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Crisi Fiat. Miccichè: "L'azienda vada via e chieda scusa"

06 febbraio 2010 19:57
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 "L'ad di Fiat Sergio Marchionne è contro il rinnovo degli incentivi perché "così come accade in altre parti del mondo vorrebbe i soldi diretti dello Stato, è cosciente di non essere stato capace a rendere Fiat competitiva ed è consapevole che di quegli incentivi potrà farsene ben poco, perché moltissimi italiani li useranno per acquistare auto non Fiat". Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco

Micciché nell'ultimo post del suo blog Sud, nel quale invita la Fiat ad "andare via senza se e senza ma e casomai chiedendo scusa".

 

"Montezemolo dice di non avere mai avuto un euro dallo Stato? Mente - aggiunge Micciché - sapendo di mentire, oppure ignora le cose. Mi sembra, tuttavia, improbabile che il presidente della Fiat non sappia quello che sanno pure i bambini di quinta elementare".

 

E proprio sul tema incentivi il sottosegretario lancia una proposta al governo Berlusconi: "Non dare più nulla alla casa automobilistica torinese e destinare, invece, la metà di quei fondi alla Sicilia. L'esecutivo risparmierebbe così centinaia di milioni e noi in Sicilia con quei soldi non solo assicureremmo il futuro agli operai di Termini, ma creeremmo sviluppo e altra occupazione". Per Micciché "Fiat se ne vada pure, ma consegni alla Sicilia le chiavi dello stabilimento di Termini Imerese senza condizioni. Lì si deve continuare produrre automobili, perché questo è ciò che gli operai sanno fare e lo fanno pure bene. Vadano via - sottolinea - senza se e senza ma, casomai chiedano scusa per il disturbo, e ci lascino progettare in santa pace il futuro di una realtà industriale che è il cuore dell'economia siciliana e che non può arrestarsi per i pruriti e le teorie da super manager di Marchionne". "Nessuno si permetta d'intralciare i possibili percorsi alternativi che individueremo per quelle migliaia di nostre famiglie che oggi vivono nell'angoscia e nel terrore. Altrimenti, le prossime riunioni non le faremo né al Ministero dello sviluppo economico, né a Palazzo Chigi, ma sotto casa di Marchionne" conclude Micciché.

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Anonimo 08 febbraio 2010   09:41
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 08 febbraio 2010. Visualizza »

Nello stabilimento di Termini Imerese la FIAT non ha mai costruito "ex novo" automobili, le ha solo assemblate, ed è proprio questo che verrebbero a fare qui da noi le case Cinesi o Indiane.

Una cosa, infatti, è esportare auto "finite" ed un'altra è inviarne i pezzi per mezzo di grandi navi da carico e montarle in uno stabilimento di assemblaggio "in loco".

Ciò per almeno due ottimi motivi. Il primo è che, in questo modo, per ogni singolo carico si ottengono molte più auto da immettere sul mercato.

E' vero, infatti, che il costo del lavoro in India e Cina è attualmente molto più basso che da noi, ma, sommando i costi di trasporto del prodotto "finito" ed i vantaggi che dà la possibilità di avere uno stabilimento produttivo che lavori in loco ed in sinergia con il marketing, risulta molto più conveniente per un'azienda esportare la propria capacità produttiva, in modo da raggiungere direttamente il mercato a cui è interessata.

Il secondo è che, una volta installate sul territorio, le aziende saranno sempre in grado di fornire assistenza tecnica (pezzi di ricambio, manutenzione, ecc.) allo stesso livello dei loro competitori, già presenti da tempo oppure originari dell'area geografica a cui appartiene il mercato da sfruttare.

Insomma, non è nient'altro che quello che hanno fatto, molti anni fa, la Ford oppure la General Motors (che da noi si chiama Opel) e, più recentemente, Toyota, Honda, Mitsubishi, Hyundai e tutte le altre case automobilistiche extra europee, che hanno avuto intenzione di acquisire una consistente quota di mercato nel continente europeo.

C'è poi da dire che approdare in Europa significa pure avere ottime possibilità di inserirsi nei mercati est-europeo, medio orientale e nord africano, attualmente "minori" ma, da tempo ormai, in via di sempre più rapida espansione.

