E' cominciato all'Ars l'esame del disegno di legge sui rifiuti, conclusosi però con un sostanziale nulla di fatto. Si era partiti con il piede sbagliato. In un'aula semideserta, iIl presidente dell'Ars, Francesco Cascio, ha sospeso i lavori d'aula per mancanza del numero legale. La seduta è ripresa alle 18. In apertura Cascio ha riferito che nell'ambito dell'esame del ddl sui rifiuti saranno prese in considerazione le norme di carattere ordinamentale, mentre gli emendamenti che contengono
L'emendamento approvato proprio a conclusione dei lavori richiama l'art. 198 del decreto legislativo 152 del 2006 sulla responsabilità degli enti locali, una norma dunque di natura esclusivamente tecnica. L'Ars non è ancora entrata nel merito dell'art.1 del disgeno di legge.
"In questa aula ci sono bulli e furbetti di quartiere. Siccome non ci sto al gioco del numero legale e non posso continuare a votare in difformità col mio gruppo parlamentare al cospetto di una maggioranza asfittica, me ne vado". Lo ha detto intervenendo a sala d'Ercole dove è in corso l'esame del ddl sui rifiuti, il deputato dell'Udc, Salvatore Cintola, che ha lasciato l'Ars contestando ai deputati presenti "la vergogna di fare ostruzionismo e di non occuparsi dei problemi della Sicilia".
"Chi si oppone a questa riforma é complice del disastro degli enti locali", ha detto in aula l'assessore regionale all'Energia Pier Carmelo Russo. Russo ha aggiunto che "in assenza di questa riforma gli enti locali vanno al disastro, continueranno ad accumulare debiti". "Le norme contenute nel disegno di legge su rifiuti e bonifica dei siti inquinati consentiranno di chiedere i risarcimenti per i danni ambientali procurati dalle imprese", ha sottolineato Russo. L'assessore ha citato una recente sentenza della Corte di giustizia europea "che - ha detto Russo sarà utile alla Regione". "Per la prima volta la Corte di giustizia - ha affermato Russo - ha scolpito che l'inquinamento ambientale provocato dalle imprese non è gratis, la sentenza dà diritto al risarcimento del danno da parte delle popolazioni". Russo ha preso la parola per rispondere alla richiesta, poi bocciata, del deputato Cateno De Luca che aveva chiesto la soppressione dal ddl delle norme di bonifica rinviandole in commissione per la definizione di un apposito testo di legge.
“La legge di riordino del settore dei rifiuti va a ritmo lento, ed e’ un fatto che non possiamo accettare. Stiamo ripercorrendo una strada simile a quella al piano casa: lunga e lenta. Auspicavamo per questo argomento una rapida via, invece la discussione odierna dimostra il contrario”. Lo afferma il capogruppo del Movimento per le Autonomie all'Assemblea Regionale Siciliana Francesco Musotto. “Avevamo individuato un percorso veloce, che adesso e’ snaturato. Come gruppo non intendiamo appesantire l’impianto con ulteriori emendamenti. Sottolineo che poiche’ non ci sono problemi nella tenuta della maggioranza, dobbiamo procedere spediti per affrontare una legge che la Sicilia attende subito per superare l’emergenza rifiuti”.
“Infine, ritengo che prima o poi si dovra’ intervenire sul regolamento per snellire il dibattito, per evitare interventi ostruzionistici sui singoli emendamenti”.
"Nel suo impianto generale la riforma del sistema di gestione e smaltimento dei rifiuti è pienamente condivisa da tutto il gruppo Pdl-Sicilia. La strada é tracciata: ottimizzare il servizio e la gestione, razionalizzando i costi, soprattutto attraverso la soppressione dei Cda e coinvolgendo maggiormente nella fase decisionale i Comuni". Lo dice il capogruppo del Pdl-Sicilia all'Ars, Giulia Adamo, nel corso del proprio intervento in aula sulla discussione del Ddl rifiuti, ricordando che "questa impostazione corrisponde a quella del Ddl di riforma presentato la scorsa legislatura dal gruppo di Fi, inserito come emendamento all'ultimo bilancio della Regione e mai realizzato a causa della fine traumatica della legislatura". "Il gruppo Pdl-Sicilia - conclude - è determinato nel sostenere il cambiamento del sistema".
