Con il decreto legge approvato oggi in Consiglio dei ministri, sui delitti di associazione mafiosa la competenza a decidere sui processi in corso e anche in futuro viene attribuita ai Tribunali collegiali. Contemporanemanete, però, il governo ha deciso di ampliare le attribuzioni delle Corti di Assise (che deciderà su delitti consumati o tentati di terrorismo, sequestro di persona, riduzione o mantenimento in schiavitù, tratta, traffico di stupefacenti, etc), così anticipando
Tre i punti del decreto illustrati dal Guardasigilli in conferenza stampa. Innanzitutto, con una norma transitoria si è "posto rimedio a un errore compiuto non dal legislatore ma di chi ha interpretato la norma", per cui i processi in corso riguardanti reati di associazione mafiosa, comunque aggravata, resteranno di competenza dei Tribunali. Il secondo intervento riguarda l'attribuzione, a regime, dei delitti di 416 bis ai Tribunali. Il terzo punto, che per il ministro Alfano è "il primo in ordine logico" riguarda la modifica delle competenze delle Corti di assise, per cui per cui - aggiunge il ministro - "l'art.1 di questo decreto coincide con l'art. 1 primo comma della riforma del codice di procedura penale con l'unica eccezione dei reati di mafia" che, appunto, resteranno presso i Tribunali.