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Laboratorio Sicilia, il dado è tratto, Berlusconi addio. La palla passa al PD. Cambia tutto o quasi

15 marzo 2010 16:50
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Stabilire sequenze logiche negli eventi politici è come confidare sul calcolo delle probabilità quando si scommette su un numero del lotto. Altamente improbabile che i fatti siano determinati secondo una road map congegnata accuratamente e decisa a tavolino. Gli uomini politici sono animali dotati di raffinate intuizioni, reagiscono come felici alle azioni altrui e riescono ad anticipare perfino gli umori dell’avversario.
La matematica non c’entra, nemmeno la logica ed il buonsenso: sono le urgenze e un istinto abituato a qualsiasi sfida, a fare la differenza. Una persona normale capisce con abbondante anticipo dove si va a parare, l’uomo politico capisce invece che cosa si deve fare nel momento dato.
Fuor di metafora, chiunque, normalmente versato negli affari politici, avrebbe potuto prevedere che Raffaele Lombardo avrebbe tagliato il cordone ombelicale con il Cavaliere, il Pdl e il centrodestra, ma solo il governatore poteva avviare la road map. L’exit strategy dal centrodestra è cominciata tanto tempo fa, ma non è mai stata comunicata né formalizzata. E’ avvenuto solo ieri, quando è parso a tutti che fosse una presa d’atto della realtà. Ed è davvero così. Ormai non c’era altra strada che quella: il governatore ha tagliato i ponti con i suoi ex alleati. Se non l’avesse fatto sarebbe rimasto sequestrato da un disastroso limbo.


Il giudizio sul berlusconismo è netto: i suoi giorni vanno a finire, il Pdl è diviso ovunque, le politiche del centrodestra legate al carro leghista. Raffaele Lombardo ha fatto il suo outing all’indomani di una kermesse che ha segnato lo smarcamento di Gianfranco Miccichè dal Pdl (“non si può tenere un piede in due staffe”) e delle avances, non esplicite invero, del Pd siciliano verso un patto organico con i partner del governo in carica.
Il leader del Pdl Sicilia ha portato più in alto l’asticella, facendo sapere che non avrebbe disdegnato il partnariato con i democratici nell’Isola. La presenza organica del Pd blinda il governo Lombardo, l’uscita formale dal centrodestra fa cadere le resistenze interne al PD, che poggiano anche sul sospetto che Lombardo e Miccichè cerchino solo stampelle, “utili idioti” insomma, preferiscano rimanere nel guado in attesa di sistemare le cose all’interno della vecchia maggioranza.
Le dichiarazioni di Lombardo e, per certi versi, di Miccichè sembrano fare chiarezza e rimandano la palla nel campo del PD siciliano, dove c’è un braccio di ferro fra l’ala dell’ex Margherita, guidata da Enzo Bianco e Giovanni Barbagallo, e l’area ex diessina, riferita al capogruppo parlamentare Antonello Cracolici.
I primi non vogliono sentirne di stare accanto a Lombardo e Miccichè, i secondi credono che non ci sia alternativa, allo stato, e sia la migliore cosa da fare nella prospettiva di un nuovo quadro politico caratterizzato magari da un nuovo soggetto, il Partito del Sud.
Pdl Sicilia ed Mpa tuttavia viaggiano verso la costruzione del Partito del Sud, e prima o poi, esso vedrà la luce, non c’è dubbio. Nel Pd e nell’area ex An, presente in forze nel Pdl Sicilia, le perplessità non mancano. Il Partito del Sud potrebbe diventare un concorrente assai temibile sia per il PD quanto per il Pdl. Perché aiutare chi lo vuole fare nascere? Sia nel caso di successo pieno o parziale, il Partito del Sud non si colloca da nessuna parte, centrodestra o centrosinistra.
Occorre lungimiranza, dunque, ed una analisi corretta degli eventi più vicini. Il PD da solo, o in compagnia dell’Idv, non può sperare di ribaltare il rapporto di forze attuale. Anche in caso di crescita di consensi, per via della legge elettorale vigente, vedrebbe dimagrire il suo gruppo parlamentare in modo consistente, e con esso il suo peso politico-parlamentare. Nel Mezzogiorno il quadro di riferimento, pur nella diversità regionale, appare identico o quasi. Giocare la partita con Mpa-Pdl Sicilia o Partito del Sud cambia poco, perché non c’è altro tavolo attorno il quale sedersi per il momento.
Certo, ci sono i contenuti, le cose da fare in Sicilia e nel Sud. Roma resta in mano al Nord, l’alleanza meridionalista fra PD e Partito del Sud non dovrebbe subire ostacoli ma solo mugugni.

 

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avolpe1 17 marzo 2010   21:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 17 marzo 2010. Visualizza »

La cosa veramente salutare per tutti i siciliani sarebbe prendere le distanze da Lombardo

Petr affidarsi a chi???

Anonimo 16 marzo 2010   21:11

I Siciliani purtroppo hanno l'abitudine di seguire i loro Rais indipendentemente dai programmi proclamati e dalle bandiere  rosse gialle verdi e nere precedentemente agitate.

