Non se ne può più di storie, storielle e storiacce della politica siciliana. E non abbiamo più voglia per rammaricarci, deprimerci, arrabbiarci, per le baruffe e i guai siciliani. Progetti, promesse, grandi o piccole riforme non ci entusiasmano. E non perché dubitiamo della volontà di chi annuncia, promette, vede o stravede cose positive, ma perché a forza di pestare l’acqua ne mortaio, non riusciamo e compiacerci di nulla, a credere che qualcosa cosa, prima o poi, possa cambiare. Lo scetticismo fa la parte del leone anche nei cuori più ben disposti a causa di una routine frustrante.
Qualche giorno fa abbiamo letto il lungo elenco di associazioni, teatri, spettacoli che hanno ottenuto contributi e finanziamenti dalla Regione. La cultura e lo spettacolo vanno aiutati, ci siamo detti, ma stiamo spendendo bene i nostri soldi? Sappiamo che costa un sacco di soldi organizzare convegni, seminari e tavole rotonde cui partecipano spesso quattro gatti, e per finanziare libri, giornali e giornaletti che nessuno legge. Cultura e comunicazione sono un’idrovora di risorse pubbliche. Con quali risultati è sotto gli occhi di tutti. Sono tantissimi i comuni che spendono quattrini, che non hanno, per mettere in piedi serate di musica e canzoni, spesso rinunciando a opere di prima necessità.
Invece che fare professione di ottimismo che non porta da nessuna parte, o di pessimismo, che è un atteggiamento distruttivo, sulla possibilità di cambiare le cose, bisogna compiere un balzo in avanti. Non è impossibile. Chi è indietro, gode di un grande vantaggio: conosce gli errori di chi è andato avanti ed ha la possibilità di evitarli. Può recuperare i ritardi, se lo vuole.
Se si riuscisse ad accettare una ”dieta”, di breve durata, sui convegni, seminari e serate di musica e canzoni, l’anno successivo si potrebbe aumentare esponenzialmente il numero di questi eventi, o sostituirli con altri che aiutino più proficuamente le attività culturali, lo spettacolo, la musica, il volontariato, l’associazionismo.
Non è il futuro che stiamo preannunciando, riferiamo del presente, di ciò che è già accaduto e sta accadendo sul fondo marino del Mediterraneo e sulle coste siciliane.
La Sicilia ospita tre hub, a Catania, Palermo e Mazara del Vallo. La rete di Internet si serve di alcuni snodi, chiamati Pop, che sono ubicati nelle città siciliane, come Palermo, Catania e Mazara del Vallo.
Queste prospettive concrete non sono mai state oggetto di analisi e non sono state valutate; di più, non sono conosciute, e non hanno stimolato alcuna intrapresa, progetto, proposta, investimenti.
Quali opportunità concedono le autostrade digitali all’Italia ed alla Sicilia in particolare?
Queste autostrade digitali possono essere costruite se ottengono le autorizzazioni necessarie e queste autorizzazioni sono generalmente onerose, come la posa di condotte del gas. Siccome l’attraversamento dei metanodotti che arrivano dal Nord Africa hanno confermato, migliorandolo in modo notevole, il ruolo della Sicilia esportatrice di energia, la possibilità che si ripeta questo trattamento è altissima.
Tutto questo giustifica il progetto della Sicilia cablata. E il risveglio da lungo sonno.
Ci sono segnali di qualche interesse provenienti dai comuni siciliani. A Caltanissetta è stato lanciato il primo esperimento di wi-fi libero. Ma è una mosca bianca. Non è che in Italia si sia fatto molto di più. Esistono reti a Roma, Torino, Reggio Emilia, Trento, Bologna, Firenze e Milano, ma si tratta di piccole “zone” libere di accesso, non ci sono città “connesse”. In Europa, la Francia, all’avanguardia, ha quasi trentamila punti di connessione libera.
