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“Affaire Ciancimino”. Orlando semina dubbi su Cammarata. Il Sindaco replica, ma non spiega se ha lavorato o no per Alamia. Rifacciamo la storia dell’affare INIM , con nomi ed inchieste passate

di Ignazio Panzica
14 febbraio 2010 18:51
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Leoluca Orlando, ex sindaco e portavoce nazionale di IDV, torna a sparare, a palle incatenate, contro Cammarata : "E' notorio, e non occorreva aspettare le rivelazioni pubblicate sulla stampa di Massimo Ciancimino - pregiudicato e figlio di Vito Ciancimino condannato per mafia - per apprendere che Francesco Paolo Alamia era socio e prestanome degli investimenti di denaro sporco di Vito Ciancimino”.

 

“Ciò che è altresì notorio ,e da me più volte denunciato – ha incalzato Orlando - è che l'attuale Sindaco di Palermo , Diego Cammarata , è stato fiduciariamente nominato sino al 1993 , Sindaco della Società del predetto Alamia nella INIM ,struttura di investimenti immobiliari di denaro sporco.” Anche a settembre scorso, l’ex Sindaco di Palermo aveva attaccato Cammarata per i suoi trascorsi professionali e fiduciari con l’ing. Francesco Paolo Alamia, l’imprenditore edile ed immobiliarista ritenuto dai magistrati di Palermo – oltre che amico- prestanome di Vito Ciancimino, più volte finito al centro di varie inchieste giudiziarie antimafia. L’anno scorso Cammarata non reagì, e tacque.

 

Oggi, invece,risponde con una formale e dura nota per la stampa: “Ancora una volta Orlando non perde l’occasione per sputare veleno contro i suoi avversari politici, delirando con accuse che non stanno né in cielo né in terra. La mia attività professionale di avvocato, svolta nel periodo in cui non avevo responsabilità istituzionali e di governo, è stata sempre improntata all’assoluta trasparenza. E su questo non consento ad alcuno, quali che siano le sue anche recondite ragioni di avanzare sospetti di qualsiasi genere”. E , in effetti, non risulta, documentalmente, da nessuna parte, che Cammarata abbia mai fatto il Sindaco “nell’INIM immobiliare”. La società che i magistrati antimafia definirono l’archetipo accademico di un modello esemplare di attività di riciclaggio per danaro di provenienza incerta o illecita. E’ probabile che, adesso, nella foga politica di dover attaccare Cammarata, Orlando abbia confuso “l’INIM” (anni 70’/80’) con la “Gecos srl”, altra importante e più recente società di F.P. Alamia. Allora l’ex sindaco di Palermo aveva detto : “Basta con questa oleografia del sindaco-tennista, apparentemente sprovveduto e bonaccione. Siamo di fronte ad un soggetto cosciente di ciò che fa, determinato ed esperto, che per sei anni, dal 1988 al 1993, è stato sindaco della società edile 'Gecos srl',impresa, appunto, dell’ing. Francesco Paolo Alamia, da Villabate. L’immobiliarista ed il finanziere di fiducia di Vito Ciancimino”.

 

Per spiegare meglio i rapporti tra Vito Ciancimino ed F.P. Alamia è il caso di ricordare una indimenticabile “scenetta” a cui il corleonese dava vita all’inizio degli anni 80’, quando gli chiedevano se fosse o no il vero proprietario dell’INIM, come pensava tutto il mondo. Ciancimino, uomo per la verità spiritoso e sarcastico - pure con i giornalisti che lo attaccavano - tirava fuori, e sventolava, davanti agli occhi del suo occasionale interlocutore un contratto di assunzione come consulente a disposizione dell’ingegnere di Villabate; e giù a sghignazzare sul fatto che finalmente aveva trovato un “principale”.

