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Dirigenti regionali "esterni",
il Pdl va all'attacco ma è scontro politico

di Salvatore D'Anna
03 marzo 2010 13:08
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Non si placano le polemiche sui nove dirigenti esterni scelti dal presidente della Regione Raffaele Lombardo. Dopo l’impugnativa delle nomine da parte del Consiglio dei ministri, dopo il botta e risposta tra Fitto e il governatore siciliano, che ha gridato al complotto politico, è il Pdl isolano che va all’attacco.

 

Il gruppo dei lealisti ha presentato una mozione all’Ars

e un esposto alla Corte dei Conti, mossa che ha determinato l’apertura di un fascicolo e l’acquisizione degli atti da parte della Procura generale della magistratura contabile. Per il Pdl, che grida alla lottizzazione e prefigura un “procurato danno all’Erario”, la procedura seguita dal presidente della Regione è illegittima e in contrasto con la legge regionale 10 del 2000, che regola appunto la nomina dei dirigenti. La loro scelta si concretizza con decreto del presidente della Regione, previa delibera della giunta, su parere dell’assessore competente.

 

“Nulla di quanto stabilito da queste norme è stato rispettato da Lombardo che, addirittura, ha proceduto alle nomine l’indomani della destituzione degli assessori e avocato a sé dieci deleghe assessoriali su dodici”, dice Pippo Limoli, deputato regionale che ha presentato la mozione. “Non c’è nessun accanimento del governo nazionale verso la Sicilia”, dice Fabio Mancuso, presidente della commissione Territorio e Ambiente.

 

Il Pdl lamenta anche il mancato rispetto della direttiva del ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta. Per procedere alle nomine di esterni, la norma prevede prima la verifica delle professionalità interne all’amministrazione regionale. Secondo i lealisti questa verifica è mancata. Superato anche il limite del 30%, rispetto alla dotazione organica, per gli incarichi dirigenziali esterni. Con questo tetto, le nomine avrebbero potuto essere non più di otto, mentre Lombardo ne ha fatte nove. “Un utilizzo spropositato di dirigenti esterni, quando in Sicilia ce ne sono più di 2000 di prima fascia”, critica Mancuso. “Lombardo ne ha nominati più di quanto ha fatto in sette anni l’ex governatore Cuffaro. Chi non è organico al pensiero del presidente è stato messo da parte. Negli assessorati ci sono dirigenti che hanno fatto bene, che percepiscono lo stipendio e tuttavia non hanno nemmeno una scrivania”, attacca Innocenzo Leontini, capogruppo all’Ars del Pdl, che attacca la politica di Lombardo e ne critica il “tradimento” a seguito della rottura della maggioranza uscita dalle elezioni. “C’è una costante usurpazione dei valori democratici. Assistiamo al commissariamento della Regione. Il Pd, che prima gridava allo scandalo, ora sta zitto. Perché?”, si chiedono i lealisti. “Sollecitiamo il governatore a un chiarimento. La Corte dei Conti potrebbe anche rinvenire gli estremi di un procurato danno all’Erario”, continua Limoli.

 

Contestata anche la procedura per il controllo dei curricula dei candidati, sottoposti al vaglio di un “comitato di saggi”. “In una seduta notturna, li ha valutati positivamente, senza procedere a nessuna comparazione. E uno dei tre componenti del comitato di valutazione è addirittura uno dei nominati, imputato e al contempo giudice di sé stesso”, osserva Limoli. Il riferimento è a Romeo Palma, messo a capo dell’ufficio legale della Regione. Secondo i lealisti, i dirigenti sono stati scelti in base alla loro appartenenza politica. “È la loro unica specificità. Due erano commissari provinciali dell’Mpa a Caltanissetta e Palermo”, dicono.

 

I nove dirigenti generali la cui nomina è contestata sono, oltre a Palma, Rossana Interlandi (energia), Rino Lo Nigro (agenzia per l’impiego), Patrizia Monterosso (formazione e istruzione), Nicola Vernuccio (energia e attività produttive), Maurizio Guizzardi (sanità), Gian Maria Sparma (pesca), Mario Zappia (osservatorio epidemiologico) e Salvatore Barbagallo (agricoltura).

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Anonimo 04 marzo 2010   07:13

perchè accanirsi solo su questi poveri 9 dirigenti generali esterni quando ci sono centinaia di esterni spersi nei vari uffici regionali da bruxelles a palermo?

Anonimo 03 marzo 2010   19:13

considerato che trattasi di assunzioni di fatto, quanto statuito dall'art. 14 in materia di dipendenti non c'entra nulla e pertanto deve giocoforza fare riferimento al decr. 165/2000 come modificato dal decr.leg.vo 150/2009. l'art 53 comma 2 fa espresso divieto di affidamento di incarichi dirigenziali che prevedono gestione di personale a quanti negli ultimi due anni hanno svolto incarichi politico/sindacali. Se è vero che l'interlandi a caltanisetta, vernuccio a palermo, ma prima di lui palma, al di la delle questioni costituzionali non possono assumersi a detti incarichi. stesso discorso vale per chi ha svolto funzioni di consulente.

Anonimo 03 marzo 2010   17:58

Ma... non era un innovatore? Non era "Basta con gli intrallazzi e il clientelismo"? Altro che seconda... Raffaele prefigurava la Terza e anche la Quarta Repubblica! mini-Degoulle instancabilmente impegnato a rimodernare, innovare, castigare...

Insomma: un "Brunetta"... solo un pò più basso!

Anonimo 03 marzo 2010   17:25
L'utente ha risposto al commento anonimo del 03 marzo 2010. Visualizza »

Chissà come stiamo a nomine esterne alla Provincia Regionale di Catania?

Che significa alla Regione mi faccio i fatti miei e alla provincia di catania ti fai i fatti tuoi.

 

Roba da grandi statisti. Che miseria!

Anonimo 03 marzo 2010   15:07

Chissà come stiamo a nomine esterne alla Provincia Regionale di Catania?

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