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Che cosa è diventata l’Italia di Berlusconi? Se il Ministro della Giustizia è l’avvocato dell’imputato…

11 marzo 2010 13:06
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Al Gore lasciò ai suoi legali l’incarico di raccontare ciò che stava succedendo nella conta dei voti nella Florida governata dal fratello del Presidente uscente, George W.Bush, suo avversario nella corsa alla Casa Bianca. Parlò quando la Corte suprema disse che non si poteva tornare a contare, per augurare a George W. Bush buon lavoro.

 

Il candidato repubblicano McCain, dopo avere visto sulla CNN, i risultati, senza aspettare la comunicazione ufficiale degli organi preposti, con largo anticipo, si presentò ai suoi elettori che lo attendevano trepidanti, per riferire loro che aveva telefonato al “suo” – ripetiamo “suo” – Presidente, Barack Obama per augurargli buon lavoro ed esprimergli il proprio apprezzamento.

“L’America non avrebbe potuto avere un Presidente migliore”, aggiunse.

 

Il leaderismo degli States non ha fatto perdere lo stile e l’etica delle relazioni politiche ed umane. Il Presidente rappresenta tutti, non una parte.

 

Durante la deprecata prima Repubblica, non c’è mai stato un episodio, uno solo, che vedesse il Presidente del Consiglio sostenere la causa del proprio partito. Quando un Ministro democristiano venne chiamato a rispondere di tangenti alla Camera dei deputati, a difenderlo fu il segretario della DC, non il capo del governo. E fu una difesa appassionata.

 

La seconda Repubblica, performante e sicura di sé, ha gettato alle ortiche sia il galateo istituzionale quanto la doverosa ed importante distinzione dei ruoli e dei poteri. Irresponsabilmente.

 

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, entra a gamba tesa in ogni questione giudiziaria sia che lo riguardi personalmente – e sia indagato o rinviato a giudizio o imputato – sia che tocchi ai suoi collaboratori, dirigenti di partito, Ministro, rispondere di una’accusa.

 

Così i giudici di Milano diventano per lui – e per gli italiani che pendono dalle sue labbra – plotoni di esecuzione, quelli di Firenze privi di rossore, perché dovrebbero vergognarsi di avere messo in dubbio l’onestà di un sottosegretario, quelli di Roma perché hanno detto bugie e cambiato le carte per escludere una lista dal voto.

 

Ma non è tutto: i magistrati sono golpisti, eversori, tramano per disarcionarlo, tradendo la volontà popolare. E vorrebbero creare uno stato di polizia servendosi delle intercettazioni ed altri strumenti.

 

Qualche giorno fa il Presidente del Consiglio ha organizzato una conferenza stampa per spiegare in diretta tv come sono andate veramente le cose a Roma nell’ufficio elettorale circoscrizionale che ha “espulso” la lista della provincia di Roma del Pdl. Lo ha fatto per circa trenta minuti raccontando la versione dei fatti che gli è stata fornita, naturalmente, dai due dirigenti di partito che ne erano stati protagonisti, quelli che avevano lasciato la “coda” per andare a farsi un panino.

 

In qualsiasi altra parte del mondo l’incombenza sarebbe stata lasciata ai dirigenti del partito. Nel caso presente ai coordinatori nazionali del Pdl, La Russa, Bondi e Verdini, ma da noi no, non può essere così. Berlusconi è carismatico, viene creduto, gli altri no. Quindi il Presidente del Consiglio lascia i panni del rappresentante di tutti gli italiani, quelli che ritengono ingiusto il verdetto dei magistrati, e quelli che invece (in larga maggioranza secondo i sondaggi) giusto il rispetto delle regole sempre e comunque. Berlusconi dismette il ruolo istituzionale e si trasforma in un capolista virtuale del Pdl di Roma, accusando i giudici di cialtroneria.

 

Le conseguenze di questa scelta sono gravissime, perché la denigrazione dei magistrati – costante e aspra – delegittima e sfiducia. Siccome non c’è italiano che per un verso o l’altro abbia a avuto a che fare con gli uffici giudiziari, il rapporto fiduciario dei cittadini verso coloro che sono incaricati di giudicare le loro vicende, viene devastato. In uno Stato di diritto è quanto di peggio possa accadere. E ciò a prescindere dalle buone o cattive ragioni del caso in specie affrontato dal Presidente del Consiglio.

