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Un sondaggio della Regione rivela:
"Molestie sessuali alle dipendenti"

11 marzo 2010 11:23
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Molestie sessuali in ufficio. E' quanto emerge da un sondaggio fra i funzionari dell'assessorato al Personale della regione siciliana. Fra i 639 dipendenti dell'assessorato guidato da Caterina Chinnici, magistrato e figlia del giudice Rocco, assassinato dalla mafia nel 1983, hanno risposto al questionario, condotto nell'autunno scorso, solo in 118.

 

Sette funzionarie, come rivela il Giornale di Sicilia, hanno affermato di avere subito molestie: in tre casi da un superiore, in altri tre da un collega e in un caso sia da un collega che da un superiore. C'è anche il caso di un dipendente che ha ripetutamente pedinato alcune impiegate. Nessuna delle donne ha però denunciato le molestie alla magistratura. Una funzionaria ha chiesto il trasferimento in un altro ufficio. "I risultati del monitoraggio - afferma l'assessore Chinnici - che si basavano su questionari anonimi ovviamente vanno prese con le pinze ma possono avere un effetto deterrente nei confronti di potenziali molestatori".

 

"I risultati non sono indicativi di un malessere diffuso. Sono episodi che possono accadere qui, come in qualsiasi ufficio. Il questionario, realizzato in linea con la normativa europea, è servito per verificare se esistono situazioni di disagio che possono influire sul buon rendimento dei dipendenti e sul benessere organizzativo nei luoghi di lavoro", aggiunge Chinnici.

 

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 12 marzo 2010   21:51

Attraverso questionari anonimi la vera realtà è venuta alla luce.

Le donne vittime di molestie spesso scelgono di non denunciare e limitarsi a chiedere trasferimento ad altro ufficio.

L'indagine dovrebbe estendersi ed il questionario dovrebbe essere dato alle impiegate di tutti gli assessorati ed uffici della Regione Siciliana senza dimenticare le ragazze universitarie che presso gli uffici della Regione svolgono ed hanno svolto uno stage.  Denunciare è un atto di coraggio ed implica l'esposizione ad un giudizio della collettività che non sempre esprime solidarietà. Complimenti al magistrato Caterina Chinnici.

angelo41 12 marzo 2010   13:07
L'utente ha risposto al commento anonimo del 12 marzo 2010. Visualizza »

Articolo troppo soft! Sarà anche vero che i risultati del sondaggio siano quelli descritti e che la loro interpretazione sia corretta, ma negli uffici succede ben altro rispetto a quanto è emerso. Riflettiamoci. Generalmente, quando due dipendenti, pubblici o privati che siano, hanno una attrazione uno per l'altro, possono decidere di fare sesso e certo non vengono a raccontarcelo nei questionari. Se le avances non sono gratite da uno dei due soggetti, allora scatta la difesa personale tipica della donna siciliana che, conoscendo l'interlocutore, sa come allontanarlo e tenerlo buono. In trent'anni di lavoro negli uffici della Regione, non ho mai assistito a casi di molestie, semmai di tentativi di approccio sempre magistralmente controllati, almento durante le ore di lavoro.

L'Assessore Chinnici può stare tranquilla, a condizione però che interpreti i casi di disagio che emergono dai questionari come grido di aiuto di "fantasiose dipendenti" deluse per non essere mai state oggetto di attenzione da parte dei colleghi.

Nel caso di molestie vere, le dipendenti o i dipendenti regionali fanno scattare le denunce direttamente alla procura, come descritto nel C.C.N.L.

A.Greco

Un commento saggio e veritiero. Le stesse osservazioni le faccio mie, dopo 5o anni di pubblica amministrazione. D'altronde come si dice: "tutto il mondo è paese".

Anonimo 12 marzo 2010   06:11

Articolo troppo soft! Sarà anche vero che i risultati del sondaggio siano quelli descritti e che la loro interpretazione sia corretta, ma negli uffici succede ben altro rispetto a quanto è emerso. Riflettiamoci. Generalmente, quando due dipendenti, pubblici o privati che siano, hanno una attrazione uno per l'altro, possono decidere di fare sesso e certo non vengono a raccontarcelo nei questionari. Se le avances non sono gratite da uno dei due soggetti, allora scatta la difesa personale tipica della donna siciliana che, conoscendo l'interlocutore, sa come allontanarlo e tenerlo buono. In trent'anni di lavoro negli uffici della Regione, non ho mai assistito a casi di molestie, semmai di tentativi di approccio sempre magistralmente controllati, almento durante le ore di lavoro.

L'Assessore Chinnici può stare tranquilla, a condizione però che interpreti i casi di disagio che emergono dai questionari come grido di aiuto di "fantasiose dipendenti" deluse per non essere mai state oggetto di attenzione da parte dei colleghi.

Nel caso di molestie vere, le dipendenti o i dipendenti regionali fanno scattare le denunce direttamente alla procura, come descritto nel C.C.N.L.

A.Greco

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