In Sicilia si può fare meglio e di più: coprire l’intero territorio dell’Isola senza eccezione con una pianificazione che premi i comuni più solerti ed attivi, in modo che la cronologia degli interventi sia suggerita dalla qualità della domanda e dalle sensibilità territoriali.
sono commosso dal vedere quanti tecnici competenti di telecomunicazioni affollano questo post.
Quella poi della rete tetto - tetto che non paga canone sul traffico è stupenda.
Cioè io posso parlare (??????) con il mio vicino di casa senza pagare ma se poi voglio navigare su un sito che si trova a Roma che faccio?
Ci vado gratis pure laggiù o ci arrivo " tetto-tetto"??
Scusa ma non c'entra nulla con il progetto regionale.
c'entra eccome. La rete tetto tetto sopperisce alle spese del local-loop, e' ovvio che se poi voglio portare il sito dell'Inter anche alla filiale della regione a Roma, userò un classico provider, non sia mai che a roma non possano "svolgere il loro fondamentale compito" per noi siciliani che li paghiamo profumatamente...
Sono convinto che l'investimento in tecnologia,nel merito,nelle scelte innovative,nei i ponti sullo stretto,sia vincente purtroppo si scontrano con un cinguantennio di finanziamenti a pioggia di tutte le iniziative che apportino consenso politico.
Se dovessi indicare un esempio di Regioni che hanno utilizzato male la propria autonomia al servizio di caste od organizzazioni malavitose la Sicilia contenderebbe il primo posto con buone probabilità di successo,
La cura può avvenire solo all'interno della cultura Siciliana con la scelta di amministratori credibili e coerenti con la propria storia che i media locali e nazionali sarebbe opportuno illustrassero con tutti i cambi di direzione effettuati ad ogni variare di vento dominante.
Il governo nazionale non deve ne può intervenire con i soldi,storicamente spesi male, ma con indirizzi politici sulla scelte,sulla rimozione per incompetenza o mancato raggiungimento degli obbiettividi di Dirigenti ecc.ecc. abrogando tutte le norme che ostacolano il raggiungimento dell'interesse comune.
I fondi se ben spesi e sopratutto controllati dagli elettori sono più che sufficienti
ma come fa un governo a dare indirizzi politici ad una regione a statuto autonomo,che riaggiusta le leggi dello stato italiano a suo comodo e piacimento?
E come fanno i cittadini a controllare la spesa in un sistema che non conosce la trasparenza?
Gli obiettivi ai Pubblici Dirigenti dovrebbero essere affissi nei manifesti murali ad inizio dell'esercizio annuo
e poi dovrebbero essere oggetto di "giudizio" da un campione casuale di cittadini.
Sono convinto che l'investimento in tecnologia,nel merito,nelle scelte innovative,nei i ponti sullo stretto,sia vincente purtroppo si scontrano con un cinguantennio di finanziamenti a pioggia di tutte le iniziative che apportino consenso politico.
Se dovessi indicare un esempio di Regioni che hanno utilizzato male la propria autonomia al servizio di caste od organizzazioni malavitose la Sicilia contenderebbe il primo posto con buone probabilità di successo,
La cura può avvenire solo all'interno della cultura Siciliana con la scelta di amministratori credibili e coerenti con la propria storia che i media locali e nazionali sarebbe opportuno illustrassero con tutti i cambi di direzione effettuati ad ogni variare di vento dominante.
Il governo nazionale non deve ne può intervenire con i soldi,storicamente spesi male, ma con indirizzi politici sulla scelte,sulla rimozione per incompetenza o mancato raggiungimento degli obbiettividi di Dirigenti ecc.ecc. abrogando tutte le norme che ostacolano il raggiungimento dell'interesse comune.
I fondi se ben spesi e sopratutto controllati dagli elettori sono più che sufficienti
ai precedenti commenti propositivi ed informativi,
vorrei aggiungere:
ma come è andata a finire l'internet gratis che l'attuale presidente della Provincia di Palermo sbandierava nel territorio provinciale nei manifesti elettorali ? Non c'è un solo paese della provincia con l'internet gratis.
Che qualcuno mi smentisca. 
