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Termini e dintorni. Berlusconi minaccia, Epifani accusa, Marchionne non si smuove. Guantoni, ma nessuno sale sul ring

04 febbraio 2010 15:42
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www.siciliainformazioni.com

Sembra la sceneggiatura di una commedia all’italiana. Furbizie, mezze parole, bluff e così via. La Fiat è il cuore del problema, Termini Imerese il cuore del cuore. Ha smesso di battere. Meglio, batte ancora, sempre più flebile il battito, ma è come se fosse estinto. Se si trattasse di un essere umano, sarebbe pronto per l’espianto, perché la morte cerebrale è stata più volte comunicata.

 

Lo stabilimento siciliano è diventato la cartina di tornasole dei mali del Sud, l’icona dell’assistenzialismo, del capitalismo senza anima, del morto che cammina, dei costi sociali nelle aree marginali, della generosità dello Stato (malpagata) e dell’ingratitudine dell’impresa, profumatamente incentivata. Tutto questo insieme ed altro ancora.

Della vicenda siciliana si è occupato, di striscio, il Presidente del Consiglio nel corso di una conferenza stampa dedicata ad altro. Appena arrivato da Israele e Palestina – dove ha visto tutto meno che il muro divisorio fra i due popoli – ha mandato a dire alla Fiat che sugli incentivi, per quanto riguarda il governo non c’è problema: se l’azienda torinese non è interessata, soprassediamo e non se ne parla più.

A che cosa è dovuta l'osservazione?

Nella mattinata gli era stata letta l’intervista rilasciata dall’amministratore delegato della Fiat, Marchionne, che sulla Stampa di Torino, house organ dell’azienda, ha detto che degli incentivi si può fare a meno. Da qui la considerazione del Premier.

Marchionne non ha fatto un passo indietro su tutta la linea, sfata la leggenda del “ricatto” sull’equazione incentivi- mantenimento di Termini. Ribadisce che la Fiat si sente vincolata a dare una soluzione alternativa alla chiusura di Termini Imerese ed è disposta a fare la sua parte insieme con il governo, non da sola dunque.

Ma nel sindacato e a livello di governo regionale la prospettiva di alterare la mission di Termini Imerese è considerata inaccettabile. Il governatore su questo è stato chiaro: siamo disposti a dare un congruo contributo, ma la Sicilia deve continuare a produrre auto, Fiat o no. Muro contro muro, dunque.

Epifani in una intervista è stato chiamato a “deporre”. Gli hanno chiesto che ne pensasse della svolta “forte” del governo nazionale. Gli incentivi per l’auto ritornano se la Fiat mantiene in vita Termini. Le sue affermazioni sono nette. A Roma avrebbero dovuto pensarci un anno fa, ha detto, quando il sindacato raccomandava di agganciare l’arrivo degli incentivi nel settore auto con il piano industriale e l’impegno a mantenere tutte le fabbriche Fiat italiane aperte. “Se si fosse richiesto questo impegno”, ha detto Epifani, “Non ci troveremmo a questo punto”.

“Marchionne è un socialdemocratico?, hanno domandato al segretario della Cgil. “E’ l’amministratore delegato di un’azienda multinazionale”, ha risposto secco Epifani, che ha ricordato l’opzione iniziale di Marchionne, la salvaguardia del posto di lavoro, dei dipendenti Fiat che sono la ricchezza dell’azienda.

Epifani invero ha considerato un altro episodio, la concomitanza fra la distribuzione dei dividendi agli azionisti, segno di una buona condizione aziendale, e la scelta “improvvida” di chiudere Termini Imerese nel 2012.

“Come fa a prevedere con tanto anticipo l’andamento del mercato dell’auto?”

I dialoghi a distanza fra i protagonisti della vicenda - sindacato, governo nazionale, governo regionale e azienda – danno la misura dello stato dell’arte. La vertenza non fa un passo avanti, tutti indossano i guantoni, nessuno sale sul ring, almeno per ora. E’ l’unico dato positivo.

Ma lo è davvero?

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Anonimo 07 febbraio 2010   09:22
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 febbraio 2010. Visualizza »

La verità è che questa situazione è resposnabilità dei politici.

Sono stati i politici a bloccare i lavori per sviluppare il polo di termini imerese: http://estremocentrosicilia.wordpress.com/2010/02/01/fiat-e-termini-imerese-il-fallimento-degli-attuali-governi/

INI questo link ci sono tutti i dati....

 

Gaspare

potrei essere d'accordo....

Anonimo 05 febbraio 2010   14:28

E' una vergona....Si continua a giocare. Chi ne fa le spese sono gli operai. E' ora di finirla. L'agglomerato industriale di Termini Imerese è un vero CIMITERO. Cambiate la segnaletica autostradale.

Anonimo 05 febbraio 2010   07:42

e' ora che la fiat la smetta di chiedere soldi quando va' male e se li intaschi quando va' bene...

ci ridiano il quanto elargito !!!!!!!! 

Anonimo 04 febbraio 2010   17:58

 Egregio sig. Coniglio, spero che le ingiuste accuse a lei rivolte da, seppur numerosi, lettori di siciliainformazioni non le abbiano fatto passare la voglia di commentare gli accadimenti della nostra terra. Le ricordo che c'è anche chi gradisce le sue riflessioni.

Luca

Anonimo 04 febbraio 2010   16:41

La verità è che questa situazione è resposnabilità dei politici.

Sono stati i politici a bloccare i lavori per sviluppare il polo di termini imerese: http://estremocentrosicilia.wordpress.com/2010/02/01/fiat-e-termini-imerese-il-fallimento-degli-attuali-governi/

INI questo link ci sono tutti i dati....

 

Gaspare

Anonimo 04 febbraio 2010   16:17

No, l'unico dato positivo è che siamo in campagna elettorale e il governo non può permettersi di mandare affan... la Fiat (e tutto quello che si porta dentro la Fiat) come se niente fosse!

 

Chiaramente si sta facendo un gioco politico sporco attorno a Termini Imerese ... solo un cieco non lo vede!

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