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L'allarme della Corte dei Conti: "In Sicilia sempre alta la diffusione di corruzione e peculato"

27 febbraio 2010 10:58
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E' sempre alto in Sicilia l'indice di diffusione di casi di corruzione e di peculato. Lo segnala, nella relazione inaugurale dell'anno giudiziario della sezione giurisdizionale della Corte dei conti, il presidente Luciano Pagliaro. Quasi tutte le sentenze di condanna (41) e di assoluzione (22) hanno riguardato le tipologie di danno collegate a reati come il peculato, la corruzione e la concussione. Si tratta di illeciti commessi nell'esecuzione di lavori pubblici, nel conferimento di incarichi

di consulenza, nell'indebita percezione o nell'uso distorto di contributi comunitari. Diversi gli episodi di "malasanità". La Corte dei conti ha anche promosso giudizi per danni all'immagine della pubblica amministrazione provocati appunto dalle condanne per corruzione e altro. Ma le iniziative della magistratura contabile hanno dovuto confrontarsi, ha denunciato Pagliaro, con le limitazioni imposte da una norma del 2001. E si tratta, ha spiegato, di una norma che "circoscrive, in modo probabilmente eccessivo, i casi in cui è configurabile una compromissione della reputazione, del prestigio e della credibilità dell'amministrazione".

 

"Nel settore degli Enti locali l'attivita' dei Comuni e delle Province non e' piu' controllata da organi regionali e il collegio dei revisori e i segretari vengono nominati dalle amministrazioni stesse, per cui potrebbe nascere negli amministratori la falsa convinzione di uno status di irresponsabilita' o di impunita'". Ne e' convinto Luciano Pagliaro, presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana.

Durante il suo intervento in occasione della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario allo Steri di Palermo, Pagliaro ha auspicato "una revisione delle modifiche apportate al Titolo V, parte seconda della Costituzione, dalla legge 3 del 18 ottobre 2001, e la riattribuzione al ministero dell'Interno della competenza in materia di nomine e gestione dei segretari provinciali e comunali".

 

Per Pagliaro, inoltre, i reati di concussione e corruzione "in mancanza di una esplicita denuncia o scoperta in flagranza sono difficilmente accertabili. Per questo motivo non si puo' condividere l'esclusione o la limitazione delle intercettazioni, telefoniche ed ambientali, fermo restando che il loro uso e la loro divulgazione devono essere regolamentate per evitare possibili abusi".

 

"La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana per gran parte del 2009 ha dovuto funzionare con solo cinque magistrati rispetto ai 13 previsti in organico". La denuncia arriva dal presidente Luciano Pagliaro, che nel suo intervento durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario ha sottolineato come "a causa della carenza di personale di magistratura i tempi per la celebrazione del dibattimento si sonno allungati a circa un anno dal deposito dell'atto di citazione".

"Il nuovo consiglio di presidenza ha assegnato sei nuovi magistrati -ha spiegato Pagliaro- che consentiranno di affrontare in modo significativo il problema dell'eliminazione dell'arretrato, specie in materia pensionistica, consentendo -ha concluso- ai siciliani di avere una risposta alle loro istanze negli stessi tempi dei cittadini delle altre regioni italiane".

 

Le innovazioni legislative dell'ultimo anno sono "interventi settoriali non rispondenti ad un percepibile disegno unitario". La denuncia arriva da Luciano Pagliaro, presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Nel corso del suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, in corso allo Steri di Palermo, Pagliaro ha sottolineato che le nuove norme "potrebbero complicare la gia' non lineare funzionalita' dell'attivita' giudiziaria della Corte".

In particolare destano preoccupazione le norme che limitano la perseguibilita' del danno all'immagine ai soli casi in cui vi sia stata una sentenza penale di condanna per reati contro la Pubblica amministrazione. "A fronte di un ampiamento della giurisdizione contabile da parte della Corte di Cassazione -ha spiegato Pagliaro- per cui sono stati assoggettati a tale giurisdizione anche soggetti non in rapporto di servizio con la Pubblica amministrazione, sembra esistere un orientamento da parte del legislatore mirato ad un ridimensionamento dei poteri d'indagine del pubblico ministero, gia' compromessi dalla riduzione da dieci a cinque anni dei termini prescrizionali, anche in presenza di una obiettiva difficolta' di accertamento dell'esistenza di un danno erariale".

 

Nel 2009 la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana ha emesso 41 sentenze di condanna, 22 di assoluzione e 21 ordinanze. L'importo complessivo dei danni erariali da risarcire in seguito alle sentenze di condanna ammonta a 4.381.309 euro. Il dato e' emerso durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario, in corso allo Steri di Palermo. In materia di responsabilita' amministrativa si sono tenute 39 udienze pubbliche con iscritti al ruolo 113 giudizi, 219 ricorsi ad istanza di parte e 11 udienze in camera di consiglio.

 

Le piu' ricorrenti tipologie di danno oggetto dei giudizi riguardano quelle connesse a fattispecie penalmente rilevanti come peculato, corruzione e concussione, danni relativi all'esecuzione di opere pubbliche, incarichi di consulenza conferiti illegittimamente, percezione indebita o uso distorto di contributi comunitari, episodi di 'malasanita''. La maggior parte delle sentenze di condanna ha riguardato dipendenti statali, di Enti locali o di enti vari, mentre solo una ha riguardato un dipendente regionale.

 

"Per quanto riguarda gli appalti pubblici, mentre non esistono dubbi sull'operato degli Urega, non altrettanta certezza puo' esprimersi per le gare di competenza degli Enti locali, gestite all'interno delle amministrazioni stesse senza alcun controllo". La denuncia arriva da Luciano Pagliaro, presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti siciliana. Nel corso della sua relazione durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario Pagliaro ha auspicato una "necessaria e immediata modifica della legge regionale per eliminare le distorsioni".

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos-ansa
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