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Stato di insolvenza Amia: per la legge non è più del Comune
Orlando: “Cosa aspetta Lombardo per rimuovere Cammarata”

di Ignazio Panzica
12 febbraio 2010 10:08
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Procedura fallimentare AMIA. Va spiegata alla gente la semplice realtà delle cose: da oggi, l’AMIA non è più del Comune di Palermo, nel senso che non è più giuridicamente di sua proprietà. È questo il primo effetto legale della “dichiarazione di insolvenza” decretata dal Tribunale fallimentare, che l’ha posta in regime di Amministrazione controllata; che affida l’AMIA alla gestione di tre commissari ministeriali: Paolo Lupo, Giuseppe Romano e Salvatore Sorbello.

 

Cosa accadrà domani? Che fine farà l’AMIA? Chi pulirà Palermo? Sarà disinnescata la bomba ecologica, ovvero il “percolato”, innescata nella discarica di Bellolampo dal settembre 2009, che incombe su tutta la città, tanto da far scattare venerdì scorso il blitz dei carabinieri e della Procura della Repubblica?

 

Tutte domande, alle quali al momento non è possibile fornire la certezza di una sola risposta concreta, veritiera e tranquillizzante. Tranne, prendere atto che oggi ci si trova di fronte alla oggettiva condizione di conferma dei propositi mafiosi, denunciati già da anni - e dal 2007 pure dal PM antimafia Scarpinato - di come in Sicilia si volesse affossare a tutti i costi il sistema dei rifiuti per farlo fuoriuscire dall’area della proprietà e della gestione pubblica. Perché in Sicilia la Mafia è interessata al destino della gestione ed dello smaltimento dei rifiuti. Esattamente come aveva lanciato l’allarme il Presidente della Regione in Commissione Nazionale Antimafia, appena dieci giorni fa.

 

Dopo mesi di dibattiti surreali e mistificanti sul salvataggio possibile dell’Azienda senza dover (o poter, poco importa) ricorrere per necessità ad atti finanziari straordinari e senza dover azzerare il gruppo dirigente amministrativo e politico che il disastro aveva creato. Dibattiti, messi su, esclusivamente, per confondere l’opinione pubblica dai due fatti oggettivi: a) all’AMIA dal 2001 al 2008 si sono volatilizzati, spesso senza neanche lasciare alcuna traccia negli stessi archivi contabili dell’azienda, all’incirca trecento milioni di euro, e forse più; b) già dall’1 gennaio 2009 non esisteva più un modello di gestione aziendale né organizzativo, né economico che consentisse all’AMIA di adempiere correttamente alla sua missione istituzionale di raccogliere “la munnizza” prodotta a Palermo. E l’idea manageriale dell’ing. Lo Cicero di rimettere a posto i conti aziendali risparmiando – ossia tagliando di fatto - sui servizi e su gran parte delle uscite di bilancio, appare, oggi, semplicemente, un atto da casalinga disperata.

 

Insomma, l’AMIA, negli ultimi dieci anni, è stata disossata come si fa in macelleria con un pollo. Risulta perciò, particolarmente, surreale e stupefacente, oltre che non molto rispettoso nei confronti dell’intelligenza media dei palermitani, il commento di Cammarata alla decisione del Tribunale, diffusa dall’Ufficio Stampa del Comune (ndr. come si legge nell’intestazione dell’email). Una dichiarazione del Sindaco che va letta, per comprendere sino in fondo in mano a chi sia, ancor oggi, la quinta città d’Italia: “Io, la mia sfida l’ho già vinta. In questi mesi abbiamo operato con tenacia e caparbietà per mettere ordine nei conti e nei servizi di Amia e ci siamo riusciti. Amia ha raggiunto il pareggio tra costi e ricavi e non perde più da ottobre dello scorso anno. La raccolta è tornata regolare ed ha preso il via con successo la raccolta differenziata nella vasta area interessata dal progetto e i lavori in discarica con il coordinamento del Prefetto mettono al riparo Palermo per i prossimi anni dai ritardi della Regione sui termovalorizzatori”.

 

Parla senza alcuna perifrasi l’ex Sindaco Leoluca Orlando, attuale portavoce nazionale di IDV: " La dichiarazione di insolvenza dell'Amia è diretta conseguenza di ruberie, falsi in bilancio, truffe e di una gestione clientelare che da anni caratterizza l'amministrazione comunale di Palermo. Adesso i commissari accertino responsabilità penali, contabili ed amministrative del sindaco, della Giunta e degli amministratori Amia, e ponga in essere tutto il possibile per garantire i livelli occupazionali ed i servizi ai cittadini.

 

Ma diamo la parola a Maurizio Pellegrino (PD), uno dei due soli consiglieri comunali che si sono rifiutati di votare o solo prendere in considerazione il piano di risanamento “da casalingo disperato” di Lo Cicero. “Io e Antonella Monastra – ci dice al telefono il consigliere comunale del PD – siamo stati gli unici a votare contro quella improbabile sottospecie di Piano di risanamento voluto dalla coppia Lo Cicero/Cammarata. Un bluff che è servito a coprire che si buttassero al vento ancora, nel gorgo della situazione debitoria dell’AMIA, altri, all’incirca, duecento milioni di euro, di soldi straordinari ed aggiuntivi, che il Governo di centrodestra di Berlusconi aveva voluto erogare al Comune di Palermo allo scopo di salvare l’AMIA dal fallimento. Con l’arrivo dei tre commissari ministeriali, sotto la vigilanza del Tribunale fallimentare, vi sono le condizioni perché si proceda ad una verifica effettiva dei conti dell’AMIA negli ultimi dieci anni e della sua effettiva capacità organizzativa di poter assolvere al suo servizio istituzionale: raccogliere la munnizza dalle strade. Nel frattempo ci auguriamo che la Procura della Repubblica – dopo i tanti dettagliati esposti presentati, anche da me e dal PD - persegua i responsabili diretti ed indiretti di questa catastrofe economica e civile, che getta una luce inquietante sull’immagine e sulla vita quotidiana dell’intera città. Rischiandone di ipotecare negativamente lo sviluppo futuro”.

