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Piano casa, no all'ampliamento e alla ricostruzione degli edifici abusivi condonati

di Salvatore D'Anna
02 marzo 2010 21:28
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No all’ampliamento del 20% agli edifici abusivi anche se sanati. No al loro abbattimento e alla loro ricostruzione. Pdl e Udc tentano il doppio colpo di mano a Sala d’Ercole, ma vengono battuti due voti dal voto segreto. Una telenovela scritta da uno sceneggiatore pieno di inventiva. Oppure una stanca riproposizione di dispute politiche. Guardatela come volete, ma lo spettacolo cui si è assistito all’Assemblea regionale siciliana è sempre lo stesso. Rischio di paralisi totale, dibattito infuocato, e sul piano casa si continua a discutere e litigare. C’è addirittura chi in aula chiede la riscrittura totale del disegno di legge, “Norme per il sostegno dell'attività edilizia e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”, che dovrebbe fare ripartire il settore del mattone in Sicilia. Poi finalmente la situazione si sblocca, e quattro articoli, quelli riscritti dal governo, il 2, il 3, il 6 e il 7, vengono approvati.

 

Tra denunce di rischi “sanatorie”, contestazioni sulla costruzione di parcheggi sotterranei, accuse di cementificazione selvaggia, siamo ancora all’anno zero, o quasi. Alle roventi accuse che arrivano dal Pdl e dall’Udc, il presidente della Regione Raffaele Lombardo risponde in Aula chiedendo “un po’ di pudore” a chi parla di cementificazione. Con l’assalto alla diligenza da parte dei lealisti e dello Scudocrociato che hanno provato a cassare, senza riuscirci, i commi degli articoli 2 e 3, proposti dal governo, che escludono dal ddl le case che hanno fatto ricorso al condono edilizio, e non equiparando così le case sanate a quelle in regola. Governo salvato dal voto del Pd, nonostante lo scrutinio segreto e il rischio di spaccature interne nell’irrequieto gruppo guidato dall’accoppiata Lupo-Cracolici. Bocciati prima con 47 voti contrari e 25 a favore, poi 48 a 24, gli emendamenti firmati dal Pdl ed appoggiati dell’Udc. “L’aula ha tenuto, è importante che non vi siano premi per le sanatorie. Con questo voto è stata riconosciuta la posizione di chi ha rispettato le regole, abbiamo mantenuto un profilo di coerenza”, dice il presidente del gruppo Pd all’Ars. . “È giusto distinguere – ha detto Lombardo prima del voto - tra chi ha fatto le cose in regola e da chi ha commesso abusi anche se poi li ha condannati. È una questione di equità”. “Il dato politico che emerge è incontrovertibile, la maggioranza ha dato prova di compattezza, coerenza e lealtà. Sono falliti tutti i tentativi, legittimi ma di fatto inutili, di tutti coloro che avevano come unico obiettivo creare crepe nella maggioranza e non produrre una buona legge”, commenta il capogruppo del Pdl-Sicilia Giulia Adamo.

 

E proprio l’opportunità di allargare gli interventi alle case già sanate ha dominato gran parte dello scontro a Sala d’Ercole. Approvato l’articolo 2, quello sugli interventi edilizi di ampliamento degli edifici esistenti. La riscrittura del governo allarga gli ampliamenti non solo agli edifici ad uso residenziale, ma anche agli uffici fino a 1000 metri cubi, ultimati entro il 31 dicembre 2009. Consentiti gli ampliamenti. fino al 20% per chi è in regola con il pagamento delle tasse sui rifiuti e l’Ici. I nuovi volumi non potranno superare complessivamente il limite di 200 metri cubi e ammessi in deroga agli strumenti urbanistici. Ampliamenti realizzabili accanto a fabbricati già esistenti, ma anche su piani superiori, anche con corpo edilizio separato, ma solo per uso abitativo. Gli interventi sono subordinati alle verifiche e all’adeguamento alle norme antisismiche.

 

Passa anche l’articolo 3, quello sugli “Interventi per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente”. Si potranno demolire e ricostruire integralmente gli edifici residenziali che non risultino adeguati agli attuali standard qualitativi, igienico-sanitari, energetici, tecnologici, di sicurezza o alla normativa in materia di fasce di inedificabilità. Gli interventi possono prevedere aumenti fino al 25 per cento della superficie in presenza di utilizzo di tecniche costruttive di bioedilizia, ma si può arrivare fino al 35 per cento in caso d’installazione di fonti di energie rinnovabili. 

