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Par condicio, banditi i talk show politici in vista delle regionali
Berlusconi: "Decisione del Parlamento che va rispettata"

10 febbraio 2010 17:51
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E' polemica sul regolamento sulla par condicio in Rai, approvato ieri sera dalla Vigilanza in vista delle regionali del 28 e 29 marzo, che blocca a ridosso del voto le trasmissioni di approfondimento politico. Le nuove regole potrebbero far saltare 'Annozero', 'Porta a Porta' e 'Ballarò'.

 

"E' una decisione non scandalosa del Parlamento che va rispettata", ha sottolineato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervenendo alla presentazione del libro

di Bruno Vespa 'Donne di cuori'. "Trasmissioni pollaio" le ha definite il premier, aggiungendo tuttavia di non volersi riferire a 'Porta a Porta' "con le risse tra le parti che si contrappongono" che hanno "concorso molto ad abbassare il livello di apprezzamento dei cittadini nei confronti della classe politica".

 

Intanto, il presidente della Rai Paolo Garimberti ha annunciato che domani il cda Rai discuterà dell'impatto sull'azienda del regolamento che presenta ''aspetti che richiedono un immediato approfondimento''. L'Ufficio di presidenza della Vigilanza ha stabilito che sarà Sergio Zavoli a verificare, sentendo i vertici Rai, se è possibile trovare una soluzione "il più possibile condivisa".

 

Intanto i consiglieri di amministrazione della Rai dell'opposizione (Rodolfo De Laurentiis, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten) hanno lanciato un appello al presidente Zavoli e all'intera commissione di Vigilanza affiché venga riformulato il regolamento.

 

Da parte sua il radicale Marco Beltrandi, relatore della delibera, difende il testo: "Avremo per la prima volta negli spazi più ambiti del palinsesto Rai una vera par condicio''. ''Suggerisco poi all'Usigrai - aggiunge Beltrandi -, prima di indire scioperi sulla base di informazioni del tutto sbagliate, evidentemente, di leggersi attentamente il testo".

 

Dura la rezione del conduttore di 'Annozero' Michele Santoro che tuona: "E' un abuso di potere che non ha alcun fondamento legale". Critico anche il padrone di casa di 'Porta a Porta' Bruno Vespa: ''Trovo molto grave l'azzeramento dei programmi informativi prima delle elezioni e spero - sottolinea - che ci possano essere degli spazi di mediazione".

 

Attacca il testo anche il conduttore di Ballarò, Giovanni Floris: "Siamo davanti all'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti e anche gli ospiti. Oltre, naturalmente, ai telespettatori che pagano il canone". "Esistono i programmi appositi - sottolinea Floris - che assicurano spazi alle parti politiche, ma queste ultime vogliono di più, e pretendono di occupare trasmissioni di successo sperando che il pubblico resti incollato alla fascia oraria, a prescindere da quello che va in onda''.

 

Per il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti ''pretendere di oscurare i talk show della Rai perché non si riesce a trovare un modo per regolamentarli in periodo di campagna elettorale è un atto grave verso il servizio pubblico e i suoi utenti". L'Ordine chiede quindi alla commissione parlamentare di Vigilanza di riesaminare la sua decisione ''offrendo così ai cittadini la possibilità di essere informati per capire e scegliere in ma niera consapevole".

 

Sul fronte politico, a bocciare il testo è il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "La decisione va rivista, perché tocca profili di libertà", osserva. "Non bisogna fare di ogni erba un fascio - precisa -. La preoccupazione dei Radicali è storica, veder garantito l'accesso. Quella della maggioranza è di chi vuol ovattare la realtà e nascondere i problemi".

 

Per il vicepresidente della Vigilanza Giorgio Merlo (Pd) "abolire gli spazi di approfondimento giornalistico sostituendoli con interminabili tribune politiche non significa un'innovazione ma, semmai, un pericoloso arretramento'' che ''rischia di condizionare pesantemente lo stesso esito del voto''.

 

Duro, infine, il commento di Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori, che chiede la ''soppressione'' della Commissione di Vigilanza Rai ''visto che inizia a fare anche dei veri e propri danni al tessuto democratico del Paese, imponendo regole allucinanti per i vari talk show televisivi e programmi di attualità, che, di fatto, saranno costretti ad interrompere le trasmissioni''.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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Anonimo 11 febbraio 2010   08:37

La decisione della Commissione Vigilanza RAI di chiudere le trasmissioni Porta a Porta, Anno Zero e Ballarò è una notizia e anche molto grave perchè è una ulteriore minaccia alla libera comunicazione. Ma forse Berlusconi, da esperto in materia, avrà fatto un calcolo da centro commerciale :"Pago uno (Vespa) e prendo due (Santoro e Floris). Andreotti diceva :si parli di me bene o male,purchè se ne parli. Berlusconi invece ritiene che di lui si debba parlare solo bene altrimenti, pur di non sentire parlare male è disposto a sacrificare anche chi è disposto a parlerne bene. Questo è il senso della chiusura delle tre trasmissioni RAI oggetto di censura. Soffrirà un pò chiudendo Porta a Porta dell'amico Vespa ma ritiene di avvantaggiarsi dal silenzio di Ballarò e Anno Zero. Tanto ci sono sempre le reti Mediaset che possono continuare a fare il verso al Capo. E poi chi lo dice che la Rai con i suoi programmi di intrattenimento e d'informazione non possano dare lo stesso una mano dato che tutti o quasi fanno riferimento a uomini della sua parte. Ma qualcuno può pensare che a controllare eventuali abusi c'è sempre la Commissione di Vigilanza Rai che, seppure con qualche ritardo, interviene per ripristinare i previsti equilibri. Forse con i soliti tempi lunghi lo farà, come spesso accade,dopo le elezioni, ma l'opinione pubblica è soddisfatta per l'avvenuta riparazione, che sia efficace o no poco importa.Ecco perchè sarebbe opportuno che un grande giornalista come Zavoli, Presidente della Commissione che ha deciso la chiusura, non debba accettare un provvedimento del genere e, nel ripetto della sua lunga storia di interprete della democrazia, decida di rassegnare le proprie dimissioni lasciando agli amici censori la totale responsabilità dell'assurda decisione.
Franco Pizzuto - Palermo
 

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