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Gli stipendi d’oro di Palazzo dei Normanni. Silenzio unanime, il bunker resiste. Ma fino a quando?

16 marzo 2010 20:18
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Siamo impegnati in una battaglia impari e solitaria per la trasparenza sui costi della politica. Non siamo decoubertiniani, ci piace vincere, ma non significa che ci tiriamo indietro se le difficoltà sono tante, anzi. Siamo convinti

di stare dalla parte giusta, quindi la solitudine e gli ostacoli non ci spaventano. L’impegno si commisura alla bontà del risultato e non alla percentuale di successo. Fosse così, il mondo non avrebbe fatto passi avanti e staremmo ancora appesi agli arcana imperii. Che resistono soltanto in alcuni palazzi del potere, come il parlamento regionale, ma non nella pubblica amministrazione, dove le regole dell’accesso cominciano a trovare diritto di cittadinanza, seppure lentamente.

Abbiamo chiesto, come molti nostri lettori sanno, di avere notizia su come si spendono i soldi dei siciliani a Palazzo dei Normanni ma non abbiamo avuto alcun cenno di risposta, così abbiamo pensato di scandire i tempi dell’attesa con un timer che trovate nella home page di SiciliaInformazioni tutte le volte che vi piace sapere quanta pazienza abbiamo avuto.

I tempi dell’attesa sono inversamente proporzionali alla maturità istituzionale e politica del Parlamento regionale. Nessuna sensibilità, nessuna consapevolezza del fatto che i cittadini hanno diritto di sapere come i deputati regionali spendono le risorse pubbliche per pagare se stessi e coloro che lavorano per il Parlamento: indennità, emolumenti, bonus, vitalizi e così via. Non si rendono affatto conto che gli stipendi d’oro – astronomico il compenso deciso a favore del capo di gabinetto del Presidente dell’Assemblea – di cui si favoleggia offrono una immagine di irresponsabilità dannosissima.

Quel che sorprende, naturalmente, è il silenzio unanime. Se ne stanno tutti zitti, deputati di maggioranza e opposizione. Un errore clamoroso, perché anche un buon compenso può essere legittimamente spiegato. Nascondere l'emolumento è la scelta peggiore per i parlamentari, così come la loro estraneità sostanziale alla vita del Palazzo, ai provvedimenti onerosi a favore di qualcuno o qualcosa.

Che interesse ha il deputato attento e scrupoloso, attivo e diligente, a “coprire” privilegi ed eccessi della sua amministrazione? Nessuno, anzi ne trae grande svantaggio, perché si fa di tutta l’erba un fascio.

Responsabilità collegiale, dunque, anche se a decidere sono in pochi ed ad averne i frutti pochissimi.

E’ vero che gli stipendi dei dipendenti del Parlamento regionale sono alti, ma alcuni stipendi sono altissimi, inconcepibili, ed altri, invece, in considerazione della delicatezza dell’impegno, perfino accettabili.

Perché mai viene consentito che all’interno della stessa amministrazione vi siano differenze siderali di reddito dell’ordine di ventimila euro mensili. Una forbice destinata ad aumentare anno dopo anno vertiginosamente perché gli aumenti di stipendi e gli scatti stipendiali vengono concessi in percentuale. Non si migliora di cento o mille euro, ma del tre o cinque per cento con la conseguenza che chi sta in alto guadagna enormemente di più.

Scandaloso, no? Ma è così e non sarà mai diversamente fino a che qualcuno, uno dei novanta deputati, non si alzi e dica: basta, è troppo, dobbiamo darci una regolata, altrimenti finisce che prima o poi non ci sopporta più nessuno.

Basta uno solo, vi chiederete? Sì, basta uno solo, che non si tiri indietro il giorno dopo.

Il Presidente dell’Assemblea, Cascio, per un anno – si è consentito un pausa negli ultimi mesi – ha sbandierato una volontà di risparmio, fino a che il bilancio non ha rivelato che i conti in rosso sono peggiorati invece che migliorare.

Le sue responsabilità politiche provengono dal ruolo, non da altro. Il fatto che il suo capo di gabinetto sia stato trattato con i guanti gialli, certo, non sembra avvalorare una volontà di risparmio, ma si tratta pur sempre di un episodio, seppur indicativo delle scelte politiche del Palazzo.

