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Beni confiscati, richiesta bipartisan per l'apertura di una sede dell'agenzia in Sicilia

01 marzo 2010 17:32
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"In Sicilia vi è il 51% dei beni confiscati alla mafia e quindi è opportuno che la nostra Regione ospiti una sede dell'ufficio dell'agenzia per i beni confiscati alle organizzazioni criminali".

E' la richiesta fatta dal presidente della commissione Attività produttive all'Ars, Salvino Caputo (Pdl), e dal presidente della commissione regionale Antimafia Calogero Speziale (Pd) al prefetto Alberto Di Pace, direttore generale dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia e alle organizzazioni criminali.

"In un momento in cui lo Stato sta infliggendo duri colpi a Cosa nostra e di converso vi è una reazione forte da parte dei boss mafiosi in termini di estorsioni, attentati intimidatori e omicidi - sostgengono Caputo e Speziale - l'apertura di una sede dell'Agenzia rappresenta un ennesimo e autorevole segnale contro la mafia".

Caputo e Speziale domani incontreranno a Palazzo San Macuto il presidente della commissione nazionale Antimafia e i deputati dell'ufficio di Presidenza, ai quali consegneranno le relazioni degli amministratori giudiziari sulle difficoltà di utilizzo dei patrimoni confiscati ai boss di Cosa nostra in Sicilia.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
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Anonimo 01 marzo 2010   23:28
L'utente ha risposto al commento anonimo del 01 marzo 2010. Visualizza »

massi' .. spendiamoli altri soldi ..

non basta l'agenzia nazionale... ci vuole quella regionale ... e magari anche provinciale e comunale.

che buffonate....

intanto... nessuno acquista e nessuno vuole le proprieta' dei mafiosi .. PERCHE' HANNO ANCORA PAURA

facciano un'agenzia contro la paura sti quattro pappagalli

No, il punto è un altro. Il fatto è che il patrimonio e il demanio statale in Sicilia "sarebbero" integralmente devoluti alla Regione ai sensi degli artt. 32 e 33 dello Statuto. E quindi l'appropriazione da parte dello Stato dei beni confiscati in Sicilia alla mafia è incostituzionale.
Quei beni sono della Sicilia, che è stata peraltro la vittima di vessazioni mafiose, e in Sicilia devono restare. Anziché chiedere pietosamente una succursale, dovrebbero i nostri politici costituire la loro agenzia, separata da quella nazionale, che svolga nel territorio regionale, le funzioni di quella nazionale, in applicazione dell'art. 20 del solito Statuto.

Non un doppione quindi, ma un altro organo completamente, con funzioni su una parte diversa del territorio.
Lo Statuto, violatissimo dall'Italia, andrebbe studiato nelle scuole siciliane, e poi vorrei vedere se avrebbero ancora il coraggio di violarlo ogni giorno a nostro danno.

 

Anonimo 01 marzo 2010   17:47

massi' .. spendiamoli altri soldi ..

non basta l'agenzia nazionale... ci vuole quella regionale ... e magari anche provinciale e comunale.

che buffonate....

intanto... nessuno acquista e nessuno vuole le proprieta' dei mafiosi .. PERCHE' HANNO ANCORA PAURA

facciano un'agenzia contro la paura sti quattro pappagalli

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