Quanto alla FIAT, poi, io non vedo altro modo di definire, se non con il termine “sciacalli”, un’azienda che da cinquant’anni non ha fatto praticamente altro che sfruttare gli aiuti di Stato, opportunamente “travestiti” in modo diverso di volta in volta, per acquisire una posizione egemone, prima, e monopolistica, poi, gonfiandosi, nel contempo, a dismisura in termini occupazionali e di capacità produttiva, invece che costruire un’azienda sana e competitiva sui mercati internazionali, come hanno fatto in questi decenni, Renault, Citroen, Mercedes, BMW e Volkswagen, solo per citare i più importanti operatori del settore in Europa.

Il fatto che Marchionne sia in grado oggi di decidere impunemente di sbattere in mezzo a una strada migliaia di lavoratori dell’azienda e dell’indotto FIAT, è conseguenza inevitabile proprio di tutti questi anni di atteggiamento prono, o per lo meno connivente, dei vari governi italiani, nei confronti dell’azienda di Torino.

Ed il debole Governo Berlusconi, schiavo della lega, ovviamente non può fare eccezione!

Intanto vanno dette alcune "cosette"

Fiat ha dato un'auto a tutti gli italiani,negli anni 60 ricordatevi della nuova 500 e della 600,contribuendo a quell'epoca

agli anni del boom,dovuto anche alle grandi opere infrastrutturali come la realizzazione dell'autostrada del sole.

Un paese che ferma le grandi opere,prima o poi va in crisi.

Noi veniamo dopo un terribile ventennio che ha detto troppi NO

No al nucleare

No alla Tav

No al Ponte

No a nuovi collegamenti autostradali

etc.

L'industria italiana dell'auto e' sempre andata in crisi.

Vi ricordate di Autobianchi?Non esiste piu'.

Alfaromeo,Lancia,Ferrari,Maserati,e perfino Bertone con i suoi 1100 dipendenti,sono confluiti in Fiat.

Sarei molto cauto ad usare quindi certi aggettivi.Ogni volta che Fiat ha annesso un marchio,ha salvato posti di lavoro

Know How (i motori a V stretta di Lancia ed i motori ad 8 0 12 cilindri di Ferrari)

e prestigio del made in Italy nel mondo.

Se indiani o cinesi decidono di venire a fare gli assemblatori di auto in Italia,non e' la mancanza di un'area o di una serie di capannoni che puo' fermarli.In realta' questi paesi non hanno la tecnologia per sperare di competere in Italia.

E poi sono indietro di decenni nella motorizzazione dei loro paesi.In Europa c'e' una tradizione ,un culto dell'automobile

fin dalla nascita e sono state sviluppate tecnologie raffinate.Mi pare difficile che paesi senza queste esperienze,

anche di gradimento di prodotto,possano sbarcare con successo in Europa,a meno che non si dedichino ormai a tecnologie innovative(auto elettrica e quindi abbandono del motore a scoppio benzina o diesel).

Sul fatto che conviene trasportare le singole parti e non l'automobile assemblata,posso essere d'accordo,ma occorrerebbe

sviluppare un case study tenendo in conto il costo del lavoro

Anonimo 08 febbraio 2010   09:22
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 08 febbraio 2010. Visualizza »

"I circa 1600 lavoratori, costano circa 100 milioni l'anno ........"

Sarebbe a dire che ogni operaio di Termini Imerese guadagna 100.000.000 di €/1600 = 62500 € l'anno!!  

Ovvero 62500 €/12 = 5208 € circa al mese!!

Mi sembrano conti un tantinello sballati, dato che, secondo queste cifre, un metalmeccanico FIAT percepirebbe un emolumento mensile pari quasi al doppio di un Professore Ordinario all'Università o simile a quello di un alto dirigente di Banca!

Per carità, magari avrà ragione Lei.

Però io eviterei di andare allegramente in giro a declinare cifre di questo tipo .......

Potrebbe esserci un incazzatissimo operaio della FIAT di Termini nei paraggi ...................... e non so proprio come potrebbe cavarsela in un frangente del genere.

Un caro saluto.

se c'era da fare una osservazione a Charly,e' che ha impostato l'esercizio su 1600 lavoratori,che sono quelli "direttamente"

interessati,ed ha trascurato l'indotto locale,che porta a circa 3000 i lavoratori "toccati" da questa cessazione di attivita'.

Certo che se uno non fa distinzione tra

 "i costi" per l'azienda,

da quello che va in busta paga al lavoratore,in LORDO ed in NETTO

si fanno ragionamenti errati.

