(emmegì) L’attuale governo della Sicilia abbonda, come si sa, di tecnici: ben sei. Numero sproporzionato, segnale di debolezza politica? Non pare il caso di addentrarci su tali spinose questioni. Né domandarci se i tecnici presenti in Giunta siano, come in teoria si converrebbe, estranei da ascendenze di parte.
Sappiamo bene con quali e quante difficoltà sia stato partorito il Lombardo ter e i travagli politici che assillano la Regione. È opportuno ricordare l’impegno che Lombardo sta sostenendo, pur tra mille peripezie e non senza contraddizioni, per condurre in porto talune riforme di vasta portata che, se non sanano ferite inferte da gestioni troppo “allegre”, arginano malcostumi e derive populiste.
Per queste ragioni sulla questione dei “tecnici” non è il caso di fare i “puristi”, esercitare cioè una critica astratta senza tenere conto di condizioni di fatto impossibili da ignorare.
Tuttavia, un’ osservazione va espressa, su una questione che, a ben riflettere, incide sull’efficacia dell’azione politica e amministrativa di questo governo.
Quanti di questi tecnici occupano le poltrone che la loro specifica competenza gli assegnerebbe? Pochi, davvero pochi.
Se nulla si può obiettare sull’assessore delle Attività Produttive, Marco Venturi, persona di indiscussa conoscenza del ramo, proveniente dalla Confindustria e perciò dentro i problemi legati alle realtà produttive, lo stesso non può dirsi per gli altri tecnici.
Mario Centorrino, ad esempio, che ha la delega all’Istruzione e alla Formazione professionale, non vanta certo titoli, né esperienze specifiche che suggeriscano la delega in questo settore. Non si è mai occupato, da quel che ci risulta, del complesso sistema della formazione professionale. E’ uno stimatissimo docente universitario di economia politica, autore di tante interessanti pubblicazioni, alcune sullo sviluppo produttivo del Mezzogiorno deviato dalla criminalità. Quale assessorato allora congeniale al suo bagaglio se non quello dell’Economia?
Gaetano Armao, avvocato amministrativista e docente universitario di diritto pubblico di meritata fama, non ha mai avuto a che fare con i beni culturali, di cui tuttavia è assessore.
Pier Carmelo Russo, una vita nella pubblica amministrazione regionale siciliana dove ha bruciato tutte le tappe sino a diventarne segretario generale, non si è mai occupato di energia, di cui ora ha la delega.
Sia Armao che Pier Carmelo Russo avrebbero potuto fornire le loro conoscenze ed esperienze all’assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione pubblica, a cui è preposta invece Caterina Chinnici, magistrato di valore che, quale giudice minorile, avrebbe dovuto continuare, per logica, l’attività già proficuamente svolta all’assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali.
Massimo Russo poi è un caso a parte. La scelta di un p.m. alla guida dell’assessorato della Salute si comprende a metà: se è vero che occorreva un magistrato rigoroso in un settore, quale quello della Sanità, inquinato dal malaffare e dalla corruzione, è pure vero che per garantire servizi efficienti in quel delicatissimo ramo necessitano professionalità specifiche, uomini che hanno dimestichezza coi camici bianchi e con la realtà che li circonda. Ha pesato la necessità di blindare il settore. Forse a ragione in considerazione dei tanti episodi che ne denunciano la vischiosità.
L’impressione è perciò –e vorremmo essere smentiti dai fatti- che l’apporto tecnico di cui il governo della Regione avrebbe potuto trarre profitto rischia di essere in buona parte indebolito da deleghe non proprio azzeccate. In altre parole, il criterio che si è seguito per i tecnici è quello dell’uomo giusto al posto sbagliato. Con le conseguenze, non salutari, che ne potrebbero derivare.
"Pier Carmelo Russo, una vita nella pubblica amministrazione regionale siciliana dove ha bruciato tutte le tappe sino a diventarne segretario generale, non si è mai occupato di energia, di cui ora ha la delega."
Oltre a bruciare le tappe ha anche bruciato alcuni simboli che presenti nel primo filmato su tgweb relativo all'intervista fattagli quando era segretario generale , non sono pù presenti nel filmato recente ,sempre su tgweb ,relativo all'intervista
fattagli quale assessore regionale.
Non è più cuffariano?
"Quanti di questi tecnici occupano le poltrone che la loro specifica competenza gli assegnerebbe? Pochi, davvero pochi."
Direi che anche per questi tecnici ha trovato applicazione la massima "impara l'arte e mettila da parte"...
