non è, beninteso, che l’atteggiamento di attesa sia proprio lo stesso per entrambi. Lombardo esprime un rammarico istituzionale, perché osserva che la disattenzione verso il governatore di una regione importante come la Sicilia non è facilmente comprensibile. Miccichè esprime un rammarico amicale e, come capita inn questi casi, pur ribadendo il bisogno di attendere, giura di non stare accanto al telefono giorno e notte. Se la telefonata arrivasse, che cosa accadrebbe?

Affari suoi, siete indotti a rispondere. E snagliate, una telefonata, come ripeteva un vecchio spot, può cambiare la vita. In Sicilia, può cambiare tutto, dal governo alle cose da fare.

 

Lombardo, tuttavia, ha dovuto giustificare il suo crepuscolo, attribuito inizialmente, alla persona del capo del governo, e successivamente al bipolarismo. E Miccichè ha dovuto ribadire, a causa di ciò,, che “il presidente, cioè Silvio Berlusconi, non si tocca”.

 

Non è che non si sapesse di Miccichè e Berlusconi. Marcello Dell’Utri si gioca la testa sulla fedeltà di Gianfranco,  e rifiuta di vedere ciò che ha sotto gli occhi quando si discute sulla questione, ma fa sempre impressione a chi segue una logica della gente comune, sentire del giuramento di Pontida pronunciato da chi ha sparigliato il partito del leader amatissimo.

 

Come si fa a stare nel governo e a combattere il governo? Come si fa a proclamare fedeltà nell’uomo Berlusconi, e nel contempo, organizzare la rivolta contro di lui? Come si fa a stare, appunto, in modo così plateale con due piedi in una staffa, mentre si dichiara urbi et orbi che non è più il momento di stare, appunto, con due piedi in una scarpa?

 

Sono domande che si pongono in tanti, all’indomani di una “due giorni” che a Villa Igea a Palermo, aveva spalancato le porte - così pareva – ad una svolta epocale negli equilibri politici siciliani. C’era addirittura chi giurava, sempre a proposito di giuramenti, che di fatto sarebbe nata in Sicilia una nuova maggioranza  comprendente Pdl Sicilia, Mpa e Pd, a tutto campo, come sbocco inevitabile. Lo “smarcamento” di Miccichè riferito attraverso le agenzie di stampa e la chiara intenzione di rompere ogni indugio, schierandosi  a favore di un Partito del Sud capace di contrapporsi al leghismo nordista, aveva fatto credere nella svolta.

 

Dare vita a un soggetto politico e indicarlo come un fiero oppositore del leghismo  al governo, è apparso una dichiarazione di guerra, oltre che l’illustrazione di una motivazione forte  e di una identità “adulta”, cioè sganciata dal Pdl e dal suo leader. Ma i ragionamenti semplici non sono quelli giusti.  

 

Pare che ci sia stata una sterzata brusca all’interno della galassia ribelle che non se la sente di mollare il Pdl e considera lo scisma poco più che una scappatella. C’è chi sostiene che si tratti di una marcia indietro provocata dal fuori onda di Report, durante il quale Raffaele Lombardo, ha anticipato le difficoltà di Nino Bevilacqua di  trovare sponsor disponibili come in passato nell’area etnea. C’è infine chi alza le spalle e non vede nulla di nuovo in ciò che accade. Miccichè non aspetterebbe altro che quella telefonata cui egli stesso accenna, del premier.

 

Quando questa telefonata arriva, che succede? Il figliol prodigo torna a casa, il Lombardo ter torna alle origini, il Pd riprende il ruolo affidatogli dagli elettori, opposizione?

 

Troppo facile. Sarebbe Miccichè a concedere il diritto di cittadinanza nella coalizione di centrodestra al Mpa e al governatore. L’ala ex Margherita del Pd farebbe salti di gioia nel catanese, almeno fino all’appuntamento elettorale, al quale il Pdl (finiani compresi) intendono arrivare senza il Partito del Sud.

 

Uomini di Miccichè, come il deputato regionale Mineo, ribadiscono  una vecchia posizione: “Il Partito del Sud va fatto per contrapporsi alla deriva leghista, ma lo faremo con l’assenso di Berlusconi”.  Assenso che finora né Berlusconi, né l’intero gruppo dirigente del Pdl si è mai sognato di dare. Se lo facesse, perderebbe l’alleanza leghista alla quale Berlusconi non intende minimamente rinunciare. Un ossimoro, insomma.