 

Su Cammarata & friends non ci va leggero neanche il capogruppo del PDL-Sicilia (Micciché) Manfredi Agnello: “L'incompetenza e l'approssimazione, dei vertici del Comune e di chi dal punto di vista amministrativo ha Presieduto e diretto l'Amia in questi ultimi anni, sono ciò che ha ridotto in queste condizioni una azienda come l’AMIA che, invece, come accade in gran parte d’Italia, sarebbe potuta essere un "forziere di danari" a disposizione dei piani di sviluppo del Comune di Palermo. Il disastro "percolato", disastro peraltro annunciato già da mesi, e la decisione del Tribunale di commissariare l'Azienda sono la prova evidente di queste incapacità di amministrazione. Ci auguriamo che le persone che hanno svolto questi ruoli e ricoperto queste responsabilità, non ne abbiano mai più nella, o per la città di Palermo".

 

“L'amministrazione straordinaria” è una procedura giudiziaria, nell’ambito del procedimento fallimentare, che ha per sua finalità la tutela conservativa del patrimonio dell'impresa. Può essere applicata alle imprese, soggette a fallimento e che siano in stato di insolvenza, con un numero di dipendenti non inferiore a 200 e un indebitamento complessivo pari ad almeno i 2/3, tanto del totale dell'attivo dello stato patrimoniale, che dei ricavi provenienti dalle prestazioni dell'ultimo esercizio.

 

I tre commissari ministeriali designati “all’Amministrazione controllata” dell’AMIA avranno il compito di analizzare - sotto il faro del Tribunale fallimentare - i conti dell'azienda, di studiare eventuali possibilità di recupero economico della società. Anzitutto,entro trenta giorni dalla dichiarazione dello stato di insolvenza, devono presentare una relazione al Ministero dello Sviluppo economico e al Tribunale fallimentare in cui indicano se è possibile raggiungere uno delle due opzioni previste dall'articolo 27 della legge 270 del 1999: a) la cessione dei complessi aziendali, sulla base di un programma di prosecuzione dell'esercizio dell'impresa; b) la ristrutturazione economica e finanziaria dell'impresa, sulla base di un programma di risanamento di durata non superiore a due anni. Se i commissari dovessero accertare che non è possibile raggiungere uno dei due obiettivi lo comunicano al Tribunale che deve procedere subito alla formale dichiarazione del fallimento definitivo. Se, invece, i tre Commissari dovessero giudicare raggiungibile una delle due finalità di legge il Tribunale fallimentare potrà autorizzare “l’Amministrazione straordinaria”, che può durare un massimo di un anno prorogabile. Alla fine di questa fase, il Tribunale potrà tirare le somme del procedimento : liberare l’azienda dal suo controllo o concludere il rito fallimentare.

 

Politicamente, all’accusa di Cammarata che addebita al Governo regionale la responsabilità di tutto quanto è precipitato all’AMIA, in quanto  reo di costante disattenzione sulle cose palermitane. Ma soprattutto Cammarata rimprovera a Lombardo la sua avversione a non voler sentire parlare della follia dei termovalorizzatori - definiti dal “Wall street Journal” (ndr. la bibbia quotidiana del capitalismo americano) la più sofisticata forma di “truffa finanziaria” e fonte di “corruzione della politica” inventata negli ultimi trenta anni – risponde Leoluca Orlando, che attacca anche lui il Presidente della Regione.

 

“Il governo regionale cosa aspetta ad accogliere la richiesta da noi presentata formalmente (ndr. Rimozione coatta del Sindaco e della Giunta) per liberarci dalla vergogna di questa amministrazione? – accusa l’ex Sindaco di Palermo - Sono trascorsi alcuni mesi (ndr. dall’inizio dell’ispezione regionale sul Comune di Palermo) senza alcun esito, per cui i danni prodotti dall'amministrazione Amia e dal Comune di Palermo ricadranno anche sul governo regionale che non può utilizzare l'esercizio dei propri doveri per accordi politici che costituiscono evidente disprezzo di ogni elementare principio di legalità. Le ruberie,i falsi e le truffe devono essere fermate per evitare un effetto domino sulle altre aziende e sull’intera struttura comunale (ndr. L’ipotesi di dissesto finanziario). Un Sindaco, una giunta, una maggioranza che, dopo essersi insediati abusivamente grazie a brogli, intimidazioni, complicità criminali e manipolazioni dei risultati elettorali, ha prodotto un disastro del quale la gravissima situazione Amia è soltanto la punta dell'iceberg".

 

Vogliamo concludere riproponendovi un brano della lettera di protesta dell’ing. Giovanni Gucciardo, uno dei dirigenti dell’AMIA, da noi pubblicata il 21 gennaio scorso, originata da una polemica con Lo Cicero sulla gestione della discarica di Bellolampo: “Perché non sono stati previsti per tempo la programmazione degli investimenti aziendali, a cominciare dall’attività di pretrattamento dei rifiuti, già annunciata dal 2005, ma avvalendosi dello strumento delle proroghe, si è preferito investire ben più consistenti somme in altre attività extra contrattuali quali la partecipazione a gare per il servizio di raccolta in altre aree della nostra Regione?”. Per giungere, poi, ad una pesante contestazione, che è l’architrave dei problemi odierni dell’Amia, il simbolo della mala gestione 201-2008: la missione ad Abu Dhabi. Si è chiesto Gucciardo: “Perché si è scelto di offrire il “know-how” aziendale (sic!) impiantando uffici negli Emirati arabi, con notevole dispendio di risorse ed energie, nulla concretizzando, invece di dedicarsi all’organizzazione del servizio di raccolta differenziata nella Città di Palermo?”.

