"Le impugnative dei provvedimenti da parte del Governo non hanno altro fine che la coerenza costituzionale degli stessi. Proprio nel Consiglio dei Ministri di ieri, in due casi distinti, il Governo ha deciso l'impugnativa, con conflitto di attribuzione di alcune deliberazioni della Giunta regionale siciliana e la rinuncia all'impugnativa, con conflitto di attribuzione nel caso di un altro decreto del Dirigente del Dipartimento Regionale Trasporti della Regione siciliana". Lo dichiara il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto in merito ad alcune dichiarazioni del presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, circa l'impugnativa, con conflitto di attribuzione, avverso alcune deliberazioni della Giunta regionale siciliana.
"Rincresce - continua Fitto - che il presidente Lombardo apra una polemica sul primo caso e taccia sul secondo. D'altra parte se non avrebbe senso plaudire alle rinunce d'impugnativa da parte del Governo, cosi' non mi pare ne abbia attribuire alle disposizioni del Consiglio dei Ministri intenti diversi dal pieno rispetto del dettato costituzionale".
"Non ho inteso aprire alcuna polemica col ministro Fitto - ha detto il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo - rispondendo alle affermazioni del ministro per i rapporti con le Regioni, ma riaffermare con chiarezza quanto risulta dalla lettura del nostro Statuto autonomistico, il cui valore costituzionale non puo' essere messo in discussione. Le competenze esclusive previste dall'art. 14, tra le quali e' posta al capo p) "l'ordinamento degli uffici e degli enti regionali" e' evidente. Non va dimenticato, inoltre, che l'art. 21 prevede espressamente la partecipazione del Capo del Governo Regionale alle sedute del Consiglio dei Ministri con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione".
“La decisione del Governo Nazionale di impugnare i decreti di nomina dei dirigenti esterni della Regione siciliana davanti la Corte Costituzionale per conflitto d’attribuzione, al di là del merito, fa emergere con chiarezza l’attenuata autorevolezza dell’autonomia della nostra Regione”. Lo hanno detto, in una nota congiunta, il deputato e segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo e Giovanni Barbagallo, vicepresidente della commissione Statuto all’Ars. “E’ evidente –continua la nota- che oggi si pone con maggiore urgenza il tema, non più eludibile, della riforma dello Statuto in direzione di una migliore declinazione dell’autonomia siciliana. Il presidente della Regione riconosca l’ulteriore atto di ostilità del governo nazionale nei suoi confronti e ne tragga le conseguenze politiche. Il Pd siciliano- conclude la nota- chiede al presidente Lombardo l’apertura di un confronto sulla riforma dello Statuto per il rilancio dell’autonomia della Regione siciliana che non può più essere mortificata dal governo Berlusconi- Bossi”.
“Non mi sorprende il vano tentativo del presidente Lombardo di difendere, nel caso della nomina dei dirigenti esterni, l’autonomia e le prerogative statutarie della Sicilia. Sarebbe un atto giusto se fosse supportato da un provvedimento della Giunta regionale che invece è in palese violazione delle regole e delle leggi”. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana. “Al segretario del Pd, Giuseppe Lupo, che oggi si è affrettato a chiedere al presidente della Regione un cambio di passo per l’alleanza organica con il suo partito, quasi fosse il metodo per una “legibus soluti” alle tante “pecche” dell’attuale Governo, rispondo – aggiunge Maira - con le parole del presidente Piersanti Mattarella: si metta fine al pietismo nei confronti dello Stato ad una sola condizione, quella di presentarsi a Roma con le carte in regole”. Quello di Lombardo è un Governo che piagnucola e va da Berlusconi con il cappello in mano, avendo pure l’ardire di presentarsi con le carte non in regola, come è successo in quest’ultimo caso nella nomina dei dirigenti esterni”.
“Cominciano ad appalesarsi le intenzioni dello smanioso Pd siciliano. All’orizzonte l’onorevole Giuseppe Lupo intravede un governo Lombardo quater con dentro assessori del suo partito col fine di sostituire gli attuali prestanome. Nella vicenda della nomina illegittima dei direttori esterni, il segretario del Pd ha trovato l’alibi al presidente della Regione per lasciare Berlusconi”. Lo afferma Pippo Gianni, deputato regionale Udc e capo del dipartimento nazionale attività produttive del partito di Casini. “Comprendo i giuochi della politica di cui sono gravide le espressioni di Lupo, ma devo sottolineare – prosegue Pippo Gianni - che ormai in questa pseudo-maggioranza non si parla più dei veri problemi che attanagliano la nostra regione e che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro: le vertenze Fiat, Italtel, Siteco e Banco di Sicilia. Dalla ditta L & L (Lombardo-Lupo) ancora – conclude Pippo Gianni - aspettiamo un elenco di vere riforme e le proposte per l’agricoltura, l’industria e le energie alternative”.
