(essepì) L’idea migliore è del direttore del Centro Benessere, Luigi Sotis: “Non ha detto “ripassata”, ma rilassata…”. Geniale, non c’è che dire. Basta niente perché una registrazione telefonica cambi il senso della frase e si finisca nei guai ingiustamente. Se si tratta di “rilassata”, invece, cade il sospetto, tutto diventa plausibile, come il bisogno di Guido Bertolaso, appunto, di rilassarsi, e quindi di farsi
Certo, sarebbe stato più utile usare l’infinito, come “vorrei rilassarmi, prenota Francesca” o “preparami Francesca”, la fisioterapista più efficace. Ma la proprietà di linguaggio non è un obbligo di legge e scantonare non è un reato. Una cosa è certa: la “rilassata” scoperta da Sotis esclude la prestazione sessuale, la ripassata la lascia in vita.
I magistrati di Firenze, stando così le cose, non possono certo rilassarsi, la loro interpretazione corre sul filo del rasoio, semmai devono ripassarsi l’intercettazione, alla luce dei dubbi di Sotis, per accertarsi se qualcuno non abbia udito male, si sia sbagliato, a causa del fatto che, magari si è rilassato e non ha ripassato.
Lasciamo perdere i giochi di parole. Guido Bertolaso non è fortunato. C’è una montagna di fatti che come un macigno piovono sul capo dei sospettati – quelli in galera e gli altri 36, coinvolti – invece si scrive e si parla solo di lui. Le ragioni sono semplici: è il personaggio più popolare d’Italia, dopo Napolitano ed il Papa; più avanti di Silvio Berlusconi. La notizia cresce a dismisura quando a subire l’evento è un personaggio famoso. Ma non solo per questo: c’è la ripassata, il maledetto equivoco, a sbatterlo sulle prime pagine. Ma come, si sono chiesti tutti con rammarico, Guido prenota una ripassata tramite un suo lacchè prezzolato?
La qualcosa non va giù facilmente. E non solo perché s’è conquistato la fama di uno che ci sa fare o perché è nipote del cardinale ma per la ragione che Guido Bertolaso avrebbe potuto usare il termine in senso assai diverso da quello sospettato dai media, cioè di avere Francesca per darle una ripassata. Può essere benissimo che si sia voluto rilassare servendosi della fisioterapista Francesca. Indugiare su questo episodio in una vicenda di proporzioni enormi è davvero ridicolo, ma così va il mondo e bisogna pur tenere conto di ciò che sospettano i magistrati.
Chiusa parentesi.
Il Capo della protezione civile dovrà smontare la ripassata e trasformarla in “rilassata”. Missione impossibile, nonostante la genialata del signor Sotis; meglio concentrarsi sulle innumerevoli sfumature della ripassata. Instillare il dubbio negli inquirenti è già gran risultato in questa fase.
La ripassata non è solo giacere con una donna per riprovare il gusto di rifarlo, è anche ben altro: nell’accezione comune è passare su qualcosa in modo rapido e poco accurato o sfregare più volte su una superficie, magari di un cancello con la vernice. Può trattarsi di una rapida e sommaria messa a punto, punto e basta. Altre ipotesi? Il ripasso di una materia di studio, la ripetizione di un’argomentazione per ribadirla. Voglio rileggere ciò che Francesca, la fisioterapista, ha scritto al fine di ottenere una “rilassata”. E’ una forzatura, ma in mancanza di meglio può di cancellare la presunta univocità della ripassata. Occorre anzitutto ad ogni costo evitare che rimandi al rapporto sessuale seppure di breve durata, la botta e via, che è poi l’uso più comune della ripassata. Dare una ripassata a qualcuno, infatti, nei dizionari rimanda brutalmente, fra l’altro, al possesso carnale. Una trappola.
Si può fare notare legittimamente che la ripassata riguarda anche l’esercizio ginico, è il secondo passaggio da un lato all’altro, su un attrezzo. Lo scavalcamento, insomma. La qualcosa però perplessità non è esente da rischi. Le passate e ripassate si fanno “da una parte e dall’altra, dinnanzi e di dietro, come li altri salti”, osserva il professore Beluda tre secoli fa, in tempo non sospetto. “ Andare avanti e indietro è una ripassata e non stimola facile ironia.
Ci sono altre alternative valide. Filtrare nuovamente qualcosa mediante il setaccio è una ripassata, ottenere l’arricciatura dei capelli dal parrucchiere, o la stiratura, che però ha il difetto di ricordare il grande Totò e il suo celebre gesto che propone la voglia di godere di una donna. Meglio, molto meglio, perciò ricordare la ripassata del rasoio facendolo scorrere ripetutamente sulla pelle.
Moravia, che ha la testa sempre al sesso, costituisce un ostacolo. Inequivocabile la sua ripassata nella Ciociara. “Siccome gli uomini erano tutti fuggiti, prendemmo le donne quelle più piacenti e ce le ripassammo tutte…” Non nel senso dell’imparare a memoria o esaminarle, anzi…