Gianfranco Micciché confonde, ma non abbandona. Perlomeno, i cronisti impegnati nell’eterna ricerca giornaliera di nuove notizie. E l’uomo ex Pubblitalia, sbarcato in politica con Forza Italia, nelle tecniche della Comunicazione è certamente maestro. È una fabbrica ambulante di notizie.
Abbiamo trovato su Youtube un filmato di 23 minuti , estratto dall’intervento conclusivo del Sottosegretario di Stato al CIPE, al primo seminario di formazione dei giovani del “PDL-Sicilia”, tenutosi il 5 marzo scorso a Siracusa. È un video da vedere e conservare in cineteca per due ragioni precise.
La prima, perché Miccichè “spatuliando” – come si dice in palermitano – al suo solito, racconta la stupefacente versione autentica di come è nato il PDL-Sicilia. Dice Micciché: “Ad un certo punto il nostro gruppo era morto, non all’ultima bombola di ossigeno, di più. Alla ultima mezza bombola d’ossigeno, ‘puru ca perdeva pu un purtusu’. La strategia distruttiva nei nostri confronti degli Alfano & Company, risultava vincente. Ed allora , mi sono messo a girare per la Sicilia a dire a tutti che eravamo, forti, fortissimi, che il nostro consenso era ancora vasto sul territorio, che Berlusconi mi aveva detto “vai avanti”. Ma quando mai …”.
La seconda, perché partendo da un suo ragionamento su depressione e suicidio politico, Micciché approda alla teoria dell’amore/passione come sostegno/ingrediente basilare della vita. E in quel momento del suo intervento è scattato il colpo di scena. “Si sa sono un po’ pazzo- commenta sornione Micciché- ed alla nostra amica Costanza (ndr. l’organizzatrice del seminario di Siracusa) ho detto che per esprimere meglio questo mio concetto, sarebbe stato possibile che mi sarei messo a cantare da questo podio. Lei mi ha detto: non ci credo. Ed io le ho ribattuto: scommettiamo.
”Dopo di che Micciché ha cominciato a cantare la canzone – al quale pare sia molto legato nell’ambito del suo immaginario personale – di Lucio Battisti “dieci ragazze per me”. È stato un successone. Spesso accompagnato dai ragazzi presenti in sala, per finire poi coperto da una ovazione generale. Del resto, Micciché era, ed è ancora, uno specialista, un serio professionista, nel motivare il prossimo con cui gli interresa interagire. Scuola Pubblitalia Doc. Benché il video sia lungo – 23.12 minuti – vale proprio la pena guardarlo, per conoscerlo meglio questo mago che passerà , comunque, alla Storia per esser riuscito a “stregare” un popolo di 5 milioni di persone alle elezione politiche del 2001, con quel sonoro, ed “indimenticabile” 61 a zero. Fase politica, dalla quale la Sicilia, pur cambiando negli anni gli equilibri interni al centrodestra e pure qualche faccia di potente, non è ancora uscita.
Gentile Signore,
Lei ha colto in maniera ironica ma aihmè impietosa la gravissima emergenza "politica" che stiamo vivendo in Sicilia.
Vede caro Signore, i nostri politici anzichè andare in giro per la Sicilia a proporre programmi di sviluppo economico o strategie di crescita sociale, dicono menzogne per assicurarsi le loro poltrone e i loro privilegi politici. Se è vero quello che l'articolo riporta su alcune frasi dette da Miccichè (esiste il filmato su Youtube, ma mi rifiuto di guardare certe scemenze) allora, secondo me, questo è puro millantato credito nei confornti della democrazia e della sovranità popolare e Miccichè che ricopre incarichi istituzionali è ancora più colpevole.
Ribadisco che sarei felicissimo se il Dott. Panzica correggesse il suo articolo dicendo che Miccichè nel 2001 ha "stregato" 4.999.999 siciliani, sottoscritto escluso.
Cordialmente
Francesco, Catania
il famigerato 61 a zero del 2001 è figlio di una "particolare" legge elettorale maggioritaria,non mai immaginata dai padri della Costituzione.
Il problema dei problemi di questo Paese è stato ed è il sistema elettorale maggioritario. Sistema che i grandi costituenti democratici avevano scartato a priori, ricordando come dal 1861 al 1945 avesse procurato solo danni all'evoluzione democratica d'Italia, creando quel fenomeno del "notabilato" che aveva trasformato le dinamiche della politica e dell'economia italiana, in un lurido suk spinto . Che peraltro in metà del Paese alimentava delle umanità di mascalzoni e ascari di cui si serviva per le sue attività illegali di potere.