 

Procedure più semplici e più snelle. Approvato infatti anche il 6, che dà il via libera alla possibilità di cominciare i lavori con la semplice Dia, la dichiarazione di inizio attività, in alternativa alla concessione edilizia. Passa anche l’articolo 7, quello sulle “Misure di prevenzione sismica”.

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Anonimo 03 marzo 2010   17:23

Come correttamente scrive l'anonimo lettore, era una buona occasione per poter intervenire sugli Ecomostri legalizzati. L'interesse comune è quello della riqualificazione del paesaggio, e non della punizione di chi ha trasgredito le norme. D'ALTRA PARTE GLI EX ABUSIVI NON SONO TUTTI SPECULATORI. CI SONO LE COLPE DELLE AMMINISTRAZIONI CHE NON EFFETTUAVANO LA REGOLARE PIANIFICAZIONE URBANISTICA. E poi i proprietari odierni possibilmente non sono piu i costruttori poichè nella maggior parte dei casi gli immobili sono già passati di mano piu volte. Una volta che gli immobili hanno ricevuto la concessione in sanatoria sono equiparati a quelli con regolare concessione. Forse si configura una discriminazione di legge poichè cittadini proprietari vengono trattati con metro diverso. Non ammetttere gli ex abusivi vuol dire rendere impossibile un ripristino del paesaggio perchè solo con un incentivo economico si può motivare la gente a riqulificare.

Anonimo 03 marzo 2010   08:58

Tutto ciò avvantaggia esclusivamente i costruttori, non c'è nulla di morale nelle politiche urabanistiche italiane quindi smettiamola con le ipocrisie di quanti, specie a sinistra, si rifiutano di vedere che i centri storici patrimonio dell'UNESCO sono stati realizzati mediante buon senso degli abitanti, mentre dall'avvento dei PRG si sono creati esclusivamente quartieri dormitorio di dubbio valore urbanistico esproiatndo i cittadini della possibilità di realizzare casa come facevano i nostri nonni.

 

Quindi a quali interessi risponde la riduzione di implementi vulumentrice in zone già antropizzate?

 

Zetan

 

 

Anonimo 03 marzo 2010   00:04

DA UN CANTO PREMIARE GLI ABUSIVI è IMMORALE. Sono d'accordo. Però è pur vero che gli abusi sono delle vere oscenità che feriscono il territorio e che sono legalizzate con concessioni e timbri e pure pareri delle soprintendenze.              Nessuno oramai può abbatterli.  Forse, evitando la demagogia politica,  che non serve a nessuno, sarebbe stato più utile ai fini della riqualificazione del paesaggio, la dare possibilità di ricostruire anche gli edifici abusivi  - ma con l'obbligo di uno  studio di inserimento ambientale a cura di paesaggisti  - da sottoporre ad opportune   commissioni di saggi -  per rendere il landscape siciliano omogeneo e armonioso.

Cosi invece resteranno i monumenti allo scempio all'ignoranza e al sottosviluppo che nessuno cancellerà.  Monumenti di mille colori, con verande sgargianti, forme disomogenne, intonaci mitragliati, persiane di plastica, serbatoi azzurri sui terri, prospetti  fatiscenti tipo Beirut. Così deciso dall'assemblea.... per non favorire gli ex abusivi e per dare l'esempio legalità . Il paesaggio, PURTOPPO  RIMANE Lì DEVASTATO IN TUTTA LA SUA TRISTEZZA E IL SUO SQUALLORE.      FOR EVER !

Anonimo 02 marzo 2010   22:23

"No all’ampliamento del 20% agli edifici abusivi anche se sanati. No al loro abbattimento e alla loro ricostruzione."

 

Due "No" che non mi trovano completamente d’accordo.

 

Il Primo NO è accettabile per il fatto che chi è o è stato abusivo ha sicuramente e spesso di molto ampliato quanto era possibile realizzare, in termini di cubatura, e secondo la normativa urbanistica vigente; quindi questo NO ci può stare tutto. Non sono molto d’accordo con il secondo NO; perchè? Il Perchè e molto semplice: a) se per NO intendiamo che non si possa demolire l'abuso sanato con gli effetti benefici di un'altra legge che porta altre agevolazioni sono assolutamente d’accordo ma, di contro, deve essere consentito con legge ordinaria di demolire e ricostruire un immobile (ex abusivo) che è destinato, comunque, ad invecchiare; certo capisco che la demolizione di un fabbricato sanato creerà qualche problema “etico” nel momento in cui si valuterà il quanto si debba consentire di ricostruire – RITENGO QUINDI: meglio toglierci il dente subito - si ricostruirà con l'indice dello strumento urbanistico vigente.

 

Arch. Giuseppe Vella

 

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