Libriamo
Libriamo

Nel Pdl siciliano rischia di scoppiare la pace
A Roma si congiura per un “dopo Micciché”

di Ignazio Panzica
10 febbraio 2010 16:08
Leggi i commenti 12   Inserisci un tuo commento
Condividi

“Dai nemici mi guardi Iddio, che dagli amici mi guardo io”. E’ questo, il saggio motto antico che, normalmente, deve attraversare la mente di Gianfranco Micciché quando a Roma, talvolta, è oggetto di “affettuosi”- più o meno felpati e pelosi - consigli da parte di presunti amici, e compagni di partito. Suggerimenti ed inviti che, con solerzia degna di migliore causa, lo sollecitano a “redimersi” dalle

sue scorbutiche e divisorie posizioni siciliane, che tanta ansia seminano dentro il contesto del PDL nazionale.

 

Ecco a voi, allora, l’aneddoto raccontatoci dalla nostra tradizionale attendibile “gola profonda” romana. All’incirca una decina di giorni, a Roma, in gran segreto, è stata organizzata una riunione avente per oggetto : “Come fare con Micciché ? E come disfarsene?” Pare fossero in cinque - non più giovani e forti, ma sicuramente potenti o reputati tali -naturalmente del PDL nazionale, ma anche con la presenza di qualcuno di altissimo caratura istituzionale.

 

La riunione è  stata convocata da un potente ministro che “conta per siciliano”, con grande visibilità mediatica e la fama di “uno che la sa lunga”.Un soggetto diabolico, lo reputano. Con un chiodo fisso in testa : sbaraccare il potere politico di Micciché dalla Trinacria. Termine desueto,ma tanto caro a papà suo quando, a Milano, riferiva delle bellezze e delle stranezze di Sicilia.

 

Dalla riunione due cose certe sono sortite : a) alla divisione del PDL siciliano, si deve trovare una soluzione, a breve, apparentemente pacifica e soddisfacente per tutti, se no soffriremo le pene dell’Inferno in balia di quel cinico di Lombardo, che gode da matti nel far litigare la gente, per farsi poi, meglio, gli affari suoi ; b) pensiamo, però, per subito dopo, come preparare un nuovo futuro siluro a Micciché, perché è chiaro che costui – anche per il suo stretto, franco e diretto, rapporto personale con Berlusconi – ritiene che il PDL in Sicilia sia una sua privativa, che non è disposto a dividere con niuno. Quindi,la prossima volta che lo attaccheremo dovremo “stenderlo” una volta e per tutte.

 

Un linguaggio truculento, abituale per siciliano ancorché emigrato da tempo, ma che pare abbia turbato il noto animo poetico di uno dei congiurati : “non esageriamo, suvvia” pare abbia detto. Che subito sarebbe stato rimbrottato da un congiurato con “fama da vero duro” : “taci bischero, che poi ti si spiega”.

 

Fatto sta che, nel corso della riunione, sarebbero emerse ragioni oggettive, intanto, per far apparentemente pace al più presto. Considerando non ultima l’esigenza di ampliare il panorama dei protagonisti economici presenti in Sicilia. Che, geograficamente, si legge - in realtà - Palermo e dintorni; in senso lato (ossia Trapani e Caltanissetta incluse). Zone dove Micciché fino ad ora, pare,  non abbia tollerato “l’ingresso” di potentati economici milanesi amici del ministro simil-siciliano. Questione che ha avuto un suo ruolo, nel massiccio attacco politico distruttivo, partito dalla Sicilia orientale, a cui il sor Gianfranco ha reagito,anche per questo, in modo inequivocabile, con la nascita del PDL-Sicilia. Insomma, il sottosegretario ribelle, “dando spago” a Lombardo ed a quei lupi del PD, rischierebbe di far saltare affari d’oro nei settori dei rifiuti e dell’acqua, per cui tanti “devoti” amici nordisti del partito proverebbero concreto dolore a doverci rinunciare.

 

“Poche storie – avrebbe tagliato corto il congiurato con i più alti galloni istituzionali addosso – questo (ndr . Micciché) ci sta facendo perdere la faccia con tutti quelli che contano nel mondo, che cominciano a pensare che per entrare in Sicilia si deve parlare solo con lui. E’ inaccettabile ! E poi non mostra nessun rispetto per chi incarna le istituzioni ! Dovreste sentire cosa gli può uscire dalla bocca.” Il silenzio, ambiguo, che ha circondato questa intemerata fuori luogo, ha convinto “l’altissimo congiurato” a tacere di botto, tornando a raccogliersi nel suo più stretto riserbo istituzionale.