 

Ma forse, a questo punto, è opportuno rammentare ai lettori chi sia l’ing. F.P. Alamia (oggi 75enne), rileggendo in particolare la sua storia giudiziaria, e raccontando la storia di questa “INIM internazionale immobiliare” (ndr.che aveva sede a Palermo in via Notarbartolo) perché, procedendo di questo passo le rivelazioni di Massimo Ciancimino, pare probabile sia destinata a godere nel prossimo futuro di un suo nuovo momento di celebrità mediatica. F.P. Alamia è stato l’azionista di controllo ed il rappresentante legale della storica “Inim-internazionale immobiliare spa”,costituita a Palermo l'8 novembre 1976 (con capitale deliberato di 200 milioni), poi trasferita il 10 luglio 1978 a Milano.

 

Nell’Italia che si apprestava ad uscire da una delle sue ricorrenti crisi economiche e scopriva la dimensione finanziaria dell’immobiliare, la notizia destò scalpore anche a livello nazionale. Esordio, supportato da una massiccia campagna promo pubblicitaria su tutti i quotidiani siciliani, ma anche di alcuni al di là dello Stretto. Nel Nord-Italia l’INIM si occupò dell’acquisto di grandi aziende industriali fallite (ed i relativi pregiati terreni, poi “per magia” si trasformarono in aree edificabili) in Lombardia, Piemonte e Lazio, allo scopo di preordinare grandi operazioni di speculazione immobiliare ad alto tasso d’utile. L’intera vicenda è ancora oggi impropriamente riassunta, e ricordata, come il “caso del fallimento della Venchi Unica”. L’antica impresa piemontese dell’epoca (ndr. quella di oggi è di altra proprietà), che oltre ad una buonissima cioccolata fondente, produceva pure il caffè decaffeinato “Cuoril”. L’unico, vero tale, secondo un famoso e gradevole gingle musicale che, per vent’anni prima, si era imposto tra le inserzioni pubblicitarie di “Carosello”, in onda già dai tempi dell’ unico canale televisivo esistente della TV di Stato, quando veniva emesso in bianco e nero. L’INIM, nella storia italiana dell’osservazione scientifica e giudiziaria “del contrasto alla Mafia”, dell’epoca e di oggi, ha rappresentato “l’archetipo” delle operazioni finanziarie di riciclaggio.

 

Tanto, che la creatura finanziaria di Alamia finì, pure, nel blitz della "Notte di San Valentino" (14 febbraio 1983). Quello, scattato contro la cosiddetta "mafia dei colletti bianchi", radicatasi in varie città d’Italia, sia al Sud che al Nord; ma con particolari, e forti, interessi proprio su Milano. Infatti, secondo un rapporto di quel tempo della Criminalpol “l’Inim” sarebbe stata una delle “società commerciali gestite dalla mafia. E di cui la mafia si sarebbe servita per riciclare il denaro sporco provento di illeciti profitti”. L’Inim, alla fine degli anni 70’ è stato il grande “sogno finanziario” di Vito Ciancimino. La sua “proiezione organizzata” fuori dalla Sicilia, la chance di planare in prima persona nel mondo dei “grandi affari milanesi”. Addirittura, a un certo punto, l’ing. F.P. Alamia accennò pure ad una joint-venture con uno Sceicco arabo, amante come lui delle auto da corsa, che andava in giro per il mondo cercando occasioni per affari remunerativi, nei quali investire il surplus di petroldollari che cominciava a piovere nelle tasche dei governanti del Medio Oriente.

 

Un caso finanziario che fece clamore in Italia, anche perché fu uno dei primi esempi di “mescolanza” tra l’ascendente finanza araba ed una certa “finanza occidentale spuria”. Prassi, al contrario, oggi molto consueta sulle piazze finanziarie tra Dubai ed Abu Dhabi, dove si vive la certezza che le polizie giudiziarie ed i magistrati europei non potranno mai “ficcare il naso”, perché le legislazioni colà vigenti non prevedono rapporti di reciprocità con paesi esteri in materia penale (tranne per i casi di terrorismo internazionale). In molti a Palermo, comunque, ricordano ancora le foto che ritraggono l’aria soddisfatta di Alamia al gran premio Montecarlo, quando si era imbarcato nella sponsorizzazione di una scuderia della formula uno.