La scusa addotta per il loro comportamento è quella che un tempo usavano i Veneti " Franza o Spagna" purchè se magna.

I Veneti,che alla fine della 2° guerra mondiale erano nelle condizioni economiche della Sicilia si sono da tempo affrancati dal potentato del Centro(ago della bilancia buono per tutte le minestre).

Sarebbe ora che ci abituassimo a squalificare i politici che fanno strame delle loro precedenti idee.

Gli elettori hanno il diritto(dovere) di cambiare le loro idee politiche e scegliere quelle che meglio si adattano alle mutevoli esigenze dei tempi.

Ai Capi (leader?) questo diritto non dovrebbe essere concesso dagli elettori si godano,se lo meritano ,la loro Onorata  Pensione come fanno i vari Blair,Chirac,Busch, Khoel,Schroeder,Aznar ecc.ecc  evitando di fare strame del loro passato.

Anonimo 16 marzo 2010   17:52
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 marzo 2010. Visualizza »

+Si deve dare atto al Gruppo del PD all'ARS che la partita la sta giocando fino in fondo. Come finirà nessuno lo può sapere, ma una cosa è certa: non si deve stare immobili al cospetto di una maggioranza in dissolvimento ( in dissolvimento non solo in Sicilia).

Massimo Accolla - Palermo

Ci andrei molto piano con questa sua personale idea del "dissolvimento" della maggioranza. Nonostante i biechi e infiniti tentativi di colpirla, regge molto bene e si vede. E poi, chi sarebbero gli autori di questo "dissolvimento", che si potrebbero candidare all'alternativa? Di Pietro e compagni...? Ci rifletta meglio caro amico.

Anonimo 16 marzo 2010   15:17

+Si deve dare atto al Gruppo del PD all'ARS che la partita la sta giocando fino in fondo. Come finirà nessuno lo può sapere, ma una cosa è certa: non si deve stare immobili al cospetto di una maggioranza in dissolvimento ( in dissolvimento non solo in Sicilia).

Massimo Accolla - Palermo

Anonimo 16 marzo 2010   13:18
L'utente ha risposto al commento di avolpe1 del 16 marzo 2010. Visualizza »

Meno di un anno fa non era pensabile che il Presidente della Regione Sicilia prendesse le distanze da Berlusconi.
Oggi questo si realizza: sta ai Siciliani comprendere l'entità di questo nuovo stato politico ed operare con intelligenza e lungimiranza per coglierne tutte le opportunità per la nostra bella Isola!

 

Andrea Volpe

La cosa veramente salutare per tutti i siciliani sarebbe prendere le distanze da Lombardo

avolpe1 16 marzo 2010   08:12

Meno di un anno fa non era pensabile che il Presidente della Regione Sicilia prendesse le distanze da Berlusconi.
Oggi questo si realizza: sta ai Siciliani comprendere l'entità di questo nuovo stato politico ed operare con intelligenza e lungimiranza per coglierne tutte le opportunità per la nostra bella Isola!

 

Andrea Volpe

Anonimo 16 marzo 2010   00:39

Sogni di fine autunno, svegliamoci che è già primavera

Se il cronista consente libertà di espressione altrettanto chiara, la prospettiva tracciata è un come un banco di nebbia che si dissolverà sotto il sole.

Dietro le idee forti e i grandi progetti ci vogliono gli uomini adatti, non le mezze tacche politiche.

Lasciamo pure che nascano queste stranezze...possiamo esserne solo testimoni, ma alla resa dei conti i nodi verranno tutti al pettine, cioè a dire il giudizio del voto sul più clamoroso fallimento politico della storia siciliana di questi ultimi 20 anni.

Nei corridoi di palazzo, a Palermo o a Catania, stanno facendo i conti e le strategie di bottega, questo sicuro, ma senza l'oste. E l'oste verrà, verrà...statene pur certi.

Sarà meglio vedere che succederà a Roma il 20 marzo, magari servirà a chiarirsi un poco le idee, essere più realisti e fare meno sogni strani.

Svevo

 

Anonimo 15 marzo 2010   20:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Con il dado non si può fare il brodo, al massimo si può avvitare un bullone, il brodo invece si fa con l'estratto di carne!

Il problema è che qui non ci sono nè carne nè ossa. Allora, probabilmente si tratta della seconda opzione.

Anonimo 15 marzo 2010   20:15
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Si tratta del dado nel senso culinario di brodo o nel senso truffaldino del gioco d'azzardo?

Con il dado non si può fare il brodo, al massimo si può avvitare un bullone, il brodo invece si fa con l'estratto di carne!

Anonimo 15 marzo 2010   20:14
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 marzo 2010. Visualizza »

Si tratta del dado nel senso culinario di brodo o nel senso truffaldino del gioco d'azzardo?

Si faccia una pastina che fa bene alla salute...

Anonimo 15 marzo 2010   20:01

Si tratta del dado nel senso culinario di brodo o nel senso truffaldino del gioco d'azzardo?

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