INTANTO PERCHE' NON EVIDENZIARE CHE CIRCA IL 50% DEI 1600 PUO' ANDARE IN MOBILITA'

VERSUS LA PENSIONE?

Questo significa che ben 800 lavoratori  percepirebbero un assegno mensile,ridotto,fino al pensionamento.

E' una attenuazione del problema che si pone oggi.

In quanto ai confronti con Francia o Germania,o India e Cina,

sarebbe interessante sapere "dove" producono Francia e Germania.

 

Anonimo 07 febbraio 2010   19:15
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 07 febbraio 2010. Visualizza »

"I circa 1600 lavoratori, costano circa 100 milioni l'anno ........"

Sarebbe a dire che ogni operaio di Termini Imerese guadagna 100.000.000 di €/1600 = 62500 € l'anno!!  

Ovvero 62500 €/12 = 5208 € circa al mese!!

Mi sembrano conti un tantinello sballati, dato che, secondo queste cifre, un metalmeccanico FIAT percepirebbe un emolumento mensile pari quasi al doppio di un Professore Ordinario all'Università o simile a quello di un alto dirigente di Banca!

Per carità, magari avrà ragione Lei.

Però io eviterei di andare allegramente in giro a declinare cifre di questo tipo .......

Potrebbe esserci un incazzatissimo operaio della FIAT di Termini nei paraggi ...................... e non so proprio come potrebbe cavarsela in un frangente del genere.

Un caro saluto.

Questa è la follia, tra il costo a carico di un'azienda ed il realmente percepito, inutile che si incazzi l'operaio, ma è così, poi è certamente giusto incazzarsi, ma verso questa politica che preleva ormai oltre il 50 % del reddito da lavoro per dare 350 e passa milioni alla FIAT.

Charly

andersonefareweto 07 febbraio 2010   13:39
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 febbraio 2010. Visualizza »

Marchionne ha ragione; bisogna fare politica industriale.

Facciamo quattro conti in tasca:

Termini Imerese produce circa 50mila auto l'anno, se il maggior costo è di 1000 €, sono 50milioni l'anno.

I circa 1600 lavoratori, costano circa 100milioni l'anno, circa il 20% del valore della produzione.

Se è vero che un lavoratore Siciliano costa meno di un lavoratore del nord Italia, ancor di più costa meno di un lavoratore Tedesco, come ci ha insegnato l'ing. Pistorio, è circa un 30% in meno, significherebbe che producendo la Y al nord o in Germania, il maggior costo complessivo si ridurrebbe a 20 milioni €.

Che tale costo sia giustificato da un maggior costo della logistica dei trasporti, ci sta, noi Siciliani ce ne accogiamo su tutto, siamo un'isola senza il ponte e senza infrastrutture.

Come colmare questi 20milioni €?

Facendo una politica industriale. 

I soli 350 milioni che promette Lombardo, diciamo altrettanti potrebbero venire dal MISE, potrebbero servire a creare indotto reale intorno alla FIAT di Termini e colmare il divario dei costi? Pare che per attuare questa politica industriale ci possano essere due anni, tempo adeguato a far nascere tale indotto, visto che di capannoni abbandonati a Termini ce ne sono tanti.

Tra due anni potremmo trovarci ad avere un costo di produzione allineato ad altre location, cosa ci abbiamo guadagnato? non abbiamo perso 1600 posti di lavoro, anzi ne avremo creati almeno altri 1000.

C'è poi un'altra ipotesi; e se i nuovi insediamenti utilizzassero tecnologie innovative e fonti energetiche alternative a basso costo, l'indotto potrebbe abbassare ulteriormente i costi della FIAT? Potrebbe il comparto AUTO Siciliano conquistarsi un mercato, oltre che FIAT?  Forse si.

Questa è la politica industriale che si potrebbe discutere, ma a Termini ci sono solo le sirene (quelle di Ulisse, non quelle industriali) i nostri politici, ma anche quelli nazionali, tentano di tappare i buchi e basta, anche Confindustria, che è anche a capo della politica industriale regionale, con il suo ovvio conflitto d'interessi, difende la Grande Industria e non tiene conto dello sviluppo delle PMI, che sono il reale tessuto industriale nazionale.

Perchè non tentiamo di ragionare e fare politica, così come lo stesso Marchionne ci suggerisce? Bisogna dargli atto del suo valore manageriale, con i soli soldi della regione avrebbe "tamponato" per altri 7 anni, e sono tanti, ma poi, saremmo punto e a capo, riconosciamo il valore della sua proposta, quindi, dell'uomo.