 

È una domanda che ci poniamo da tempo anche noi. Addirittura, ci siamo chiesti quale tipo di collaborazione, innaturale, si fosse potuta sviluppare, ad Abu Dhabi, tra l’AMIA e l’Arner Bank. Istituto bancario svizzero d’affari, coinvolto in tante inchieste giudiziarie di livello nazionale ed internazionale sul riciclaggio di capitali di provenienza incerta o illecita. Adesso, parrebbe, se lo stia chiedendo anche la DDA della Procura di Palermo.

 

Sull’affaire AMIA, ancora, se ne “vedranno delle belle”. E noi ve le racconteremo.

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Anonimo 14 febbraio 2010   16:58
L'utente ha risposto al commento anonimo del 14 febbraio 2010. Visualizza »

Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

...COLIMBERTI SI E' DIMESSO DA AMIA...MA NON PER PUDORE....

LAVORA PER L'AIMERI AMBIENTE.....

Anonimo 14 febbraio 2010   16:46
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Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

...NOTIZIE DELL'ING. COLIMBERTI?

 

Anonimo 14 febbraio 2010   16:42
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Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

...E LASCIATEMI AGGIUNGERE UN BEL GRAZIE AL SENATORE GALIOTO CHE MENTRE LUI PERCEPISCE LO STIPENDIO PUBBLICO DI PARLAMENTARE, I SUOI EX DIPENDENTI (TRA CUI HA ATTINTO MOLTI VOTI) RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO.

GRAZIE SENATORE E MENOMALE CHE SILVIO C'E'!

Anonimo 14 febbraio 2010   16:40
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Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

BISOGNA GUARDARE OLTRE LA SIEPE E CERCARE DI COMPRENDERE IL DISEGNO DEL GOVERNO.

PARLO DA EX ELETTORE DI CENTRO DESTRA IPERDELUSO.

QUESTO GOVERNO O QUANTOMENO BERLUSCONI & C. STANNO CERCANDO DI METTERE LE MANI IN TUTTO CIO' CHE PUO' PRODURRE SOLDI.

STANNO PRIVATIZZANO OGNI TIPO DI SERVIZIO PUBBLLICO ANCHE IL PIU' ESSENZIALE, UNO PER TUTTI L'ACQUA!

MA COME SARA' MAI POSSIBILE CHE UN BENE PRIMARIO COME L'ACQUA SIA DESTINATA AD ARRICCHIRE POCHI PRIVATI!E' UNA MERA FOLLIA!

MA ALL'INGORDIGIA NON C'E' FINE, ADESSO SI VUOLE PRIVATIZZARE ANCHE LA PROTEZIONE CIVILE!!!!C'E' UNA CATASTROFE?MEGLIO!AFFARI IN VISTA!!!!
SVEGLIAMOCI!!!!

QUESTI A BREVE CI PRIVATIZZERANNO PURE L'ARIA!!!!!!

Anonimo 14 febbraio 2010   16:36
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Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

FINCHE' CI SARA' L'INTERESSE POLITICO, NON CI SARA' SPERANZA!

Anonimo 14 febbraio 2010   11:34
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é desolante. Quando si parla di privatizzazione ( come per qualsiasi nuova iniziativa , vedi Ponte di Messina) chi è contrario anzicchè motivare la sua opinione subito  mette avanti la Mafia, ottimo argomento per lasciare tutto com'è, cioè nelle mani del Comune di Palermo. In aggiunta, si paventa che qualcuno, prendendosi l'AMIA, faccia un affare. e questo in una città dove la regola , "non cogliere e non far cogliere" , ha prodotto la stasi in tutte le attività , è inaccettabile.

Per quanto mi riguarda , da cittadino palermitano, fermo restando che tutto deve avvenire nella legalità, mi interessano tre cose: le strade pulite, la immondizia raccolta, una tassa equa. Se per raggiungere questi obiettivi è necessario privatizzare l'AMIA , che la si privatizzi ! Capisco chi è contrario : 1) i politici che perderebbero il bacino elettorale 2) i sindacati che hanno altrettante responsabilità di Lo Cicero e Cammarata nello sfacelo dell'AMIA ( Galioto è solo un incapace) 3) i lavoratori, anche loro responsabili perchè per ottenere vantaggi ( vedi l'assunzione dei figli) hanno sempre ricattato i vertici aziendali moltiplicando le spese per il personale 4) gli imprenditori palermitani ( ce ne sono? persino il Palermo Calcio ha avuto bisogno di un Polentone per uscire dalla serie C) che se non mettono mani nel business loro, non lo deve mettere nessun altro.

Per me , se viene un Zamparini che con coraggio ( e ce ne vuole tanto ) si prende l'AMIA e la fa funzionare e pure ci guadagna, ben venga! La prefettura e gli Organi di Polizia vigileranno per evitare eventuali interessi mafiosi.

Quanto all'amministratore unico, bravissimo, capacissimo, che dovrebbe fare quello che sinora non si è fatto, chi lo sceglierebbe? con quali criteri? si guarderebbe alla tessere di Partito ?  Chi ci garantisce che non verrà nominato un altro Galioto??

Io sono dipendente AMIA. A me non interessa se l'azienda va in mano ai privati o no, a me interessa poter portare il pane alla mia famiglia. Però posso dire una cosa che nessuno può negare: là dove i privati hanno preso in mano i servizi pubblici, vedi acqua o gas, i servizi sono comunque peggiorati e le tariffe sono almeno triplicate. Perchè fin quando il pubblico può intervenire con le risorse pubbliche per emergenze, i privati interverranno alzando le tariffe e qui non si scappa. Chi fino ad oggi si lamenta ma non ha pagato la tarsu (e sono in tanti) dovrà stare attento a non vedersi pignorato qualcosa se non paga. Proprio per l'acqua, al nord l'acqua è ancora pubblica e costa poco, da noi in Sicilia basta leggere i giornali o guardare trasmissioni come report.