 

Erano, pure quelli, gli anni nei quali Don Vito, parallelamente, con un altra mano, stava sondando i sentieri canadesi del riciclaggio. Sperimentazione dalla quale Ciancimino si ritirò per tempo, con grande prontezza di riflessi, subito dopo l’omicidio (28 settembre del 1982) a Montreal, in Canada, del faccendiere italo-americano, in odor di mafia, Michael Pozza, attraverso il quale aveva curato alcuni primi investimenti immobiliari da quelle parti.

 

La valigetta 24 ore di Pozza fu ritrovata abbandonata sullo stesso luogo dell’omicidio –esattamente nella pozza di sangue del corpo dell’italo canadese steso morto per terra - contenente alcuni assegni ed alcuni documenti bancari compromettenti che riportavano proprio a Ciancimino, rivelando solo per quella “operazione di assaggio” un importo di danaro riciclato, oltreoceano,di almeno due milioni e mezzo di dollari. Una enormità per i valori dell’epoca. Peraltro, facendo emergere con chiarezza la rete di prestanomi utilizzata da Don Vito, nonché l’intervento certo e diretto nell’operazione canadese di almeno uno dei suoi figli (Giovanni), più disposto a prendere l’aereo per farsi una trasvolata transatlantica. Al contrario di Don Vito che, pare, non prendesse in considerazione l’uso degli aerei per tratte superiori alla durata del volo Palermo-Roma. Tornando all’affaire INIM ed alle indagini della magistratura su di esso, nel corso dell’inchiesta, erano finiti come imputati, perché soci o coinvolti a vario titolo in alcune contestate operazioni finanziarie ed immobiliari collaterali, pure : Alberto Rapisarda,Giorgio Bressani,e Alberto dell’Utri (fratello gemello del più noto oggi senatore Marcello). La storia giudiziaria di F.P. Alamia e dei sodali del suo solito “giro finanziario” siculo-milanese è continuata ancora a metà degli anni 80’ con una nuova inchiesta antimafia, che si concluse nel 1997 con l’archiviazione definitiva , per scadenza dei termini massimi.

 

Archiviazione che coinvolse, ancora una volta, un suo ormai “nomeato” amico dell’epoca, l’indecifrabile finanziere siculo-milanese Alberto Rapisarda. Ricordato dalle cronache mondane di quei tempi, per l’uso frequente di presentarsi a feste e party accompagnandosi a donne giovani e belle, con il corredo di tre guardie del corpo armate sino ai denti, come anche per l’ossessivo utilizzo di un jet privato per muoversi sulla tratta Milano-Palermo. E di F.P. Alamia si è tornato a parlare di recente, quando la Procura della Repubblica di Palermo, è tornata ad indagare sull’ing. di Villabate, costruttore, immobiliarista, in base all’ipotesi accusatoria odierna dei PM, per il momento, di sola associazione mafiosa, ai sensi del 416bis. Alamia, stavolta, torna nell’occhio del ciclone giungendoci da due sentieri imprevedibili e singolari. Per quello giudiziario : tramite l’inchiesta dei procuratori G. Paci e F. Del Bene sulla scomparsa dell’imprenditore edile Antonio Majorana e del figlio Stefano. I PM si sono insospettiti perché poco prima della scomparsa dei due Majorana, proprio l’ingegnere Alamia ed il suo socio Salvatore Bandiera avevano ceduto le loro quote nella società “Calliope srl” - che stava realizzando alcune villette nel territorio di Isola delle Femmine – proprio ad Antonio Majorana. Per quello investigativo: in base alle ultime dichiarazioni ai PM di Massimo Ciancimino, il figlio di Don Vito, l’autorevole amico che per circa quaranta anni era stato l’esclusivo punto di riferimento “fiduciario finanziario” del miliardario sistema affaristico-mafioso dei “corleonesi”.