E poi:
la copertura del WIMAX in Sicilia che doveva avvenire a 36 mesi da quando il Ministero delle Telecomunicazione ha assegnato (con bando pubblico) le ex frequanze militari (3,4 - 3,6 Ghz), anche questa copertura come è andata a finire ?
Sono passati già oltre 24 mesi e ci sono delle penali da pagare per le aziende se non si copre la maggior parte del territorio.
Il Ministero monitorizza?
A parte un po' di paesini nel catanese e siracusano nella sicilia occidentale non se ne parla di WIMAX e non ci si connette affatto tramite WIMAX. 
E non dimentichiamoci:
che nel Programma Operativo 2007 - 2013 della regione Sicilia c'è il famoso Asse 4 che dedica risorse alle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione - ICT.
Ma a quanto ne so (siti della Regione Sicilia), nessun bando è stato ancora pubblicato. 
A seguito di queste considerazioni mi viene spontaneo pensare che l'attuale classe politica che governa gli enti territoriali di vario livello in SIcilia non è affatto interessata a sviluppare le comunicazioni via web e i relativi servizi, continuando a mantenere alti livelli di inefficienza e di disagio per i cittadini che potrebbero - invece- oggi ottenere documenti certificati e servizi vari via internet come altri territori italiani, europei e del resto del mondo. 
Molti servizi sanitari (prenotazioni, invio risultati esami, ecc.) potrebbero avvenire tramite internet, senza parlare della telemedicina. ![]()
Maaaa....se si sviluppano i servizi via web, si perde una bella fetta di elettori che sarebbero col tempo poi piu' liberi e meno legati a favoritismi ai politici e ai relativi portaborse, galoppini etc. Il popolo si deve tenere ignorante e al guinzaglio. 
Ma questa è la Sicilia che oggi ci ritroviamo, a quanto pare e non sembra che le vie di uscita dalla precarietà- tecnologica almeno in questo campo del web, internet e tecnologia comunicazione - siano vicine. 
le tecnologie si evolvono.Avere perso un treno non significa che non ne arrivera' un altro,magari piu' veloce ed efficiente.
Intanto c'e' da dire che si' ,e' vero,ci sono ritardi ,ma se si va in giro per uffici pubblici non si puo' dire che siano privi di strumenti tecnologici.Spesso poco utilizzati o sotto utilizzati.
Alcuni uffici ,anche a palermo e dintorni,sono disponibili a dare il proprio indirizzo di posta elettronica ed ad accettare
"le carte" come allegati ad E-Mail.Io me ne sono avvalso per trasmettere copie di ricevute di pagamenti,anche se considero
inutile tale procedura,perche' e' una procedura arrogante.Una volta che ho pagato,come mai l'Ufficio non ha gli strumenti per verificare il pagamento con gli strumenti del proprio ufficio e mi chiede "la copia" del versamento?Mi pare che ci sia confusione negli addetti ai lavori ed in chi li dirige e vengono chieste di fare attivita' superflue e pure dannose.
.
In quanto ai suggerimenti strettamente tecnici,dovrebbe intervenire chi ha responsabilita' ufficiali in determinati ruoli
(sia proponente che utente).Spessissimo nella P.A. l'Utente non ha alcuna "cultura" sugli strumenti o tecnologie
sulle quali e' chiamato a deciderne l'introduzione o meno.
Continuiamo pure a mandare all'estero i nostri giovani laureati,oppure ad affettare salame in qualche centro commerciale,
e poi cosa vogliamo pretendere?
si, ne ho sentito parlare di questo progetto, mi pare sia stato un accordo con un grosso provider di telecomunicazioni nazionale che si fa fare pubblicità da uno con il numero 46 sulla moto... tuttavia, la invito a riflettere, al costo di circa 150 euro ad apparato, si poteva benissimo creare una rete tetto-tetto tra i palazzi del potere e spendere molto meno, oltre che ottenere prestazioni, in termini di velocità, superiori di almeno due ordini di grandezza.
Con una rete del genere, essendo proprietaria, non si paga nessun canone sul traffico. Una volta costruita, non costa piu' nulla se non la manutenzione ordinaria. Altrove fanno gia' cosi'... ma anche a palermo, ad esempio all'Università.
