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La Cassazione boccia gli immigrati
"Vanno espulsi gli irregolari con figli minori anche se studiano in Italia"

11 marzo 2010 14:49
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Marcia indietro della Cassazione in tema di immigrazione: gli immigrati irregolari, con figli minori che studiano in Italia, non possono chiedere di restare nel nostro Paese sostenendo che la loro espulsione provocherebbe un trauma "sentimentale" e un calo nel rendimento scolastico dei figli.

Infatti, secondo il nuovo orientamento della suprema corte che smentisce una recente sentenza, l'esigenza di garantire la tutela alla legalità delle frontiere prevale sulle esigenze di tutela del diritto allo studio dei minori.

La Cassazione - con la sentenza n. 5856 - ha respinto il ricorso di un immigrato clandestino albanese, con moglie in attesa della cittadinanza italiana e due figli minori residente a Busto Arsizio (VA), per ottenere l'autorizzazione a restare in Italia in nome del diritto del "sano sviluppo psicofisico" dei suoi bambini che sarebbe stato alterato dall'allontanamento del loro papà.

I supremi giudici gli hanno risposto che è consentito ai clandestini la permanenza in Italia per un periodo di tempo determinato solo in nome di "gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinati da una situazione d'emergenza". Queste situazioni d'emergenza, però, non sono quelle che hanno una "tendenziale stabilità " come la frequenza della scuola da parte dei minori e il normale processo educativo formativo che sono situazioni di "essenziale normalità ".

Se così non fosse, dice la Cassazione, le norme che consentano la permanenza per motivi d'emergenza anche a chi è clandestino, finirebbero con il "legittimare l'inserimento di famiglie di stranieri strumentalizzando l'infanzia". Con questa pronuncia, inoltre, i supremi giudici tacciano la precedente decisione della stessa Cassazione che aveva dato il via libera alla permanenza di un papà clandestino, definendola come "riduttiva in quanto orientata alla sola salvaguardia delle esigenze del minore, omettendone l'inquadramento sistematico nel complessivo impianto normativo" della legge sull'immigrazione.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 12 marzo 2010   09:48

I BAMBIANI NON HANNO COLPA, MA ERA ORA CHE ARRIVASSE QUESTA DECISIONE. E GIUSTO CHE IN ITALIA ARRIVANO PERSONE STRANIERE SOLO SE HANNO UN POSTO DI LAVORO. COME FACEVANO I NS. EMIGRANTI,QUANDO ANDAVANO IN BRASILE,ARGENTINA,USA,CANADA,AUSTRALIA E NEI VARI PAESI EUROPEI. COME MAI CHE MOLTE PERSONE LODANO LA RUSSIA MA NESSUNO CI VA. 

Anonimo 12 marzo 2010   07:31

Nulla contro i bambini!!! Ma che adesso li vogliono strumentalizzare per i loro porci comodi e legalizzarsi anche se clandestini, è ora di finirla con tutto il finto buonismo che stà portando lItalia allo sfacelo.

Una volta tanto la Cassazione ci ha visto giusto.

Pierino la peste.

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