La Knesset, il Parlamento israeliano, avrebbe molte ragioni per aprire una dependance a Tel Aviv. Ma non se ne parla nemmeno. Negli Stati Uniti, un paese immenso, la federazione ha scelto Washington e basta, ai cinesi è sufficiente Pechino, in Germania la sede del Parlamento tedesco, dopo la caduta del Muro, è stata trasferita da Bonn allo storico edificio del Reichstag di Berlino. Oggi a Bonn non c’è più traccia del Bundestag. E il Parlamento europeo non si concede sedi esterne né uffici di rappresentanza, nonostante la colorita distribuzione di organismi UE nel Vecchio Continente.
Non c’è Parlamento al mondo insomma che abbia una sede o un ufficio esterno. Nemmeno i consigli regionali in Italia hanno istituito dependances. Ma c’è una eccezione, una sola, l’Assemblea Regionale Siciliana. Il Parlamento siciliano, che si vanta di essere il più vecchio d’Europa, può vantarsi anche di essere l'unica assemblea legislativa ad avere sedi esterne. L'Assemblea infatti ha un ufficio a Catania ed uno a Roma.
L’ufficio di rappresentanza a Catania è ospitato in un palazzo messo a disposizione dalla provincia etnea, l’ufficio di Roma è ospitato alle spalle del Pantheon in un decoroso appartamento in affitto. Per renderlo funzionale e funzionante si sono spesi dei soldi e si continuano a spenderli. Per qualche tempo è stato pagato anche personale esterno all’Ars. In entrambe le sedi, tuttavia, c’è personale interno all’Assemblea regionale siciliana. A Catania, se le informazioni sono corrette, c’è anche una dipendente della Fondazione Federico II.
La nascita e il mantenimento delle sedi e la dislocazione dei dipendenti sono vecchie scelte bipartisan e tali sono rimaste. A che cosa servano questi uffici di rappresentanza non si capisce. Il Parlamento svolge funzioni e compiti che attengono alla legislazione ed al controllo dei governi. Il tempo degli sportelli informativi è finito da molti anni grazie alla rete che consente di attingere alle notizie utili tempestivamente accendendo il computer di casa.
La sede romana dell’Assemblea nei primi anni ospitava le missioni romane del Presidente dell’Assemblea e le riunioni dei parlamentari nazionali siciliani. Attività di lobby da parte della rappresentanza siciliana. Niente di concreto, i parlamentari siciliani non hanno mai assunto decisioni comuni nella storia della democrazia italiana.
E allora?
I costi della politica si gonfiano anche per nulla, magari giusto per non arrecare dispiacere al personale comandato nelle sedi. Sarebbe uno sgarbo, non tanto per i dipendenti, quanto a coloro che li hanno messo dove si trovano. I costi della sede romana potrebbero essere consistenti (non li conosciamo), quelli catanesi inferiori perché non si paga l’affitto. Si sottrae però personale al Parlamento.
Quanti vengono a conoscenza di questa peculiarità siciliana arricciano il naso o alzano le spalle, come a dire: sono sempre loro, sono campioni di inutilità, orpelli e piccoli favori. C’è anche chi, più opportunamente, si domanda per quale ragione il parlamento regionale mantenga queste strutture, senza trovare una risposta plausibile. Questione di prestigio? Perché Catania si senta la seconda capitale della Sicilia? Perché l’Assemblea è la terza Camera italiana ed è giusto che abbia uno strapuntino a Roma? O semplicemente perché è difficile far tornare a Palermo il personale che ha ormai messo su casa e famiglia altrove?
Avvilente, davvero avvilente.
ho riportato questo articolo sul mio blog citando la fonte e inserendo il link della pagina. Ci sono problemi?
grazie
Le considerazioni di Siciliainformazioni sono quanto mai appropriate e circostanziate, ci auguriamo piuttosto che il giornale passi alla fase 2 denunciando tutto a chi di competenza facendo nomi e pubblicando cifre. Il collega lettore (sicuramente un "colletto bianco") adduce ragioni assolutamente inutili per giustificare le sedi di Catania e Roma. Nel primo caso addirittura perchè i catanesi o i siciliani orientali considerano la Sicilia palermocentrica, forse si è dimenticato chi è il Presidente della Regione e da dove viene. Peggio ancora nel caso romano dove si invoca un campanilismo di facciata, affinchè si faccia una lobby che contrasti lo strapotere leghista per verificare i fondi europei da destinare alla Sicilia.Il lettore si dimentica che oltre ad una sede Ars con un solo dipendente (che costa almeno 200 mila euro annui, pochi per la verità!!), a Roma c'è anche una rappresentanza della Regione con tanti dipendenti e tra le sue funzioni (vedi sito ufficiale) c'è proprio quella che chiede il lettore. Si tratta dunque di un doppione inutile che non serve a nessuno. Purtroppo il pensiero del lettore è la sintesi dello stereotipo siciliano che aspetta la manna dal cielo (leggasi assistenzialismo, finanziamenti ecc.) anzichè lavorare e produrre.