Cosa c'entra Cuffaro e Lombardo che non fa le cose di Cuffaro?? Non diciamo berlusconate dai!!!
sono commosso dal vedere quanti tecnici competenti di telecomunicazioni affollano questo post.
Quella poi della rete tetto - tetto che non paga canone sul traffico è stupenda.
Cioè io posso parlare (??????) con il mio vicino di casa senza pagare ma se poi voglio navigare su un sito che si trova a Roma che faccio?
Ci vado gratis pure laggiù o ci arrivo " tetto-tetto"??
Scusa ma non c'entra nulla con il progetto regionale.
non penso che a palermo siano meno "capaci" di altri comuni, in quanto a tecnologia, certamente è un grosso dramma... se automatizzo il rilascio di un certificato, che e' "dovuto" al cittadino... senza tante storie... come posso poi tenere in piedi il sistema clientelare? come posso poi far sembrare un atto miracoloso, il semplice svolgimento del lavoro "dovuto" dall'impiegato comunale?
Internet non va vista solo come la possibilità di navigare un sito di un ente dove non trovi niente altro che gigantesche foto del politico che lo comanda in quel momento... ma va visto anche come strumento per "spendere di meno" se chiedo un parere all'ufficio pubblico (anziché percorrere decine di Km o anche centinaia, cercare parcheggio, fare la fila e poi sentirsi magari dire: "no, è quell'altro collega di quell'altro ufficio all'altro capo della città che se ne occupa" - e intanto un cittadino comune ha perso tempo e giornate lavorative).
Internet è anche lo strumento per evitare di scrivere una lettera nell'ufficio pubblico A, stamparla, firmarla con tanto di ceralacca, spedirla con il "camminatore" all'altro ufficio pubblico B, ovviamente non mandandolo con i mezzi pubblici, come è giusto che sia, ma con un'auto da 100.000 euro e autista incluso. Con Internet, scrivo e spedisco (e firmo elettronicamente) un documento... senza sprecare carta e le suole delle scarpe del "camminatore" (do per scontato che secondo qualche vicesindaco, ovviamente, le auto che inquinano le città sono solo quelle dei cittadini comuni, quelle pubbliche non inquinano mani...).
bethania
Non e' una questione di capacita',quanto di furbizia.Ci si sente furbi e strateghi e si dimentica di diventare ridicoli sotto gli occhi dell'Italia Intera.Cosi' fu che Palermo approdo' per ultima all'informatizzazione.
Pero' le capacita' c'entrano,e come!Le capacita' operative si sviluppano sul campo.
Inoltre ci sono aspetti ancora piu' sconcertanti,che sono legati al fatto che una volta che si dispone di sistemi informatici,gli stessi sono utilizzati impropriamente,di solito come una "stamperia".Infatti le procedure sono rimaste quelle di ieri e le pratiche vengono istruite corredandole di stampati e certificati ,come ieri,con le carte a carico del "cittadino camminatore"
Facciamo l'esempio di volere istruire una semplice pratica di agevolazione di una tassa comunale,che di solito riguarda singoli anziani pensionati.
A corredo si chiede al cittadino di portare il Cud e la documentazione Asl,oltre i dati identificativi
che sono la fotocopia della C.Id. e del cod.fiscale.Ora queste sono informazioni presenti nei Data Base dei competenti
uffici (INPS,Ag Entrate,Asl,Anagrafe del Comune,etc.)
e con qualche click potrebbero essere attivati i necessari controlli.INVECE NO.
E' Il cittadino "camminatore"che deve produrre le carte,che vanno a costituire un bel malloppo a corredo della pratica,che poi verra' "sepolta" in qualche scantinato,e siccome le agevolazioni hanno durata annua,fra 1 anno si ricomincia.
