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Silvio sale sul Predellino nel salotto della Santanchè. Le prime parole della pasionaria del Burka, nominata sottosegretaria

03 marzo 2010 10:21
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Due iniezioni di fiducia, come definirli altrimenti. Come la pantera rosa, Silvio Berlusconi, zitto zitto, ha creato le condizioni per una rivoluzione silenziosa nel governo e nel partito. E’ cambiato tutto e nessuno se n’è reso conto. Sul partito sta abbattendosi l’onda movimentista grazie al reclutamento, in corso, dei promotori della libertà; sul governo giunge la pasionaria del Burka, Daniela Garnero Santanchè.

Michela Brambilla lavora all’esercito della libertà, Daniela Santanchè  si prepara a irrompere al Ministero di Gianfranco Rotondi con piglio sicuro e idee chiarissime. Squaderneranno l’ambiente, spacchetteranno le intenzioni, contageranno fervore.

 

Sono due soliste che accolgono l’orchestra con spirito di servizio,  pasionarie capaci di calcolo infinitesimale. Conquistano il territorio, il salotto, l’ambiente di lavoro appena vi fanno ingresso. Stanano la pigrizia come furetti, non accettano l’attesa, il dubbio, la distrazione. Fulmini di guerra, insomma.

Michela Brambilla recluta da giorni il suo esercito di samurai, Daniela conta di mettere in riga infingardi e mezze tacche appena possibile. E’ stata nominata sottosegretario dopo un lungo stand by e qualche mugugno.

 

Il più felice, stando ai resoconti del Giornale di Berlusconi, è Gianfranco Rotondi. E’ così davvero? Non lo sapremo mai, ma dobbiamo inchinarci alla fonte più vicina al Premier, il Giornale. Che cosa avrebbe potuto fare Rotondi, lamentarsi? E con chi?

Stando alle parole spese alla vigilia dell’arrivo della Santanchè – che sarà la sua sottosegretaria -  non ci sta sulla pelle. Ha visto il bicchiere mezzo pieno e si è tuffato. Il Presidente del consiglio s’è ricordato che nel suo governo esiste il Ministero per l’attuazione del programma. E se ci ha mandato Daniela, vuole dire che ci tiene. Rotondi ha così ripristinato il circuito dell’ottimismo.

“Mi sento ostaggio di una banda di incapaci”, aveva recriminato qualche giorno fa per via degli incidenti nella presentazione delle liste elettorali.

 

E ora? Potrebbe diventare ostaggio dell’attivismo di Daniela, non è certo il peggio che possa capitare. Il cursus honorum della neo sottosegretaria è intenso: epici duelli con i leader della destra, irruzioni nelle manifestazioni pubbliche organizzate dai nemici, indimenticabili comparsate nel salotto di Bruno Vespa e da ultimo la madre di tutte le battaglia, il blitz sul caso Lario-Berlusconi, l’esemplare difesa del Presidente del Consiglio, vittima delle critiche della moglie Veronica. Daniela che si comporta come una di casa, irrompe nella scena con il fervore di una neofita, e “salva” Silvio Berlusconi. Lui è un single, dice, anche se sposato. Se ne stanno ognuno per i fatti propri. Silvio ha le sue amicizie e Veronica pure. Anzi, Veronica ha una guardia del corpo, che è più di un amico.

 

Va bene, non l’incontra a Palazzo Grazioli, ma che importanza ha? Dismettiamo l’ipocrisia e così sia.

Intervento efficace e risolutivo. Libero, diretto da Vittorio feltri, estimatore della Santanché da sempre, ci fece un numero monografico. E da allora il popolo azzurro capì di che pasta era fatta quella donna, considerata dagli invidiosi fino ad allora una salottiera snob e un poco invadente.

Anche Silvio, ma tiriamo a indovinare, si rese conto di possedere un’arma impropria e memorizzò l’evento.

Siccome le guardie del corpo stanno accanto alla persona da proteggere, non fu necessario aggiungere qualcos’altro, aveva detto quanto basta per mettere a tacere la signora Lario, colpevole di criticare la partecipazione del Premier alle feste di compleanno delle ragazzine.

 

Daniela disse ciò che sentiva di dire senza aspettarsi nulla dal Presidente single. La gratitudine non si contratta, quando arriva, arriva.

 La festa è stata guastata, ma fino a un certo punto, dalla concomitanza di eventi indesiderati. Non è che lei avesse richiesto la fanfara, ma quell’ingresso anonimo, grigio non se l’aspettava. Sui giornali titoli su una colonna, con l’eccezione di Feltri naturalmente, che gli dedica un titolo a tutta pagina, ma all’interno.

Per fortuna Rotondi, da par suo, l’ha accolta con calore. Rotondi ha un carattere. Non ama gli applausi, i tappeti rossi ed i tagli del nastro. Concreto, vigile, gira attorno alle questioni essenziali con inaudita maestria. Il fatto che non ne abbia trovate da quando si trova a Palazzo Chigi non significa che non abbia voglia di cercarle.

Invece che fare il punto sul programma si è dedicato all’agenda degli impegni del Presidente, svolgendo un oscuro ma prezioso lavoro di cucitura fra un evento e l’altro. Con Daniela il Ministero esce dall’anonimato.

 

“E’una risorsa preziosa”, ha dichiarato il Ministro in giubilo sfrenato, “e la sua professionalità è quel che serviva per fare del nostro dicastero il volano del rapporto del governo con l’opinione pubblica”.

E’ dalla gente che arrivano l’input, il sostegno, la forza, le risorse per realizzare gli obiettivi. Fuori dalle stanze dei bottoni, i progetti divengono fatti ed i fatti consenso.

Santanchè sottosegretario, Rotondi ne è sicuro, segnerà un’autentica svolta nell’azione di governo. Gianfranco Fini è scettico? Vecchi dissapori, una ragione in più per credere nella Signora della destra italiana.

“Il mio impegno”, ha avvertito Daniela, “sarà totale perché ce n’è bisogno”.

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Anonimo 03 marzo 2010   21:44

E dopo nani,ballerine, ecco a voi Santancenik,la donna di gomma!!

Santanchè,la più rifatta delle italiane 

Anonimo 03 marzo 2010   16:34

Così il quadro è completo, ad un Ministro perfettamente inutile adesso si aggiunge un sottosegretario altrettanto inutile, se Rotondi era uno da sistemare senò creava problemi, adesso per completare gli abbiamo aggiunto un'altra da sistemare che l'unica cosa di cui è capace è l'esibizionismo, tanto per il resto non serve a niente !

Ma purtroppo questo miliardario impomatato così ha ridotto l'Italia !

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