Infine sono con chi giustamente dice di volere pulizia e una tarsu equa, ma vi ricordo che siamo in Sicilia e ci sono interessi che vanno oltre la nostra comprensione: come dicevano due grandi palermitani uccisi dalla mafia ...."ci sono menti sopraffine"....

 

Anonimo 14 febbraio 2010   08:48

é desolante. Quando si parla di privatizzazione ( come per qualsiasi nuova iniziativa , vedi Ponte di Messina) chi è contrario anzicchè motivare la sua opinione subito  mette avanti la Mafia, ottimo argomento per lasciare tutto com'è, cioè nelle mani del Comune di Palermo. In aggiunta, si paventa che qualcuno, prendendosi l'AMIA, faccia un affare. e questo in una città dove la regola , "non cogliere e non far cogliere" , ha prodotto la stasi in tutte le attività , è inaccettabile.

Per quanto mi riguarda , da cittadino palermitano, fermo restando che tutto deve avvenire nella legalità, mi interessano tre cose: le strade pulite, la immondizia raccolta, una tassa equa. Se per raggiungere questi obiettivi è necessario privatizzare l'AMIA , che la si privatizzi ! Capisco chi è contrario : 1) i politici che perderebbero il bacino elettorale 2) i sindacati che hanno altrettante responsabilità di Lo Cicero e Cammarata nello sfacelo dell'AMIA ( Galioto è solo un incapace) 3) i lavoratori, anche loro responsabili perchè per ottenere vantaggi ( vedi l'assunzione dei figli) hanno sempre ricattato i vertici aziendali moltiplicando le spese per il personale 4) gli imprenditori palermitani ( ce ne sono? persino il Palermo Calcio ha avuto bisogno di un Polentone per uscire dalla serie C) che se non mettono mani nel business loro, non lo deve mettere nessun altro.

Per me , se viene un Zamparini che con coraggio ( e ce ne vuole tanto ) si prende l'AMIA e la fa funzionare e pure ci guadagna, ben venga! La prefettura e gli Organi di Polizia vigileranno per evitare eventuali interessi mafiosi.

Quanto all'amministratore unico, bravissimo, capacissimo, che dovrebbe fare quello che sinora non si è fatto, chi lo sceglierebbe? con quali criteri? si guarderebbe alla tessere di Partito ?  Chi ci garantisce che non verrà nominato un altro Galioto??

Anonimo 13 febbraio 2010   21:15
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se all'AMIA avessero avuto le p...e i dirigenti avrebbero rischiato di essere sequestrati dai dipendenti che,invece, hanno preferito scioperare contro i Consiglieri Comunali che facevano egregiamente il loro dovere!!!

erano sciperi su ordinazione....

o diciamo scioperi finalizzati a ordinanze con flussi di denaro:

un esempio dicembre

il 15 dicembre Palermo era piena di rifiuti: e puntualmente arriva l' ordinanza  e soldi a fiumi...
.... è successo anche a giugno
http://www.protezionecivile.it/legislazione/ordinanze_dettaglio.php?id=1639 
•Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani, nel territorio della provincia di Palermo. (Ordinanza n. 3830).
•Estremi del provvedimento: Ordinanza del 16-12-2009 G.U. n.300 del 28-12-2009
•Art.1, 5. Con deliberazione della Giunta comunale, da adottarsi entro il medesimo termine di cui al comma 4, il Comune di Palermo e' autorizzato a disporre, in deroga all'art. 175 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le variazioni al bilancio di previsione 2009 necessarie a preordinarvi le risorse finanziarie occorrenti all'acquisto degli autocompattatori destinati alla raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

Delibera della Giunta Comunale del 17.12.2009 (che tempestività !!)

http://scedelibere.comune.palermo.it/scedelibere//docs/albopretorio/82053/delibera_gm_298_3.pdf
il sig Ragioniere Generale (n.b. Lo Cicero) assumerà ogni iniziativa affinchè con immediatezza sia sottoposta all' approvazione della Giunta comunale la deliberazione di cui all' art. 1 , commi 4, 5 e 6 dell' Ordinanza, avendo cura di destinare all' acquisto degli autocompattatori uno stanziamento pari ad € 9,400.000,00 finanziato con le risorse di cui alla direttiva.........+ altri fondi

 

..come sempre anche prima...sarebbe un bell' argomento su cui scrivere: la tecnica dell' emergenza (in questo caso per rinnovo autoparco)
 

Anonimo 13 febbraio 2010   20:08

Ma questi Sigg. Commissari chi li ha nominati?

Perchè se sono stati nominati dagli stessi imputati, allora assisteremo alle tragicomiche!

Ma roba da pazzi!

Anonimo 13 febbraio 2010   20:00
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Servizio di raccolta escusivamente sotto il controllo del comune di palermo! Lavoratori amia tutti al comune, un solo tecnico come amministratore unico, e niente magna magna politico!

Solo così andremmo a evitare gli interessi della mafia ad impossessarsi del sistema rifiuti a palermo!

Che l'Amia ritorni municipalizzata.

 

Anonimo 13 febbraio 2010   19:58

In qualsiasi azienda del mondo detro la quale c'è la politica si hanno questi risultati!

La politica è la SOLA responsabile del fallimento di queste società. Concordo con il lettore secondo il quale queste aziende di servizi devono rimanere pubbliche con un solo tecnico a gestirle e con un c.a. fatto SOLO di tecnici. NIENTE POLITICI, NIENTE PRESIDENTI messi lì dalla politica a fare gli interessi dei compari di merende ed a rubacchiare a 8 mani!

Ma ormai ciò è improponibile! 