 

Siamo di fronte a novità sorprendenti. Che segnalano, al di là di ogni ragionevole dubbio, due cose : A) che “il sistema affaristico e di potere denominato Ciancimino” sarebbe riuscito a sopravvivere indenne sino ad oggi - secondo le risultanze investigative – perché sotto l’occhio vigile, di un vecchio sodale come F.P.Alamia; B) che colui che dovrebbe essere il “naturale” erede di questo “sistema”, Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, avrebbe chiamato in causa Alamia inguaiandolo un poco, anche per offrire ai magistrati una prova concreta che comunque con il sistema affaristico-mafioso siciliano lui avrebbe già rotto da qualche anno. C’è da chiedersi perché ? Si potrebbe rispondere : per una sua personale scelta di una nuova vita, o per sopravvivere lui stesso alla sua, maledetta, “eredità cognomica” ; poco importa. Il fatto è che tirando in ballo F.P: Alamia, stavolta Massimo Ciancimino ha , concretamente, “saltato il fosso”.

 

Nulla, adesso, sarà più. per lui, come prima. Non ha confermato teoremi triti e ritriti, non ha riscontrato sospetti più o meno diffusi, non ha parlato inguaiando “altri”, ma ha parlato dell’uomo di cui suo padre si fidava ciecamente. Stavolta, Ciancimino junior avrebbe morso la carne viva del predominante sistema mafioso, a voler ascoltare le ammissioni a mezza bocca degli 007 antimafia. F.P. Alamia – si dice – potrebbe essere l’uomo che ancor oggi terrebbe in piedi il “sistema Ciancimino”, addirittura stendendo una attenta rete di condizionamento in strategici assessorati del Comune di Palermo.

 

Per capire sino in fondo, perché Luca Orlando abbia tirato fuori, giusto ora, il nome di Alamia. E se su quest’ultimo vi siano accuse più probanti di talune semplici dichiarazioni di Massimo Ciancimino, o dei forti sospetti di investigatori e PM, parrebbe, necessario attendere, ancora, solo qualche settimana.

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Anonimo 05 settembre 2010   02:30
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 settembre 2010. Visualizza »

Ma che brava gente....invece di aprirsi gli occhi e vedere dove stà sprofondando la città di Palermo si preoccupano di criticare Orlando che non fà altro che raccontarci cose che mai nessuno verrebbe a sapere.

Mi pare che dà qualche anno la città è governata da altre persone, avete il prosciutto davanti gli occhi?? secondo voi stanno governando bene la città?? la città stà fallendo in tutti i sensi ed in ogni cosa...non c'è niente di niente che vada per il verso giusto.

ps. : per quelli che odiano Orlando e trovano qui il loro momento per parlarne male...io non sono ne un suo difensore e nemmeno ammiratore ma almeno LUI non ha ridotto la città in queste condizioni, poi magari un giorno si scoprirà che anche lui aveva i suoi malaffari...ma almeno fino ad ora è pulito..non come certe persone che per ora ci governano e che hanno diversi lati oscuri (almeno mi pare che questo venga documentato giorno dopo giorno dai giornali)

 

Orlando nei suoi attacchi non è che parla per difendere la città di Palermo, lo fa semplicemente per darsi "visibilità" (che gli manca come l'aria che respira) e per tentare di aggiudicarsi la "poltrona". Vada a rileggere il periodo storico della nascita politica di Leoluca Orlando Cascio con tutto ciò che è storicamente accaduto fino ad oggi e si renderà conto che non è tutto oro quello che è luccicato. E dire che io, per le sue due prime candidature da sindaco, l'ho pure votato (mea culpa). Le ricordo che nella disputa dell'assegnazione della poltrona di sindaco di Palermo nel biennio 1983-1985 sono stati eletti Elda Pucci - un anno (serie di intimidazioni), Insalaco - tre mesi (poi ucciso), Stefano Camilleri - 22 giorni, Nello Martellucci - due mesi, Nicolò Scialabba ( due mesi) e Gianfranco Vitocolonna (cinque mesi) Commissarri straordinari, Leoluca Orlando da luglio 1985 a marzo 1990 e successivamente dal 3 dicembre 1993 al dicembre 2000.

