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Grasso lancia l'allarme giustizia:
"Rischio che molti boss venagno scarcerati"

06 febbraio 2010 09:16
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''Centinaia di mafiosi in Italia'' dovranno essere giudicati un'altra volta e ''il rischio di molte scarcerazioni sara' inevitabile''. Lo dichiara in un'intervista a 'la Repubblica' il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso commentando gli effetti della legge ex Cirielli del 2005. ''E' necessario e urgentissimo un intervento, anche con decreto legge - aggiunge il procuratore - per evitare queste conseguenze. Ci vuole una norma transitoria che blocchi la situazione, che si applichi a bocce

ferme, che valga per tutti i processi pendenti evitando che gli effetti si perpetuino. Bisogna anche intervenire sul passato, sui processi gia' fatti''.

 

''Il 21 gennaio scorso la Cassazione - spiega Grasso - investita da un conflitto di competenze sollevato dalla corte di assise di Catania ha deciso che i capi delle associazioni devono essere giudicati dalle corti di assise e non dei tribunali''. Da quando la legge e' entrata in vigore sono trascorsi 5 anni ma degli effetti previsti per i capi delle associazioni mafiose, che andavano processati in corte di assise e non in tribunale, fino a oggi ''non se n'e' accorto nessuno - spiega Grasso - ne' magistrati, ne' avvocati e nemmeno noi della procura antimafia''.

 

''Le recenti modifiche del pacchetto sicurezza hanno aumentato, per quanto riguarda il comma incriminato, quello che fa scattare la competenza della corte di assise, soltanto il minimo da 10 a 12 anni, la pena piu' grave era prevista nella legge Cirielli del 2005. Quindi, gia' 5 anni fa si sarebbe dovuto separare la posizione dei vari boss e dai tribunali rinviarla a giudizio davanti alla corte di assise. In sostanza: tutto quello che sta accadendo - sottolinea Grasso - e' la conseguenza della Cirielli e non delle norme antimafia contenute nel pacchetto governativo''.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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