 

La riunione ha poi esaminato fatti e manovre possibili da determinare, per stringere nel medio tempo di apparente pacificazione Micciché. Prendendo in esame , pure, il suggerimento di lavorare su qualche “mediocre”, ma altolocato, supporter di Micciché, che dal prosieguo di questo andazzo “divisorio” delle cose ci può solo perdere e non guadagnare più.. “Al momento opportuno ci si potrà parlare, proficuamente” ha rassicurato tutti l’altissimo congiurato, ammiccante, riferendosi ad un importante e sempre gratificato seguace di Micciché che,però, oggi, sotto sotto, soffre la disciplina “di partito” del PDL Sicilia. E che oltre alla gloria, vorrebbe pure usufruire, autonomamente e concretamente, pure degli “onori”.

 

La riunione si è pure occupata dell’utilità e dell’opportunità dell’UDC siciliana. “Che facciamo con il povero Totò ?”, qualcuno avrebbe posto il problema. “Fatti suoi!”, avrebbe tagliato corto il “duro della compagnia”, “noi non si ha colpa! Ha fatto ed ha sfatto tutto lui” E invece, “l’altro ragazzo dell’UDC ci può essere utile ?”. “Certo” è stata la risposta, “è l’unico che può parlare e mediare con Micciché, una volta erano amici intimi”. “Perfetto”, ha concluso il mefistofelico organizzatore della riunione segreta, “procediamo speditamente, così tra qualche mese potremo ridimensionare quel supponente di Lombardo, per poi, a tempo debito,  rifilare quello che si merita a Micciché. Così, poi, potremo respirare”.

 

“Ma sarà d’accordo il Presidente ? Non lo dobbiamo informare per tempo ? Sto partito del Sud, è una idea che un po’ lo suggestiona”, è esploso il congiurato dall’animo poetico. “Te l’ho già detto. Taci , bischero, poi ti si spiega”, l’ha rimbrottato il “duro”. Mentre, apparentemente distratto, l’altissimo congiurato, probabilmente, era in ambasce pensando a quanto fosse sconveniente che nessuno dei presenti si fosse precipitato, per tempo, ad aiutarlo, devotamente, ad indossare il cappotto. Avrà pensato, giustamente, che in Sicilia, una “vastasata” del genere non sarebbe mai potuta accadere. 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico
Anonimo 11 febbraio 2010   12:20
L'utente ha risposto al commento di parlagreco del 11 febbraio 2010. Visualizza »

E' vero, siamo rimasti sconvolti dal suo sagace commento e dai suoi giudizi trancianti. Abbiamo sentito il bisogno di riflettere  e fare un esame di coscienza. Subire il giudizio negativo, Le assicuro, è traumatizzante, specie quando l'addebito è così duro e inappellabile: sconclusionato. Trattiamo 170 notizie al giorno, ma pretendiamo che non ve ne sia alcuna sconclusionata. Se ciò avviene, meritiamo ben altro del Suo rimprovero sacrosanto.Occorrerebbe lo scudiscio o, ancor peggio, di non essere letti. Censurati all'incontrario, insomma.

Quanto al fatto che dei giornalisti non si può parlar male, beh, questa è davvero grossa. Non si può dileggiarli, insultarli, addebitare loro - anonimamente - qualcosa di grave, questo sì.  Ma questa regola non riguarda solo giornalisti; riguarda proprio tutti.

L'insulto sarà sempre cestinato. Non è elegante dire peste e corna di qualcuno, può perfino suscitare la legittima reazione dell'insultato, che ha diritto di proteggere la sua immagine. Chi insulta trincerandosi dietro l'anonimato, non è solo inopportuno, ma è un codardo.

 da ora in poi mi firmerò con un nomignolo: parlosiciliano

Anonimo 11 febbraio 2010   12:18
L'utente ha risposto al commento di parlagreco del 11 febbraio 2010. Visualizza »

E' vero, siamo rimasti sconvolti dal suo sagace commento e dai suoi giudizi trancianti. Abbiamo sentito il bisogno di riflettere  e fare un esame di coscienza. Subire il giudizio negativo, Le assicuro, è traumatizzante, specie quando l'addebito è così duro e inappellabile: sconclusionato. Trattiamo 170 notizie al giorno, ma pretendiamo che non ve ne sia alcuna sconclusionata. Se ciò avviene, meritiamo ben altro del Suo rimprovero sacrosanto.Occorrerebbe lo scudiscio o, ancor peggio, di non essere letti. Censurati all'incontrario, insomma.

Quanto al fatto che dei giornalisti non si può parlar male, beh, questa è davvero grossa. Non si può dileggiarli, insultarli, addebitare loro - anonimamente - qualcosa di grave, questo sì.  Ma questa regola non riguarda solo giornalisti; riguarda proprio tutti.