Osservando questo modus operandi,si da' piu' fede a carte(che sono un derivato dai Data Base,spesso fotocopie,e quindi se si vuole essere malpensanti ,carte suscettibili di frode),piuttosto che andare direttamente alla fonte,per fare i dovuti controlli.E la citta' e' invasa da gente che vaga da un ufficio all'altro,che fa code interminabili,che arriva negli uffici in giorni di non ricevimento,che spreca tempo e denaro ed intralcia il traffico.
è singolare svegliarsi da un lungo letargo e tirare fuori un articolo sconoscendo totalmente quello che si stava facendo in Sicilia.
Ma non sapevate di una grande progetto in fibra ottica che era stato avviato dal governo Cuffaro, oramai quasi ultimato e che è stato fermato da Lombardo solo perchè avviato da Cuffaro oppure perchè avrebbe danneggiato un operatore telefonico che riceve annualmente lucrose commesse milionarie dalla Regione?
Sapevate che sono stati messi oltre 20 milioni di euro di cavi in fibra ottica in Sicilia e collegate oltre 400 sedi regionali già da giugno 2009 e che tutto si è fermato perchè il progetto l'aveva avviato Cuffaro e che questo era preminente ripsetto alla valenza stessa del progetto?
Sapevate che l'unica società regionale che faceva gl'interessi del pubblico, Sicilia e Innovazione, è stata liquidata perchè l'altra, Sicilia e Servizi, era più remunerativa per le attività clientelari pur possedendo solo 7 dipendenti e ricevute commesse dalla Regione per oltre 450 milioni di Euro?
E chi li fa questi lavori?
Ma vuoi vedere che hanno scoperto la gallina delle uove d'oro e che ciò è preminente rispetto agli interessi del pubblico?
Quando scoppierà uno scandalo su tutto ciò?
si, ne ho sentito parlare di questo progetto, mi pare sia stato un accordo con un grosso provider di telecomunicazioni nazionale che si fa fare pubblicità da uno con il numero 46 sulla moto... tuttavia, la invito a riflettere, al costo di circa 150 euro ad apparato, si poteva benissimo creare una rete tetto-tetto tra i palazzi del potere e spendere molto meno, oltre che ottenere prestazioni, in termini di velocità, superiori di almeno due ordini di grandezza.
Con una rete del genere, essendo proprietaria, non si paga nessun canone sul traffico. Una volta costruita, non costa piu' nulla se non la manutenzione ordinaria. Altrove fanno gia' cosi'... ma anche a palermo, ad esempio all'Università.
Cosa c'entra Cuffaro e Lombardo che non fa le cose di Cuffaro?? Non diciamo berlusconate dai!!!
una volta forse eravamo importanti per la manovalanza.
Oggi il Nord la manovalanza c'e' la ha con gli immigrati.
Il Sud ed in particolare la Sicilia hanno sempre contrastato l'evoluzione tecnologica.
Palermo fu l'ultimo grande comune d'Italia a dotarsi di un Sistema Elettronico per la elaborazione dati,
con oltre trenta (TRENTA) anni di ritardo rispetto a comuni come Bologna e Milano.
Non e' che passiamo per sanguisughe.Lo siamo.
I bilanci della regione sono deficitari da sempre.Questo vuol dire che senza gli aiuti statali la regione va a rotoli.
Internet e' al sud un fenomeno elitario ed i suoi contenuti hanno aperto gli occhi a tantissima gente,
ma la massa e' lontana da Internet ed i vecchi marpioni della politica faranno di tutto per resistere per altri 30 anni,
nonostante i proclami.
non penso che a palermo siano meno "capaci" di altri comuni, in quanto a tecnologia, certamente è un grosso dramma... se automatizzo il rilascio di un certificato, che e' "dovuto" al cittadino... senza tante storie... come posso poi tenere in piedi il sistema clientelare? come posso poi far sembrare un atto miracoloso, il semplice svolgimento del lavoro "dovuto" dall'impiegato comunale?
Internet non va vista solo come la possibilità di navigare un sito di un ente dove non trovi niente altro che gigantesche foto del politico che lo comanda in quel momento... ma va visto anche come strumento per "spendere di meno" se chiedo un parere all'ufficio pubblico (anziché percorrere decine di Km o anche centinaia, cercare parcheggio, fare la fila e poi sentirsi magari dire: "no, è quell'altro collega di quell'altro ufficio all'altro capo della città che se ne occupa" - e intanto un cittadino comune ha perso tempo e giornate lavorative).
