No all’ampliamento del 20% agli edifici abusivi anche se sanati. No al loro abbattimento e alla loro ricostruzione. Pdl e Udc tentano il doppio colpo di mano a Sala d’Ercole, ma vengono battuti due voti dal voto segreto. Una telenovela scritta da uno sceneggiatore pieno di inventiva. Oppure una stanca riproposizione di dispute politiche. Guardatela come volete, ma lo spettacolo cui si è assistito all’Assemblea regionale siciliana è sempre lo stesso. Rischio di paralisi totale, dibattito infuocato, e sul piano casa si continua a discutere e litigare. C’è addirittura chi in aula chiede la riscrittura totale del disegno di legge, “Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”, che dovrebbe fare ripartire il settore del mattone in Sicilia. Poi finalmente la situazione si sblocca, e quattro articoli, quelli riscritti dal governo, il 2, il 3, il 6 e il 7, vengono approvati.
Procedure più semplici e più snelle. Approvato infatti anche il 6, che dà il via libera alla possibilità di cominciare i lavori con la semplice Dia, la dichiarazione di inizio attività, in alternativa alla concessione edilizia. Passa anche l’articolo 7, quello sulle “Misure di prevenzione sismica”.
Come correttamente scrive l'anonimo lettore, era una buona occasione per poter intervenire sugli Ecomostri legalizzati. L'interesse comune è quello della riqualificazione del paesaggio, e non della punizione di chi ha trasgredito le norme. D'ALTRA PARTE GLI EX ABUSIVI NON SONO TUTTI SPECULATORI. CI SONO LE COLPE DELLE AMMINISTRAZIONI CHE NON EFFETTUAVANO LA REGOLARE PIANIFICAZIONE URBANISTICA. E poi i proprietari odierni possibilmente non sono piu i costruttori poichè nella maggior parte dei casi gli immobili sono già passati di mano piu volte. Una volta che gli immobili hanno ricevuto la concessione in sanatoria sono equiparati a quelli con regolare concessione. Forse si configura una discriminazione di legge poichè cittadini proprietari vengono trattati con metro diverso. Non ammetttere gli ex abusivi vuol dire rendere impossibile un ripristino del paesaggio perchè solo con un incentivo economico si può motivare la gente a riqulificare.
Tutto ciò avvantaggia esclusivamente i costruttori, non c'è nulla di morale nelle politiche urabanistiche italiane quindi smettiamola con le ipocrisie di quanti, specie a sinistra, si rifiutano di vedere che i centri storici patrimonio dell'UNESCO sono stati realizzati mediante buon senso degli abitanti, mentre dall'avvento dei PRG si sono creati esclusivamente quartieri dormitorio di dubbio valore urbanistico esproiatndo i cittadini della possibilità di realizzare casa come facevano i nostri nonni.
Quindi a quali interessi risponde la riduzione di implementi vulumentrice in zone già antropizzate?
Zetan
DA UN CANTO PREMIARE GLI ABUSIVI è IMMORALE. Sono d'accordo. Però è pur vero che gli abusi sono delle vere oscenità che feriscono il territorio e che sono legalizzate con concessioni e timbri e pure pareri delle soprintendenze. Nessuno oramai può abbatterli. Forse, evitando la demagogia politica, che non serve a nessuno, sarebbe stato più utile ai fini della riqualificazione del paesaggio, la dare possibilità di ricostruire anche gli edifici abusivi - ma con l'obbligo di uno studio di inserimento ambientale a cura di paesaggisti - da sottoporre ad opportune commissioni di saggi - per rendere il landscape siciliano omogeneo e armonioso.
Cosi invece resteranno i monumenti allo scempio all'ignoranza e al sottosviluppo che nessuno cancellerà. Monumenti di mille colori, con verande sgargianti, forme disomogenne, intonaci mitragliati, persiane di plastica, serbatoi azzurri sui terri, prospetti fatiscenti tipo Beirut. Così deciso dall'assemblea.... per non favorire gli ex abusivi e per dare l'esempio legalità . Il paesaggio, PURTOPPO RIMANE Lì DEVASTATO IN TUTTA LA SUA TRISTEZZA E IL SUO SQUALLORE. FOR EVER !
"No all’ampliamento del 20% agli edifici abusivi anche se sanati. No al loro abbattimento e alla loro ricostruzione."
Due "No" che non mi trovano completamente d’accordo.
Il Primo NO è accettabile per il fatto che chi è o è stato abusivo ha sicuramente e spesso di molto ampliato quanto era possibile realizzare, in termini di cubatura, e secondo la normativa urbanistica vigente; quindi questo NO ci può stare tutto. Non sono molto d’accordo con il secondo NO; perchè? Il Perchè e molto semplice: a) se per NO intendiamo che non si possa demolire l'abuso sanato con gli effetti benefici di un'altra legge che porta altre agevolazioni sono assolutamente d’accordo ma, di contro, deve essere consentito con legge ordinaria di demolire e ricostruire un immobile (ex abusivo) che è destinato, comunque, ad invecchiare; certo capisco che la demolizione di un fabbricato sanato creerà qualche problema “etico” nel momento in cui si valuterà il quanto si debba consentire di ricostruire – RITENGO QUINDI: meglio toglierci il dente subito - si ricostruirà con l'indice dello strumento urbanistico vigente.
Arch. Giuseppe Vella