“E’ sorprendente che gli onorevoli Gianni e Maira dell’Udc difendano il Governo Berlusconi a proposito della nomina dei dirigenti esterni della Regione”. Lo ha detto il deputato regionale del Partito Democratico Bruno Marziano. “L’ Udc siciliana- prosegue- conferma così di essere subalterna al Pdl. Infatti invece di privilegiare, in questa occasione, la tutela degli interessi della Sicilia e della sua autonomia l’Udc preferisce aprire una polemica speciosa con il Pd e con il suo segretario, che ha scelto invece di privilegiare la difesa degli interessi dei siciliani a quella di “bottega”. Mi chiedo- conclude Marziano- cosa ne pensi l’onorevole Casini che rappresenta a Roma l’Udc e fa opposizione al Governo Berlusconi”.
“Non immaginavo che il processo di avvicinamento del Pd verso il presidente Lombardo riducesse l’onorevole Marziano a pretoriano del governatore Raffaele Lombardo. Sui dirigenti esterni abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per segnalare l’abuso e la violazione delle norme. Se il Consiglio dei Ministri ha sollevato il conflitto di attribuzione è segno che il problema non è politico ma attiene la corretta amministrazione”. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all’Ars.
Sulla questione il Pdl ha presentato all'Ars una mozione. ''Siamo alle solite: di fronte a un problema di illegittimita' degli atti, il governatore Lombardo, anziche' rispondere nel merito, invoca il complotto politico istituzionale''. Lo afferma il co-coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione. ''Mi sembra fuori luogo - aggiunge Castiglione - appellarsi alla potesta' legislativa esclusiva della Regione siciliana, poiche' tale competenza deve muoversi nel solco delle norme fondamentali di riforme economico- sociali, qual e' quella del pubblico impiego''.
''Come ha ben ribadito il ministro Fitto - continua - le impugnative dei provvedimenti da parte del Governo non hanno altro fine che la coerenza costituzionale degli stessi. Ritengo imbarazzante, pertanto, che il presidente Lombardo utilizzi un linguaggio non consono al ruolo di prestigio istituzionale ricoperto, parlando di pizzini, avvertimenti, ascarismo. Termini che non ci appartengono perche' abbiamo sempre privilegiato il confronto politico, a cui sfugge di continuo il nostro Governatore''.
''L'unico pizzino che vorremmo inviare a Lombardo - conclude Castiglione - e' quello dell'amore, in cui si esorti il nostro presidente della Regione ad uscire dalle volgarita' e a governare con trasparenza la Sicilia, perche', purtroppo, la situazione in cui versiamo non ci permette di continuare con le battute e con l'inerzia''.
Il senatore Enzo Oliva, commissario regionale del Mpa, commentando le dichiarazioni di Castiglione a proposito della vicenda della nomina dei dirigenti della Regione impugnata dal Consiglio dei ministri, ha detto: “Ricordare e, quindi, difendere quanto previsto dallo Statuto siciliano, che è norma di rango costituzionale, sul tema della potestà legislativa esclusiva della Regione siciliana su alcune ben definite materie, non può certo sembrare ‘fuori luogo’ come dichiarato dall'on. Castiglione. Tale posizione rientra, infatti, in pieno nelle prerogative e nei doveri del governo regionale, il quale si muove, tra l'altro, nel solco di quella coerenza costituzionale che più volte e da più parti, in queste ultime ore, è stata invocata”.
A proposito della non applicazione in Sicilia del D.Lgs 165/2001, bisognerebbe far sapere al Presidente Lombardo quanto affermato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa con sentemza 19/01/2010 n. 43 secondo cui: “Anche se è vero che la Regione Siciliana, in forza delle previsioni statutarie (in particolare, dell’art. 14, lettere p) e q), dello Statuto speciale), ha potestà legislativa eslusiva, rispettivamente, in tema di “ordinamento degli uffici e degli enti regionali” e di “stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari della Regione”, ciò non impedisce l’applicazione ai dipendenti regionali siciliani delle norme contenute nel D.Lgs 30/03/2001, n. 165, in forza del rinvio dinamico di cui all’art. 1, comma 2, della L.r. Sicilia n. 10/2000; tale rinvio, peraltro, è da considerare dinamico, con la conseguenza che ogni successiva modifica apportata a detta fonte legislativa trova immediata applicazione nel sistema normativo siciliano”.