 

Lombardo  sembra ostaggio di questa situazione poche ore dopo una kermesse che pareva avere confermato la sua leadership e la bontà delle sue intuizioni meridionaliste. Fuga in avanti, a quanto pare. Miccichè vuole che si sburocratizzi l’apparato, i dirigenti regionali perdano i cordoni della borsa e che quanto è preteso dalla legge, se rispettato, non abbia bisogno di autorizzazione. Regole leggere, dunque, e su questo si gioca tutto, anche il governo che ha contribuito a creare. La causa è buona, ma bisogna vedere come arriva in porto se ci arriva, e se sia un obiettivo reale, slegato dalla necessità di avere pronto per l’uso un buon motivo per ricusare il governo Lombardo  (ove dovesse arrivare la telefonata di…).

 

E’ un quadro sconcertante che va in linea di collisione con  le stesse sollecitazioni che il Pdl Sicilia fa al governo sulle riforme. Lo indebolisce e lo sequestra, mentre chi chiede di gettare il cuore oltre l’ostacolo.

 

Il contesto, tuttavia, ospita anche le contraddizioni del Pd, che sui nuovi equilibri politici non è riuscito a maturare una posizione netta e condivisa.  Il problema del Pd non è tanto la diversità, ma il rispetto delle posizioni maggioritarie.  Stare dentro un partito significa accettarne la democrazia.

 

La compattezza del Pd, qualunque sia la sua posizione, potrebbe aiutare l’uscita dai veti incrociati su tutto o quasi.

 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
andersonefareweto 18 marzo 2010   21:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

Non è vero che Miccichè stia con due piedi in una staffa: lui invece sta o pretende di stare con un piede in due staffe. Sembrerebbe assurdo, ma non lo è: perchè bisogna capire che Miccichè, che di politica ne mastica un po', sta attendendo che il Pdl imploda, dopo di che il basto per montare sull'asino se lo troverà pronto, perchè s'è premunito con Lombardo a progettarlo sotto la specie del partito del sud. Quindi questo fantomatico partito è la sella di riserva.

Cascato un asino se ne sella un altro. Fra' Galdino

Concordo con lei ..... Fratel Galdino e dè proprio quel che intendevo dire, in sostanza.

Solo che, per io quanto lo auspichi da tempo, non darei tanto per scontata l'implosione del PDL, almeno non in tempi brevissimi.

Molto dipende dall'esito delle regionali, anche se i segnali di questo forse imminente "crack", in effetti, si fanno sempre più evidenti.

Mi auguro comunque che abbia ragione Lei, che su questo argomento sembra avere informazioni più dettagliate e precise delle mie.

Un caro saluto.

 

Anonimo 18 marzo 2010   05:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

Nonostante che non abbia mai nutrito personali simpatie politiche verso Berlusconi, devo ammettere che all'ingratitudine umana non vi è limite. Don Raffaele e il suo degno scudiero Ginfranco stanno dimostrando d'essere dei veri campioni di ingratitudine nei confronti di quello che fu il loro grande protettore e colui al di sotto delle cui ali li ha fatti assurgere agli attuali odierni onori. 

E allora? Casini, delfino di Forlani non doveva abbandonarlo e continuare la sua lotta a favore del suo "padrino"  ?  Sai quante persone ho avviato nel mio settore lavorativo e di cui ho perso completamente le tracce?

L'amore all'infinito non esiste neanche tra due innamorati follemente che tra qualche anno potrebbero lasciarsi.. la vita è questa, fattene una ragione.

   

Anonimo 18 marzo 2010   00:45
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

Non è vero che Miccichè stia con due piedi in una staffa: lui invece sta o pretende di stare con un piede in due staffe. Sembrerebbe assurdo, ma non lo è: perchè bisogna capire che Miccichè, che di politica ne mastica un po', sta attendendo che il Pdl imploda, dopo di che il basto per montare sull'asino se lo troverà pronto, perchè s'è premunito con Lombardo a progettarlo sotto la specie del partito del sud. Quindi questo fantomatico partito è la sella di riserva.

