Rumors, solo rumors. Eppure s’è scatenato il toto-governo. Per quale ragione? Gianfranco Miccichè sollecita l’avvio della stagione delle riforme. Dovrebbe essere musica per le orecchie di Lombardo, ch è affezionato a questa idea-guida del suo esecutivo, e per il PD che al riformismo ha dedicato la sua ragione sociale e politica. Invece c’è che ha visto dietro le sollecitudine miccicheiane una parvenza di sganciamento, una prima tappa verso il ritorno all’ovile con tutto ciò che consegue per gli equilibri politici siciliani legati indissolubilmente allo scisma del Pdl.
Eccesso di sospettosità? No, ottiche multiple. I media non sono senza anima, pulsano di opzioni diverse, così chi che si attacca al tram per descrivere un quadro fosco e precario per il governo e c’è invece, ma sono pochi, quelli che minimizzano e puntano sulla stabilità, consolandosi del fatto che il sottosegretario ribelle è uno sanguigno, ama dire la sua anche quando sarebbe meglio non dirla e non rinuncia a satana, come si dice scherzando quando il carattere porta a dribblare anche se stessi.
Tuttavia i segnali della diversità esistono e non è proprio fuori di testa chi immagina un riavvicinamento fra i due Pdl, le due AN e così via.
Facciamo un inventario delle incomprensioni pere valutarne l’entità. Cominciando dal caso Cinesicilia. Avrebbe dovuto andarci Fiumefreddo, invece ci va Rampello. Vince Miccichè. Rampello è un suo uomo ed una vecchia conoscenza per la Sicilia, dov’è praticamente di casa. Fosse per Miccichè, non dovrebbe allontanarsene mai.
C’è un problema legato all’acquisizione da parte della Regione dello Sport del comune di Palermo. Questione di precariato e di risorse.
Il Piano casa, infine. E questa è una cosa seria almeno sul piano dei contenuti. Ci sono due modi di affrontare la proposta legislativa, che accorda ai proprietari il diritto di allargare la volumetria entro certi limiti. Il governo propone una normativa restrittiva, nel senso che il paino casa non può che occuparsi di case e nient’altro, altrimenti – si sospetta – mettiamo un moto un meccanismo che sconvolge l’ambiente e non si sa dove si va a finire perché ognuno può fare quello che vuole, autocertificando le ristrutturazioni e gli allargamenti.
Il PD ha la stessa visione del problema ed è altrettanto rigido. Il Pdl lealista e il Pdl Sicilia, invece, la pensano allo stresso modo. E con loro l’Udc, a quanto pare. Deputati del Pdl Sicilia hanno presentato emendamenti. Potrebbe succedere perciò che il governo finisca in minoranza se non si trovano correttivi. Il braccio di ferro è in corso. Basterebbe che Lombardo e Miccichè si parlassero, ma non l’hanno ancora fatto o, se l’hanno fatto per interposta persona, non è cambiato niente.
Il Presidente dell’Ars, Cascio, non dà un particolare significato a questa diversità. Chi si è rivolto a lui per avere lumi (c’è chi lo fa costantemente, come i reporter che in “esterni” andavano dal parroco e dal maresciallo per farsi spiegare lo stato dell’arte) ha appreso che la cosa non va assolutamente mitizzata. Le due parti hanno semplicemente pareri differenti.
Un altro episodio. Il deputato Pdl Sicilia Mineo è diventato segretario della Commissione Statuto dell’Ars con i voti del Pdl e dell’Udc, mentre il candidato ufficiale della coalizione non ce l’ha fatta. Sintomo di scollamento? Forse no, forse sì.
Infine il piano rifiuti, la riforma di un settore da rigovernare e che vive uno stato di emergenza. Il gruppo parlamentare del PD ha reso pubblico il suo disegno di legge, il governo l’ha fatto di recente, e è venuto fuori che si tratta di proposte molto diverse fra loro. Occorrerà una sintesi e questa non può che passare attraverso un tavolo che ancora non è stato nemmeno pensato.
Le riforme da fare – e questa è una di queste – sono il collante del patto che lega l’opposizione al governo ed alle due componenti che sostengono il governo, MPA-Pdl Sicilia. Non è un buon segno il fatto che ognuno presenti le sue proposte legislative. Le linee guida avrebbero dovuto essere concordate. Questo sì, è un sintomo inequivocabile di scollamento.
Questi segnali ci conducono alle regionali di primavera. Subito dopo, stando agli annunci romani, dovrebbe essere messo in campo il tentativo, definitivo, di ricomposizione del Pdl in Sicilia. Berlusconi ha affidato ai coordinatori nazionali l’istruttoria della questione. Un modo per prendere tempo. La ricomposizione passa attraverso un accordo fra Miccichè e gli altri, che significa una cosa sola: le dimissioni dei due coordinatori regionali, Nania e Castiglione, ed il ritorno del parti all’ombra di Miccichè, direttamente o – più verosimilmente – per interposta persona.
Schifani e Alfano sono di questo avviso?
Non solo. Ci sono le due AN da mettere insieme. Anche qui, work in progress, ma tutto dipende da Gianfranco Fini e dalle sue strategia di smarcamento “nazionali”. Fini ha fatto qualche passo indietro alla vigilia delle regionali, ma non ha rinunciato a dire la sua, com’è capitato sulla cittadinanza agli immigrati e sul fine-vita e l’anniversario di Eluana Englaro, quando ha pubblicamente manifestato il suo disaccordo con la lettera del Premier alle suorine misericordiose che avevano sorvegliato il corpo di Eluana per fare conoscere al mondo intero il rammarico per come sono andate le cose.
C’è tanta carne al fuoco. Le cose siciliane non sono solo siciliane e, viceversa, tutto ciò che avviene in Sicilia si scarica su Roma.
Non ci vuole molto per capire che Miccichè è il vero uomo di punta del PDL in Sicilia perchè ha salvaguardato l'elettorato dell'Isola dalla non accettabile politica della Lega a cui Berlusconi è costretto a sottostare se vuole rimanere al potere.
Miccichè, accettando il modello lombardiano, in un certo senso se ne è impossessato e lo ha interiorizzato all'interno del PDL! In una parola, ha copiato il modello glocalista di Raffaele Lombardo, così come sta ora facendo il PD!
Lombardo ha fatto scuola; può essere considerato il migliore stratega politico siciliano almeno dal dopoguerra. Miccichè da parte sua è il vero lealista del PDL!
Gli altri hanno fatto fatica a capire; hanno ristudiato l'aritmetica e stanno cominciando a capire il concetto di somma e del segno ">" che esprime graficamente il concetto di maggioranza....
Lombardo lo ha capito da sempre e caprbiamente difende i suoi elettori che vuole aumentarli e sono certo che se fosse necessario, saprebbe effettuare le "giuste alleanze matematiche" senza rinunciare alle riforme essenziali....
In questa ottica e in questo momento storico, combattere il padre del "glocalismo siciliano" sarebbe estremamente negativo per la stessa Sicilia e credo anche per i partiti tradizionali, almeno per un altro anno!
Suggerirei al PDL lealista e soprattutto all'UDC di abbassare i toni e a continuare a rivedere il loro piano di studi: matematica, scienza, tecnologia, finanza, economia ed etica.
Auguri
Enzo Coniglio
konics000@gmail.com