Ma ci vuole tanto a fare una reale politica industriale?

Perchè i fondi PO, in Sicilia, sono ancora fermi? cosa aspettiamo, di chiudere tutto.

Banale ma vero; basta con le politiche isteriche e di facciata, pretendiamo un confronto su proposte reali e concrete, basta con i fantasmi.

Credo che il problema non sia solo economico, le dichiarazioni lo confermano, grazie a Marchionne che tenta di farci aprire la testa, con un ulteriore sostentamento non concluderemmo nulla, così come nulla abbiamo concluso nonostante l'enorme quantità di danaro che è sempre giunto in Sicilia, ci siamo dimenticati? 

Sono pronto a dare il mio contributo. 

Charly

"I circa 1600 lavoratori, costano circa 100 milioni l'anno ........"

Sarebbe a dire che ogni operaio di Termini Imerese guadagna 100.000.000 di €/1600 = 62500 € l'anno!!  

Ovvero 62500 €/12 = 5208 € circa al mese!!

Mi sembrano conti un tantinello sballati, dato che, secondo queste cifre, un metalmeccanico FIAT percepirebbe un emolumento mensile pari quasi al doppio di un Professore Ordinario all'Università o simile a quello di un alto dirigente di Banca!

Per carità, magari avrà ragione Lei.

Però io eviterei di andare allegramente in giro a declinare cifre di questo tipo .......

Potrebbe esserci un incazzatissimo operaio della FIAT di Termini nei paraggi ...................... e non so proprio come potrebbe cavarsela in un frangente del genere.

Un caro saluto.

andersonefareweto 07 febbraio 2010   12:56
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 febbraio 2010. Visualizza »

mi spieghi come fanno cinesi ed indiani che nel loro paese hanno un costo del lavoro quantomeno pari ad uno a dieci

a trovare appetibile venire a produrre qui a costi italiani?

.

In quanto agli sciacalli,e' piu' probabile che  li abbiamo in casa.

A Torino fanno il loro mestiere,cercare di salvare l'azienda Fiat,che di lavoratori ne ha ben piu' di 3000.

Nello stabilimento di Termini Imerese la FIAT non ha mai costruito "ex novo" automobili, le ha solo assemblate, ed è proprio questo che verrebbero a fare qui da noi le case Cinesi o Indiane.

Una cosa, infatti, è esportare auto "finite" ed un'altra è inviarne i pezzi per mezzo di grandi navi da carico e montarle in uno stabilimento di assemblaggio "in loco".

Ciò per almeno due ottimi motivi. Il primo è che, in questo modo, per ogni singolo carico si ottengono molte più auto da immettere sul mercato.

E' vero, infatti, che il costo del lavoro in India e Cina è attualmente molto più basso che da noi, ma, sommando i costi di trasporto del prodotto "finito" ed i vantaggi che dà la possibilità di avere uno stabilimento produttivo che lavori in loco ed in sinergia con il marketing, risulta molto più conveniente per un'azienda esportare la propria capacità produttiva, in modo da raggiungere direttamente il mercato a cui è interessata.

Il secondo è che, una volta installate sul territorio, le aziende saranno sempre in grado di fornire assistenza tecnica (pezzi di ricambio, manutenzione, ecc.) allo stesso livello dei loro competitori, già presenti da tempo oppure originari dell'area geografica a cui appartiene il mercato da sfruttare.

Insomma, non è nient'altro che quello che hanno fatto, molti anni fa, la Ford oppure la General Motors (che da noi si chiama Opel) e, più recentemente, Toyota, Honda, Mitsubishi, Hyundai e tutte le altre case automobilistiche extra europee, che hanno avuto intenzione di acquisire una consistente quota di mercato nel continente europeo.

C'è poi da dire che approdare in Europa significa pure avere ottime possibilità di inserirsi nei mercati est-europeo, medio orientale e nord africano, attualmente "minori" ma, da tempo ormai, in via di sempre più rapida espansione.

Quanto alla FIAT, poi, io non vedo altro modo di definire, se non con il termine “sciacalli”, un’azienda che da cinquant’anni non ha fatto praticamente altro che sfruttare gli aiuti di Stato, opportunamente “travestiti” in modo diverso di volta in volta, per acquisire una posizione egemone, prima, e monopolistica, poi, gonfiandosi, nel contempo, a dismisura in termini occupazionali e di capacità produttiva, invece che costruire un’azienda sana e competitiva sui mercati internazionali, come hanno fatto in questi decenni, Renault, Citroen, Mercedes, BMW e Volkswagen, solo per citare i più importanti operatori del settore in Europa.

