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Altolà del Consiglio dei ministri a Lombardo. Impugnate le nomine dei nove superburocrati esterni

01 marzo 2010 18:18
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Il Consiglio dei Ministri di oggi, su proposta del Ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, ha disposto l'impugnativa, con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale, di 9 deliberazioni della Giunta regionale siciliana del 29 dicembre 2009, con le quali era stato confermato, o conferito ex novo, l'incarico di direttore generale a 9 soggetti non appartenenti agli organici regionali. Lo riferisce una nota del ministero.

Le delibere impugnate, che hanno disposto l'assunzione di personale 'esterno' nel limite del 30%, in contrasto con il limite del 10% imposto dal decreto legislativo 165/2001, sono state ritenute dal Governo in contrasto con i principi contenuti negli articoli 3 e 97 della Costituzione.

Il Cdm ha inoltre deliberato la rinuncia all'impugnativa, proposta con conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nella riunione del 9 ottobre 2009, contro il decreto del dirigente generale del Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni della Regione siciliana del 10 agosto 2009.

Con il provvedimento regionale impugnato era stata disposta, da parte regionale, la proroga per un quinquennio della data di scadenza dei contratti di servizio in corso con le imprese del trasporto pubblico locale, in contrasto con le competenze statali in materia di tutela della concorrenza. La rinuncia al giudizio è stata imposta dal mutamento del quadro normativo, che riguarda le regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano.

 

"Apprendo dalle agenzie di stampa che il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro Fitto, avrebbe disposto l'impugnativa, mediante conflitto di attribuzioni davanti alla Corte Costituzionale, delle deliberazioni con le quali la Giunta regionale di Governo ha provveduto alla nomina di 9 dirigenti generali esterni". Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, dopo la diffusione delle prime notizie provenienti da palazzo Chigi sull'impugnativa delle nomine dei dirigenti generali della Regione Siciliana. "Si tratta di una notizia che era stata anticipata dai vertici regionali del partito del Ministro Fitto".

 

Sembrerebbe che la violazione venga individuata nel fatto che la percentuale di nominati sia pari al 30% dei posti disponibili, mentre la legge nazionale prevede un limite del 10%". "Se le notizie trovassero riscontro - continua Lombardo -, saremmo di fronte ad un accadimento che, oltre a non avere precedenti noti, lascia attoniti per la sua palese estraneita' al sistema istituzionale".

 

"Infatti, secondo quanto prevede l'art. 14 dello Statuto, la Regione siciliana ha potesta' legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli uffici regionali e del suo personale. Nessuna competenza ha, in materia, lo Stato, le cui leggi trovano applicazione solo se la Regione non abbia altrimenti disposto".

 

"Ebbene, l'art. 9, comma 8, della l.r. n. 10/2000, come modificato dalla l.r. n. 19/2008, prevede che la percentuale di dirigenti esterni che possono essere nominati dalla Regione siciliana sia pari al 30% dei posti di dirigente generale disponibili in organico e, dunque, in presenza di una norma regionale espressa, la norma statale non puo' trovare applicazione". "Peraltro, la legge regionale e' stata positivamente vagliata dal Commissario dello Stato - che in Sicilia non e' il Commissario del Governo - e, dunque, deve ritenersi perfettamente conforme alla Costituzione".

 

"Inoltre, posto che il conflitto si svolge a livello di legislazione statale e regionale (con prevalenza di quest'ultima: lo Statuto ha infatti rango di legge costituzionale), lo strumento del conflitto di attribuzioni e' inidoneo allo scopo, essendo relativo, nel frangente, ai conflitti fra Organi dello Stato e fra Regioni che si svolgano mediante atti che non siano espressione di potesta' legislativa".

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Anonimo 03 marzo 2010   12:41

Ma di tutta questa ridda di siciliani che non ci stanno alla dominazione del nuovo vicerè "certo" Lombardo. Il palazzo non ha niente da obiettare? E' possibile che in questa regione l'unica cosa che paga è il silenzio? Il silenzio è omertoso sicchè la politica si regoli di conseguenza.

Alessio Nazzacurati

Anonimo 03 marzo 2010   03:07
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Mi scusi, saprebbe indicarmi gli estremi della sentenza della Corte costituzionale a cui lei fa riferimento di modo che possa rintracciarla per leggerla? Mi dispiace di non poterla accontentare per il resto, non potendo  dire niente a nessuno perchè sono un signor nessuno, nemmeno un regionale scontento.

