“Riteniamo necessario che, in merito ai 100 milioni di euro che la Regione ha dichiarato di voler investire nelle zone del Messinese colpite dall’alluvione per far fronte al dissesto idrogeologico, si apra un tavolo tecnico tra la stessa Regione, la Provincia e i comuni interessati per garantire che i finanziamenti non vadano dispersi. Serve una maggiore partecipazione degli enti locali nelle scelte del governo regionale.
Con una interrogazione indirizzata al Presidente della Regione, all'Assessore Regionale alle infrastrutture e ai trasporti e all’Assessore regionale al Territorio e all’Ambiente l’on. Fortunato Romano (MPA) pone l’accento sulla grave situazione causata dalle abbondanti piogge, che si sono verificate nella Provincia di Messina e che hanno provocato una serie di frane e smottamenti un numerose arterie stradali. Dalla Strada statale 117 alla Strada statale 113 dalle Strade provinciali che collegano i comuni di Alcara li Fusi, Ficarra, Frazzanò, Mirto, Sinagra, Raccuja, S.Salvatore di Fitalia, Longi e Ucria ed altri comuni alle comunali dei villaggi Cumia, Bordonaro, Larderia, Scoppo, Castanea, Sperone, Annunziata ed altri villaggi ricadenti nel Comune di Messina il maltempo ha causato problemi alla viabilità e nuove emergenze idrogeologiche in prossimità dei centri abitati. Romano chiede che si avanzi al Governo nazionale la richiesta dello stato di calamità naturale per la Provincia di Messina ed in particolare per la zona dei Nebrodi.
Chiesto anche di snellire le procedure tecniche e amministrative, per consentire rapidi interventi funzionali ed evitare sovrapposizione di competenze tra enti territoriali, la rivisitazione immediata del Piano PAI, attualmente aggiornato al 2007, e rapidi interventi di ANAS e degli Enti competenti per arrivare ad una rapida riapertura delle arterie citate.
Romano sollecita poi una “legge speciale” per Messina, in ragione dell’assetto idrogeologico e idrografico del territorio, che consenta un impegno di pianificazione e di risorse straordinario, finalizzato alla messa in sicurezza dell’intero territorio.
Proposte, infine, nuove adeguate risorse al fine di rafforzare l’organizzazione della Protezione civile siciliana reclutando, tra il personale regionale, figure professionali da impiegare nel monitoraggio e nella pianificazione degli interventi di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico in quelle zone che presentano una maggiore vulnerabilità del proprio territorio.