Micciché in questo quadro storico, è stato un incidente della Storia.Nel senso che è stato lui a rendere ,organizzativamente possibile il 61 a zero. Che, certamente, non ha convinto il 99 dei siciliani, ma sicuramente almeno i loro due terzi e passa.E negli anni a seguire, si è giunti persino ad un pelo dell'80%.
Il cuffarismo, edizione popolar-democratica del berlusconismo, ha economicamente e culturalmente affondato definitivamente la Sicilia. Micciché era schierato sinceramente contro il cuffarismo, perché ne aveva avverivo il nichilistico punto di caduta : l'oggettiva fine della fiera del neosistema imposto dai vincitori del 1994.
Poi è arrivato al potere la razza mutante (Castiglione, Schifani,Alfano, Cammarata) e Micciché si è accorto di avere generato dei mostri,senza un concreto senso della misura, o se preferisce del marketing.
Dunque, Micciché non è mai stato Don Bosco,anzi la pensa all'oposto, si sente un notabile, ma la proverbiale michioneria dei siciliani e la loro spiccata tendenza a farsi corrompere dal berlusconismo e dal cuffarismo, non può essere accollata a Micciché. Lui è solo un brillante manager del "consenso".Pieno di tante responsabilità maturate negli ultime sedici anni di dittatura berlusconaina in Sicilia, ma non della loro criminale minchioneria. Sarebbe ingiusto per lui e contemporaneamentepure troppo laudativo per lui.
tarzan di montepellegrino
GENTILE SIG. FRANCESCO,TROVO CHE LEI SIA PUNTUALE E DIPLOMATICO NELLA RILETTURA DEI FATTI CHE HANNO VISTO MICCICHE' AFFACCIARSI ALLA SCENA POLITICA.
E' BENE RIBADIRE COMUNQUE CHE LA PERFORMANCE CHE MICCICHE' HA OFFERTO A SIRACUSA DEVE CONTINUARE AD ESSERE INSCRITTA NEL LIBRO DELLE PIETOSE FUGHE CHE LA POLITICA PROPONE AGLI SPROVVEDUTI APPROFITTANDO, A VOLTE, ANCHE DELLA GIOVANE ETA' DEGLI ASCOLTATORI.
BENNATO QUALCHE TEMPO FA AVEVA INDIVIDUATO L'INCONSISTENZA DEI METODI E DELLA SOSTANZA DEI TEMI CHE I POLITICI (SIC!) CI AMMANISCONO. ESEMPLARE E' IL TESTO DI "SONO SOLO CANZONETTE", E PER RESTARE IN AMBIENTE MUSICALE MI VIENE DA PENSARE CHE TIPI COME MICCICHE' POTREBBERO TROVARSI MEGLIO SE CANTASSERO LE CANZONI DI VASCO ROSSI. A LUME DI NASO, CREDO DI NON SBAGLIARE AFFERMANDO CHE IL GIOCO E' ALLA FINE E CHE I SICILIANI NE HANNO PIENE LE TASCHE DI ESSERE TRATTATI COME SPETTATORI IMBELLI DI UN REALITY SHOW.
CORDIALI SALUTI
Gentile Signore,
Lei ha colto in maniera ironica ma aihmè impietosa la gravissima emergenza "politica" che stiamo vivendo in Sicilia.
Vede caro Signore, i nostri politici anzichè andare in giro per la Sicilia a proporre programmi di sviluppo economico o strategie di crescita sociale, dicono menzogne per assicurarsi le loro poltrone e i loro privilegi politici. Se è vero quello che l'articolo riporta su alcune frasi dette da Miccichè (esiste il filmato su Youtube, ma mi rifiuto di guardare certe scemenze) allora, secondo me, questo è puro millantato credito nei confornti della democrazia e della sovranità popolare e Miccichè che ricopre incarichi istituzionali è ancora più colpevole.
Ribadisco che sarei felicissimo se il Dott. Panzica correggesse il suo articolo dicendo che Miccichè nel 2001 ha "stregato" 4.999.999 siciliani, sottoscritto escluso.
Cordialmente
Francesco, Catania
Caro dott. Panzica,
mi consenta una puntualizzazione riguardo al suo articolo che tra l'altro ho apprezzato molto. Nel 2001 io ho votato per Forza Italia, ma mi creda non sapevo neanche chi fosse Miccichè. Ho votato per Forza Italia perchè altre persone del partito mi hanno convinto a fare ciò. Inoltre, visto qual è stato l'andazzo della politica e, se mi consente, i risultati piuttosto mediocri di Miccichè (se compariamo costi e benefici, Miccichè ha fatto pochissimo rispetto a quello che la sua posizone gli avrebbe consentito di fare) ci tengo fortemente a sottolienare che il sottoscritto non è tra quei 5 milioni di Siciliani che hanno votato nel 2001 Forza Italia perchè "stregato" da Miccichè. Probabilmente se lo avessi conosciuto meglio sin da allora avrei evitato quell'errore. Resta inteso, che questa è una mia posizione personale e che il sottoscritto ha sempre il massimo del rispetto per le istituzioni politiche e per i suoi rappresentanti (in questo caso dell'On. Miccichè) pur non condivendone affatto l'operato politico.
