«L’attuale miopia politica, figlia di quest’ultima Repubblica, rischia di mistificare la reale occasione di discussione sui veri elementi di riqualificazione del Piano casa, avanzando, invece, sterili dibattiti sulle percentuali di aumento di cubatura, su eventuali e ulteriori condoni e altri elementi di tipo speculativo che saranno, probabilmente, approvati e contenuti nel disegno di legge, mascherati magari da buoni propositi verso il territorio o direttamente verso il cittadino». A parlare è il vicepresidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia Carlo Cassaniti, il quale entra nel merito del disegno di legge attualmente in discussione all’Ars: «Se andiamo a leggere l’art. 1 del disegno di legge in discussione, tra le finalità dello strumento normativo si parla anche di diminuzione dei rischi sismico e idrogeologico. Se da un lato è apprezzabile la sensibilità che ha portato all’inserimento di tali problematiche geologiche –afferma Cassaniti-, purtroppo oggi spesso cause di eventi e notizie di cronaca nera, dall’altro versante il percorso politico intrapreso pare condurre verso una interpretazione di tipo speculativo del predetto Piano casa». Per quanto riguarda il rischio idrogeologico, il vicepresidente dei geologi isolani annuncia che «la proposta dei geologi siciliani è quella di vietare, senza alcuna deroga, l’applicazione della legge in tutti gli edifici ricadenti in zone R3 e R4, ovvero in zone ad alto rischio idrogeologico del Pai. In riferimento al rischio sismico –continua il geologo- si ritiene necessario prescrivere l’adeguamento sismico di tutti gli edifici da ampliare e ricadenti nei centri storici siciliani, ormai degradati e trascurati dai programmi di riqualificazione urbana mai attuati in modo concreto». Cassaniti, infine, propone l’utilizzo delle somme incassate ai comuni come oneri concessori, per la messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici strategici e sensibili come municipi, ospedali, scuole, ecc., nonché per la realizzazione di opere di mitigazione del rischio idrogeologico.