Prima radio
Prima radio

Mafia, norma "azzera processi": il ministero studia un decreto urgente

06 febbraio 2010 17:18
Numero commenti Nessuno   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

(di Margherita Nanetti) Sono già al lavoro i tecnici del Ministero della Giustizia per disinnescare gli effetti 'non voluti' della 'ex Cirielli' che, a seguito di quanto rilevato da una decisione della Cassazione dello scorso 21 gennaio, rischiano di azzerare molti processi di mafia spostando la competenza dai tribunali ordinari alle corti di assise, già intasate di fascicoli. E mentre dalle Procure rimbalza l'allarme levatosi ieri da Palermo, anche il Pd annuncia che lunedì presenterà un emendamento per tamponare la situazione. Una prima ipotesi valutata da Via Arenula - in attesa delle motivazioni della Suprema Corte, attese per lunedì - è quella di estendere la competenza dei tribunali ai reati di mafia, anche se aggravati e qualunque sia la pena massima, agendo sull'articolo 5 del codice di procedura penale che determina i reati di competenza della Corte di Assise e quelli esclusi.

 

Entro la prossima settimana, dunque, potrebbe essere pronto un decreto legge, costituito da un solo articolo, di modifica dell'articolo 5 cpp, con inserimento dell'articolo 416 bis del codice penale (associazione di tipo mafioso) tra i reati per i quali resta la competenza del Tribunale (e non della corte d'assise) anche in presenza di aggravanti con previsione di pena di 24 o più anni. In tal modo - spiegano fonti del Ministero - si manterrebbe l'inasprimento delle norme antimafia salvando tutti i procedimenti perché le norme procedurali intervengono sui processi di ogni ordine e grado. In Senato, ha spiegato il vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama Felice Casson, "presenteremo, lunedì, un emendamento per correggere il ddl sicurezza e per stoppare la linea del governo, per ribadire che la competenza attualmente prevista per i reati di mafia deve rimanere al tribunale collegiale e non passare alla corte di assise".

 

"Così, da una parte - ha sottolineato - confermeremo le gravi sanzioni già votate dal Parlamento a carico dei mafiosi e dall'altra verrà eliminato il rischio di scarcerazione". Da Napoli, il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore chiede un "intervento del legislatore perché la corte di assise è già intasata" anche se nel capoluogo campano "danni dalla sentenza della Cassazione non ne verranno, perché la maggior parte dei processi di camorra sono collegati ad omicidi e già si svolgono in assise"."Siamo di fronte ad un assurdo - ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti - non si è tenuto conto che, nell'inasprire le pene, si creava la conseguenza di smembrare i processi. Si è prodotta, cioé, una doppia competenza fra i tribunali e le corti d'assise". Secondo Roberti, "la corte d'assise non è un giudice tecnicamente in grado di sostenere la complessità dei processi di mafia: se non ci sono omicidi, è assurdo che vengano sottoposti a giudici non togati". Conseguenze sui processi in corso, se non si correrà ai ripari, sono già segnalati in Calabria in procedimenti aperti dalla dda di Catanzaro.

© Riproduzione riservata
Fonte: ansa
Segnala ad un amico

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Altre notizie