Cordialmente
Francesco, Catania
GENTILE SIG. FRANCESCO,TROVO CHE LEI SIA PUNTUALE E DIPLOMATICO NELLA RILETTURA DEI FATTI CHE HANNO VISTO MICCICHE' AFFACCIARSI ALLA SCENA POLITICA.
E' BENE RIBADIRE COMUNQUE CHE LA PERFORMANCE CHE MICCICHE' HA OFFERTO A SIRACUSA DEVE CONTINUARE AD ESSERE INSCRITTA NEL LIBRO DELLE PIETOSE FUGHE CHE LA POLITICA PROPONE AGLI SPROVVEDUTI APPROFITTANDO, A VOLTE, ANCHE DELLA GIOVANE ETA' DEGLI ASCOLTATORI.
BENNATO QUALCHE TEMPO FA AVEVA INDIVIDUATO L'INCONSISTENZA DEI METODI E DELLA SOSTANZA DEI TEMI CHE I POLITICI (SIC!) CI AMMANISCONO. ESEMPLARE E' IL TESTO DI "SONO SOLO CANZONETTE", E PER RESTARE IN AMBIENTE MUSICALE MI VIENE DA PENSARE CHE TIPI COME MICCICHE' POTREBBERO TROVARSI MEGLIO SE CANTASSERO LE CANZONI DI VASCO ROSSI. A LUME DI NASO, CREDO DI NON SBAGLIARE AFFERMANDO CHE IL GIOCO E' ALLA FINE E CHE I SICILIANI NE HANNO PIENE LE TASCHE DI ESSERE TRATTATI COME SPETTATORI IMBELLI DI UN REALITY SHOW.
CORDIALI SALUTI
Caro dott. Panzica,
mi consenta una puntualizzazione riguardo al suo articolo che tra l'altro ho apprezzato molto. Nel 2001 io ho votato per Forza Italia, ma mi creda non sapevo neanche chi fosse Miccichè. Ho votato per Forza Italia perchè altre persone del partito mi hanno convinto a fare ciò. Inoltre, visto qual è stato l'andazzo della politica e, se mi consente, i risultati piuttosto mediocri di Miccichè (se compariamo costi e benefici, Miccichè ha fatto pochissimo rispetto a quello che la sua posizone gli avrebbe consentito di fare) ci tengo fortemente a sottolienare che il sottoscritto non è tra quei 5 milioni di Siciliani che hanno votato nel 2001 Forza Italia perchè "stregato" da Miccichè. Probabilmente se lo avessi conosciuto meglio sin da allora avrei evitato quell'errore. Resta inteso, che questa è una mia posizione personale e che il sottoscritto ha sempre il massimo del rispetto per le istituzioni politiche e per i suoi rappresentanti (in questo caso dell'On. Miccichè) pur non condivendone affatto l'operato politico.
Cordialmente
Francesco, Catania
MI DOMANDO SE I SICILIANI RIUSCIRANNO A FARSI UNA RAGIONE DEI DISASTRI CHE LA POLITICA PRODUCE CHIUDENDO (?) TUTTE LE QUESTIONI CON UNA STROFETTA.
NELL'AMBITO MUSICALE ANDARE A TEMPO SIGNIFICA ACCORDO ED EQUILIBRIO. IN POLITICA MANTENERE ACCORDI ED EQUILIBRI DOVREBBE SIGNIFICARE INNANZITUTTO NON INDUGIARE NELLE GIULLARATE PERCHE' GLI IMBECILLI SARANNO SEMPRE PRONTI AD ATTRIBUIRE CONSENSI A CHI LI FA RIDERE, MA LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI FRUITORI DI UN SERVIZIO POLITICO, IN UN MOMENTO STORICO COME QUESTO, NON PUO' ACCONTENTARSI' DI UN RITORNELLO.
POVERA SICILIA!
solo i giornalisti credevano ed enfatizzavano quello che diceva.
Ed adesso, come ci si sente?
E lillo Miceli de La Sicilia avrà la sensazione di essere sempre stato utilizzato per i fini di Miccichè o rimane convinto che quella sua è la vera attività giornalistica?