Anonimo 13 febbraio 2010   19:35

la questione dei rifiuti a Palermo (ed in tutta la Sicilia, a dire il vero) mi pare quella che dovrebbe impegnare tutti per la risoluzione. Lombardo ha insediato una commissione di studio. Che fine ha fatto? Non possiamo permetterci di sprecare tempo: qualsiasi piano di sviluppo non può prescindere dal governo di questo problema.

Anonimo 13 febbraio 2010   17:27

Servizio di raccolta escusivamente sotto il controllo del comune di palermo! Lavoratori amia tutti al comune, un solo tecnico come amministratore unico, e niente magna magna politico!

Solo così andremmo a evitare gli interessi della mafia ad impossessarsi del sistema rifiuti a palermo!

Anonimo 13 febbraio 2010   15:50
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Hai pienamente ragione e pare che anche i giudici siano caduti nel tranello... mi auguro in buona fede.

Ma se hanno le p.... possono sempre rimediare.

se all'AMIA avessero avuto le p...e i dirigenti avrebbero rischiato di essere sequestrati dai dipendenti che,invece, hanno preferito scioperare contro i Consiglieri Comunali che facevano egregiamente il loro dovere!!!

Anonimo 13 febbraio 2010   11:17
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Infatti mi pare che tutti siano di poca memoria:

Scajola manda i suoi "commissari" che decideranno....pare un teatro tragicomico

Con Scajola è iniziato il dilemma siciliano dei rifiuti: era lui che ha voluto e firmato l' ordinanza 3190 di marzo 2002 che diede inizio alla storia alla scelta "moderna" della tremovalorizzazione siciliana --- era ministro degli interni per poco tempo, fino al 3 luglio dello stesso anno !!! Ma non si trattava "solo" della costruzione di inceneritori, ma soprattutto del monopolio esclusivo su tutti i rifiuti prodotti in Sicilia

Ed ora deciderà di nuovo lui....

Mi vengono i brividi

E a nessuno viene l' idea di chiedersi, se ci poteva essere un motivo per portare l' AMIA a questo punto...

Ragazi, svegliatevi, esistono solo 5 o 6 grandi che si spartiscono la gestione rifiuti in Italia e pian piano si comprano l' un l' altro....e un' AMIA sana non ci sta bene in mezzo... meglio renderla acquistabile... Guardate questa bella foto e meditate, gente, meditate

 

gia' .. come Alitalia, come Siremar (prossimamente su questi schermi), ed altre a seguire.

annientarle per poterle comprare a 2 lire... con dei prestanomi d'eccellenza.

imprenditori di tutto rispetto, sulla carta, ... ma con tante ombre

Anonimo 13 febbraio 2010   10:53
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Infatti mi pare che tutti siano di poca memoria:

Scajola manda i suoi "commissari" che decideranno....pare un teatro tragicomico

Con Scajola è iniziato il dilemma siciliano dei rifiuti: era lui che ha voluto e firmato l' ordinanza 3190 di marzo 2002 che diede inizio alla storia alla scelta "moderna" della tremovalorizzazione siciliana --- era ministro degli interni per poco tempo, fino al 3 luglio dello stesso anno !!! Ma non si trattava "solo" della costruzione di inceneritori, ma soprattutto del monopolio esclusivo su tutti i rifiuti prodotti in Sicilia

Ed ora deciderà di nuovo lui....

Mi vengono i brividi

E a nessuno viene l' idea di chiedersi, se ci poteva essere un motivo per portare l' AMIA a questo punto...

Ragazi, svegliatevi, esistono solo 5 o 6 grandi che si spartiscono la gestione rifiuti in Italia e pian piano si comprano l' un l' altro....e un' AMIA sana non ci sta bene in mezzo... meglio renderla acquistabile... Guardate questa bella foto e meditate, gente, meditate

 

Hai pienamente ragione e pare che anche i giudici siano caduti nel tranello... mi auguro in buona fede.

Ma se hanno le p.... possono sempre rimediare.

Anonimo 13 febbraio 2010   01:10
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IL QUADRO E' BEN DELINEATO, L'AMIA FALLIRA' E QUALCHE PRIVATO A BUON MERCATO SI IMPOSSESSERA' DI UN IMMENSO VALORE PUBBLICO.

DOMANDA: CHI HA GOVERNATO L'AMIA NEGLI ANNI DEL DISASTRO?

RISPOSTA: IL SIG. GALIOTO.

DOMANDA:CHI ERA ED E' IL SIG.GALIOTO?

RISPOSTA: ERA IL COORDINATORE CITTADINO DI FORZA ITALIA (QUINDI VICINISSIMO A CAMMARATA E MICCICHE' ,QUINDI SIG. AGNELLO RIFLETTA PRIMA DI PARLARE) ED E' OGGI SENATORE DEL PDL (BERLUSCONI).

DOMANDA: CHI HA VOTATO IL DECRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI (ACQUA, RIFIUTI...)?

RISPOSTA: LA MAGGIORANZA (BERLUSCONI).

DOMANDA: CHI HA NOMINATO I TRE COMMISSARI?

RISPOSTA: IL MINISTRO SCAJOLA (BERLUSCONI)?

DOMANDA: PUO' QUINDI BERLUSCONI PERSEGUIRE SE STESSO?

RISPOSTA: BEH! A GIUDICARE DAI VARI LODI (ALFANO & C.) SEMBRA POCO PROBABILE CHE DA QUESTA VICENDA SI POSSANO OTTENERE I VERI RESPONSABILI, SEMBRA PIU' PROBABILE CHE DA QUESTA VICENDA SI POSSANO OTTENERE DEI  BEI PROFITTI, RISERVATI A CHI DA ANNI CI LAVORA CON MOLTA ASTUZIA!

DOMANDA: VOI CHE NE PENSATE?