 

Berlusconi ha messo uno dei poteri dello Stato – l’Esecutivo – contro l’amministrazione della giustizia, corpo separato, ed indipendente. Delegittimando i magistrati, cade l’impalcatura si cui si costruisce, giorno dopo giorno, la giustizia. Quando un  magistrato perde la fiducia della gente nel luogo in cui esercita la sua funzione, per colpe sue o non sue, viene trasferito d’ufficio. E’ l’unico caso in cui la mobilità è ammessa. Il Presidente del Consiglio al fine di difendere la sua parte politica e se stesso non esita a dipingere gli organi giudiziari come un castigo divino.

 

Che cosa deve pensare un cittadino che deve rispondere di un reato davanti al suo giudice, abbia torto o ragione? Sarà indotto a tenere in considerazione, anche farsene una ragione di ciò che gli capita, i giudizi del Presidente del Consiglio.

 

Il rispetto del galateo istituzionale e la separazione dei poteri sono cardini su cui poggia la convivenza civile in uno stato democratico e di diritto.

 

Lo stravolgimento delle regole produce una serie di conseguenze. Una di esse, forse fra le più gravi, è costituito dal ruolo del Ministro della Giustizia, oggi esercitato dal siciliano Angelino Alfano. Invece che rappresentare l’amministrazione della giustizia, di fatto, rappresenta la sua controparte, il Presidente del Consiglio, impegnato in una guerra totale con i giudizi, quelli sui e quelli altrui.

 

Il Guardasigilli esercita la sua funzione perché l’ha designato il Presidente del Consiglio. La sua designazione la deve a lui, non al partito cui appartiene. Non risponde, di fatto, che al suo Presidente giorno dopo giorno. A causa della conflittualità instaurata e delle tensioni fra gli organi dello Stato, deve prendere parte e schierarsi, rinunciando – di sua volontà o meno ha scarso rilievo – a svolgere il suo compito, che è quello di garanzia e tutela dell’operato dei giudici. Deve stare dalla loro parte se i giudici, come corpo dello Stato, vengono denigrati  ed accusati.

 

Una cosa è infatti criticare una sentenza, un’altra è denunciare l’atteggiamento eversivo delle toghe; una cosa è la critica, anche aspra, del rappresentante di un partito politico che difende il proprio operato al magistrato, un’altra le accuse di parzialità, irresponsabilità ed altro, rivolte dal Presidente del Consiglio ad un giudice che ha fatto il proprio lavoro. Ad un errore del giudice si risponde con un ricorso in altro grado di giudizio, confidando nella legislazione garantista del Paese, che ne consente tre.

 

Se prevale l’arroganza, la convinzione che le proprie ragioni sono le uniche, e perciò, si dipinge il giudice come una controparte, chiunque sia il giudice – penale, civile, amministrativo, costituzionale - la patologia di questa condizione è conclamata e rischia di trasferirsi a tutto il Paese.

 

 

 

 

 

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Anonimo 14 marzo 2010   12:11

I ministri non fanno altro che eseguire quello che il LORO PREMIER gli ordina quindi non c'è niente di scandaloso nel comportamento del ministro Alfano lui è un semplice dipendente della grande azienda Italia retta dal manager Berlusconi.

Anonimo 14 marzo 2010   10:20

Se il Presidente del Consiglio e il Presidente di tutti gli italiani, come mai fa campagna elettorale per il suo partito? almeno si dovrebbe astenersi. E come il presedente della repubblica che si mettesse a fare campagna elettorale per il suo partito. E inammissibbile in un paese (che si dice) DEMOGRATICO. come mai nessun organo di comunicazione ne parla?

Anonimo 14 marzo 2010   10:07
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 marzo 2010. Visualizza »

Perché i più lecchini sono i Siciliani?

Forse perchè anno più fame e anno meno lavoro e la fame fa fare brutte cose

Anonimo 13 marzo 2010   10:11
L'utente ha risposto al commento anonimo del 13 marzo 2010. Visualizza »

Questo multimiliardario arrogante e presuntuoso oltre che narcisista (omissis) ha cambiato volto, cultura ed educazione a un paese tradizionalmente  corretto e ossequioso delle leggi, della Magistratura e della Costituzione servendosi delle sue televisioni e della stampa a lui asservita è ormai noto. ha ridotto l'Italia alla culturo del grande fratello.