Qualche mugugno comincia ad affiorare, tuttavia, ma non proviene dalla parte politica. Riguarda la necessità di rispettare il cosiddetto parametro in tutto e per tutto, anche quando non conviene. Che cosa sia il parametro è presto detto: l’allineamento del Parlamento regionale al Senato della Repubblica sia per le regole quanto per gli stipendi e l’organizzazione interna. Gli scostamenti ci sono e tutti favorevoli.

Per rompere il silenzio abbiamo assunto l’iniziativa di formalizzare le nostre richieste, ricorrendo alle raccomandate e - ove necessario – agli organi di controllo della trasparenza, ma abbiamo da affrontare un regolamento dell’accesso, che è un bunker realizzato allo scopo di disincentivare i propositi di chi vuole sapere.

Vi informeremo puntualmente sull’esito delle nostre iniziative.

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Anonimo 07 aprile 2010   19:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 aprile 2010. Visualizza »

Ad Angelo 41: la rivoluzione francesce si é scagliata contro un sistema aristocratico al fine di promuovere un sistema democratico. Lei invece vorrebbe distruggere con "i forconi" le istituzioni democratiche, per favorire cosa? Un sistema antidemocratico? Una dittatura? Vede Angelo 41, la democrazia si cambia dall'interno. Cominci a candidarsi, cominci a prendere più voti di quelli dei suoi familiari, faccia le sue battaglie se ce la fa...ma francamente, considerato quello che scrive e come lo scrive, dubito fortemente che Lei ne sia capace.

 

All'anonimo che non contesta la professionalità, bensì gli emolumenti e la produttività dei dipendenti ARS ri-dico due cose.

La produttività di un'assemblea parlamentare non si misura nel numero di leggi approvate (tipo mercato, un tanto al kilo). In un Parlamento si fanno tante cose: dalle audizioni per conoscere i problemi del territorio per prendere poi le decisioni migliori, alla gestione (anche turistrca) del Palazzo reale, dai pareri sulle nomine governative, agli atti ispettivi e di controllo sull'operato del governo, dalle leggi a...tanto altro.  Il mercato lasciamolo alla Vucciaria o a Ballarò.

 

Sugli stipendi (e sempre lo stesso discorso...che barba, che noia). Se qualche eccesso c'è, si può anche sottolinearlo. Però la sua forsennata e violenta battaglia non è indirizzata a correggere qualche caso isolato (tipo il sign. Crosta...a proposito, perché non ne aveva scritto mai niente?), bensì a scardinare tutto il sistema. E non mi sembra neanche che la sua battaglia sian indirizzata verso al Regione siciliana, bensì verso un solo organo della Regione. Lei non usa un bisturi, lei usa la sega elettrica. Lei non è interessato a correggere, bensì a distruggere. E così, caro anonimo, così non va.

Se per un posto di lavoro pubblico particolarmente delicato si vuole l'eccellenza (cosa che credo lei non contesti), il suddetto posto bisogna pagarlo più di un LSU o, magari, di un addetto stampa. Al contrario, l'"eccellenza" farà l'avvocato, tenterà le strade di notaio o magistrato, di medico, di commercialista o "chessoio". Ripeto ancora una volta: se si vuole che parte dell'eccellenza siciliana (parte di quella che ha passato le domeniche a studiare invece di fare le gite al mare) rimanga nella nostra terra e/o lavori per il pubblico "regionale" bisogna pagarla bene, perché al contrario ci sono tante strade lavorative (con orari più comodi, ad es.). Se lei invece vuole far coadiuvare i politici nel processo legislativo (quindi nel settore delle regole delicatissime che modificheranno il comportamento di 5 milioni di siciliani e possono determinarne ricchezza e povertà, salute o malattia) da qualche PIP o LSU, portaborse o contrattista a progetto, continui la sua battaglia, che ci porterà velocemente nel baratro.

 

Il lettore

quoto: "se si vuole che parte dell'eccellenza siciliana (parte di quella che ha passato le domeniche a studiare invece di fare le gite al mare) rimanga nella nostra terra e/o lavori per il pubblico "regionale" bisogna pagarla bene.."

 

ma di quale eccellenza si parla? forse di quella che ci sta portando alla malora..(dato di fatto) se è così che vadano a fare i ricconi da un'altra parte non mangino con il denaro pubblico.

politici=ladroni

mi viene in mente il paradosso:"papà cosa farò da grande?; scegli o il politico.....potrai mangiare a sbafo tanto sei giustificato dal fatto che sei un'eccellenza...(si laureano cani e porci ma solo in pochi ce la fanno, o mafiosi o raccomandati)" o puoi fare il precario, ti fai arrestare ti danno un sussidio e poi tutta la comunità ti dà contro perchè togli il posto a chi lo merita... (600,00 euro)"

ma! forse la verità è che questa terra non cambierà mai, ma non siate ridicoli state sempre a cadere sul patetico

Anonimo 05 aprile 2010   21:01

Non capisco: perchè questo articolo compare e scompare a singhiozzo?