La sentenza n. 9 del 2010 della Corte Costituzionale si può scaricare da diversi siti, p.e. da quello stesso della Consulta, reperibili digitando su Google "corte costituzionale n. 9 del 2010" 

Anonimo 02 marzo 2010   22:03
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Se lei non capisce non posso farci niente, nè mi interessa perdere ulteriore tempo con chi ha l'ardire di difendere queste nomine obbrobriose, sia nella procedura adottata sia nel merito. Però, quantomeno si legga la Sentenza della Corte Costituzionale. Dimenticavo: dica a chi di dovere di rendere pubblici, anche su questo sito, i curricula dei nominati. Ne vedremmo delle belle!!!

Mi scusi, saprebbe indicarmi gli estremi della sentenza della Corte costituzionale a cui lei fa riferimento di modo che possa rintracciarla per leggerla? Mi dispiace di non poterla accontentare per il resto, non potendo  dire niente a nessuno perchè sono un signor nessuno, nemmeno un regionale scontento.

Anonimo 02 marzo 2010   21:05
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Lombardo sbaglia o peggio qualcuno lo porta a sbagliare.la tesi dell'art.14 dello statuto regge fino adun certo punto, ma già la legge regionale 10/2000 recepisce proprio per la parte che regola il rapporto con i dirigenti quanto previsto dal decr.leg.vo 29/93 (decr. Cassese) tranne che per la creazione della III fascia, e questo decreto è il padre del successivo 165/2001 in ultimo modificato dal 150/2009 (decreto brunetta). tutta questa legislazione nazionale è più volte richiamata anche nei contratti collettivi e dell'area dirigenti e del comparto, e i contratti costituiscono legislazione speciale di settore. per cui l'esclusività laregione la esercita anche attraverso i meccanismi di recepimento di norme e l'uso corrente che ne fa. Del resto che senso ha richiamare il 165/2001 in materia di pubblicità di incarichi e poi sconfessarlo in materia di conferimento di incarichi? Semmai c'è da chiedersi come mai il Commissario dello Stato non ha impugnato la L.R. 19/2008 relativa alla riforma della P.A. dove viene portato al 30%il ricorso agli esterni, e come mai dal 2001 ad oggi nessuno tra commissario, corte dei conti e consiglio dei ministri sia mai intervenuto circa una palese violazione di norma e non solo sul ricorso agli esterni fino al10% ma anche sulle caratteristiche curriculari richieste sempre dalle norme vigenti? Il governo nazionale di fatto non è intervenuto per ristabilire il Diritto, ma per assumere una posizione politica evidentemente di scontro con l'attuale governatore.Con Cuffaro ne Berlusconi ne Prodi lo hanno mai fatto!  

sono totalmente d'accordo con te . hai centrato il problema . dovremmo piuttosto preoccuparci dei curricula di questi signori e della legittimità dei criteri di scelta .

Anonimo 02 marzo 2010   19:41
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Mi scusi, ma quale sarebbe il principio dichiarato incostituzionale? Andiamoci piano con l'ansia di tagliarci i c ... per far dispetto alla moglie.

Se lei non capisce non posso farci niente, nè mi interessa perdere ulteriore tempo con chi ha l'ardire di difendere queste nomine obbrobriose, sia nella procedura adottata sia nel merito. Però, quantomeno si legga la Sentenza della Corte Costituzionale. Dimenticavo: dica a chi di dovere di rendere pubblici, anche su questo sito, i curricula dei nominati. Ne vedremmo delle belle!!!

Anonimo 02 marzo 2010   16:58
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Guardi che è il principio che è stato dichiarato anticostituzionale, lo dica ai suoi suggeritori ed a chi vuole mortificare le professionalità dei dirigenti dell'Amministrazione Regionale nominando accoliti, componenti di partito (p.e. del MpA), maggiordomi e affini.

Mi scusi, ma quale sarebbe il principio dichiarato incostituzionale? Andiamoci piano con l'ansia di tagliarci i c ... per far dispetto alla moglie.

Anonimo 02 marzo 2010   16:06
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 le leggi regionali del piemonte non hanno rango costituzionale, quelle dello statuto siciliano si. Se ne faccia una ragione.