Guarda caso dopo le sue cazzate e dei suoi incapaci lacchè nella presentazione delle liste, adesso si veste da vittima e proprio Lui grida al complotto. INCREDIBILE !!!!

E dire che ancora trova una grandissima schiera di caproni che gli corrono dietro.

dove sono gli italiani della civiltà Maiuscola? ci piace essere dominati dal pecoraio di turno,seguirlo come caproni in calore per poi svegliarsi, come insegna  la storia di 65 anni fà. che non ci siano molte alternative di personaggi da scegliere nelle preferenze elettorali,prendiamone atto, con il sistema attuale poco cambia, ma non andare a votare risolve ancora meno.

Anonimo 13 marzo 2010   10:09
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Questo multimiliardario arrogante e presuntuoso oltre che narcisista (omissis) ha cambiato volto, cultura ed educazione a un paese tradizionalmente  corretto e ossequioso delle leggi, della Magistratura e della Costituzione servendosi delle sue televisioni e della stampa a lui asservita è ormai noto. ha ridotto l'Italia alla culturo del grande fratello.

Guarda caso dopo le sue cazzate e dei suoi incapaci lacchè nella presentazione delle liste, adesso si veste da vittima e proprio Lui grida al complotto. INCREDIBILE !!!!

E dire che ancora trova una grandissima schiera di caproni che gli corrono dietro.

E' veramente incredibile,eppure seguiamo e lasciamo che  il pecoraio di turno ci tratti come pecore di 2 classe, la storia avrebbe dovuto insegnarci qualche cosa, ma abbiamo la memoria corta, quanto tempo ancora per  renderci conto dove stiamo andando e siamo, per svegliarci? però non astenendoci dal voto 

 

Anonimo 12 marzo 2010   10:01

Questo multimiliardario arrogante e presuntuoso oltre che narcisista (omissis) ha cambiato volto, cultura ed educazione a un paese tradizionalmente  corretto e ossequioso delle leggi, della Magistratura e della Costituzione servendosi delle sue televisioni e della stampa a lui asservita è ormai noto. ha ridotto l'Italia alla culturo del grande fratello.

Guarda caso dopo le sue cazzate e dei suoi incapaci lacchè nella presentazione delle liste, adesso si veste da vittima e proprio Lui grida al complotto. INCREDIBILE !!!!

E dire che ancora trova una grandissima schiera di caproni che gli corrono dietro.

Anonimo 12 marzo 2010   10:00

COME MAI NESSUNO PARLA DI TUTTI QUEI DELINQUENTI,ASSASSINI,STUPRATORI ECC.ECC. CHE VENGANO RILASCIATI DOPO UN TERZO DELLA LORO PENA. L'IMPORTANTE CHE DOBBIAMO METTERE SOTTO GIUDIZIO IL CAV.BERLUSCONI S. PERCHE' E' DIVENTATO RICCO E POTENTE NELL'INFORMAZIONE E PERCHE' A CREATO UN PARTITO CHE HA SCONVOLTO LA SINISTRA CHE STAVA SORPASSANDO LA DEMOCRAZIA CRISTIANA E ALLORA D'EVESSERE PER FORZA UN DILINQUENTE ANCHE LUI.

Anonimo 12 marzo 2010   08:38
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Il ragionamento fila e in via del tutto teorica si può essere d'accordo. Ma l'uomo è fatto di carne e sangue e quando viene assalito con pervicacia che raggiunge il parossismo scatenandogli contro tutti i poteri possibili atti ad ingabbiare i mariuoli, ammesso che ne esistano le ragioni ( e queste possono scaturire soltanto al terzo grado di giudizio) si può capire che prenda i suoi provvedimenti  e parti al contrattacco sevendosi di tutta la forza di cui dispone. Non sono un tifoso e forse alle prossime elezioni neanche andrò a votare ma un episodio per tutti mi piace ricordarlo. Se qualcuno di voi lettori si fosse sentito accusare di essere mafioso da un delinquente assurto al ruolo di pentito senza uno straccio di prova e a porte aperte in un tribunale della Repubblica come si sarebbe sentito?. Che il presidente del consiglio che è stato trattato in questo modo reagisca male non gli si può dare torto.  E questo gli italiani lo sanno.    

