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L’Udc diventa il partito dei rifugiati politici. Casini dovrebbe passare la mano alla Boldrini. Ecco per quale ragione

14 febbraio 2010 18:12
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www.siciliainformazioni.com Enzo Carra l’aspettava con ansia. Da giorni non pensava ad altro. Ma come, si sarà detto. Paola ancora dentro ed io fuori dal partito? Ed in effetti strana era la situazione. La teodem, integralista e tutta d’un pezzo a presidiare l’area cattolica più dura e pura ancora nella culla democratica, e il laico “forte” Carra ormai dall’altra parte, costituivano una sorta di irregolarità in un quadro politicamente corretto. Al punto che qualcuno si chiedeva che cosa mai trattenesse nel partito di Bersani Paola Binetti che all’indomani della decisione di candidare Emma Bonino nel Lazio aveva proclamato ai quattro venti che avrebbe fatto campagna elettorale contro la Bonino ma sarebbe restata dentro il PD a presidiare appunto la sua area politica.

 

Ognuno aveva trovato la sua risposta, l’una diversa dall’altra, ma tutte conclusivamente recanti la solitudine della Binetti in un partito che aspira ad una identità, giusta o sbagliata che sia.

 

Ed è appunto questo che sta succedendo nel PD, una voglia di fare sapere che cosa è e che cosa rappresenta. Il segretario non caccia via nessuno, non emargina, non provoca fughe, anzi, ma a differenza che in passato, non si straccia le vesti per non fare andare via chiunque si senta un pesce fuor d’acqua. Insomma, non è Veltroni con il suo partito nuovo ma scolorito e disorientato.

 

Una strategia che si paga con l’immagine di un partito che perde pezzi al momento ma che potrebbe ripagarlo con una maggiore unità d’intenti.

 

I cattolici sono rimasti in gran numero e occupano postazioni di indubbio rilievo sia nelle istituzioni quanto nel partito. Carra e la Binetti non erano certo quadri di primissimo livello. Ci stavano male nel Pd e ogni giorno che passava la loro insofferenza veniva fuori su ogni questione, con danno emergente per lo schieramento politico cui appartenevano.

 

L’Udc dovrebbe essere affidato alla portavoce dell'Onu Laura Boldrini,  è diventato la casa dei rifugiati politici. Provengono dalla costa democratica ed arrivano senza subire respingimenti, anzi. Pierferdinando Casini accoglie tutti a braccia aperte e sapere che arrivano dal PD deve essere per lui un regalo supplementare.

 

Aspira al Grande Centro e ha bisogno di presentarsi alle regionali come il nuovo che avanza, la tendenza dei cattolici. Binetti se n’è andata da Casini perché vuole rifondare la DC di De Gasperi. Un obiettivo che può permettersi solo lei, che crede ciecamente nei miracoli.

 

Bersani non addebita alcunché a Pierferdinando Casini, è più che comprensivo. Come se invece di togliergli deputati, gli facesse un piacere. Ma è solo una sensazione. Bersani va preso con il beneficio dell’inventario per via quell’aria curialesca e bonaria che si sforza di fare capire al prossimo come va il mondo, o piuttosto come dovrebbe andare. Invece che giudicare, condannando o assolvendo, predica  pazienza e invita all’ascolto. Senza bacchettate, né rimbrotti.

 

Nessuno lo teme. Non è il peggio che possa accadere al leader di un partito così difficile come il PD.

 

 

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Anonimo 16 febbraio 2010   07:23

Nessuna meraviglia sulla diaspora della parte cattolica del PD verso lidi che, nonostante tutto, sul piano ideale e culturale, meglio di altri, possono accoglierla. Il PD, al di là dello sforzo encomiabile di coesione e di coerenza spiegato da Bersani sotto la sorveglianza occhiutadi D'Alema, è sicuramente qualcosa di diverso da que soggetto politico, nato da un incotro "virtuoso", "sic!", fra  gli eredi  della migliore tradizioene dei cattolici impegnati in politica e della sinistra laico socialista. Il PD è un soggetto amorfo che oscilla fra esasperazioni giacobineggianti e laiciste, perlo più praticate da siddetti cattolici talora ex democristiane, e rigide chiusure burocratiche, queste praticate dai vedovi del comunismo italiano.

In questo minestrone maleodorante, la battuta è di Togliatti, in cui non si sa  quale sia la direzione giusta, ele scelte che giorno dopo giorni il PD fa lo confermano, chi ha una visione del mondo sostenuta da principi forti, condivisibili o meno ma rispettabili certo, non può continuare a restarvi dentro. La meraviglia  è invece, e questo è contraddittorio  proprio con la barra dritta di cui parlo, che questa scelta non sia stata fatta prima.

A questo punto s'impone nel Pd una riflessione seria se non si voglia rassegnare ad essere il contenitore degli ex DS agitato dall'intransigenza dei catto-comunisti.

Pasquale Hamel

Anonimo 15 febbraio 2010   16:25

L'ipocrisia regna sovrana. Se crede di trovare valori cristiani nel udc si vede che di cristianesimo è una buona intenditrice.

marcoc 15 febbraio 2010   12:33

Rispondo come quando se n'è andato via Rutelli, era ora!!!!

Anonimo 15 febbraio 2010   08:10

 

   La serpe è tornata a casa . < Nel nido dei Serpenti > ! Con gli   Uomini   Dei    Cannoli  si troverà sicuramente a proprio agio !  Era Ora !

Anonimo 14 febbraio 2010   20:52

Deo Gratias !Quando uno si sente idealmente un pesce fuor d'acqua, fa bene ad andarsene. Ma se il "forte " laico Carra e l'integralista cattolica Binetti lasciano il PD per entrare entrambi nell'UDC qualcosa non quadra, perchè idealmente dovrebbero essere come due parallele all'infinito. Se non s'incontravano dentro al Pd perchè mai dovrebbero incontrarsi nell'UDC ? Misteri della fede!

 

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