Guardi che è il principio che è stato dichiarato anticostituzionale, lo dica ai suoi suggeritori ed a chi vuole mortificare le professionalità dei dirigenti dell'Amministrazione Regionale nominando accoliti, componenti di partito (p.e. del MpA), maggiordomi e affini.

Anonimo 02 marzo 2010   15:39

quando si entra nei meandri di queste vicende, al di la delle considerazioni sul merito, alcune domande poi maturano: l’art 21 comma 3 dello Statuto recita che il Presidente della Regione con rango di Ministro partecipa al consiglio dei Ministri per questioni che riguardano la Regione. Domanda: Lombardo è stato invitato in CdM? e se è stato invitato perchè non è andato? e se non è stato invitato, perchè? può essere che la questione posta da Fitto non era all’ordine del giorno e che è stata preparata un’imboscata con il classico fuori sacco? Non toccava ai ministri siciliani, chiedere il rinvio del punto per giusto convocare il Presidente? Come poteva Fitto avere sul tavolo delibere della giunta regionale siciliana che di norma non rientrano nelle competenze del suo ministero? Sui meriti ho già espresso la mia opinione, ma siccome è iniziata la gara a chi è il più bravo nel rispetto delle prerogative costituzionali, ritengo che un minimo di chiarezza anche su questo aspetto della vicenda vada chiarito.

Anonimo 02 marzo 2010   14:47
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Con Sentenza n. 9 del gennaio 2010 la Corte Costituzionale si è già pronunciata su analoga norma (30% di DG esterni) della Regione Piemonte dichiarandone la INCOSTITUZIONALITA'.

Quindi, a meno che qualcuno, tipo Lombardo & C., non ritenga che in Sicilia, "in virtù dello Statuto", non vige la Costituzione Italiana, la norma è INCOSTITUZIONALE!!!!!!! 

 le leggi regionali del piemonte non hanno rango costituzionale, quelle dello statuto siciliano si. Se ne faccia una ragione.

Anonimo 02 marzo 2010   14:39
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Vorrei chiedere al Signor Presidente della Regione Siciliana:

al di la delle vessazioni sui cittadini, con tasse e restrizioni sulle medicine;

della mai messa in opera della detassazione sulla benzina che fu in suo cavallo di battaglia per vincere le elezioni;

delle sue farneticazioni sulla politica di rigore e del risparmio;

delle sue passeggiate ora su questo o su quell'altro disastro o dissesto che dir si voglia tanto per fare alcuni esempi.

Può essere un esercizio percorribile e rituale occuparsi costantemente dei superburocrati e dei relativi stipendi della regione siciliana? Non ha niente altro da fare Signor Presidente?

Vorrei tanto che almeno per una volta lo Stato mettesse un calmiere sia al numero che agli stipendi dei dirigenti e dei burocrati della regione siciliana.

Alessio Mazzacurati.

 

Un invito al Presidente:

Si dimetta prima di distruggere totalmente la Sicilia. Non ha la vocazione, né le capacità per amministrare con scrupolo, lealtà, fedeltà alla legge, la sensibilità per rispettare la gente meno fortunata che le chiede aiuto, non sa risparmiare il denaro pubblico, anzi con "Abuso di Potere" dilapida le risorse pubbliche per "interessi privati"

Si DIMETTA

SI NOMINI UN UOMO GIUSTO

CHE ABBIA TIMORE DI DIO E RISPETTI TUTTO IL POPOLO,

Anonimo 02 marzo 2010   14:27
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Con Sentenza n. 9 del gennaio 2010 la Corte Costituzionale si è già pronunciata su analoga norma (30% di DG esterni) della Regione Piemonte dichiarandone la INCOSTITUZIONALITA'.

Quindi, a meno che qualcuno, tipo Lombardo & C., non ritenga che in Sicilia, "in virtù dello Statuto", non vige la Costituzione Italiana, la norma è INCOSTITUZIONALE!!!!!!! 

Lo Statuto siciliano fa parte della Costituzione italiana. Non esiste la possibilità di dichiarare incostituzionale una norma di rango costituzionale, perchè tutte due hanno lo stesso grado, lo stesso valore. Quando lo si è fatto, si è realizzato lo stesso gioco del lupo nella favola con l'agnello. Qui non si tratta di Lombardo si o Lombardo no, gli uomini vanno e vengono, ma si tratta dei poteri isituzionali della Regione. Se qualcuno in base ad antipatie personali o conticini pseudo politici di infimo cabotaggio si augura che ancora una volta lo stato italiano faccia la parte del lupo, non si scandalizzi poi perchè il nostro Statuto non riesce a funzionare, ciò si deve in primis proprio ad uomini come loro.