Cascato un asino se ne sella un altro. Fra' Galdino

Frà Galdino, bisogna vedere quale asino cascherà... è molto più credibile che i due compari si siano scelti l'asino e la sella sbagliati.

Anonimo 17 marzo 2010   23:30

Berlusconi jè megghiu ka non telefona a nuddu...

Anonimo 17 marzo 2010   18:42

Nonostante che non abbia mai nutrito personali simpatie politiche verso Berlusconi, devo ammettere che all'ingratitudine umana non vi è limite. Don Raffaele e il suo degno scudiero Ginfranco stanno dimostrando d'essere dei veri campioni di ingratitudine nei confronti di quello che fu il loro grande protettore e colui al di sotto delle cui ali li ha fatti assurgere agli attuali odierni onori. 

Anonimo 17 marzo 2010   18:15

Una cosa è certa non esisterà, nell'immediato futuro, alcun partito che non sia portatore di interessi territoriali radicati. Dunque sul Partito del Sud la variabile non è riferibile alla nascita ma semplicemente da chi arriveranno le adesioni e con quale gerarchia si strutturerà.

 

Questo è fin troppo noto a tutte le aggragazioni politiche presenti nello scenario nazionale. Il problema attuale riguarda semmai il retaggio culturale dei politici siciliani che per anni sono stati votati alla subordinazione verso le volontà espresse a settentrione, volontà che la lega tutela solo in piccola parte, un retaggio che trascina una inagegutezza verso la autonoma determinazione di programmi politici che non siano di importazione.

 

A differenza della lega, che nasce dalla competizione gruppi pseudo autonomisti, in Sicilia questo processo si avvale, nell'immediato, dell'esperienza di quanti hanno convissuto con la subordinazione coatta, accentandone i principi. Per costoro non può esistere la logica di buttare il cuore oltre l'ostacolo, quanto invece il calcolo legato alla certezza che tali scelte producano un vantaggio di tipo personale collegato ad una prospettiva politica che li garantisce nel tempo.

 

Questa condizione, al momento, alimenta questa apparente confusione, Lombardo in questo gioca d'anticipo lui il suo partito territoriale l'ha già realizzato, consapevole però che così com'è risulta insufficiente, consapevole inoltre,vedi europee, che non consente margini di crescita apprezzabili; dunque tutti pronti ma tutti guardinghi per evitare ustioni profonde. Questo è il risultato prodotto da decenni di vassallagio politico utilizzato dai colonizzatori per la dominazione sui territori del meridione.

 

La consapevolezza che non c'è posto per tutti crea ulteriori lacerazioni, la resistenza verso questo cambiamento non più procrastinabile trascina scenari del tutto imprevedibili rispetto alle basi su cui si fonderà il raggruppamento meridionalista o meglio sicilianista, contrariamente alla certezza della sua nascita e della sua evoluzione.

 

Zetan

 

 

 

 

 

 

Anonimo 17 marzo 2010   16:51

Nessuno pensa che insieme alla fine del tempo di Berlusconi, si approssima la fine di Lombardo? Non manca molto che venga smarcato dal Pd, allorchè si renda conto che marciando da solo può arrivare più prossimo alla meta. In fondo, chi ha tenuto in piedi Lombardo fino ad oggi? E' stato Berlusconi ancora grato per passati favori. Il Lombardo bis, è nato su questi presupposti. In fondo, il placet del cavaliere se non era esplicito, implicitamente spronava Miccichè e con lui Lombardo ad andare avanti. Oggi Lombardo corregge le sue affermazioni. Eppure nel suo blog erano molto chiare e lampanti. Sembravano quasi un messaggio di guerra. Certo che la politica è una grande schifezza!!! Penso proprio che se non avverrà in queste elezioni regionali la disfatta del Pdl, Miccichè , come il figliol prodigo tornerà a casa. Non sono sicuro prò che il padre fare uccidere per lui il vitello grasso.Le prossime regionali, la grnde svolta della politica nazionale e regionale.

Anonimo 17 marzo 2010   15:56

Entrambi i protagonisti di questa impasse mi sembrano i soliti PUPIDDI che fanno il paio con tanti altri PUPIDDI (tranne, guarda caso, coloro che ci hanno lasciato le penne nel tentativo di scardinare il sistema di potere FEUDALE in vigore da diversi decenni) che da più di cinquant'anni si sono susseguiti negli scranni del Parlamento siciliano. Che tristezza che trasmette questa terra. Siamo proprio patetici.