Internet è anche lo strumento per evitare di scrivere una lettera nell'ufficio pubblico A, stamparla, firmarla con tanto di ceralacca, spedirla con il "camminatore" all'altro ufficio pubblico B, ovviamente non mandandolo con i mezzi pubblici, come è giusto che sia, ma con un'auto da 100.000 euro e autista incluso. Con Internet, scrivo e spedisco (e firmo elettronicamente) un documento... senza sprecare carta e le suole delle scarpe del "camminatore" (do per scontato che secondo qualche vicesindaco, ovviamente, le auto che inquinano le città sono solo quelle dei cittadini comuni, quelle pubbliche non inquinano mani...).
bethania
è singolare svegliarsi da un lungo letargo e tirare fuori un articolo sconoscendo totalmente quello che si stava facendo in Sicilia.
Ma non sapevate di una grande progetto in fibra ottica che era stato avviato dal governo Cuffaro, oramai quasi ultimato e che è stato fermato da Lombardo solo perchè avviato da Cuffaro oppure perchè avrebbe danneggiato un operatore telefonico che riceve annualmente lucrose commesse milionarie dalla Regione?
Sapevate che sono stati messi oltre 20 milioni di euro di cavi in fibra ottica in Sicilia e collegate oltre 400 sedi regionali già da giugno 2009 e che tutto si è fermato perchè il progetto l'aveva avviato Cuffaro e che questo era preminente ripsetto alla valenza stessa del progetto?
Sapevate che l'unica società regionale che faceva gl'interessi del pubblico, Sicilia e Innovazione, è stata liquidata perchè l'altra, Sicilia e Servizi, era più remunerativa per le attività clientelari pur possedendo solo 7 dipendenti e ricevute commesse dalla Regione per oltre 450 milioni di Euro?
E chi li fa questi lavori?
Ma vuoi vedere che hanno scoperto la gallina delle uove d'oro e che ciò è preminente rispetto agli interessi del pubblico?
Quando scoppierà uno scandalo su tutto ciò?
il problema è che ci vorrebbero politici onesti e competenti.
Noi abbiamo Lombardo, autonomista solo in campagna elettorale, che prima ospita Rifkin e poi pensa a fare inceneritori e centrali nucleari, e ponte sullo stretto....
unni ama gghiri accussì????
l'articolo mette in risalto come la Sicilia continui ad essere terra di conquista...siamo troppo importanti per l'Italia,il problema è che non lo capiamo!e passiamo per sanguisughe!
una volta forse eravamo importanti per la manovalanza.
Oggi il Nord la manovalanza c'e' la ha con gli immigrati.
Il Sud ed in particolare la Sicilia hanno sempre contrastato l'evoluzione tecnologica.
Palermo fu l'ultimo grande comune d'Italia a dotarsi di un Sistema Elettronico per la elaborazione dati,
con oltre trenta (TRENTA) anni di ritardo rispetto a comuni come Bologna e Milano.
Non e' che passiamo per sanguisughe.Lo siamo.
I bilanci della regione sono deficitari da sempre.Questo vuol dire che senza gli aiuti statali la regione va a rotoli.
Internet e' al sud un fenomeno elitario ed i suoi contenuti hanno aperto gli occhi a tantissima gente,
ma la massa e' lontana da Internet ed i vecchi marpioni della politica faranno di tutto per resistere per altri 30 anni,
nonostante i proclami.