Il fatto che Marchionne sia in grado oggi di decidere impunemente di sbattere in mezzo a una strada migliaia di lavoratori dell’azienda e dell’indotto FIAT, è conseguenza inevitabile proprio di tutti questi anni di atteggiamento prono, o per lo meno connivente, dei vari governi italiani, nei confronti dell’azienda di Torino.

Ed il debole Governo Berlusconi, schiavo della lega, ovviamente non può fare eccezione!

Anonimo 07 febbraio 2010   12:48
L'utente ha risposto al commento di marcoc del 07 febbraio 2010. Visualizza »

Concordo, non c'è solo fiat possiamo aprire agli indiani Termini deve categoricamente continuare a produrre è bene che i politici se lo mettano in testa.

cominci tu a prendere i contatti,con gli indiani?

Anonimo 07 febbraio 2010   09:55

Marchionne ha ragione; bisogna fare politica industriale.

Facciamo quattro conti in tasca:

Termini Imerese produce circa 50mila auto l'anno, se il maggior costo è di 1000 €, sono 50milioni l'anno.

I circa 1600 lavoratori, costano circa 100milioni l'anno, circa il 20% del valore della produzione.

Se è vero che un lavoratore Siciliano costa meno di un lavoratore del nord Italia, ancor di più costa meno di un lavoratore Tedesco, come ci ha insegnato l'ing. Pistorio, è circa un 30% in meno, significherebbe che producendo la Y al nord o in Germania, il maggior costo complessivo si ridurrebbe a 20 milioni €.

Che tale costo sia giustificato da un maggior costo della logistica dei trasporti, ci sta, noi Siciliani ce ne accogiamo su tutto, siamo un'isola senza il ponte e senza infrastrutture.

Come colmare questi 20milioni €?

Facendo una politica industriale. 

I soli 350 milioni che promette Lombardo, diciamo altrettanti potrebbero venire dal MISE, potrebbero servire a creare indotto reale intorno alla FIAT di Termini e colmare il divario dei costi? Pare che per attuare questa politica industriale ci possano essere due anni, tempo adeguato a far nascere tale indotto, visto che di capannoni abbandonati a Termini ce ne sono tanti.

Tra due anni potremmo trovarci ad avere un costo di produzione allineato ad altre location, cosa ci abbiamo guadagnato? non abbiamo perso 1600 posti di lavoro, anzi ne avremo creati almeno altri 1000.

C'è poi un'altra ipotesi; e se i nuovi insediamenti utilizzassero tecnologie innovative e fonti energetiche alternative a basso costo, l'indotto potrebbe abbassare ulteriormente i costi della FIAT? Potrebbe il comparto AUTO Siciliano conquistarsi un mercato, oltre che FIAT?  Forse si.

Questa è la politica industriale che si potrebbe discutere, ma a Termini ci sono solo le sirene (quelle di Ulisse, non quelle industriali) i nostri politici, ma anche quelli nazionali, tentano di tappare i buchi e basta, anche Confindustria, che è anche a capo della politica industriale regionale, con il suo ovvio conflitto d'interessi, difende la Grande Industria e non tiene conto dello sviluppo delle PMI, che sono il reale tessuto industriale nazionale.

Perchè non tentiamo di ragionare e fare politica, così come lo stesso Marchionne ci suggerisce? Bisogna dargli atto del suo valore manageriale, con i soli soldi della regione avrebbe "tamponato" per altri 7 anni, e sono tanti, ma poi, saremmo punto e a capo, riconosciamo il valore della sua proposta, quindi, dell'uomo.

Ma ci vuole tanto a fare una reale politica industriale?

Perchè i fondi PO, in Sicilia, sono ancora fermi? cosa aspettiamo, di chiudere tutto.

Banale ma vero; basta con le politiche isteriche e di facciata, pretendiamo un confronto su proposte reali e concrete, basta con i fantasmi.

Credo che il problema non sia solo economico, le dichiarazioni lo confermano, grazie a Marchionne che tenta di farci aprire la testa, con un ulteriore sostentamento non concluderemmo nulla, così come nulla abbiamo concluso nonostante l'enorme quantità di danaro che è sempre giunto in Sicilia, ci siamo dimenticati? 