 

Infatti mi pare che tutti siano di poca memoria:

Scajola manda i suoi "commissari" che decideranno....pare un teatro tragicomico

Con Scajola è iniziato il dilemma siciliano dei rifiuti: era lui che ha voluto e firmato l' ordinanza 3190 di marzo 2002 che diede inizio alla storia alla scelta "moderna" della tremovalorizzazione siciliana --- era ministro degli interni per poco tempo, fino al 3 luglio dello stesso anno !!! Ma non si trattava "solo" della costruzione di inceneritori, ma soprattutto del monopolio esclusivo su tutti i rifiuti prodotti in Sicilia

Ed ora deciderà di nuovo lui....

Mi vengono i brividi

E a nessuno viene l' idea di chiedersi, se ci poteva essere un motivo per portare l' AMIA a questo punto...

Ragazi, svegliatevi, esistono solo 5 o 6 grandi che si spartiscono la gestione rifiuti in Italia e pian piano si comprano l' un l' altro....e un' AMIA sana non ci sta bene in mezzo... meglio renderla acquistabile... Guardate questa bella foto e meditate, gente, meditate

 

Anonimo 12 febbraio 2010   22:49

Vorrei farvi notare che ci sono stati nei giorni scorsi diversi commenti che probabilmente sono passati inosservati. Li avevamo attenzionati e li riportiamo di seguito perchè, a nostro modesto avviso, degni di considerazione:

___"A Napoli hanno parlato di affari "camorristici" .... a Palermo sono "atti dovuti"... c'è qualcosa che non ci quadra oppure era diverso il sistema? E' proprio vero che i napoletani ai palermitani ci fanno un b a f f o!!!!!!!!!"___

___"CORTE DEI CONTI, SEZ. GIUR. REGIONE CAMPANIA - sentenza parziale 9 dicembre 2009 n. 1492

Sussiste il danno pubblico patrimoniale materiale determinato dalla mancata o insufficiente realizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, pregiudizio che presenta i requisiti della certezza, della concretezza e dell'attualità, in presenza della insufficiente attivazione della raccolta differenziata presso un ente locale; di questo danno rispondono, a titolo di colpa grave, il Sindaco e i competenti dirigenti dell’ente pubblico: il primo cittadino perché ha omesso di assumere iniziative finalizzate all'incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, mentre i dirigenti tecnici per non avere curato il preciso obbligo di assicurare la legittimità degli adempimenti prescritti dalla legge in materia, per non avere curato la vigilanza e il controllo dei servizi gestiti dalla ditta appaltatrice, venendo meno anche all’obbligo d'impulso, nei confronti dello stesso Sindaco.

la sentenza integrale si trova al seguente link:

http://bddweb.corteconti.it/bdddaccessibile/VisualizzaDoc.aspx?doc=009/15D01492009.htm&dta=20091209&num=1492&eto=Sentenza&mta=Responsabilita&sze=CAMPANIA&num"___

 

Detto questo è appena il caso di citare qualche lavoro a cui ha partecipato il sen. Galioto, ex Presidente dell'amia, appena insediatosi a governarci:

 

Legislatura 16º - 4ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 9 del 02/07/2008


Il senatore GALIOTO (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo alla proposta di parere stilata dal Presidente relatore e ricorda che il provvedimento in esame consentirà di affrontare in tempi rapidi il grave e delicato problema dell’emergenza rifiuti in Campania.

disegno di legge al Senato

S.832 [Legge per emergenza rifiuti in Campania - L. 123/2008] Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile

Anonimo 12 febbraio 2010   21:37

Speriamo che i Sigg. Commissari, che comunque arriveranno dal Ministero, facciano anche Loro il proprio lavoro! E, con molta fiducia, ci affidiamo anche al senso di responsabilità dell'On. Miccichè che ha definito la passata gestione AMIA nientedimeno che "c i a l t r o n e s c a". Attendiamo fiduciosamente che si arrivi alla verità su tutta la gestione dell'AMIA e fino alla data odierna ... è un atto dovuto!

Anonimo 12 febbraio 2010   15:40
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Nessuno dice che i Commissari del Governo possono effettuare la cessione dei complessi aziendali.

Ciò significa che alcune imprese (dico alcune perchè con molta probabilità già si sanno) si accapareranno il businnes dei rifiuti a costo ZERO.

L'Amia fallirà, le imprese gestiranno i rifiuti e manderanno a casa gran parte dei lavoratori.

Così gli obiettivi programmmati da decenni (anche ai tempi di Orlando quando si fece di tutto per far diventare l'Amia da Municipalizzata ad Azienda Speciale e poi Spa, tutti tasselli per comporre il puzzle del fallimento), sono stati raggiunti.

E voi pensate che queste Imprese siano da ascrivere nel libro dei santi?

O la mafia non ha già messo le mani sul businnes dei rifiuti, programmando il tutto da tempo, passo dopo passo?

La cosa peggiore, però, è che si ha l'impressione che tutti siano seduti a tavola e la sentenza del Tribunale è la ciliegina sulla torta.

Quindi, tutti concordi ed alla fine a pagare saranno i lavoratori che perderanno il posto di lavoro e i cittadini che vedranno impennarsi la TARSU da un monopolio di imprese private, come avviene oggi per la gestione dell'acqua.

Si arricchiranno i soliti, compresi i politici e i mafiosi.

E i giudici che fanno? Stanno a guardare e a permettere l'avverarsi di tutto ciò?

 

Quindi, se ancora si è in tempo, si fa un appello ai giudici perchè vigilino sul lavoro dei commissari governativi affinchè non trovino le scuse per vendere i servizi Amia ai privati e abbiano veramente la volontà di risanare l'Amia, falla diventare di nuovo totalmente pubblica e governata da manager fuori dalla politica.

Un'Amia forte e pubblica non può che garantire un successo anche al disastrato Comune di Palermo.

E questo, il prossimo sindaco di Palermo, il sig. FARAONE, dovrebbe saperlo.

O vuole che fra 2 anni i rifiuti da lui gestiti saranno sottoposti ai dictat della mafia?