Il gruppo dell'Udc ha sollecitato il presidente dell'Ars Francesco Cascio a chiedere al presidente della Regione Raffaele Lombardo e all'assessore alle Attività produttive Marco Venturi di riferire in aula "su chi sono i burocrati che fermano l'attività della Regione e quali sono le iniziative che il governo vuole intraprendere contro questi burocrati". Ieri l'assessore Venturi, in conferenza stampa, ha chiesto al governo di affrontare il problema della burocrazia, al di là della riforma, minacciando le dimissioni senza un intervento dell'esecutivo. A chiedere il dibattito in aula è stato il vice capogruppo dell'Udc all'Ars Toto Cordaro.
"E' bene non confondere la burocrazia regionale con la semplificazione delle procedure". Lo dice il vicepresidente della Regione siciliana, con delega all'economia, Michele Cimino. "Conosco bene la burocrazia regionale - continua Cimino - essendo stato assessore alla Presidenza. E' valida e competente. Ciò che non vanno sono le procedure, ormai vecchie e farraginose. Avvertiamo certamente l'esigenza che occorre una radicale riforma ed una semplificazione e tal proposito nei giorni scorsi ho fatto delle riunioni con i responsabili delle due misure, Vincenzo Emanuele per i Fas e Felice Bonanno per il Po Fesr. Obiettivo: eliminare le parcellizzazioni degli interventi e garantire una accelerazione della spesa". "Sono le leggi obsolete, farraginose, datate nel tempo - prosegue - che non permettono la celerità nella spesa e la burocrazia regionale rimane vittima delle lungaggini dettate dagli iter procedurali. Occorre, quindi, che il governo, con l'apporto dei burocrati regionali, si attivi perché al più presto venga varata la riforma e vengano semplificati gli iter burocratici". "Ciò - conclude Cimino - per dare risposte più celeri ai cittadini, alla società, all'economia".
"E' davvero sconcertante oltre che ridicolo assistere alle lamentazioni dell'assessore Marco Venturi sulle responsabilità della burocrazia regionale, peraltro condivise dal presidente della Regione Lombardo, nella mancata attuazione delle riforme o sui ritardi nello sviluppo della Sicilia a danno delle imprese". Lo ha detto Saverio Romano, segretario regionale dell'Udc, commentando le dichiarazioni dell'assessore alle Attività produttive, Marco Venturi. "Mi chiedo e chiedo ai siciliani - aggiunge - se dobbiamo ancora assistere a questo vergognoso balletto delle responsabilità di Lombardo e company, colpevoli l'uno e l'altra di immobilismo e di incapacità politica". "Ma di quale burocrazia parlano Venturi e Lombardo - si chiede Romano - magari di quella targata Mpa? E' notorio infatti che Lombardo ha occupato con esponenti del proprio partito tutte le poltrone vuote e anche molte di quelle occupate. Se la prenda con se stesso allora Lombardo e ne tragga le conseguenze". "La burocrazia forse non segue l'indirizzo politico del governo - conclude - perché non vi è alcun indirizzo politico da seguire e nessun programma ma solo il tirare a campare. Lombardo guardi piuttosto la realtà della Sicilia, che è in recessione economica, nel disinteresse suo e della sua giunta. Basta con questo refrain delle riforme perché il suo terzo governo non ha né l'autorevolezza né i numeri necessari per vararle".
"Il tema delle lentezze burocratiche, sollevato dall'assessore regionale Venturi, merita un'attenta riflessione, ma non deve far dimenticare le responsabilità della politica. Gli attuali ritardi alla Regione sono dovuti anche al metodo del così detto Spoil-system ed alla mancanza di certezze". Lo dice Giovanni Barbagallo, deputato del Pd all'Ars. "I direttori generali della Regione - conclude - dopo 3 mesi dalla loro nomina, non sono stati ancora contrattualizzati. Se il governo Lombardo ritiene di cambiare qualche dirigente lo faccia, ma non lasci tutti in sospeso. Non bisogna, comunque, sparare nel mucchio, perché ci sono tanti dirigenti regionali che hanno operato con professionalità e spirito di servizio. La riforma dell'amministrazione regionale, in ogni caso, va approvata senza ulteriori ritardi".