Anonimo 02 marzo 2010   13:29
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Con Sentenza n. 9 del gennaio 2010 la Corte Costituzionale si è già pronunciata su analoga norma (30% di DG esterni) della Regione Piemonte dichiarandone la INCOSTITUZIONALITA'.

Quindi, a meno che qualcuno, tipo Lombardo & C., non ritenga che in Sicilia, "in virtù dello Statuto", non vige la Costituzione Italiana, la norma è INCOSTITUZIONALE!!!!!!! 

 in sicilia vige anche lo statuto che fa parte della costituzione. non capisco perchè per lei e per molti altri è inconcepibile, e così deve essere, violare la costituzione italiana, mentre si soprassiede se ad essere violato è lo statuto sciliano che, ripeto, è a tutti gli effetti costituzione italiana. non solo, ci si scandalizza se qualcuno chiede il rispetto delle norme contenute nel nostro statuto. Forse è questo che non ci potrà mai far risollevare, questa caratteristica innata in molti siciliani pronti alla sottomissione, pronti a gridare allo scandalo se da roma o milano, da quale pulpito, arrivano accuse di malagestione, di mafiosità, di omertà, pronti ad indignarsi se minimamente si difende una prerogativa tutta siciliana, quasi ci si vergognasse di averla una prerogativa. Vabbè, tenetevi levostre opinioni, come è giusto che sia, statevene al guinzaglio se vi fa sentire bene, in un certo modo protetti, ma non pensate minimamente di sentirvi orgogliosi di essere siciliani perchè non lo siete, sappiatelo. Con orgoglio io dico che lo statuto siciliano va rispettato,e dico anche che lombardo avrebbe dovuto scegliere 3 dirigenti esterni piuttosto che 9, ma in piena autonomia, per scelta quindi del presidente della regione siciliana e non sotto diktat romano, in quanto la legge dice così. Nel 1957 la consulta ha stravolto il nostro statuto perchè a gestire le risorse petrolifere siciliane fossero moratti, garrone e compagnia bella, piuttosto che noi siciliani. Ma a voi va bene così, no? Basta che vi si parli di costituzione italiana e voi ...

Luca

Anonimo 02 marzo 2010   10:41

Vorrei chiedere al Signor Presidente della Regione Siciliana:

al di la delle vessazioni sui cittadini, con tasse e restrizioni sulle medicine;

della mai messa in opera della detassazione sulla benzina che fu in suo cavallo di battaglia per vincere le elezioni;

delle sue farneticazioni sulla politica di rigore e del risparmio;

delle sue passeggiate ora su questo o su quell'altro disastro o dissesto che dir si voglia tanto per fare alcuni esempi.

Può essere un esercizio percorribile e rituale occuparsi costantemente dei superburocrati e dei relativi stipendi della regione siciliana? Non ha niente altro da fare Signor Presidente?

Vorrei tanto che almeno per una volta lo Stato mettesse un calmiere sia al numero che agli stipendi dei dirigenti e dei burocrati della regione siciliana.

Alessio Mazzacurati.

 

Anonimo 02 marzo 2010   10:18

era ora che a Roma si accorgessero delle scempiaggini che Lombardo sta combinando in Sicilia. Speriamo che non si fermino qui.

Anonimo 02 marzo 2010   07:15

Non so se dietro la decisione del Cdm ci sia una ritorsione politica...può anche darsi che ci sia. Un dato è certo, l'art.14 dello Statuto, che è legge costituzionale, attribuisce alla Regione siciliana competenza esclusiva in tema di personale. Il fattto è che, pare, le nomine siano state effettuate in violazione alla stessa normativa recepita dalla Regione siciliana e quindi abusando dellastessa normativa siciliana.

Il dato politico (e morale) è però più importante. Non si può fare di una struttura pubblica un fatto privato gestibile a prprio piacimento come sembrafare l'attuale governo regionale.

Anonimo 02 marzo 2010   06:59
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bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

E se questi superburocrati offrissero la propria competenza a titolo gratuito, come accade una tantum???(tanto non saranno dei morti di fame...)