E' ANCORA VIVO NELLA MIA MEMORIA IL PERIODO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DEL SIG. CAMMARATA QUANDO I FEDELISSIMI DEL SIG. MICCICHE' SI DAVANO DA FARE PER IL SINDACO, QUANDO IL SIG. GALIOTO SI INORGOGLIVA PRESENTANDO UNA VASTA PLATEA DI LAVORATORI AMIA AI SIGG. CAMMARATA, MICCICHE', CAMPAGNA.

A CONFERMA DELL'INAFFIDABILITA' DEI NOSTRI POLITICI, IL SIG. CAMPAGNA DURANTE UNA PROTESTA DI PIAZZA DEI LAVORATORI AMIA (GIUGNO 2009) HA AVUTO IL CORAGGIO DI AMMETTERE CHE LUI GALIOTO NEANCHE LO CONOSCE, E LA CAMPAGNA ELETTORALE ALL'OCEANIA?...BEH!FORSE AVRO' SOLO FATTO UN BRUTTO SOGNO!

PER NOI CITTADINI, LAVORATORI, CONTRIBUENTI, PER NOI GENTE ONESTA CHE CI SI ALZA LA MATTINA PRESTO PER POTER GUADAGNARE QUALCOSA DA DARE AI NOSTRI FIGLI, TUTTO CIO' E' SDEGNANTE, QUESTA GENTE VIVE CON I NOSTRI SOLDI, A QUESTA GENTE IL POTERE L'ABBIAMO DATO NOI!

QUESTO E' SEMPLICEMENTE UNO SCHIFO!

LA VICENDA AMIA E' UNO SCHIFO!

LA GESTIONE POLITICA E' UNO SCHIFO!

...DA UN CITTADINO...SCHIFIATO!

Anonimo 12 febbraio 2010   15:32
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Nessuno dice che i Commissari del Governo possono effettuare la cessione dei complessi aziendali.

Ciò significa che alcune imprese (dico alcune perchè con molta probabilità già si sanno) si accapareranno il businnes dei rifiuti a costo ZERO.

L'Amia fallirà, le imprese gestiranno i rifiuti e manderanno a casa gran parte dei lavoratori.

Così gli obiettivi programmmati da decenni (anche ai tempi di Orlando quando si fece di tutto per far diventare l'Amia da Municipalizzata ad Azienda Speciale e poi Spa, tutti tasselli per comporre il puzzle del fallimento), sono stati raggiunti.

E voi pensate che queste Imprese siano da ascrivere nel libro dei santi?

O la mafia non ha già messo le mani sul businnes dei rifiuti, programmando il tutto da tempo, passo dopo passo?

La cosa peggiore, però, è che si ha l'impressione che tutti siano seduti a tavola e la sentenza del Tribunale è la ciliegina sulla torta.

Quindi, tutti concordi ed alla fine a pagare saranno i lavoratori che perderanno il posto di lavoro e i cittadini che vedranno impennarsi la TARSU da un monopolio di imprese private, come avviene oggi per la gestione dell'acqua.

Si arricchiranno i soliti, compresi i politici e i mafiosi.

E i giudici che fanno? Stanno a guardare e a permettere l'avverarsi di tutto ciò?

 

Quindi, se ancora si è in tempo, si fa un appello ai giudici perchè vigilino sul lavoro dei commissari governativi affinchè non trovino le scuse per vendere i servizi Amia ai privati e abbiano veramente la volontà di risanare l'Amia, falla diventare di nuovo totalmente pubblica e governata da manager fuori dalla politica.

Un'Amia forte e pubblica non può che garantire un successo anche al disastrato Comune di Palermo.

E questo, il prossimo sindaco di Palermo, il sig. FARAONE, dovrebbe saperlo.

O vuole che fra 2 anni i rifiuti da lui gestiti saranno sottoposti ai dictat della mafia?

IL QUADRO E' BEN DELINEATO, L'AMIA FALLIRA' E QUALCHE PRIVATO A BUON MERCATO SI IMPOSSESSERA' DI UN IMMENSO VALORE PUBBLICO.

DOMANDA: CHI HA GOVERNATO L'AMIA NEGLI ANNI DEL DISASTRO?

RISPOSTA: IL SIG. GALIOTO.

DOMANDA:CHI ERA ED E' IL SIG.GALIOTO?

RISPOSTA: ERA IL COORDINATORE CITTADINO DI FORZA ITALIA (QUINDI VICINISSIMO A CAMMARATA E MICCICHE' ,QUINDI SIG. AGNELLO RIFLETTA PRIMA DI PARLARE) ED E' OGGI SENATORE DEL PDL (BERLUSCONI).

DOMANDA: CHI HA VOTATO IL DECRETO SULLA LIBERALIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI (ACQUA, RIFIUTI...)?

RISPOSTA: LA MAGGIORANZA (BERLUSCONI).

DOMANDA: CHI HA NOMINATO I TRE COMMISSARI?

RISPOSTA: IL MINISTRO SCAJOLA (BERLUSCONI)?

DOMANDA: PUO' QUINDI BERLUSCONI PERSEGUIRE SE STESSO?

RISPOSTA: BEH! A GIUDICARE DAI VARI LODI (ALFANO & C.) SEMBRA POCO PROBABILE CHE DA QUESTA VICENDA SI POSSANO OTTENERE I VERI RESPONSABILI, SEMBRA PIU' PROBABILE CHE DA QUESTA VICENDA SI POSSANO OTTENERE DEI  BEI PROFITTI, RISERVATI A CHI DA ANNI CI LAVORA CON MOLTA ASTUZIA!

DOMANDA: VOI CHE NE PENSATE?

 

Anonimo 12 febbraio 2010   12:00

Nessuno dice che i Commissari del Governo possono effettuare la cessione dei complessi aziendali.