"La Uil non può che condividere l'appello lanciato dall'assessore alle Attività produttive, Marco Venturi, sulla necessità di mettere in moto concretamente la riforma della macchina amministrativa regionale". L'ha detto Claudio Barone, segretario regionale della Uil. "Quella sulla burocrazia - ha aggiunto - è la madre di tutte le riforme. Mentre nel resto del Paese si raccoglie la sfida del federalismo, qui ci si deve ancora mettere in regola. E' arrivato il momento di valorizzare le cose positive e interrompere le manchevoli colpevolezze della struttura regionale. La pubblica amministrazione deve diventare una risorsa e non un problema. Avevamo firmato all'inizio della legislatura un accordo con l'attuale governo sul personale e da quello bisogna ripartire per decidere quali servizi dare al cittadino e come darli".
"L'assessore Venturi, da membro del governo regionale, pone una questione reale circa l'incapacità riformatoria del proprio governo. Soprattutto in riferimento agli atti di gestione". Lo dice il parlamentare regionale del Pd, Giacomo Di Benedetto. "Farebbe bene - continua - a cominciare dal suo assessorato a dare maggiore celerità ed efficienza, a eliminare gli sprechi, cominciando dalla nomina di esterni nell'ufficio di gabinetto".
"Il presidente Raffaele Lombardo durante il suo primo 'governo' denunciava la difficoltà di realizzazione del programma per la presenza di assessori e direttori generali che 'remavano contro': evidentemente, non è stato sufficiente cambiare, in un solo anno, due volte la Giunta e rinnovare due volte i vertici dei Dipartimenti con persone, soprattutto esterne alla Regione, scelte sulla base di criteri di appartenenza partitica e di affidabilità politica". Lo afferma il co-coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, sulle polemiche sollevate dall'assessore alle Attività produttive, Marco Venturi. "Inoltre, il modo con cui il presidente ha deciso di attuare la riforma dell'amministrazione, in tre tappe, in tre anni - aggiunge Castiglione - ha accresciuto il senso d'incertezza, perché questa volta sono gli stessi uffici e dirigenti generali che sono rimasti appesi, in attesa di decisioni sul loro futuro. Ma con chi se la prende l'assessore Venturi? Dimentica di fare egli stesso parte di questo governo? - si chiede l'esponente del Pdl - E i vertici della burocrazia generale non sono stati indicati addirittura prima della nomina degli stessi assessori? Le lamentele del governo regionale sembrano proprio la ricerca affannosa di un alibi e, nel contempo, certificano i gravi ritardi nell'azione amministrativa, soprattutto sui fondi europei destinati allo sviluppo; ritardi - conclude Castiglione - che noi del Pdl denunciamo da tempo".
"Venturi parli chiaro, faccia nomi, spieghi circostanze e situazioni, anziché lasciar crogiolare la stampa e l'opinione pubblica in ipotesi e congetture. Dica chi sarebbero questi potenti manager che accentrano il potere, chi questi funzionati frustati. Dica, a noi, ai Siciliani ed a chi di dovere, chi sono quelli che hanno preso tangenti e che non si possono licenziare". E' il commento di Paolo Ruggirello parlamentare del Mpa all'Ars. "Condividiamo l'appello lanciato dall'assessore - continua - all'avvio di una stagione di riforme, a partire dalla burocrazia, processo già avviato, irreversibile e probabilmente molto temuto, così come condividiamo la necessità di rilanciare gli investimenti privati. Non passi, però, il messaggio che qualcuno gioca col tema della disoccupazione". "Nessuno prende in giro le migliaia di persone che oggi, purtroppo, vivono questo dramma. Chi afferma ciò mistifica l'impegno quotidiano di quanti, con sensibilità ed amore per questa terra, creano le condizioni per un domani più sereno".