Anonimo 23 marzo 2010   11:21

Ad Angelo 41: la rivoluzione francesce si é scagliata contro un sistema aristocratico al fine di promuovere un sistema democratico. Lei invece vorrebbe distruggere con "i forconi" le istituzioni democratiche, per favorire cosa? Un sistema antidemocratico? Una dittatura? Vede Angelo 41, la democrazia si cambia dall'interno. Cominci a candidarsi, cominci a prendere più voti di quelli dei suoi familiari, faccia le sue battaglie se ce la fa...ma francamente, considerato quello che scrive e come lo scrive, dubito fortemente che Lei ne sia capace.

 

All'anonimo che non contesta la professionalità, bensì gli emolumenti e la produttività dei dipendenti ARS ri-dico due cose.

La produttività di un'assemblea parlamentare non si misura nel numero di leggi approvate (tipo mercato, un tanto al kilo). In un Parlamento si fanno tante cose: dalle audizioni per conoscere i problemi del territorio per prendere poi le decisioni migliori, alla gestione (anche turistrca) del Palazzo reale, dai pareri sulle nomine governative, agli atti ispettivi e di controllo sull'operato del governo, dalle leggi a...tanto altro.  Il mercato lasciamolo alla Vucciaria o a Ballarò.

 

Sugli stipendi (e sempre lo stesso discorso...che barba, che noia). Se qualche eccesso c'è, si può anche sottolinearlo. Però la sua forsennata e violenta battaglia non è indirizzata a correggere qualche caso isolato (tipo il sign. Crosta...a proposito, perché non ne aveva scritto mai niente?), bensì a scardinare tutto il sistema. E non mi sembra neanche che la sua battaglia sian indirizzata verso al Regione siciliana, bensì verso un solo organo della Regione. Lei non usa un bisturi, lei usa la sega elettrica. Lei non è interessato a correggere, bensì a distruggere. E così, caro anonimo, così non va.

Se per un posto di lavoro pubblico particolarmente delicato si vuole l'eccellenza (cosa che credo lei non contesti), il suddetto posto bisogna pagarlo più di un LSU o, magari, di un addetto stampa. Al contrario, l'"eccellenza" farà l'avvocato, tenterà le strade di notaio o magistrato, di medico, di commercialista o "chessoio". Ripeto ancora una volta: se si vuole che parte dell'eccellenza siciliana (parte di quella che ha passato le domeniche a studiare invece di fare le gite al mare) rimanga nella nostra terra e/o lavori per il pubblico "regionale" bisogna pagarla bene, perché al contrario ci sono tante strade lavorative (con orari più comodi, ad es.). Se lei invece vuole far coadiuvare i politici nel processo legislativo (quindi nel settore delle regole delicatissime che modificheranno il comportamento di 5 milioni di siciliani e possono determinarne ricchezza e povertà, salute o malattia) da qualche PIP o LSU, portaborse o contrattista a progetto, continui la sua battaglia, che ci porterà velocemente nel baratro.

 

Il lettore

angelo41 18 marzo 2010   18:29

A "il lettore" comunico che, quando il culo vede la sua faccia, si arrossa. Sarebbe stato più serio e più onesto tacere.

Altro che bruciare la scheda elettorale; il forcone ci vuole, e l'assalto al palazzo, come alla bastiglia di storica memoria.

Anonimo 18 marzo 2010   17:49

I stupidi siamo noi che andiamo a vitare, dovremmo bruciare le schede elettorali.

Anonimo 18 marzo 2010   15:12
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

Signor Presidente dell'ARS,Signori deputati,

avete letto e riletto quanto riporta Siciliainformazioni sugli emolumenti corrisposti a voi stessi e ai vari burocrati e funzionari della regione siciliana.E' una vergogna e uno scandalo.Voi,come noi,lo sapete benissimo.

Il vostro silenzio è veramente disdicevole.