Conflitto costituzionale o messaggio politico?
Berlusconi ripudia Micciché e Lombardo
Adesso che Micciché è stato “ripudiato”, e gli è stato preferito il lealista Alfano; non è difficile immaginare che i deputati siciliani lealisti, rinvigoriti dall’appoggio dell’unto del signore, saranno ancora più “leali” con il PDL siciliano ed il governo Lombardo.
Nei prossimi giorni vedremo se questo messaggio del Capo indurrà ad un ripensamento anche i seguaci di Miccichè e magari – come il figliol prodico – qualcuno desideri tornare a “casa”.
Se così fosse Lombardo sarebbe riportato indietro di qualche mese (e
Le questioni sono due, la prima è che con l' abolizione dell' ALTA CORTE la nostra autonomia è stata tradita e di fatto non esiste più, l'altra è la mancanza di credibilità della classe politica per cui colonia siamo e colonia resteremo, almeno fino a quando il popolo Siciliano non vorrà riappropriarsi della Sicilia e della propria dignità.
che lombardo non capisca, può anche essere,anche che qualcuno non glielo fa capire o cerca di fargli capire altro. Ma mi chiedo se la norma è incostituzionale, allora lo è anche la modifica che con legge del 2003 portò il 10% in origine previsto nella legge 10/2000, AL 20%. Eppure nessuno, Commissario dello Stato, Corte dei Conti, Ministro per gli Affari regionali posero questioni costituzionali. Allora siccome la faccenda ha anche i risvolti da lei posti, mi chiedo; se la Corte dovesse accogliere le ragioni del Ministro, quale decorrenza avrebbe tale decisione?
il 10% deriva dalla legge brunetta del 2008...
FORSE LOMBARDO NON CAPISCE CHE C'è DIFFERENZA, TRA ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI REGIONALI E DIPENDENTI REGIONALI, CON LA NOMINA DI DIRIGENTI GENERALI CHE POTREBBE CONFIGURARSI COME ASSUNZIONE DI PERSONALE( CON QUALIFICA DIRIGENZIALE ) SENZA TENERE CONTO CHE LA REGIONE HA GIà NEL SUO ORGANICO 2500 DIRIGENTI E QUEL CHE è PIù GRAVE FUNZIONARI DIRETTIVI MUNITI DI LAUREA CHE SI VEDONO SCAVALCATI DA QUESTI DIRIGENTI GENERALI DOPO 30 ANNI DI SERVIZIO SENZA UNA BENCHè MINIMA E FORMALE PARVENZA DI CI CONCORSO...O FORSE CAPISCE ???!!!
che lombardo non capisca, può anche essere,anche che qualcuno non glielo fa capire o cerca di fargli capire altro. Ma mi chiedo se la norma è incostituzionale, allora lo è anche la modifica che con legge del 2003 portò il 10% in origine previsto nella legge 10/2000, AL 20%. Eppure nessuno, Commissario dello Stato, Corte dei Conti, Ministro per gli Affari regionali posero questioni costituzionali. Allora siccome la faccenda ha anche i risvolti da lei posti, mi chiedo; se la Corte dovesse accogliere le ragioni del Ministro, quale decorrenza avrebbe tale decisione?
Fuori le sanquisughe dal governo aveva dichiarato . ma al suo posto ne a messe altre . in sicilia ,in due anni tutto resta come prima; a parte qualche stipendio in più a qualche amico
FORSE LOMBARDO NON CAPISCE CHE C'è DIFFERENZA, TRA ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI REGIONALI E DIPENDENTI REGIONALI, CON LA NOMINA DI DIRIGENTI GENERALI CHE POTREBBE CONFIGURARSI COME ASSUNZIONE DI PERSONALE( CON QUALIFICA DIRIGENZIALE ) SENZA TENERE CONTO CHE LA REGIONE HA GIà NEL SUO ORGANICO 2500 DIRIGENTI E QUEL CHE è PIù GRAVE FUNZIONARI DIRETTIVI MUNITI DI LAUREA CHE SI VEDONO SCAVALCATI DA QUESTI DIRIGENTI GENERALI DOPO 30 ANNI DI SERVIZIO SENZA UNA BENCHè MINIMA E FORMALE PARVENZA DI CI CONCORSO...O FORSE CAPISCE ???!!!