L'insulto sarà sempre cestinato. Non è elegante dire peste e corna di qualcuno, può perfino suscitare la legittima reazione dell'insultato, che ha diritto di proteggere la sua immagine. Chi insulta trincerandosi dietro l'anonimato, non è solo inopportuno, ma è un codardo.

 la censura è da censurare. quando c'è un commento che esce dalle "regole" credo che sarebbe giusto trovare un sistema per avvisare l'autore ad apporre le giuste modifiche. credo sia meglio della censura brutale.

parlagreco 10 febbraio 2010   23:57
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 febbraio 2010. Visualizza »

 certo che il mio post delle 18.37 deve avervi sconvolto se ancora lo tenete censurato.

 

Ma non vi sembra di esagerare?

 

Quando si prende una strada (quella delle continue censure) , poi sarà molto difficile tornare indietro e per un giornale on line - se si sparge la voce - questa è la fine.

E' vero, siamo rimasti sconvolti dal suo sagace commento e dai suoi giudizi trancianti. Abbiamo sentito il bisogno di riflettere  e fare un esame di coscienza. Subire il giudizio negativo, Le assicuro, è traumatizzante, specie quando l'addebito è così duro e inappellabile: sconclusionato. Trattiamo 170 notizie al giorno, ma pretendiamo che non ve ne sia alcuna sconclusionata. Se ciò avviene, meritiamo ben altro del Suo rimprovero sacrosanto.Occorrerebbe lo scudiscio o, ancor peggio, di non essere letti. Censurati all'incontrario, insomma.

Quanto al fatto che dei giornalisti non si può parlar male, beh, questa è davvero grossa. Non si può dileggiarli, insultarli, addebitare loro - anonimamente - qualcosa di grave, questo sì.  Ma questa regola non riguarda solo giornalisti; riguarda proprio tutti.

L'insulto sarà sempre cestinato. Non è elegante dire peste e corna di qualcuno, può perfino suscitare la legittima reazione dell'insultato, che ha diritto di proteggere la sua immagine. Chi insulta trincerandosi dietro l'anonimato, non è solo inopportuno, ma è un codardo.

Anonimo 10 febbraio 2010   21:44

 certo che il mio post delle 18.37 deve avervi sconvolto se ancora lo tenete censurato.

 

Ma non vi sembra di esagerare?

 

Quando si prende una strada (quella delle continue censure) , poi sarà molto difficile tornare indietro e per un giornale on line - se si sparge la voce - questa è la fine.

Anonimo 10 febbraio 2010   21:19

iocredo che il vero problrema di questi signri possa consistere non tanto sul dopo miccichè, quanto piuttosto sul dopo berlusconi ossia loro stessi. può darsi che miccichè stia sbagliando, però non vi è dubbio che un partito del sud, con una lega sempre più tracotante, possa trovare spazio. ma appena berlusconi chiude, questi potenti ministri o altissimi ruoli istituzionali da chi saranno votati e per chi,per che cosa? per cui alla fine ritengo che si stia a pestare acqua nel mortaio. Ma quanti oggi elettori del PDL, saranno disposti ad affidareil futuro del paese Bondi o verdini o la russa o schifani in assenza di berlusconi?

andersonefareweto 10 febbraio 2010   19:36

In sostanza Bondi, Verdini ed il "mefistofelico" La Russa, si son riuniti in seduta "segreta" (si fa per dire) con Schifani e (deduco liberamente ed in modo assolutamente arbitrario) magari qualche storico senatore "forzino" della provincia di Trapani, per tentare di ordire un più o meno "diabolico" complotto ai danni di colui che, per primo sino ad oggi, ha osato scompaginare gli assetti della politica locale ed, in parte, nazionale, decisi a suo tempo dall'alto, all'interno di salotti romani come, per esempio, quelli di Palazzo Grazioli.

E dove sarebbe lo "scoop"?

Sono mesi e mesi, se non addirittura anni, che ci provano senza successo.

E poi, tutta questa ipotetica "segretezza" dove sarebbe, se perfino noi umili lettori abbiamo potuto usufruire delle delazioni di questa fantomatica "gola profonda"?

Inoltre, per finire, qualcuno è forse ancora disposto a credere che le scelte politiche di personaggi di primo piano come Miccichè o Schifani, siano davvero decise in riunioni con atmosfere "da operetta" come quelle descritte nell'articolo?

Anonimo 10 febbraio 2010   18:37

tempo da ho postato un commento nel quale mi lamentavo di un articolo (non dello stesso autore di questo) che trattava di argomenti similari che secondo me era sconclusionato .