Da domani l'unico gesto signorile che si puo' mettere in atto nei vostri confronti rimane una sonorosissima pernacchia ogni volta che c'è l'opportunita' di incontrarvi in qualsiasi luogo.

ariete49

 

Perchè Sig.presidente e sig. deputati,chiamamoli sig.presidente dei ladri e sig. ladri chiaramente ladri dei poveri...vergogna è arrivato ilmomento di prenderli a pedate in culo ribelliamoci  e costringiamoli alla fame come noi

Anonimo 18 marzo 2010   09:32
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

 Gentile lettore credimi non ho mai letto parole piu' vere e piu' giuste di quelle scritte da te. é ora di smeterla ma se non iniziamo noi a ribellarci davvero questi che vuoi che li smuova???? Hanno la poltrona attaccata con la colla ....buttiamoli fuori.....  Grazie

Nicola

Sono d'accordo,Nicola, perchè mi sovviene una canzonetta : "viva la pappa col pomodoro", che a un certo punto dice:

"...il popolo affamato fa la rivoluzion..."

-Attenti, lavoratori d'oro, anche se non si scoprono gli esatti importi degli stipendi, chi non ha la pagnotta non va troppo per il sottile e neppure si sazierà di brioches (brioscine)....

 

Anonimo 18 marzo 2010   09:12

MA ALMENO OGGI ABBIAMO UN DATO!!!!!!!

CHE SCHIFO....

UNO DEI PIU' ALTI BUROCRATI DELLA REGIONE L'AVV. FELICE CROSTA, DIRETTORE FINO AL 31.12.2009 DELL'AGENZIA REGIONALE PER I RIFIUTI E LE ACQUE, CHE HA RICOPERTO ANCHE FUNZIONI DI COMMISSARIO DELEGATO DEL GOVERNO NAZIONALE PER ANNI (SOLO PER FRONTEGGIARE L'EMERGENZA, QUINDI CON MOLTI PIU' POTERI DI UN  SEMPLICE FUNZIONARIO REGIONALE) HA AVUTO RICONOSCIUTA DAL TRIBUNALE DELLA CORTE DEI CONTI (A CUI AVEVA FATTO RICORSO) UNA INDENNITA' DI PENSIONE PARI A € 499.685,00 ANNUI.

L'UOMO CHE E' LA CAUSA:

1. DELLO SFASCIO DEL SISTEMA DELLE SOCIETA' A.T.O. PERCHE' NON HA FATO NESSUN CONTROLLO;

2. DELLA MANCATA REALIZZAZIONE DI IMPIANTI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN SICILIA PREVISTI DAL PIANO REGIONALE PER LA GESTIONE RIFIUTI DA LUI STESSO APPROVATO CON FUNZIONI DI COMMISSARIO;

3. DI DANNI ECONOMICI NOTEVOLI TUTTI A CARICO DEI CITTADINI.

4. E TANTO ALTRO.

 

CHE VERGOGNA PRENDERA' € 1369,00 AL GIORNO DI PENSIONE ( PARI A TRE PENSIONI MINIME CON CUI UN ANZIANO VIVE PER UN MESE!!!!!!!!!)

 

BASTA RIBELLIAMOCI.....CARA REDAZIONE PORTATE AVANTI ANCHE QUESTA BATTAGLIA....CITTADINI SICILIANI CITIAMO PER DANNI QUESTO AVV. FELICE CROSTA PER DANNI (X IL MALFATTO ED X IL NON FATTO) CHIEDENDO UN RISARCIMENTO DEI DANNI CON CUI SI COPRIRANNO LE SPESE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI!!!!!!! TANTO ORMAI SAPPIAMO CHE LUI LI POTRA' PAGARE!!!!!

CON GRANDE SCONCERTO E SCONFORTO.

 

Anonimo 18 marzo 2010   07:05
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

fino a quando?

fino a quando prenderemo i forconi e fino a quando qualcuno onesto (ma dove sono?) non farà della politica una forma di sostentamento per se, per la propria famiglia, per quella dei parenti, per quelle degli amici degli amici, per le attuali e le future prossime 5 generazioni.

questi 4 ignoranti presuntuosi guadagnano uno sproposito come inversamente proporzionato al loro impegno, ingegno e cultura.

i politici, e peggio ancora i loro adepti, sono arroganti come i mafiosi e comandano come i gerarchi quel piccolo loro regno che si chiama assessorato e che hanno guadagnato sborsando tanti soldi per una campagna elettorale basata su promesse, bugie e soldi spesi in buoni benzina e qualche kg di pasta.

ma sarà una lotta dura e lunga e forse persa in partenza.... come con la mafia

 Gentile lettore credimi non ho mai letto parole piu' vere e piu' giuste di quelle scritte da te. é ora di smeterla ma se non iniziamo noi a ribellarci davvero questi che vuoi che li smuova???? Hanno la poltrona attaccata con la colla ....buttiamoli fuori.....  Grazie

Nicola

Anonimo 18 marzo 2010   01:39
L'utente ha risposto al commento anonimo del 18 marzo 2010. Visualizza »

toh...una notizia nuova! Ma guarda...Siamo alle solite...sempre la stessa minestra, sempre lo stesso obiettivo...sempre le solite cose. Che barba...che noia...