Anonimo 02 marzo 2010   06:54
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bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

Oltre ai tromabati anche affini, ruffiani e trasfughi ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,

Anonimo 02 marzo 2010   02:45

Con Sentenza n. 9 del gennaio 2010 la Corte Costituzionale si è già pronunciata su analoga norma (30% di DG esterni) della Regione Piemonte dichiarandone la INCOSTITUZIONALITA'.

Quindi, a meno che qualcuno, tipo Lombardo & C., non ritenga che in Sicilia, "in virtù dello Statuto", non vige la Costituzione Italiana, la norma è INCOSTITUZIONALE!!!!!!! 

Anonimo 01 marzo 2010   23:33
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Non sono un'esperta di diritto ma che una legge regionale possa porsi al di sopra di due articoli della Costituzione mi sembra alquanto strano. Mica siamo uno Stato indipendente, siamo una Regione a statuto speciale. Non c'è una gerarchia delle fonti?

Non una legge regionale, ma lo Statuto, che è legge costituzionale speciale, è sopra una legge statale ordinaria. Punto. I due articoli della costituzione sono generici e potrebbero usarsi ogni volta che una legislazione regionale "non ci piace". Basta dire genericamente che è contraria al principio (art. 3) di uguaglianza tra i cittadini. Ma in tal caso non potrebbero nemmeno esistere le legislazioni regionali, giacché, in quanto diverse, creano per forza diseguaglianze.

Poi credo che il CdM non abbia competenza ad impugnare le leggi regionali siciliane ma solo il Commissario dello Stato, che peraltro non lo ha fatto ed è in genere molto scrupoloso.

La questione non è giurisprudenziale, è politica. E' un attacco politico dello stato italiano contro una regione che viene considerata ribelle e da piegare.

Speriamo che non arrivi pure una sentenza politica da parte della Corte Costituzionale, non sarebbe certo la prima in cinquant'anni di faziosa giurisprudenza centralista.

tityre 01 marzo 2010   23:22

Forse se avessero nominato qualcuno di quelli vicini alla parte politica dello splendido ministro Fitto, tutto ciò non sarebbe avvenuto. Perchè non impugnare la nomina di ministri quali quello dell'attuazione del programma, o quello della semplificazione normativa? questi non confliggono con niente? A che ci siamo impugniamo anche le royalities delle compagnie petrolifere in Sicilia, il costo del denaro più caro qui che altrove, il costo della benzina, dell'energia elettrica, e a che ci siamo i trasporti più cari, o la deindustrializzazione.

Sembrano tanto i rantoli di un governo moribondo di uno stato unitario morente, di cui si celebreranno gli speriamo unici e ultimi 150 anni di unità. 

andersonefareweto 01 marzo 2010   22:52

L'art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Su questo non vedo proprio cosa il Ministro Fitto ed il CdM abbiano da ridire, dato che non si vede proprio come le assunzioni di questi superburocrati violino la parità di dignità sociale, l'uguaglianza davanti alla legge o facciano distinzioni "di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

All''art. 97 si legge invece: "I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge."

La legge riconosce l'autonomia della Regione Siciliana secondo quanto sancito nel Suo Statuto, che con l’art. 14 stabilisce che la Regione siciliana ha piena ed esclusiva potestà legislativa in materia di ordinamento degli uffici regionali e del loro personale e che le leggi dello Stato trovano applicazione solo se la Regione ove la Regione Siciliana non abbia altrimenti disposto.

L'iniziativa del Ministro Fitto e dell'intero Consiglio dei Ministri appare, dunque, come l'ennesimo e strumentale tentativo di "mettere i bastoni tra le ruote" ad una Giunta Regionale che, con la formazione del Lombardo-ter, ha ribadito con forza la propria indipendenza, svincolandosi di fatto, finalmente dopo decenni, dai giochetti politici in corso a livello nazionale.

Berlusconi è in evidentissima difficoltà in questo momento e tutto ciò, evidentemente, non riesce proprio ad andar giù ad uno come lui che ha sempre considerato questa terra solo come un'appendice dell'Italia, al cui bacino elettorale attingere solo in caso di elezioni, per poi abbandonarla al suo destino il giorno dopo della fine delle consultazioni nazionali.