Mi dispiace ma il Lettore non é d'accordo con quello che Lei afferma.
Come ho detto la sede di Roma é ASSOLUTAMENTE necessaria. La sede della Regione non basta, per molte ragioni. La più importante é che trattasi di una sede che risponde direttamente all'Assessore e al Presidente della Regione, quindi espressione di una parte politica, diretta e gestita dal governo regionale. E, come ben lei saprà, le parti politiche che non condividono la politica del Governo regionale non acconsentirebbero a fare "lobby" in una sede considerata un pò "ostile", specie se questa avrebbe un ruolo di coordinamento attivo, e non solo passivo. Con dirigenti nominati con procedure "politiche".
Invece, una sede dell'ARS, espressione di TUTTI i partiti politici, magari con funzionari che sono entrati pe concorso, rappresenta la sede più adatta per creare un'unione dei parlamentari siciliani, attenti ai bisogni della Sicilia. E, domani, specialmente col federalismo fiscale, avremo un disperato bisogno sedi di "lobbying" a Roma. Poi, se bisogna sempre fare polemica per partito preso (o per interessi personali) questo é un altro discorso. Naturalmente, oltre a potenziare la sede di Roma, bisognerebbe riaprire la sede di Bruxelles, assieme alla Regione (per contenere i costi). Ma ovviamente se vogliamo per forza fare polemica, o avete interessi personali-familiari, ogni minima cosa serve per criticare e straparlare. La critica costruttiva scompare, e rimane solo il livore.
La sede di Catania (con costi irrisori come quelli che credo abbia) può rappresentare la giusta politica di vicinanza al cittadino siciliano che sente lontano le istituzioni, anche geograficamente. A Catania, a Siracusa, a Ragusa, a Messina non conoscono il parlamento siciliano, conoscono pochissimo la Regione siciliana...insomma...almeno che non si voglia la dittatura (Churchill ha detto che il sistema democratico-parlamentare non é granché, ma é il migliore che abbiamo mai inventato), o sistemi autoritari, bisogna rafforzare le istituzioni democratiche. E il Parlameno, nonostante gli errori commessi nel passato da un pò tutti i Parlamenti, é la massima espressione della democrazia partecipativa. Poi, ripeto, se volete il Pinochet della situazione, ditelo chiaramente.
Ora mi taccio.
Il lettore.
Come al solito si danno per assodate delle opinioni che sono tutte da dimostrare, anzi, sono proprio sbagliate.
La Regione é considerata da tutta la Sicilia orientale come palermocentrica, poco rispettosa delle autonomie locali. Una (piccola e gratuita) sede di rappresentanza a Catania dell'ARS ,con costi irrisori per la pubblica amministrazione, può contribuire ad una migliore considerazione e vicinanza di tutte le strutture regionali in tutto il territorio. Ripeto, strutture ed organi di cui, in Sicilia orientale, a malapensa si conosce l'esistenza devono essere in qualche modo rappresentate là.
Una sede a Roma (con un dipendente, uno, uno solo) può contribuire a fare lobby per i siciliani, specialmente in questo momento caratterizzato da una fortissima (e influentissima) presenza leghista che, certamente, non rappresenta un nostro interesse..anzi, proprio il contrario. Una piccola sede dell'ARS a Roma deve potere diventare il luogo di incontro per i parlamentari siciliani, specialmente nel momento in cui (finanziaria, fondi europei) si decidono i destini econopmici della Sicilia.E' un qualcosa di importantissimo, che anzi dovrebbe essere potenziato.
Ma credo che queste considerazioni, cara sicilia informazioni, forse, dico forse, sono un pò troppo complicate per voi.