 

1) Da vent'anni, per entrare all'ARS, ci vuole il concorso. Mediamente bisogna prepararsi due-tre anni oltre ad avere un ottimo curriculum studi (quindi avere già studiato con profitto per una ventina d'anni) per le posizioni più prestigiose. Al contrario di tutti gli altri enti territoriali e non della Sicilia, dove si é quasi totalmente entrati per raccomandazione (LSU e varie). Di fatto l'ARS nel panorama isolano é un luogo di eccellenza che, alcuni, vogliono screditare per "determinati" motivi. Già, "determinati" motivi.  Che tristezza. E, per inciso, é un luogo dove si lavora spesso di sera e di notte e, complessivamente, molto di più che in altri posti. E ci sono persone che ne misurano la produttività in base alle leggi fatte. Perché si fa solo quello in un'amministrazione parlamentare? Consiglierei un pò di studi di diritto parlamentare e di gestione delle amministrazioni pubbliche. Invece di andare al mare, converrebbe prepararsi nella vita.

 

2) I costi dell'ARS non sono dovuti esclusivamente al personale, ma anche e soprattutto alla gestione di un Palazzo Reale che é tra i più belli del mondo (e presto verrà inserito nella lista dell'UNESCO). Oltre che uno dei monumenti più visitati della Sicilia. Ma forse voi lo vorreste vedere cadere a pezzi...quanto costa mantenere il Quirinale? O forse lo vorreste in mano a qualche LSU? Forse vorreste che i quadri non fossero restaurati? Che le volte non fossero ristrutturate? Che la facciata mostrasse muffe e lesioni? Che i tendaggi rimanessero sporchi? Ma bravi, bravi veramente.

 

3) Il parameto col Senato é un modo per mantenere sullo stesso livello delle professionalità uguali (quello di dipendente parlamentare e/o onorevole). In realtà significa quello che c'é in tutte le altre professioni, una sorta di contratto unico: un professore guadagna lo stesso stipendio a Palermo e a Udine, un magistrato a Siracusa e Pordenone, un poliziotto a Caltanissetta e a Napoli....col parametro i dipendenti guadagnano e lavorano lo stesso a Palermo e a Roma. Non c'è nessuno scandalo, ripeto, é una sorta di contratto unico per professionalità uguali. Certo, se si vuole fare del facile scandalismo e non si vuole analizzare la questione, é un'altra questione.

 

Ho capito, voi vorreste vedere il luogo di eccellenza amministrativa della Sicilia (é di eccellenza perché per entrarci bisogna superare un concorso difficilissimo, tra i più difficili in Italia) trattato come qualsiasi ufficio regionale o comunale, infarcito di LSU entati per raccomandazione, col personale pagato come quelli con contratto a progetto (allora sì che si avrebbe l'eccellenza, ma della mediocrità)..ma chi studierebbe anni e anni, rinunciando a serate con gli amici, vacanze in Spagna, a domeniche con la ragazza (perché la domenica si deve studiare), rischiando tutta la vita lavorativa (perché é un concorso unico la cui preparazione non si può "spendere" per altro) per un contratto a progetto? Tanto vale fare la libera professione. Questo comunque é il vero comunismo...tutti uguali, bravi e scarsi, lavoratori e scansafatiche, persone che si sono  preparate e persone che non hanno fatto niente.

Ma sì, il criticone vorrebbe che non ci fosse tutto questo, perché, come dimostrano gli ultimi trent'anni, per avere un buon posto "aggratis" in Sicilia, "bastano le facili amicizie". Perché rischiare tutto nella vita per raggiungere l'eccellenza quando ci si può solo vendere?

 

Il lettore.