Stù schifiu av'a ffiniri!

Sicilia ribellati!

Anonimo 01 marzo 2010   22:35
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 l'articolo 14 dello statuto siciliano è di rango superiore rispetto alla legge nazionale che impone il 10%...e basta. Altra cosa è lo sdegno per lo spreco di risorse che pure io condanno apertamente. Ma non si può accettare una prevaricazione di natura giuridica che mette sotto i tacchi, ma è sempre stato così, il nostro statuto che ha rango costituzionale. Calpestare lo statuto equivale ad imporre dei giochi senza regole, giochi che ci hanno fatto molto male nel passato e che ci hanno portato alla situazione di decadimento sociale, economico e politico in cui versiamo. Se siamo veri siciliani, orgogliosi della nostra storia e delle conquiste dei nostri padri, allora dobbiamo fare due cose: reagire con sdegno al tentativo di killeraggio giuridico verso il nostro statuto e, successivamente per altre vie, imporre a Lombardo di cambiare questa deprecabile soglia del 30%. Nel 1957 la consulta ha ucciso i nostri diritti, e la maggior parte di voi che vi indignate tanto nemmeno sapete di cosa sto parlando. Siete purtroppo ignoranti in materia. Andate alla ricerca dei commenti dei giuristi riguardo alla sentenza n. 38 del  9 marzo 1957, cercate di capire perchè è più importante indignarsi per la prevaricazione dello stato italiano sulla sicilia piuttosto che della necessità di nominare 3 esterni invece di 9, e solo dopo scrivete i vostri commenti. Chi non conosce la propria storia non può avere una adeguata capacità di analisi.

Luca

capisco bene a cosa si riferisce , ma qui non vi è prevaricazione. la legge reg.10/2000 che riforma l'amm.ne reg.le con le sue successive modificazioni fino alle ultime della L.r. 19/2008, rimandano di fatto all'applicazione in toto del decr. leg.vo 29/93 e alle successive modifiche ed integrazioni. Come lei certamente saprà con l'art 71 del decreto leg.vo 165/2001 comma 1 lettera t) il 29/93 viene abrogato e totalmente sostituito dallo stesso 165/2001 fino all'ultima modifica del decr.leg.vo 150/2009 decreto brunetta) e l'art.73 Norma di rinvio al comma 1 recita: 1. Quando leggi, regolamenti, decreti, contratti collettivi od altre norme o provvedimenti, fanno riferimento a norme del d.lgs n. 29 del 1993 ovvero del d.lgs n. 396 del 1997, del d.lgs n. 80 del 1998 e 387 del 1998, e fuori dai casi di abrogazione per incompatibilità, il riferimento si intende effettuato alle corrispondenti disposizioni del presente decreto, come riportate da ciascun articolo. E allora qui non c'entra lo statuto ma l'interpretazione di norme che la regione si è data, a meno che non valga l'antico principio giuridico che le norme agli amici si interpretanoe a nemici si applicano. Per cui io sono perennemente indignato per la speculazione vergognasa che da 60 anni si fa sugli art. 37 e 38 del nostro statuto, ma su questa vicenda la cosa mi sembra completament capovolta, e comunque ribadiscoche ilfatto e in punta di politica e non di diritto e che se errore la regione ha compiuto questo è antico almeno da8/9 anni.

 

Anonimo 01 marzo 2010   22:32
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bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

UNO DI ASSESSORE !

 

         NIENTE RESPONSABILITA' GESTIONALI

 

Anonimo 01 marzo 2010   22:21
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 l'articolo 14 dello statuto siciliano è di rango superiore rispetto alla legge nazionale che impone il 10%...e basta. Altra cosa è lo sdegno per lo spreco di risorse che pure io condanno apertamente. Ma non si può accettare una prevaricazione di natura giuridica che mette sotto i tacchi, ma è sempre stato così, il nostro statuto che ha rango costituzionale. Calpestare lo statuto equivale ad imporre dei giochi senza regole, giochi che ci hanno fatto molto male nel passato e che ci hanno portato alla situazione di decadimento sociale, economico e politico in cui versiamo. Se siamo veri siciliani, orgogliosi della nostra storia e delle conquiste dei nostri padri, allora dobbiamo fare due cose: reagire con sdegno al tentativo di killeraggio giuridico verso il nostro statuto e, successivamente per altre vie, imporre a Lombardo di cambiare questa deprecabile soglia del 30%. Nel 1957 la consulta ha ucciso i nostri diritti, e la maggior parte di voi che vi indignate tanto nemmeno sapete di cosa sto parlando. Siete purtroppo ignoranti in materia. Andate alla ricerca dei commenti dei giuristi riguardo alla sentenza n. 38 del  9 marzo 1957, cercate di capire perchè è più importante indignarsi per la prevaricazione dello stato italiano sulla sicilia piuttosto che della necessità di nominare 3 esterni invece di 9, e solo dopo scrivete i vostri commenti. Chi non conosce la propria storia non può avere una adeguata capacità di analisi.