 

Il risultato è che venni censurato ed intervenne Parlagreco a spiegare che ciò era avvenuto perchè non potevo criticare i giornalisti.

 

Ed adesso?

Allora non ero un caso isolato......

Anonimo 10 febbraio 2010   18:27
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 febbraio 2010. Visualizza »

Mi spiace, ma non ho capito nulla.... l'autore mi pare un po' confuso. Frasi senza alcun senso....ma...

Condivido pienamente. Molto, ma molto confuso !!!!! Talvolta la realtà supera la fantasia o viceversa. E poi nella politica odierna non esistono "verità assolute", anche perchè gli scenari sono assolutamente in divenire. Quello che si ascolta oggi nelle segrete stanze, può essere già il passato. Ed il futuro nessuno di noi lo sa. Neanche il commentatore !!!!!

Anonimo 10 febbraio 2010   18:04

Invece secondo me è chiarissimo e dimostra come dietro una gran parte del PDL ci siano forti interessi di sfruttamento esterno (coloniale) della Sicilia che trovano i traditori della patria pronti a servirli in cambio di un posticino al sole.

Il PDL Sicilia e gli autonomisti sono sostanzialmente rei di avere stoppato questa ennesima violazione degli interessi della Sicilia ed era la cosa peggiore che potessero fare.

In tutto questo Berlusconi è relativamente neutrale: gli interessi del Nord sono nel suo governo, guidano il carro ma non sono i suoi.

Da qui lo stallo.

Anche il PD ha rotto con gli interessi del Nord ed è spaccato, solo che la spaccatura è mascherata ancora. Il ribaltone non è a favore della "sinistra", ma a favore della "Sicilia".

Fa un po' male vedere tanti conterranei così protervamente asserviti ad interessi esterni.

Ma del resto siamo siciliani, mica sardi o scozzesi o irlandesi o ceceni o appartenenti a qualunque altro popolo al mondo orgoglioso di sé e geloso dei propri interessi. Siamo selvaggi in perenne vendita. Tranne una minoranza che "per caso" oggi è al potere. Speriamo che diventi maggioranza, chissà.

Anonimo 10 febbraio 2010   17:17
L'utente ha risposto al commento anonimo del 10 febbraio 2010. Visualizza »

Mi spiace, ma non ho capito nulla.... l'autore mi pare un po' confuso. Frasi senza alcun senso....ma...

Quoto in pieno. Sinceramente la punteggiatura ed il senso complessivo dell'articolo mi sembra privo di nesso logico. Molte frasi sono sconclusionate e non riesco proprio a capire dove voglia andare a parare Panzica. Mah.....

 

A.V.

Anonimo 10 febbraio 2010   17:06

Egr. Dott. Panzica,

probabilmente la Sua gola profonda ha omesso qualche piccolo dettaglio che renderebbe un pò più fluido il succo del ragionamento che, altrimenti, non avrebbe alcun contenuto politico.

Il tema della discussione romana fortemente voluta dal vigoroso ministro si è incentrato, secondo quanto riferito da uno dei presenti, sulla posizione - e quindi sul destino - della PDL rispetto alle recenti scelte del Governatore Lombardo la cui maggioranza, da qui a brevissimo (approvazione del Bilancio), si sposterà esclusivamente sull'asse PD il quale, a buon diritto e quale giusta ricompensa, reclamerà un posto in prima fila nel governo della regione.

Una siffatta ipotesi è chiaro che scompagina (rectius ribalta) definitivamente il quadro politico regionale, almeno per quel che riguarda il risultato elettorale del 2008 che aveva largamente premiato per prima proprio la PDL.

A quel punto - ed era proprio questo il tema della riunione degli asseriti congiurati - la PDL dovrà assumere una posizione chiara in primo luogo con chi (Miccichè) ha fortemente contribuito a che essa si rendesse possibile e poi, circostanza questa assai più complessa, su come gestire i prossimi tre anni di legislatura regionale da "opposizione", arginando le bizzarrie politiche del Governatore Lombardo il quale, solo per dirne una, ben cosciente dell'attuale situazione di stallo della politica, e fortemente restio ad attivare gli oltre 10 miliardi di fondi comunitari (compreso il cofinanziamento nazionale e regionale) che - secondo la logica dei malpensanti - potrebbero costituire un vantaggio per i suoi oppositori nel caso (a mio avviso remoto) di prossime elezioni regionali.

Sarei curioso di conoscere il Suo punto di vista in ordine a quanto sopra.

fabio62

Anonimo 10 febbraio 2010   16:31

Mi spiace, ma non ho capito nulla.... l'autore mi pare un po' confuso. Frasi senza alcun senso....ma...

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Altre notizie