Le considerazioni di Siciliainformazioni sono quanto mai appropriate e circostanziate, ci auguriamo piuttosto che il giornale passi alla fase 2 denunciando tutto a chi di competenza facendo nomi e pubblicando cifre. Il collega lettore (sicuramente un "colletto bianco") adduce ragioni assolutamente inutili per giustificare le sedi di Catania e Roma. Nel primo caso addirittura perchè i catanesi o i siciliani orientali considerano la Sicilia palermocentrica, forse si è dimenticato chi è il Presidente della Regione e da dove viene. Peggio ancora nel caso romano dove si invoca un campanilismo di facciata, affinchè si faccia una lobby che contrasti lo strapotere leghista per verificare i fondi europei da destinare alla Sicilia.Il lettore si dimentica che oltre ad una sede Ars con un solo dipendente (che costa almeno 200 mila euro annui, pochi per la verità!!), a Roma c'è anche una rappresentanza della Regione con tanti dipendenti e tra le sue funzioni (vedi sito ufficiale) c'è proprio quella che chiede il lettore. Si tratta dunque di un doppione inutile che non serve a nessuno. Purtroppo il pensiero del lettore è la sintesi dello stereotipo siciliano che aspetta la manna dal cielo (leggasi assistenzialismo, finanziamenti ecc.) anzichè lavorare e produrre.
Come al solito si danno per assodate delle opinioni che sono tutte da dimostrare, anzi, sono proprio sbagliate.
La Regione é considerata da tutta la Sicilia orientale come palermocentrica, poco rispettosa delle autonomie locali. Una (piccola e gratuita) sede di rappresentanza a Catania dell'ARS ,con costi irrisori per la pubblica amministrazione, può contribuire ad una migliore considerazione e vicinanza di tutte le strutture regionali in tutto il territorio. Ripeto, strutture ed organi di cui, in Sicilia orientale, a malapensa si conosce l'esistenza devono essere in qualche modo rappresentate là.
Una sede a Roma (con un dipendente, uno, uno solo) può contribuire a fare lobby per i siciliani, specialmente in questo momento caratterizzato da una fortissima (e influentissima) presenza leghista che, certamente, non rappresenta un nostro interesse..anzi, proprio il contrario. Una piccola sede dell'ARS a Roma deve potere diventare il luogo di incontro per i parlamentari siciliani, specialmente nel momento in cui (finanziaria, fondi europei) si decidono i destini econopmici della Sicilia.E' un qualcosa di importantissimo, che anzi dovrebbe essere potenziato.
Ma credo che queste considerazioni, cara sicilia informazioni, forse, dico forse, sono un pò troppo complicate per voi.
Contemporaneamente:
1) diversi uffici periferici della Regione hanno sede in locali affittati e se qualcuno dei responsabili di questi uffici prova a proporre il trasferimento presso immobili di proprietà della Regione trova più ostacoli che aiuti.
2) siccome bisogna risparmiare si vogliono chiudere uffici che erogano servizi sul territorio,i criteri per individuare gli uffici da chiudere sono però essenzialmente clientelari dato che non esiste uno straccio di documento scritto che chiarisca quali criteri oggettivi sono stati utilizati. Queste cose si affidano poi a "commissioni" (sic!) di clientes.
Giuseppe
FACCIAMO UNA PETIZIONE POPOLARE. CHI LEGGE ED E' APPARTENENTE ALLE FORZE DELL'ORDINE, DELLA DIGOS, FINANZA E CORTE DEI CONTI O CHIUNQUE ABBIA ACQUISITO DATI CERTI SU SOGGETTI INQUINATI E CORROTTI LI ACQUISISCA COME FONTI PROBATORIE E PROVE DOCUMENTALI E LI TRASMETTA ALLA CORTE DEI CONTI DI PALERMO. OPPURE LI TRASMETTA A:
procura.regionale.sicilia@corteconti.it
Si deve trattare di una lotta senza quartiere e come questi uomini sono spietati nel fare il male, a danno delle nostre tasche così, noi non gli dobbiamo dare pace e scovarli. Il male va combattuto, da parte di chi ama la verità, la conosce e la vuole diffondere. L'UNIONE FA LA FORZA
Questo è uno dei tanti sprechi di denaro pubblico per soddisfare i capricci dei politici siciliani,che con la scusa dell'autonomia regionale ,si sono inventati tante di quelle strutture ed enti inutili ,soltanto per accontentare i parenti ,amici, e amici degli amici.L'autonomia siciliana in tanti decenni della sua istituzione ,non è mai stata di profitto per i cittadini ,ma solo esclusivamente fonte di privilegi per tutti i politicanti.
quello delle sedi esterne dell'ars è solo uno dei fattori di dispendio dei soldi dei siciliani...
SICILIANI, pretendiamo di sapere con chiarezza come vengono spesi i nostri soldi, sono sicuro che troveremo tante di quelle nefandezze...