Perché i Siciliani del governo sono i più pecoroni?

Anonimo 12 marzo 2010   08:36
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se qualcuno di noi fosse accusato da un altro qualsiasi per una qualsiasi accusa, si presenta davanti al giudice,chiunque esso sia, con un avvocato a difendersi, dovrebbe essere così per tutti,e gli Italiani lo sanno.in quanto alle esternazioni più o meno diciamo  "colorite" di certi personaggi, fossero di un semplice cittadino, cosa potrebbe succedere?

Perché i più lecchini sono i Siciliani?

Anonimo 12 marzo 2010   08:21
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Il ragionamento fila e in via del tutto teorica si può essere d'accordo. Ma l'uomo è fatto di carne e sangue e quando viene assalito con pervicacia che raggiunge il parossismo scatenandogli contro tutti i poteri possibili atti ad ingabbiare i mariuoli, ammesso che ne esistano le ragioni ( e queste possono scaturire soltanto al terzo grado di giudizio) si può capire che prenda i suoi provvedimenti  e parti al contrattacco sevendosi di tutta la forza di cui dispone. Non sono un tifoso e forse alle prossime elezioni neanche andrò a votare ma un episodio per tutti mi piace ricordarlo. Se qualcuno di voi lettori si fosse sentito accusare di essere mafioso da un delinquente assurto al ruolo di pentito senza uno straccio di prova e a porte aperte in un tribunale della Repubblica come si sarebbe sentito?. Che il presidente del consiglio che è stato trattato in questo modo reagisca male non gli si può dare torto.  E questo gli italiani lo sanno.    

se qualcuno di noi fosse accusato da un altro qualsiasi per una qualsiasi accusa, si presenta davanti al giudice,chiunque esso sia, con un avvocato a difendersi, dovrebbe essere così per tutti,e gli Italiani lo sanno.in quanto alle esternazioni più o meno diciamo  "colorite" di certi personaggi, fossero di un semplice cittadino, cosa potrebbe succedere?

Anonimo 12 marzo 2010   06:33
L'utente ha risposto al commento anonimo del 12 marzo 2010. Visualizza »

Il ragionamento fila e in via del tutto teorica si può essere d'accordo. Ma l'uomo è fatto di carne e sangue e quando viene assalito con pervicacia che raggiunge il parossismo scatenandogli contro tutti i poteri possibili atti ad ingabbiare i mariuoli, ammesso che ne esistano le ragioni ( e queste possono scaturire soltanto al terzo grado di giudizio) si può capire che prenda i suoi provvedimenti  e parti al contrattacco sevendosi di tutta la forza di cui dispone. Non sono un tifoso e forse alle prossime elezioni neanche andrò a votare ma un episodio per tutti mi piace ricordarlo. Se qualcuno di voi lettori si fosse sentito accusare di essere mafioso da un delinquente assurto al ruolo di pentito senza uno straccio di prova e a porte aperte in un tribunale della Repubblica come si sarebbe sentito?. Che il presidente del consiglio che è stato trattato in questo modo reagisca male non gli si può dare torto.  E questo gli italiani lo sanno.    

 il presidente del consiglio è un brigante. è ovvio che reagisca così contro i giudici. reagisce da brigante.

Anonimo 11 marzo 2010   19:37

Il ragionamento fila e in via del tutto teorica si può essere d'accordo. Ma l'uomo è fatto di carne e sangue e quando viene assalito con pervicacia che raggiunge il parossismo scatenandogli contro tutti i poteri possibili atti ad ingabbiare i mariuoli, ammesso che ne esistano le ragioni ( e queste possono scaturire soltanto al terzo grado di giudizio) si può capire che prenda i suoi provvedimenti  e parti al contrattacco sevendosi di tutta la forza di cui dispone. Non sono un tifoso e forse alle prossime elezioni neanche andrò a votare ma un episodio per tutti mi piace ricordarlo. Se qualcuno di voi lettori si fosse sentito accusare di essere mafioso da un delinquente assurto al ruolo di pentito senza uno straccio di prova e a porte aperte in un tribunale della Repubblica come si sarebbe sentito?. Che il presidente del consiglio che è stato trattato in questo modo reagisca male non gli si può dare torto.  E questo gli italiani lo sanno.    

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