Leoluca Orlando, finalmente e dopo tanti tentativi, riesce ad essere l'equilibrio politico per l'allora consiglio comunale di Palermo.

Repubblica scriveva così il 13 agosto 1985 "E ADESSO SI APRE LA STAGIONE DEI GRANDI APPALTI COMUNALI

(Repubblica — 13 agosto 1985 pagina 12 sezione: LA LOTTA ALLE COSCHE)

Anonimo 16 febbraio 2010   00:46
L'utente ha risposto al commento anonimo del 16 febbraio 2010. Visualizza »

Non vi è dubbio alcuno che chi sta governando Palermo non stà facendo altro che raschiare il fondo, non capisco come mai lo tengono ancora a fare il Sindaco, ma forse perchè fa parte della schiera degli sciacquini di Berlusconi, però dovrebbe ricordarsi caro Signore che proprio Orlando ha rovinato Palermo, o ha già dimenticato anche Lei dei 30000 precari ? Si ricordi che ancora oggi la Città di Palermo non riesce a integrarli, ma Lui ci ha costruito la sua fortuna (per Lui) politica per sè e disgrazia per .noi

abberrato lettore, ma proprio a Lei, ed a quelli che la pensano come Lei, non vi riesce proprio di pronunciare la terribile "palora"  MAFIA. Perciò,Vi fa paura pure solo pronunciarla. Cianciate di "raschiare il fondo del barile" di "30000 precari fatti ad Orlando", ma non provate la benché minima vergogna a girar sempre lo sguardo e l'attenzione altrove. La vita ed il destino di Palermo l'avete rovinata voi che, pur coperti dall'anonimato del blog, non avete neanche il coraggio di pronunciare il nome di F.P. Alamia e di tanto altri che da oltre 40 anni vi tirano i fili come i burattini, arricchendosi sulla vostra dabbenaggine e viltà. Siete stupefacenti, super fessi unici nell'europa occidentale

Tarzan di montepellegrino

Anonimo 15 febbraio 2010   18:55
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 febbraio 2010. Visualizza »

Ma che brava gente....invece di aprirsi gli occhi e vedere dove stà sprofondando la città di Palermo si preoccupano di criticare Orlando che non fà altro che raccontarci cose che mai nessuno verrebbe a sapere.

Mi pare che dà qualche anno la città è governata da altre persone, avete il prosciutto davanti gli occhi?? secondo voi stanno governando bene la città?? la città stà fallendo in tutti i sensi ed in ogni cosa...non c'è niente di niente che vada per il verso giusto.

ps. : per quelli che odiano Orlando e trovano qui il loro momento per parlarne male...io non sono ne un suo difensore e nemmeno ammiratore ma almeno LUI non ha ridotto la città in queste condizioni, poi magari un giorno si scoprirà che anche lui aveva i suoi malaffari...ma almeno fino ad ora è pulito..non come certe persone che per ora ci governano e che hanno diversi lati oscuri (almeno mi pare che questo venga documentato giorno dopo giorno dai giornali)

 

Non vi è dubbio alcuno che chi sta governando Palermo non stà facendo altro che raschiare il fondo, non capisco come mai lo tengono ancora a fare il Sindaco, ma forse perchè fa parte della schiera degli sciacquini di Berlusconi, però dovrebbe ricordarsi caro Signore che proprio Orlando ha rovinato Palermo, o ha già dimenticato anche Lei dei 30000 precari ? Si ricordi che ancora oggi la Città di Palermo non riesce a integrarli, ma Lui ci ha costruito la sua fortuna (per Lui) politica per sè e disgrazia per .noi

Anonimo 15 febbraio 2010   15:59
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 febbraio 2010. Visualizza »

Non c'è niente da meravigliarsi, quando mai questo Orlando ha fatto politica con programmi e idee ? da sempre fà solo retorica e si sciacqua la bocca con l'antimafia, sì è proprio un personaggio assolutamente inutile !