Luca

Non c'è nulla di scandaloso nella sentenza n. 38 del 9 marzo 1957. Si ribadisce semplicemente che la Corte Costituzionale è l'organo competente nel giudicare la costituzionalità o anticostituzionalità di una legge, sia essa statale, regionale ecc ecc. Ma cosa c'è di strano o scandaloso? Mica autonomia vuol dire "fare quel che ci pare". La Sicilia fino a prova contraria fa ancora parte dell'Italia, e nello Stato italiano la Costituzione è al di sopra di tutte le leggi. Lo Statuto inoltre è stato emanato prima della Costituzione. Mahhh...

Anonimo 01 marzo 2010   22:05

Il presidente cerca di salvarsi in calcio d'angolo richiamandosi alla legge regionale 10/91. in realtà dribbla la sostanza del problema che più interessa alla Regione: I curricula e gli attestati di competenza di alcuni tra i nominati a dirigere uffici-mammuth dove servirebbe l'esperienza più che la fede politica (è un ramo dell'esecutivo), sembrerebbero un pò flosci rispetto a quelli di ben altri concorrenti che non hanno la tessere nè dell'MPA nè di altri partiti. 

Così vogliono fare le riforme?...

Anonimo 01 marzo 2010   21:52

Non sono un'esperta di diritto ma che una legge regionale possa porsi al di sopra di due articoli della Costituzione mi sembra alquanto strano. Mica siamo uno Stato indipendente, siamo una Regione a statuto speciale. Non c'è una gerarchia delle fonti?

Anonimo 01 marzo 2010   21:28

 l'articolo 14 dello statuto siciliano è di rango superiore rispetto alla legge nazionale che impone il 10%...e basta. Altra cosa è lo sdegno per lo spreco di risorse che pure io condanno apertamente. Ma non si può accettare una prevaricazione di natura giuridica che mette sotto i tacchi, ma è sempre stato così, il nostro statuto che ha rango costituzionale. Calpestare lo statuto equivale ad imporre dei giochi senza regole, giochi che ci hanno fatto molto male nel passato e che ci hanno portato alla situazione di decadimento sociale, economico e politico in cui versiamo. Se siamo veri siciliani, orgogliosi della nostra storia e delle conquiste dei nostri padri, allora dobbiamo fare due cose: reagire con sdegno al tentativo di killeraggio giuridico verso il nostro statuto e, successivamente per altre vie, imporre a Lombardo di cambiare questa deprecabile soglia del 30%. Nel 1957 la consulta ha ucciso i nostri diritti, e la maggior parte di voi che vi indignate tanto nemmeno sapete di cosa sto parlando. Siete purtroppo ignoranti in materia. Andate alla ricerca dei commenti dei giuristi riguardo alla sentenza n. 38 del  9 marzo 1957, cercate di capire perchè è più importante indignarsi per la prevaricazione dello stato italiano sulla sicilia piuttosto che della necessità di nominare 3 esterni invece di 9, e solo dopo scrivete i vostri commenti. Chi non conosce la propria storia non può avere una adeguata capacità di analisi.