Purtroppo "il lettore" per antonomasia continua a non capire, dunque o c'è o ci fà! Nessuno infatti contesta la professionalità o l'eccellenza dei dipendenti Ars ma piuttosto i loro emolumenti e la loro produttività. Nel primo capoverso prima della solita autorefererenza "il lettore" manifesta il suo pensiero sostenendo che "per entrare all'Ars ci vuole il concorso". Signor "lettore" glielo ha spiegato mai nessuno che entrare non è sinonimo di essere assunto o vincere un concorso ma ha un altro significato. Lei vuole tradurre un espressione siciliana come "trasiri" allo stesso modo di coloro i quali traducono "quarume" con caldume. Signor "lettore" scenda dal piedistallo, sia più modesto e si sforzi di capire che i lettori e cittadini normali non sono scandalizzati dalla Vostra professionalità bensi dai Vostri stipendi e dalla Vostra produttività. Ma poi cosa c'entra il fatto che si lavora spesso di sera e di notte, allora secondo questo principio i portieri d'albergo quanto dovrebbero guadagnare? Non si farà fatica a capire, dai resoconti pubblicati nel sito Ars, quante notti avete lavorato. Non crediamo nemmeno che avrete potuto superare le soglie previste dalle leggi con un apposito monte ore. Per cui signor "lettore" le settimane in cui supererete le 40 ore, verranno compensate con riposi successivi. Poi per spiegare il famoso parametro con il Senato (cosa che sembra un muro indistruttibile), "il lettore" tenta di paragonarsi, molto infelicemente, con coloro i quali garantiscono la formazione nostra e dei nostri figli, con chi tutela la sicurezza nazionale e con il potere giudiziario. All'apice di queste carriere, signor "lettore", vi sono persone che non raggiungono lo stipendio di un capocommesso (avete capito bene, il capocommesso guadagna più di un presidente di corte d'appello o tribunale o di un questore). Un'ultima considerazione sulle "facili amicizie" che avrebbero i lettori-denigratori, le convention politiche o pseudo tali  dell'intera regione siano esse di destra, di sinistra o di centro sono piene di suoi colleghi e colleghe che sventolano bandiere di questo o quel partito, non contenti dei miseri stipendi che ricevono,cercando ancora di arrampicarsi o garantire i propri parenti ed amici per le prossime generazioni. Fin quando si ragionerà in questo modo riteniamo che nella nostra amata terra non cambierà mai nulla. Lo chieda alle centinaia di giovani laureati che ogni anno sono costretti ad emigrare e non agli altri lettori che "aggratis" ottengono un posto di lavoro.

Anonimo 17 marzo 2010   20:27

fino a quando?

fino a quando prenderemo i forconi e fino a quando qualcuno onesto (ma dove sono?) non farà della politica una forma di sostentamento per se, per la propria famiglia, per quella dei parenti, per quelle degli amici degli amici, per le attuali e le future prossime 5 generazioni.

questi 4 ignoranti presuntuosi guadagnano uno sproposito come inversamente proporzionato al loro impegno, ingegno e cultura.

i politici, e peggio ancora i loro adepti, sono arroganti come i mafiosi e comandano come i gerarchi quel piccolo loro regno che si chiama assessorato e che hanno guadagnato sborsando tanti soldi per una campagna elettorale basata su promesse, bugie e soldi spesi in buoni benzina e qualche kg di pasta.

ma sarà una lotta dura e lunga e forse persa in partenza.... come con la mafia

Anonimo 17 marzo 2010   12:32

E' ormai da anni che i leader di partito si impegnano, specie in campagna elettorale, a ridurre gli sprechi della politica...domani, non oggi e gli allocchi italiani coninuano a crederci.

Allora, per cominciare, una proposta e un'iniziativa che Siciliainformazione potrebe intestarsi: istituire un osservatorio sulla spesa pubblica a cui possono aderire tutti i cittadini disposti a sacrificare un po' del loro tempo per questa battaglia di civiltà.