 

Residente Z.E.N.

Anonimo 17 marzo 2010   15:55
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 17 marzo 2010. Visualizza »

Tutti aspettano le regionali di fine mese per sapere se scendere o meno dal carro del Cavaliere.

Non è vero che Miccichè stia con due piedi in una staffa: lui invece sta o pretende di stare con un piede in due staffe. Sembrerebbe assurdo, ma non lo è: perchè bisogna capire che Miccichè, che di politica ne mastica un po', sta attendendo che il Pdl imploda, dopo di che il basto per montare sull'asino se lo troverà pronto, perchè s'è premunito con Lombardo a progettarlo sotto la specie del partito del sud. Quindi questo fantomatico partito è la sella di riserva.

Cascato un asino se ne sella un altro. Fra' Galdino

Anonimo 17 marzo 2010   15:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 marzo 2010. Visualizza »

Quello che dovrebbero fare adesso i consiglieri regionali che non vogliono che si entri nel Governo Lombardo, è la stessa posizione che assunsero Cracolici e Lumia quando si celavano minacce di scissione se non si fosse appoggiato il Governo Lombardo.

Con questa mossa se Miccichè esce dal Governo Lombardo e se i "lealisti del PD non appoggiano Lombardo" si va tutti a casa e si rivota.

Così si fà chiarezza e si da giustizia agli elettori del PD che non vogliono saperne del Governo Lombardo.

Un saluto.

Il PD siciliano non puo' fare da stampella a questi volponi del tracchiggio (Micci&Lombard). Prima lasciano al loro destino questi finti meridionalisti e meglio e': si torna al voto cosi soltanto si vedra' chi sta da una parte e chi dell'altra, chi con Berlusca e chi non, chi con i Siciliani e chi ...con la cassa!

 

Coniglio dove sei?Mi manca il tuo glocalismo applicato alla gsicilia ...

Anonimo 17 marzo 2010   15:26

Quello che dovrebbero fare adesso i consiglieri regionali che non vogliono che si entri nel Governo Lombardo, è la stessa posizione che assunsero Cracolici e Lumia quando si celavano minacce di scissione se non si fosse appoggiato il Governo Lombardo.

Con questa mossa se Miccichè esce dal Governo Lombardo e se i "lealisti del PD non appoggiano Lombardo" si va tutti a casa e si rivota.

Così si fà chiarezza e si da giustizia agli elettori del PD che non vogliono saperne del Governo Lombardo.

Un saluto.

Anonimo 17 marzo 2010   13:53

ma se non sanno neanche loro quello che vogliono e in che modo mangiarsi ancora meglio la sicilia... come possiamo pretendere di sapere da che parte stanno ... di certo ognuno di loro sta dalla loro propria parte... com'e' stato fino ad ora.

 

sentiamo ... chi tra coloro che pongono attenzione a queste mosse di potere, ha la fiducia che tutto si tradurra' in beneficio dei Siciliani?

c'e' un solo fesso che ci crede? che pensa che cambiera' qualcosa?

ma allora, quando ci saranno le elezioni, e tutti questi faccendieri come le lumache usciranno dal guscio e si ricorderanno di noi, ci faranno chiamare, ci inviteranno a penosissimi drink propagandistici, ci prometteranno lavoro ... perche' quel giorno non li mandiamo tutti a fare ... in quel posto?

E' che sono troppi quelli che hanno beneficiato di elemosine, di posti alla gesip, alla sispi e tanti altri presso altri baracconi spendisoldi.... e che voteranno e faranno votare .. Altri votreranno sempre per un buono di benzina o per qualche kg di pasta ....

Se troverete uno soltanto che voterà con fermezza fiero delle proprie idee ... vi prego, segnalatelo.

 

Anonimo 17 marzo 2010   13:28

Non si capisce chiè il figlio e chi il figlioccio una cosa è certa più si capisce e più ci si rende conto in quale fogna viviamo. per cambiamento si intende sostituzione di uomini, ma il sistema rimane uquale

andersonefareweto 17 marzo 2010   13:18

Tutti aspettano le regionali di fine mese per sapere se scendere o meno dal carro del Cavaliere.

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Altre notizie