Un'altra vergogna siciliana, una come tante. Le sedi distaccate del Parlamento regionale andrebbero semplicemente chiuse e il personale, se relativamente anziano, assorbito ad esaurimento presso le sedi della Regione a Catania e a Roma (senza rimpiazzo al momento del pensionamento), se relativamente giovane, trasferito di sede pena il licenziamento se rifiutano il trasferimento.
Ma dello spreco delle risorse pubbliche pare non importi a nessuno. Ben venga il c.d. federalismo fiscale allora. Se i siciliani vogliono continuare a delegare una classe politica "sprecona", a questo punto andrà bene così. Ben ci sta.
Tipheus
Credo che soprattutto il personale di Catania non è per nulla anziano, anzi! I deputati di sinistra dovrebbero conoscere bene tale personale. La vicenda deve fare riflettere poichè molti lettori, quando si parla di sperperi interni all'Ars, sono convinti che dipenda tutto dall'attuale Presidente o dalla destra. Tali sprechi vengono da lontano e purtroppo non hanno colore politico. E se si fa una ricognizione dei superfortunati dipendenti, non si farà fatica a capire che molti sono stati assunti quando l'Ars era amministrata dai socialisti ed anche senza concorso!!! E dato che Siciliainformazioni stà finalmente facendo saltare il muro di riservatezza o omertà sui miseri stipendi e sperperi dei dipendenti Ars, facciamo in modo che gli stessi vengano piazzati in più sedi per non dare nell'occhio. Pertanto propongo di aprire tante sedi quante sono le province siciliane: 9 e dato che ci siamo anche Caltagirone più qualcun'altra in giro per la Sicilia.
Questo è uno dei tanti sprechi di denaro pubblico per soddisfare i capricci dei politici siciliani,che con la scusa dell'autonomia regionale ,si sono inventati tante di quelle strutture ed enti inutili ,soltanto per accontentare i parenti ,amici, e amici degli amici.L'autonomia siciliana in tanti decenni della sua istituzione ,non è mai stata di profitto per i cittadini ,ma solo esclusivamente fonte di privilegi per tutti i politicanti.
Il giro dei brogli e dell connivenze é così elevato che occorre una Task force, esperta in altrettante aree stretgiche della Sicilia e dell'Italia..capirai...
Da studente universitaria in legge vedevo Palazzo d'Orleans e dei Normanni, sede Istituzionale degna di riverenza...
Quando sono cresciuta ho capito invece, che rappresentano la Sede della Corruzione, in cui si confezionano "Pacchetti di ingegneria finanziaria, ad personam et ad familiae..." - Vera emorragia del sangue degli onesti rimasti in Sicilia... Comunque un messaggio per i Parlamentarini, Capi di Gabinetto, Assessori, Dirigenti che state leggendo. Anche Oggi, vi potete ravvedere e fare come "Zaccheo" del Vangelo di Luca che si Pentì del suo latrocinio Plurimo... più o meno come il vostro... ma fu così compunto dal Messaggio del Signore che restituì quattro volte tanto, quello che aveva indegnamente sottratto. Imitatelo, meno sporcaccioni in giro.., a rovinare questa Sicilia, già offesa... da soggetti come voi
forse ha dimenticato la sede di Bruxelles, affittata per milioni di euro all'anno.
Non l'abbiamo dimenticato, ci siamo semplicemente occupati dei Parlamenti che non hanno sedi esterne in alcuna parte del mondo. I governi - nazionali o regionali - hanno tutti uffici di rappresentanza (in Europa) o ambasciate e consolati. I Parlamenti sono i luoghi della legislazione, non possono perciò essere decentrati.
La Redazione
Ma certo facciamo un distaccamento della già inutile sede anche in ogni città d'Italia e d'Europa! Che problema c'è tanto i cretini (noi) che pagano ci sono!!
Manata di ladri!
Un'altra vergogna siciliana, una come tante. Le sedi distaccate del Parlamento regionale andrebbero semplicemente chiuse e il personale, se relativamente anziano, assorbito ad esaurimento presso le sedi della Regione a Catania e a Roma (senza rimpiazzo al momento del pensionamento), se relativamente giovane, trasferito di sede pena il licenziamento se rifiutano il trasferimento.
Ma dello spreco delle risorse pubbliche pare non importi a nessuno. Ben venga il c.d. federalismo fiscale allora. Se i siciliani vogliono continuare a delegare una classe politica "sprecona", a questo punto andrà bene così. Ben ci sta.
Tipheus