Luca

Anonimo 01 marzo 2010   20:49

Lombardo sbaglia o peggio qualcuno lo porta a sbagliare.la tesi dell'art.14 dello statuto regge fino adun certo punto, ma già la legge regionale 10/2000 recepisce proprio per la parte che regola il rapporto con i dirigenti quanto previsto dal decr.leg.vo 29/93 (decr. Cassese) tranne che per la creazione della III fascia, e questo decreto è il padre del successivo 165/2001 in ultimo modificato dal 150/2009 (decreto brunetta). tutta questa legislazione nazionale è più volte richiamata anche nei contratti collettivi e dell'area dirigenti e del comparto, e i contratti costituiscono legislazione speciale di settore. per cui l'esclusività laregione la esercita anche attraverso i meccanismi di recepimento di norme e l'uso corrente che ne fa. Del resto che senso ha richiamare il 165/2001 in materia di pubblicità di incarichi e poi sconfessarlo in materia di conferimento di incarichi? Semmai c'è da chiedersi come mai il Commissario dello Stato non ha impugnato la L.R. 19/2008 relativa alla riforma della P.A. dove viene portato al 30%il ricorso agli esterni, e come mai dal 2001 ad oggi nessuno tra commissario, corte dei conti e consiglio dei ministri sia mai intervenuto circa una palese violazione di norma e non solo sul ricorso agli esterni fino al10% ma anche sulle caratteristiche curriculari richieste sempre dalle norme vigenti? Il governo nazionale di fatto non è intervenuto per ristabilire il Diritto, ma per assumere una posizione politica evidentemente di scontro con l'attuale governatore.Con Cuffaro ne Berlusconi ne Prodi lo hanno mai fatto!  

Anonimo 01 marzo 2010   20:44

Ritengo moralmente giusta lìmpugnativa effettuata dal CDM dopo làpprovazione della legge Brunetta. E´mai possibile che in una notte abbiano esaminato i CV di 2500 Dirigenti della Regione e verificato che non vene fosse nemmeno 1 in grado di essere nominato al posto dei soggetti esterni prescelti? Mi chiedo inoltre e vi chiedo se per essere in grado di fare il Dirigente Generale sia necessario avere la tessera del MPA o prostarsi ai piedi del Presidente? Siciliane rialzate la testa e rimandate a casa lìmpostore che ha tradito il risultato delle urne e continua a prendere in giro i siciliani!!!!!

Anonimo 01 marzo 2010   20:40
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bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

"UNA MISSION PER TUTTI I LETTORI"

 

Operazione "Purifichiamo la Sicilia"

 

PURIFICHIAMOLA DAI COLLUSI, CORRUTTORI, CORROTTI.

IL CORPO DI POLIZIA, LE FORZE DELL'ORDINE, LA FINANZA, LA CORTE DEI CONTI, I MAGISTRATI ORDINARI E CONTABILI, i singoli cittadini  TUTTE LE PERSONE INFORMATI SUI FATTI, SI METTANO AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA, CHIEDANO A DIO LA FORZA DI ESSERE LEALI E ONESTI, E DI NON GURDARE IN FACCIA A NESSUNO, DI METTERE AL FRESCO LA GENTE CHE TIENE IN MANO LE SORTI DEGLI ONESTI. "FORNIAMO ELEMENTI UTILI PER CONDURRE LE INDAGINI".

CHI SA PARLI, ANCHE DI PARLAMENTARI CORROTTI, ALTI DIRIGENTI, CAPI DI GABINETTO, SEGRETARI PARTICOLARI, ASSESSORI, SINDACI...

FACCIA UN ESPOSTO SCRITTO ALLA CORTE DEI CONTI, ALLE VARIE AUTORITA', SE VOGLIAMO UNA SICILIA PULITA...Non ce la faccio di sopportarli, di vederli e di sentirli , nelle loro facezie!

INIZIAMO NOI, INCORAGGIAMOCI, NON  ASPETTIAMO DALL'ALTO. E' UN BUON PROPOSITO...

UNIAMOCI IN QUESTA OPERA DI RISORGIMENTO! C'è CHI CREA UN PARTITO, INVECE NOI LETTORI DOBBIAMO CONSEGNARE ALLA GIUSTIZIA QUESTI DISONESTI

Al via LA nostra MISSION" - Purifichiamo la Sicilia"

Anonimo 01 marzo 2010   20:37
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bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

Faccia il Presidente equo, responsabile e dignitoso, non fazioso e prodigale con le risorse pubbliche per interesi non proiivati e favoritismi e immorale illecito, in vuolazione dell'art. 3 e 97 Cost. oltre che offensivo di chi non ha strumenti per vivere dignitosamente. Un pò di scrupolo e di pudore in più, migliorerebbero il suo curriculum.

Anonimo 01 marzo 2010   19:53

bisogna pur accontentare i trombati alle elezioni:quale miglior premio di un incarico di dirigente generale?

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