Anonimo 17 marzo 2010   10:56

Perché il popolo tollera e addirittura c'è chi si compiace di questa omertà utile a tutelare interessi personali snaturando l'aspetto di utilità che dovrebbe essere reso alla collettività? Perchè purtroppo la collettività, intendo il popolo siciliano, si distingue per  insensibilità morale, per astuzia, per  interesse che alimenta il proprio tornaconto personale?
Le persone nonostante si rendono conto che l'attività di questo "carrozzone" come di tanti carrozzoni creati dalla stessa macchina , è finalizzata allo sperpero ed al soddisfacimento di bisogni e favori rivolti ad amici e simpatizzanti, preferisce dare il proprio voto al forte approfittatore piuttosto che al giusto. Forse dovrebbero essere eliminati tanti inutili e costosi privilegi per capire chi effettivamente svolge la propria attività politica con sensibilità e altruismo.
Purtroppo il popolo siciliano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il proprio dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così uomini mediocri che occupano gli scranni del potere, di eloquenza indefinibile, disinteressati ai reali problemi della collettività e al futuro degli altrui figli, ma di facile effetto sull'immaginazione, sono perfetti esemplari della nostra contemporanetà. Risultato è: abbandonate le case e salite sui tetti createvi nuove forme di sopravvivenza, noi siamo comodamente seduti a guardare e in attesa che le cose si compiano per effetto naturale e divino non per colpa di nostre decisioni politiche fautrici di nuove problematiche incontrollabili per un futuro sereno e prospero. Meglio la comodità del presente che l'incertezza di risultati futuri.
 

Anonimo 17 marzo 2010   10:43

toh...una notizia nuova! Ma guarda...Siamo alle solite...sempre la stessa minestra, sempre lo stesso obiettivo...sempre le solite cose. Che barba...che noia...

 

1) Da vent'anni, per entrare all'ARS, ci vuole il concorso. Mediamente bisogna prepararsi due-tre anni oltre ad avere un ottimo curriculum studi (quindi avere già studiato con profitto per una ventina d'anni) per le posizioni più prestigiose. Al contrario di tutti gli altri enti territoriali e non della Sicilia, dove si é quasi totalmente entrati per raccomandazione (LSU e varie). Di fatto l'ARS nel panorama isolano é un luogo di eccellenza che, alcuni, vogliono screditare per "determinati" motivi. Già, "determinati" motivi.  Che tristezza. E, per inciso, é un luogo dove si lavora spesso di sera e di notte e, complessivamente, molto di più che in altri posti. E ci sono persone che ne misurano la produttività in base alle leggi fatte. Perché si fa solo quello in un'amministrazione parlamentare? Consiglierei un pò di studi di diritto parlamentare e di gestione delle amministrazioni pubbliche. Invece di andare al mare, converrebbe prepararsi nella vita.

 

2) I costi dell'ARS non sono dovuti esclusivamente al personale, ma anche e soprattutto alla gestione di un Palazzo Reale che é tra i più belli del mondo (e presto verrà inserito nella lista dell'UNESCO). Oltre che uno dei monumenti più visitati della Sicilia. Ma forse voi lo vorreste vedere cadere a pezzi...quanto costa mantenere il Quirinale? O forse lo vorreste in mano a qualche LSU? Forse vorreste che i quadri non fossero restaurati? Che le volte non fossero ristrutturate? Che la facciata mostrasse muffe e lesioni? Che i tendaggi rimanessero sporchi? Ma bravi, bravi veramente.

 

3) Il parameto col Senato é un modo per mantenere sullo stesso livello delle professionalità uguali (quello di dipendente parlamentare e/o onorevole). In realtà significa quello che c'é in tutte le altre professioni, una sorta di contratto unico: un professore guadagna lo stesso stipendio a Palermo e a Udine, un magistrato a Siracusa e Pordenone, un poliziotto a Caltanissetta e a Napoli....col parametro i dipendenti guadagnano e lavorano lo stesso a Palermo e a Roma. Non c'è nessuno scandalo, ripeto, é una sorta di contratto unico per professionalità uguali. Certo, se si vuole fare del facile scandalismo e non si vuole analizzare la questione, é un'altra questione.

 

Ho capito, voi vorreste vedere il luogo di eccellenza amministrativa della Sicilia (é di eccellenza perché per entrarci bisogna superare un concorso difficilissimo, tra i più difficili in Italia) trattato come qualsiasi ufficio regionale o comunale, infarcito di LSU entati per raccomandazione, col personale pagato come quelli con contratto a progetto (allora sì che si avrebbe l'eccellenza, ma della mediocrità)..ma chi studierebbe anni e anni, rinunciando a serate con gli amici, vacanze in Spagna, a domeniche con la ragazza (perché la domenica si deve studiare), rischiando tutta la vita lavorativa (perché é un concorso unico la cui preparazione non si può "spendere" per altro) per un contratto a progetto? Tanto vale fare la libera professione. Questo comunque é il vero comunismo...tutti uguali, bravi e scarsi, lavoratori e scansafatiche, persone che si sono  preparate e persone che non hanno fatto niente.

Ma sì, il criticone vorrebbe che non ci fosse tutto questo, perché, come dimostrano gli ultimi trent'anni, per avere un buon posto "aggratis" in Sicilia, "bastano le facili amicizie". Perché rischiare tutto nella vita per raggiungere l'eccellenza quando ci si può solo vendere?

