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Bersani commemora Rita Bartoli Costa

11 marzo 2010 20:44
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Alle ragazze e ai ragazzi della SMS "Vittorio Emanuele Orlando"

 

 

 

Vorrei, innanzitutto, ringraziare voi e i vostri insegnanti per avermi dato l'occasione di ricordare la figura di Rita Bartoli Costa. E' molto bello che questo 8 marzo possa offrire a tutti noi l'opportunità per riflettere su una parte così significativa della nostra storia. Non è possibile ricordare Rita Bartoli Costa senza riportare

alla memoria la figura di suo marito, il Procuratore Capo della Repubblica di palermo, Gaetano Costa, ucciso dalla mafia per aver compiuto il suo dovere in difesa delle leggei e delle istituzioni dello Stato.

 

L'uccisione efferata di suo marito portò Rita Bartoli a impegnarsi in prima persona, nella vita pubblica siciliana, per chiedere verità e giustizia, e per difendere quei valori di legalità e civismo che tanto avevano segnato il lavoro e la vita di Gaetano Costa. Chi ha vissuto eventi così drammaticamente tragici e, tuttavia, riesce a trovare dentro di sé la forza per spendersi al servizio degli altri è una persona rara e preziosa. Ancora di più in una terra così pesantemente colpita dalla criminalità organizzata com'è stata la Sicilia e, in particolare, la città di Palermo di quegli anni.

 

La cosa più bella e significativa del suo lavoro, che a me preme sottolineare, fu l'impegno costante verso i giovani, guidata com'era dalla consapevolezza che alle nuove generazioni fosse affidato il compito di emancipare la Sicilia e l'Italia dalla mafia. Far vivere una nuova cultura che avesse come fondamento i valori della legalità e del rispetto della vita, fu questo il suo impegno. E lo perseguì con coerenza e determinazione sia come deputata all'Assemblea Regionale Siciliana; sia  nel lavoro con i giovani delle scuole siciliane per far nascere una cultura dell'antimafia che sviluppasse una coscienza civile e con essa la fiducia del cambiamento.

 

Costruire una società capace di mettere a proprio fondamento le regole della convivenza civile: diritti e doveri, civismo, rispetto della legalità. Fuori dal perimetro che questi valori tracciano non ci può essere nessun progresso civile, sociale ed economico. Di questo, care ragazze e cari ragazzi, dovete essere consapevoli. "La lotta contro la criminalità deve essere, anzitutto, lotta contro l'oblio, che è il più spietato strumento del potere", così scrive Rita Bartoli Costa nekl libro che può essere considerato il suo testamento spirituale.

 

Anche lì il messaggio è rivolto, innanzitutto, ai giovani affinché non dimentichino tutti coloro che hanno creduto nella giustizia e nel primato della legge fino al sacrificio della vita. Va ricordato che, insieme a Gaetano Costa, furono tanti gli onesti e leali cittadini, uomini dello Stato, a cadere per mano del terrorismo mafioso come non è accaduto in nessun altro Paese d'Europa. Abbiamo, quindi, non solo il dovere di non dimenticare ma anche quello di comprendere il cammino fatto da quello che rimane da fare.

 

 

Pierluigi Bersani

© Riproduzione riservata
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