Il meccanismo, i compiti e le funzioni della protezione civile, cosi' come il suo stesso nome, non sono uguali in tutta Europa, ma variano a seconda della struttura dell'organizzazione statale propria ad ogni paese. Resta pero' identica la missione di fondo: garantire la sicurezza dei cittadini durante le emergenze, siano esse naturali o accidentali, e nella loro prevenzione attraverso un sistema coordinato di misure volte a contenere o a evitare i danni provocati dalla calamita'. La protezione
- FRANCIA. La "Direction de la se'curite' civile" (Dss, ovvero 'Direzione della sicurezza civile') e' la struttura centrale responsabile della gestione dei rischi sia naturali che provocati da mano umana in Francia, e fa parte del ministero dell'interno. Diretta da un prefetto, la Dss ha al suo servizio circa 2.500 persone tra civili e militari ripartiti su 60 siti sparsi su tutto il territorio nazionale, che lavorano in collaborazione con i pompieri, le prefetture, i comuni, i volontari e le associazioni. Nelle situazioni di emergenza la Dss lavora insieme ai ministeri della difesa, della sanita', dell'ambiente e dei trasporti per la mobilitazione degli esperti e delle risorse. In particolare, il ministero dell'ambiente si occupa della prevenzione dei rischi con un delegato specifico che deve assicurare il coordinamento. Tre gli obiettivi della Dss: la protezione delle persone, la difesa dell'ambiente e dei beni materiali.
GERMANIA. La protezione civile, come stabilito dalla Costituzione, e' solo di competenza dei Laender, le regioni tedesche. A gestire le emergenze e' il responsabile dell'amministrazione locale del distretto, con l'aiuto dell'amministrazione regionale, dell'assistenza tecnica federale, dei vigili del fuoco e delle diverse organizzazioni che si occupano di fornire soccorso come la Croce rossa. In caso di disastri maggiori, possono intervenire su richiesta anche i ministeri dell'Interno e della Difesa federali, e la gestione della crisi puo' essere trasferita dal livello distrettuale a quello regionale (Laender).
- SPAGNA. Con la riforma avvenuta nel 2008, la protezione civile rientra a tutti gli effetti tra le competenze del ministero dell'Interno spagnolo, di cui si occupa un dipartimento specifico, la "Direccion general de proteccio'n civil y emergencias" ('Direzione generale della protezione civile e delle emergenze'). Da questa dipendono il Centro di coordinamento operativo, la Rete di allarme per la radiottivita' e tutte le altre reti e infrstrrutture nazionali sia operative che di comunicazione che si occupano di facilitare la gestione operativa delle emergenze. La Direzione generale spagnola coordina anche le relazioni con le unita' della protezione civile delle delegazioni governative, con gli organi competenti in materia delle Comunita' autonome, delle amministrazioni locali ma anche con le strutture omologhe a livello europeo ed internazionale. Su sua iniziativa puo' essere richiesto l'intervento dell'Unita' militare di emergenza. Oltre all'intervento nelle situazioni di crisi, la Direzione generale si occupa anche della prevenzione dei rischi sotto tutti gli aspetti, della formazione del personale e della comunicazione con i cittadini.
REGNO UNITO. E' il "Civil Contingencies Secretariat" (CCS), che dipende dall'Ufficio di Gabinetto del governo britannico, ad occuparsi della protezione civile. Il lavoro viene svolto in partenariato con diversi dipartimenti governativi, le amministrazioni locali e gli altri attori chiave per migliorare la capacita' della Gran Bretagna a prepararsi, reagire e riprendersi dalle situazioni di emergenza.
- PORTOGALLO. E' il primo ministro ad essere responsabile della protezione civile, ma questo puo' delegare il da farsi al ministero dell'interno, presso cui e' attivo un Centro di emergenza (Ceopc) che rappresenta l'organo del Servizio nazionale della protezione civile (Snpc). E' quest'ultimo ad occuparsi della prevenzione, della predisposizione dei piani di emergenza e dell'organizzazione dei soccorsi. Quando si verifica una calamita', viene istituito un apposito Centro di coordinamento della protezione civile (Ccdpc), che mette insieme le risorse e l'operato dei diversi responsabili dei servizi pubblici che si occupano di assistenza socio-sanitaria, ordine pubblico e cosi' via. Ad occuparsi sul campo dei soccorsi sono i pompieri, la polizia, la Guardia nazionale, l'esercito e le associazioni di volontariato che si occupano di emergenze.
- GRECIA. Spetta al Consiglio di governo per gli Affari esteri e la difesa (Kisea) definire la politica di governo per quanto riguarda la gestione delle emergenze. I diversi ministeri che si occupano di protezione civile, tra cui il ministero per l'ordine pubblico, sanita', ambiente e agricoltura, sono riuniti a loro volta in una Commissione di coordinamento (Sdo). Il prefetto, che e' il rappresentante del governo a livello locale, informa la Sdo e, se l'emergenza e' di dimensioni limitate, assume lui stesso la responsabilita' delle operazioni.