 

Il lettore.

Anonimo 17 marzo 2010   10:03

Signor Presidente dell'ARS,Signori deputati,

avete letto e riletto quanto riporta Siciliainformazioni sugli emolumenti corrisposti a voi stessi e ai vari burocrati e funzionari della regione siciliana.E' una vergogna e uno scandalo.Voi,come noi,lo sapete benissimo.

Il vostro silenzio è veramente disdicevole.

Da domani l'unico gesto signorile che si puo' mettere in atto nei vostri confronti rimane una sonorosissima pernacchia ogni volta che c'è l'opportunita' di incontrarvi in qualsiasi luogo.

ariete49

 

Anonimo 17 marzo 2010   00:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 marzo 2010. Visualizza »

Qualche mugugno comincia ad affiorare, tuttavia, ma non proviene dalla parte politica. Riguarda la necessità di rispettare il cosiddetto parametro in tutto e per tutto, anche quando non conviene. Che cosa sia il parametro è presto detto: l’allineamento del Parlamento regionale al Senato della Repubblica sia per le regole quanto per gli stipendi e l’organizzazione interna. Gli scostamenti ci sono e tutti favorevoli.

 

 

Non dimenticate che l'ARS nel 2009 ha approvato una media di una legge al mese.Ecco come lavorano questi signori politici nostrani.Pensate tutto quello che costa mantenere loro e gli uffici dell'ARS, i cui dipendenti sono strapagati, e non fanno

conoscere nemmeno ai propri fratelli le loro retribuzioni per non violare la consegna del silenzio , tanto sono scandalosamente elevati.Quanto ci è costata mediamente ciascuna di queste leggi?Quante leggi hanno approvato le altre regioni nello stesso periodo?E il Senato, visto l’allineamento del Parlamento regionale al Senato della Repubblica sia per le regole quanto per gli stipendi e l’organizzazione interna?Cominciamo a predisporre le pagelle per i nostri onorevoli.

 

 

La consegna del silenzio è d'obbligo, d'altronde siamo in una terra di omertosi! Ma malgrado tutto le cifre trapelano lo stesso e sono ancora più scandalose del Senato e di quello che egregiamente pubblica Siciliainformazioni. Infatti oltre agli stipendi astronomici, vi sono tutti i benefits collegati, i meritati giorni di ferie dopo sì grande lavoro(che caso unico al mondo si possono trascinare fino alla pensione), gli "arrotondamenti" di alcuni dipendenti ecc. Non siete soli, si scorge all'orizzonte una moltitudine di gente seriamente incazzata che andrà a chiedere conto e ragione ai politici (che in ogni caso sono eletti da noi) e ai dipendenti (che non vogliamo noi) che in molti casi sono stati assunti all'Ars per chiamata diretta (leggasi era socialista, altro che Pdl-Sicilia e Italia).

Anonimo 16 marzo 2010   23:47

 Secondo il capito 109301 del bilancio della Regione, l'ARS costa 157.400.000,00 di Euro!!! Il personale regionale costa dieci volte tanto ma è 50 volte il personale dell'ARS

Anonimo 16 marzo 2010   21:22

Qualche mugugno comincia ad affiorare, tuttavia, ma non proviene dalla parte politica. Riguarda la necessità di rispettare il cosiddetto parametro in tutto e per tutto, anche quando non conviene. Che cosa sia il parametro è presto detto: l’allineamento del Parlamento regionale al Senato della Repubblica sia per le regole quanto per gli stipendi e l’organizzazione interna. Gli scostamenti ci sono e tutti favorevoli.

 

 

Non dimenticate che l'ARS nel 2009 ha approvato una media di una legge al mese.Ecco come lavorano questi signori politici nostrani.Pensate tutto quello che costa mantenere loro e gli uffici dell'ARS, i cui dipendenti sono strapagati, e non fanno

conoscere nemmeno ai propri fratelli le loro retribuzioni per non violare la consegna del silenzio , tanto sono scandalosamente elevati.Quanto ci è costata mediamente ciascuna di queste leggi?Quante leggi hanno approvato le altre regioni nello stesso periodo?E il Senato, visto l’allineamento del Parlamento regionale al Senato della Repubblica sia per le regole quanto per gli stipendi e l’organizzazione interna?Cominciamo a predisporre le pagelle per i nostri onorevoli.

 

 

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