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La giunta delle elezioni della Camera avvia la pratica su Drago. Quello dell'ex presidente della Regione nuovo "caso-Previti"?

11 marzo 2010 19:29
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Il Comitato per le incompatibilità della Giunta delle Elezioni della Camera ha incardinato la 'pratica' che riguarda Giuseppe Drago, deputato dell'Udc ed ex presidente della regione Sicilia. Il suo, ribadisce l'opposizione, rischia di diventare un secondo 'caso-Previti' visto che anche lui, come l'avvocato romano di Forza Italia, è stato condannato all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per appropriazione dei fondi riservati della presidenza della regione: oltre 238 milioni di vecchie lire, più altri 100 milioni quando era già dimissionario. La condanna è diventata definitiva di recente visto che era ancora sospeso un giudizio della Cassazione su un nuovo ricorso presentato dall'imputato dopo che la condanna era già diventata definitiva. La storia è un po' complessa. A spiegarla è lo stesso Drago: "E' vero che la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici che mi era stata comminata dalla Corte d'assise di Palermo - spiega - ma quando la Suprema corte ha investito di nuovo la Corte d'assise di Palermo per la fase dell'esecuzione, quest'ultima ha accolto la nostra istanza". "E pertanto - aggiunge - mi ha trasformato l'interdizione perpetua dai pubblici uffici in interdizione temporanea, perché la mia pena base era di due anni e nove mesi, ai quali erano stati aggiunti tre mesi per la continuazione del reato". "Sulla base di questo - afferma Drago - la Corte d'assise di Palermo ha stabilito una volta per tutte che si sarebbe dovuto trattare di interdizione temporanea a due anni". "Ma io ho protestato comunque - conclude il parlamentare - e così ho presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che pure l'interdizione a due anni era eccessiva". La Suprema Corte però, spiegano in Giunta, ha confermato la la condanna all'interdizione temporanea dai pubblici uffici e così dalla prossima settimana, l'organismo parlamentare presieduto da Maurizio Migliavacca, dovrà decidere sull'ineleggibilità o meno del parlamentare che ha molti aspetti in comune con il caso Previti. Anche se per quest'ultimo l'interdizione era stata perpetua.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 11 marzo 2010   23:57

Ecco chi sono i corazzieri del moralista Casini, ladri matricolati, riconosciuti e riconosciutisi ladri, ma che stanno attaccati con il superattak alle poltrone. Un partito serio, e non l'Unione Dei Carcerati che serio non è mai stato perchè unico figlio legittimo della DC, l'avrebbe dovuto accompagnare a pedate in carcere un gaglioffo del genere.

Ma la cosa bella la sapete qual è? Che chi dovrebbe prenderne il posto a Montecitorio è un'altro della medesima pasta, più volte ospite del Grand Hotel Ucciardone (il carcere borbonico, non quello nuovo che hanno apero di fronte).

Si conferma quello che sanno tutti: nell'UDC il più pullito ha la rogna.

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