mattere un post  contro Orlando sotto un articolo che parla di mafia e del sistema Ciancimino, ancora perfettamnete in vita dopo circa 30 anni, che diavolo c'entra ? Orlando, può avere tutti i difetti del mondo, ma l'argomento al centro dell'articolo non è lui, è un altra cosa : la mafia,ciò che ha ritardato e ritarda lo sviluppo di Palermo e della Sicilia. Veri o fasulli siano questi post, viene la tristezza a pensare ceh in Sicilia c'è sempre un mare di genet che si presta a girar lo sguardo altrove, fingendo di non capire

tarzan di montepellegrino

amicopaolo 15 febbraio 2010   15:11
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Basta che ci sia un'occasione ma basta anche un sospetto e subito l'AVVOLTOIO cerca di sfruttarlo, oggi è il caso di Cammarata, ma questo non fa nessuna differenza, può essere chiunque possa essere utile a dargli visibilità !

Che personaggio INUTILE !!

condivido e aggiungo che finché non si esce da quesa macelleria dei mestieranti dell'antimafia per il popolo siciliano non ci sarà mai più una vera stagione vera e seria che possa ridare dignità a questa terra.

Anonimo 15 febbraio 2010   12:37

Eg. Sig. Panzica, a leggere i suoi articoli sembra che si debba approdare a una unica scelta senza alternative: andare via da questa tanto meravigliosa quanto stramaledetta Città ma anche da questa Regione e forse dall'Italia.

Quando la cronaca di oggi diventerà la storia di domani chi avrà compiuto quella " scelta " potrà almeno affermare di avere fatto bene ad andarsene, in tal modo non rendendosi complice per  omertà della morte della  speranza di uno Stato migliore.

Il vero problema è scegliere di andare dove con certamente di andare via da Palermo e dalla Sicilia.

Congratulazioni per il ricordo storico ( e forse attuale)  della Palermo degli anni '70.

 

 

  

Anonimo 15 febbraio 2010   12:00

Ma che brava gente....invece di aprirsi gli occhi e vedere dove stà sprofondando la città di Palermo si preoccupano di criticare Orlando che non fà altro che raccontarci cose che mai nessuno verrebbe a sapere.

Mi pare che dà qualche anno la città è governata da altre persone, avete il prosciutto davanti gli occhi?? secondo voi stanno governando bene la città?? la città stà fallendo in tutti i sensi ed in ogni cosa...non c'è niente di niente che vada per il verso giusto.

ps. : per quelli che odiano Orlando e trovano qui il loro momento per parlarne male...io non sono ne un suo difensore e nemmeno ammiratore ma almeno LUI non ha ridotto la città in queste condizioni, poi magari un giorno si scoprirà che anche lui aveva i suoi malaffari...ma almeno fino ad ora è pulito..non come certe persone che per ora ci governano e che hanno diversi lati oscuri (almeno mi pare che questo venga documentato giorno dopo giorno dai giornali)

 

Anonimo 15 febbraio 2010   10:49
L'utente ha risposto al commento anonimo del 15 febbraio 2010. Visualizza »

Basta che ci sia un'occasione ma basta anche un sospetto e subito l'AVVOLTOIO cerca di sfruttarlo, oggi è il caso di Cammarata, ma questo non fa nessuna differenza, può essere chiunque possa essere utile a dargli visibilità !

Che personaggio INUTILE !!

Non c'è niente da meravigliarsi, quando mai questo Orlando ha fatto politica con programmi e idee ? da sempre fà solo retorica e si sciacqua la bocca con l'antimafia, sì è proprio un personaggio assolutamente inutile !

Anonimo 15 febbraio 2010   09:34

Basta che ci sia un'occasione ma basta anche un sospetto e subito l'AVVOLTOIO cerca di sfruttarlo, oggi è il caso di Cammarata, ma questo non fa nessuna differenza, può essere chiunque possa essere utile a dargli visibilità !

Che personaggio INUTILE !!

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