"Siamo stupiti dalle dell'assessore alle Attività produttive Marco Venturi, in cui spara a zero contro la burocrazia regionale, dimenticando di esserne anche lui al vertice e offendendo la dignità lavorativa dei dipendenti regionali". Lo sostengono i segretari generali del Cobas/Codir Marcello Minio e Dario Matranga. "Invece di fare demagogia - aggiungono - sarebbe auspicabile da parte dell'assessore Venturi una assunzione di responsabilità, contribuendo all'approvazione della riforma del personale regionale, da tanto tempo rivendicata dai sindacati e annunciata dall'esecutivo regionale ma, evidentemente, non realmente sostenuta neanche dallo stesso Venturi". Secondo il Cobas/Codir "nel suo intervento, non richiede di accelerare la riforma stessa ma, forse per smania di apparire, anche lui si esercita in uno sport molto diffuso: dare addosso alla pubblica amministrazione e a tutti i suoi operatori". Il Cobas/Codir invita il governo regionale "a intervenire per porre fine a questi squallidi tentativi di delegittimare la pubblica amministrazione regionale e a mettere subito all'ordine del giorno con le parti sociali la legge di riforma del personale di cui la Sicilia ha bisogno".
Il presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi di Reburdone, dice di "condividere l'allarme lanciato dall'assessore Marco Venturi contro le pastoie burocratiche che bloccano lo sviluppo". "Bisogna avere il coraggio di varare riforme immediate capaci di spezzare quel filo invisibile che spesso lega malapolitica, malaburocrazia e malaffare - spiega Bonaccorsi di Reburdone - siamo in presenza di un sistema ammalato, che in passato non ha funzionato a causa di una eccessiva ingerenza politica; oggi non funziona perché all'ingerenza politica si è sostituita in larga parte una prevalenza del ruolo burocratico-dirigenziale che, concepito per dare maggiore efficienza alla macchina amministrativa è invece risultato un rimedio peggiore del male da curare". "Il cambio di passo richiesto dall'assessore Venturi per ottenere procedure snelle e trasparenti - osserva il presidente di Confindustria Catania - trova pertanto il nostro pieno sostegno. E' il momento di tradurre in realtà gli impegni assunti dal governo regionale per disboscare i meccanismi autorizzativi che bloccano importanti investimenti produttivi e per eliminare l'intermediazione politica dall'economia". "Un buon esempio - conclude Bonaccorsi di Reburdone - sarebbe l'avvio immediato del credito di imposta per gli investimenti, un meccanismo d' incentivazione automatica che andrebbe a vantaggio degli imprenditori con reali progetti d'impresa e che potrebbe far ripartire l'economia dell'Isola".
La Cgil e la Filcams Cgil di Palermo replicano all'assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi. Quest'ultimi ieri ha affermato che, nella Fiera del Mediterraneo di Palermo, ci sono "30 impiegati di cui non sappiamo cosa fare". "Quanto affermato dall'assessore Venturi - dichiarano Adele Cinà, della segreteria Cgil di Palermo, e Monica Genovese, segretaria della Filcams - è francamente lesivo della dignità dei lavoratori della Fiera. Questi lavoratori per primi hanno denunciato lo sfascio che hanno prodotto negli anni le gestioni commissariali, hanno chiesto sempre di lavorare, di essere utilizzati anche in altri luoghi". "Pertanto - concludono - la responsabilità di quanto accade é da rispedire al mittente: è l'assessore che deve dire cosa devono fare i lavoratori".
E' preoccupante, ma si ha sempre di più l'impressione che la nostra classe politica regionale non sappia che pesci prendere di fronte al declino della nostra isola. Declino dell'agricoltura, dell'industria e dell'artigianato che ci stanno portando a livelli di disoccupazione inimmaginabili. L'unico settore che tiene è quello del pubblico impiego, perchè alimentato dallo Stato e dalla Regione, ma fino a quando un sistema produttivo globale in declino potrà mantenere la macchina amministrativa in ristrettezza di gettito fiscale (vedi federalismo fiscale)? Se non ci si da una mossa si rischia veramente che alla fine non vi sarà più luogo a contendere per causa di default. La nostra politica ha bisogno di capacità di visione a medio e lungo periodo e di manovre rapide nell'immediato, a prescindere dai giochi di potere e dagli svariati assetti politici di cui poco importa alla popolazione in gravi difficoltà economiche.
"me ne vado". Lo ha detto intervenendo a sala d'Ercole dove è in corso l'esame del ddl sui rifiuti, il deputato dell'Udc, Salvatore Cintola, che ha lasciato l'Ars contestando ai deputati presenti "la vergogna di fare ostruzionismo e di non occuparsi dei problemi della Sicilia".
quand'è che ci occupiamo del problema cintola?