non entro nel merito dei singoli , ma vorrei dire: nel 2000 si è fatta una legge la 10, che tra le altre cose fissava in ossequio al decr.leg.vo 29/93 la separatezza di funzioni tra la politica e l'amministrazione. Il politico indirizza, l'amministrazione esegue. oggi noi ci ritroviamo con 28 dipartimenti con altrettanti dirigenti generali con funzioni e stipendi manageriali e, 7 (Strano è si politico, ma è in quota tecnica) assessori tecnici anch'essi pagati come mananger, senza dimenticare che tra i 28 dir. generali ben 9 sono esterni. Se l'intenzione originaria della legge 10, peraltro mai modificata in questa parte è quella di separare le funzioni, perchè ricorrerre per il governo a tecnici, quando i tecnici sono per destinazione e competenze i dirigenti generali? Se può avere un senso tutto da verificare, ricorrere al managment esterno per le direzioni (esempio: Se avete dubbi su Pier carmelo Russo assessore all'energia, cosa ci sarebbe da dire su l'Interlandi avvocato, dirigente esterno a capo del dipartimento energia), non si capisce il ricorso a manager e personalità esterne per il governo, dal momento che il Presidente e quindi il governo, viene eletto a suffragio universale e su un programma che viene loro presentato. L'unico risultato certo al momento è che questo gioco comporta per le casse della regione un aggravio di circa un milione e seicentomila euro annue in più, rispetto al fatto che se al governo ci fossero 7 deputati gli stessi costerebbero 378mila euro annue di indennità di carica, oltre l'appannaggio di parlamentare, ma quello in ogni caso lo percepiscono.
E' CARI MIEI...
LA SIG.RA INTERLANDI PRIMA ASSESSORA...POI DIRIGENTE GENERALE ....
SI VEDE CHE IL GOVERNO DELLA REGIONE SICILIANA NON PUò FARE A MENO DI LEI...
CHISSà PERCHè ????!!!!!!!!!!!
IO POSSO SOLO...IMMAGINARLO
Mi preme precisare che gli Assessori tecnici sono 7 su 12, cioè rappresentano la maggioranza della Giunta. Il fatto che Strano faccia l'assessore tecnico la dice lunga come la legge che consente ciò, sia davvero una aberrazione della casta politica bipartisan. Una invenzione nobile che consente solamente di aumentare i posti da spartirsi. Serve inoltre a non privarsi di voti in parlamento tenuto conto delle ormai evidentissime litigiosità di cui sono contraddisti sia il il parlamento siciliano che tutti i consigli siano essi comunali che provinciali. Le maggioranze bulgare insomma che determinano sia il popolo con il voto, che le leggi elettorali non bastano. Ci vuole dell'altro. Appunto allargare le poltrone favorendo amici e dando la possibilità a uomini del sottobosco di ricevere al momento giusto il dovuto riconoscimento. Tutto questo ha un costo evidentemente per le casse pubbliche, cioè per i contribuenti. All'incirca per quanto concerne gli assessori regionali tale costo sfiora i due milione di euro. Abbiamo contezza di quante scuole si potrebbero riparare con tali somme? Oppure per migliorare la raccolta dei rifiuti? La cosa che mi meraviglia comunque è che oggi ad accettare l'incarico è stata la Sig.ra Chinnici, magistrato e figlia di un uomo che ha pagato un tributo pesantissimo, un servitore nobile dello Stato. Da lei ci saremmo aspettati una sensibilità diversa allorquando il Lombardo le ha chiesto di spostarsi dall'assessorato a lei più congeniale per la sua professionalità e che pertanto, ne giustificava la sua nomina.
Nell'articolo ci si chiede cosa c'entri Centorrino alla Pubblica istruzione? Beh in questi giorni il sig. Centorrino ha mostrato il meglio di se legittimando la sua posizione chiedendo ai siciliani di non leggere, di restare ignoranti e zotici. Mi pare che come Assessore impersoni nella continuità il meglio che la nostra classe politica ha saputo elargirgi negli ultimi anni. Del resto i nuovi termini introdotti da Lombardo tipo " u stigghiularu" per definire un deputato regionale esaltano la simbiosi dell'indirizzo culturale che il Centorrino sta perseguendo con successo.
La legge 10/2000 rimane la pietra miliare dell'attuale configurazione del quadro politico amministrativo della Regione Siciliana.
non entro nel merito dei singoli , ma vorrei dire: nel 2000 si è fatta una legge la 10, che tra le altre cose fissava in ossequio al decr.leg.vo 29/93 la separatezza di funzioni tra la politica e l'amministrazione. Il politico indirizza, l'amministrazione esegue. oggi noi ci ritroviamo con 28 dipartimenti con altrettanti dirigenti generali con funzioni e stipendi manageriali e, 7 (Strano è si politico, ma è in quota tecnica) assessori tecnici anch'essi pagati come mananger, senza dimenticare che tra i 28 dir. generali ben 9 sono esterni. Se l'intenzione originaria della legge 10, peraltro mai modificata in questa parte è quella di separare le funzioni, perchè ricorrerre per il governo a tecnici, quando i tecnici sono per destinazione e competenze i dirigenti generali? Se può avere un senso tutto da verificare, ricorrere al managment esterno per le direzioni (esempio: Se avete dubbi su Pier carmelo Russo assessore all'energia, cosa ci sarebbe da dire su l'Interlandi avvocato, dirigente esterno a capo del dipartimento energia), non si capisce il ricorso a manager e personalità esterne per il governo, dal momento che il Presidente e quindi il governo, viene eletto a suffragio universale e su un programma che viene loro presentato. L'unico risultato certo al momento è che questo gioco comporta per le casse della regione un aggravio di circa un milione e seicentomila euro annue in più, rispetto al fatto che se al governo ci fossero 7 deputati gli stessi costerebbero 378mila euro annue di indennità di carica, oltre l'appannaggio di parlamentare, ma quello in ogni caso lo percepiscono.