Ciò significa che alcune imprese (dico alcune perchè con molta probabilità già si sanno) si accapareranno il businnes dei rifiuti a costo ZERO.

L'Amia fallirà, le imprese gestiranno i rifiuti e manderanno a casa gran parte dei lavoratori.

Così gli obiettivi programmmati da decenni (anche ai tempi di Orlando quando si fece di tutto per far diventare l'Amia da Municipalizzata ad Azienda Speciale e poi Spa, tutti tasselli per comporre il puzzle del fallimento), sono stati raggiunti.

E voi pensate che queste Imprese siano da ascrivere nel libro dei santi?

O la mafia non ha già messo le mani sul businnes dei rifiuti, programmando il tutto da tempo, passo dopo passo?

La cosa peggiore, però, è che si ha l'impressione che tutti siano seduti a tavola e la sentenza del Tribunale è la ciliegina sulla torta.

Quindi, tutti concordi ed alla fine a pagare saranno i lavoratori che perderanno il posto di lavoro e i cittadini che vedranno impennarsi la TARSU da un monopolio di imprese private, come avviene oggi per la gestione dell'acqua.

Si arricchiranno i soliti, compresi i politici e i mafiosi.

E i giudici che fanno? Stanno a guardare e a permettere l'avverarsi di tutto ciò?

 

Quindi, se ancora si è in tempo, si fa un appello ai giudici perchè vigilino sul lavoro dei commissari governativi affinchè non trovino le scuse per vendere i servizi Amia ai privati e abbiano veramente la volontà di risanare l'Amia, falla diventare di nuovo totalmente pubblica e governata da manager fuori dalla politica.

Un'Amia forte e pubblica non può che garantire un successo anche al disastrato Comune di Palermo.

E questo, il prossimo sindaco di Palermo, il sig. FARAONE, dovrebbe saperlo.

O vuole che fra 2 anni i rifiuti da lui gestiti saranno sottoposti ai dictat della mafia?

Anonimo 12 febbraio 2010   11:30

Qualcuno, a proposito del blitz a Bellolampo dello scorso 5 febbraio, aveva commentato:

"Sicuramente dopo questa ennesima pubblica denuncia (di misfatti ambientali attribuibili soltanto ad una scellerata gestione, di pochi amministratori e dirigenti di un'azienda di igiene ambientale, che si è molto preoccupata di esportare le proprie conoscenze negli emirati arabi!!!) ancora una volta usciranno dichiarazioni del tipo "provvederemo a risolvere il problema entro qualche giorno o qualche settimana o qualche mese" oppure "ci siamo già attivati per la risoluzione del problema" o ancora i nostri tecnici stanno provvedendo...nessuno che si preoccupi di dire "forse siamo stati e continuiamo ad essere incapaci di risolvere problemi connessi alle attività di un'azienda municipalizzata di igiene ambientale e, quindi, CE NE ANDIAMO! Scusateci, cittadini di questa meravigliosa città, abbiamo sbagliato senza "se" e senza "ma"! E manco si può pensare che al Comune di Palermo non ne sapessero NULLA!".

Forse il commento era appropriato e il fatto di continuare a stare seduti nelle loro poltrone potrebbe significare soltanto che ci fossero ancora "particolari interessi" da salvaguardare o, forse, ci sbagliamo?

In ogni caso un vecchio filosofo cinese (Lao Tsu) testimoniò che "un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo". Grazie al Dott. Panzica, grazie ai Sigg. Magistrati che hanno fatto nient'altro che il proprio lavoro, grazie a Consiglieri Comunali di centrosinistra e centrodestra che hanno tenuto alta l'attenzione sulle "nefandezze" di alcuni (numerosi) dirigenti dell'amia perchè così sembra che quel primo passo ( di cui parlava Lao Tsu) è stato finalmente compiuto! Sicuramente il nostro grazie non andrà mai a tutte quelle organizzazioni sindacali che all'interno dell'amia hanno preferito rispettare un "rispettoso silenzio" o addirittura appoggiare scellerate scelte (soltanto perchè non le hanno contestate!!!)piuttosto che salvaguardare i lavoratori dalle situazioni attuali! AUGURI AMIA libera!

Anonimo 12 febbraio 2010   11:17

E così come x l'Amia, il nostro amico farà fare la stessa fine ad Amap ed Amg! Fra poco ne vedremo delle belle, col risultato che circa 3000 lavoratori ( Amia+Amg+Amap ) avranno caz...i!

Grazie Sig. Sindaco

Anonimo 12 febbraio 2010   10:29

 

Su Cammarata & friends non ci va leggero neanche il capogruppo del PDL-Sicilia (Micciché) Manfredi Agnello: “L'incompetenza e l'approssimazione, dei vertici del Comune e di chi dal punto di vista amministrativo ha Presieduto e diretto l'Amia in questi ultimi anni, sono ciò che ha ridotto in queste condizioni una azienda come l’AMIA. ........ Ci auguriamo che le persone che hanno svolto questi ruoli e ricoperto queste responsabilità, non ne abbiano mai più nella, o per la città di Palermo".

 

Segnalo sommessamente che Galioto era stato insediato a presiedere l'AMIA come amico di Gianfranco Miccichè e che Cammarata & Friends, in generale, sono tutti stati voluti fortemente dal buon Gianfranco nei ruoli che ricoprono.

La "sciarra" tra Miccichè e Cammarata risale solo alle Comunali del 2007. Posto però che il dissesto dell'AMIA è figlio di anni di gestioni dissennate se ne può desumere che mentre si "disossava il pollo" Miccichè sedeva a tavola con tutti gli altri commensali. Un po' di prudenza nelle dichiarazioni quindi, da parte di chi si improvvisa paladino della legalità e del buon governo e scopre solo adesso (novella Alice nel Paese delle Meraviglie) i problemi di coloro con cui per anni è andato in cordata, sarebbe auspicabile.

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