Sono pronto a dare il mio contributo. 

Charly

Anonimo 07 febbraio 2010   09:18
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 07 febbraio 2010. Visualizza »

Concordo.

La FIAT si tolga di torno. 

Il mercato italiano potrà sicuramente fare a meno senza problemi delle "caffettiere a motore" che ci hanno propinato per anni, facendole passare per auto innovative e all'avanguardia della tecnica.

Lasciate lavorare Cimino. Se la Regione saprà coadiuvare adeguatamente l'iniziativa imprenditoriale di questo giovane manager siciliano, le speranze di far diventare questi sciacalli della casa di Torino solo un ricordo, cresceranno di giorno in giorno.

Lombardo ha già messo sul tavolo 300 milioni di €. Perchè mai dovremmo regalarli a Marchionne, magari solo in cambio di un'altro paio d'anni di mantenimento dei livelli occupazionali di Termini Imerese, quando si può aprire agli Indiani o ai Cinesi, fornendo loro un'ottima "testa di ponte" per l'approdo più comodo al mercato eurpeo dell'auto.

Piantiamola col protezionismo!

Siamo ormai nel terzo millennio. L'epoca della globalizzazione.

mi spieghi come fanno cinesi ed indiani che nel loro paese hanno un costo del lavoro quantomeno pari ad uno a dieci

a trovare appetibile venire a produrre qui a costi italiani?

.

In quanto agli sciacalli,e' piu' probabile che  li abbiamo in casa.

A Torino fanno il loro mestiere,cercare di salvare l'azienda Fiat,che di lavoratori ne ha ben piu' di 3000.

Anonimo 07 febbraio 2010   09:14

non si capisce cosa si potra' fare con 300 milioni,dopo che nel recente periodo 2000-2006 sono transitati 8 (ovvero 9 !)

miliardi di euro di fondi FAS per la Sicilia,e nessuno si e' mai accorto che c'era aperto il problema delle infrastrutture

per lo Stabilimento Fiat di Termini Imerese,e si sono finanziati i progetti piu' strampalati.

marcoc 07 febbraio 2010   01:25
L'utente ha risposto al commento di andersonefareweto del 07 febbraio 2010. Visualizza »

Concordo.

La FIAT si tolga di torno. 

Il mercato italiano potrà sicuramente fare a meno senza problemi delle "caffettiere a motore" che ci hanno propinato per anni, facendole passare per auto innovative e all'avanguardia della tecnica.

Lasciate lavorare Cimino. Se la Regione saprà coadiuvare adeguatamente l'iniziativa imprenditoriale di questo giovane manager siciliano, le speranze di far diventare questi sciacalli della casa di Torino solo un ricordo, cresceranno di giorno in giorno.

Lombardo ha già messo sul tavolo 300 milioni di €. Perchè mai dovremmo regalarli a Marchionne, magari solo in cambio di un'altro paio d'anni di mantenimento dei livelli occupazionali di Termini Imerese, quando si può aprire agli Indiani o ai Cinesi, fornendo loro un'ottima "testa di ponte" per l'approdo più comodo al mercato eurpeo dell'auto.

Piantiamola col protezionismo!

Siamo ormai nel terzo millennio. L'epoca della globalizzazione.

Concordo, non c'è solo fiat possiamo aprire agli indiani Termini deve categoricamente continuare a produrre è bene che i politici se lo mettano in testa.

andersonefareweto 06 febbraio 2010   21:40

Concordo.

La FIAT si tolga di torno. 

Il mercato italiano potrà sicuramente fare a meno senza problemi delle "caffettiere a motore" che ci hanno propinato per anni, facendole passare per auto innovative e all'avanguardia della tecnica.

Lasciate lavorare Cimino. Se la Regione saprà coadiuvare adeguatamente l'iniziativa imprenditoriale di questo giovane manager siciliano, le speranze di far diventare questi sciacalli della casa di Torino solo un ricordo, cresceranno di giorno in giorno.

Lombardo ha già messo sul tavolo 300 milioni di €. Perchè mai dovremmo regalarli a Marchionne, magari solo in cambio di un'altro paio d'anni di mantenimento dei livelli occupazionali di Termini Imerese, quando si può aprire agli Indiani o ai Cinesi, fornendo loro un'ottima "testa di ponte" per l'approdo più comodo al mercato eurpeo dell'auto.

Piantiamola col protezionismo!

Siamo ormai nel terzo millennio. L'epoca della globalizzazione.

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