Un nuovo piano regionale dei rifiuti che cancelli il precedente modello incentrato sui termovalorizzatori. Lo prevede un ddl presentato dal Pd all'Assemblea regionale siciliana e illustrato stamattina in una conferenza stampa. "I rifiuti sono stati trasformati in un affare, un business per gruppi politici e familiari - ha detto il capogruppo del Pd, Antonello Cracolici - il risultato è che le città siciliane sono invase dai rifiuti e i contribuenti pagano tariffe altissime per un servizio carente". "Proponiamo un piano di rientro da 600 milioni per risanare i debiti provocati dalla precedente gestione e un fondo di rotazione di 170 milioni per andare avanti nella raccolta differenziata", ha aggiunto il vicecapogruppo Roberto De Benedictis.
Il disegno di legge prevede infatti lo stop ai termovalorizzatori e la centralità della raccolta differenziata che i Comuni potranno affidare e gestire in proprio il servizio nel proprio territorio, nel rispetto del piano d'ambito. E ancora norme di accelerazione per la costruzione degli impianti, senza i quali non è possibile alcuna gestione integrata dei rifiuti. "Il nostro ddl vuole promuovere la filiera economica del recupero - ha aggiunto De Benedictis - perché solo così non ci limiteremo a togliere la spazzatura dalle strade ma ne faremo un'opportunità economica e occupazionale. "La Sicilia è sommersa dai rifiuti - ha osservato il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo - a causa di una cattiva gestione del servizio provocata da dieci anni di malgoverno di centrodestra".