Era A perferct World. Un film desolante: uno scenario di provincialismo cosmico in cui galleggiano e vagheggiano attori-personaggio ormai mitici: da Kevin Costner, "bandito buono", oleografica tradizione western del negativo/positivo che Hollywood ha sempre prediletto quale archetipo giustificativo di un "sociale" tanto sgangherato quanto vero, a un magnifico Clint Eastwood, disilluso ranger del Texas che sta al Ranger Walker giusto come Rigoletto sta a Brunetta, e che anche questo Hollywood ha sempre proposto come espiazione razionale dell'inaccettabile fallimento del mito americano. Salvare il bandito, l'ostaggio e l'onore "progressista" del Governatore? Certo, se questo fosse appunto "a perferct world", sentenzia il ranger. E la conseguenza è "in re ispsa": questo non è un mondo perfetto! Ma che vaneggiare è mai questo di wi-fi gratuito e banda larga? Non era la "Palermo cablata" di Orlando? Le "colonnine" del megaprogetto ormai sono "archeologia nell'archeologia", incastonata nei lastroni eterni della Vucciria.
Guardi che non si capisce niente, per favore sia più esplicito.
Grazie
Carissimo Direttore,
ha perfettamente ragione: pensi che c'è chi ha già tutto pronto, la tecnologia, le conoscenze tecniche specifiche, e non ha "santi in paradiso" ne' banche che ti "garantiscano" gli investimenti... in meno di sei mesi si potrebbe coprire tutto il territorio cittadino, se solo lo si volesse veramente.
Il problema successivo è quello dei contenuti. Internet è pericolosa! Consente autonomia agli utenti, autonomia eccessiva, con il rischio che anche in Italia accada quello che è avvenuto altrove (Inghilterra e Stati Uniti, ad esempio), che gli utenti passino più tempo su Internet che a seguire insignificanti trasmissioni televisive. Che gli imprenditori decidano di investire su Internet anziché sponsorizzare demenziali trasmissioni televisive.
La saluto con due domande... chi è oggi che offre potenzialmente le tecnologie per gli utenti finali e per gli operatori del settore, per "vivere e lavorare" su Internet e chi è oggi che invece raccoglie la maggior parte della pubblicità (e detiene "molte" emittenti televisive)?
Siamo nel mezzo di una guerra tra potenze economiche camuffata da "digitale terrestre".
Calogero Bonasia
ai precedenti commenti propositivi ed informativi,
vorrei aggiungere:
ma come è andata a finire l'internet gratis che l'attuale presidente della Provincia di Palermo sbandierava nel territorio provinciale nei manifesti elettorali ? Non c'è un solo paese della provincia con l'internet gratis.
Che qualcuno mi smentisca. 
E poi:
la copertura del WIMAX in Sicilia che doveva avvenire a 36 mesi da quando il Ministero delle Telecomunicazione ha assegnato (con bando pubblico) le ex frequanze militari (3,4 - 3,6 Ghz), anche questa copertura come è andata a finire ?
Sono passati già oltre 24 mesi e ci sono delle penali da pagare per le aziende se non si copre la maggior parte del territorio.
Il Ministero monitorizza?
A parte un po' di paesini nel catanese e siracusano nella sicilia occidentale non se ne parla di WIMAX e non ci si connette affatto tramite WIMAX. 
E non dimentichiamoci:
che nel Programma Operativo 2007 - 2013 della regione Sicilia c'è il famoso Asse 4 che dedica risorse alle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione - ICT.
Ma a quanto ne so (siti della Regione Sicilia), nessun bando è stato ancora pubblicato. 
A seguito di queste considerazioni mi viene spontaneo pensare che l'attuale classe politica che governa gli enti territoriali di vario livello in SIcilia non è affatto interessata a sviluppare le comunicazioni via web e i relativi servizi, continuando a mantenere alti livelli di inefficienza e di disagio per i cittadini che potrebbero - invece- oggi ottenere documenti certificati e servizi vari via internet come altri territori italiani, europei e del resto del mondo. 
Molti servizi sanitari (prenotazioni, invio risultati esami, ecc.) potrebbero avvenire tramite internet, senza parlare della telemedicina. ![]()
Maaaa....se si sviluppano i servizi via web, si perde una bella fetta di elettori che sarebbero col tempo poi piu' liberi e meno legati a favoritismi ai politici e ai relativi portaborse, galoppini etc. Il popolo si deve tenere ignorante e al guinzaglio. 
Ma questa è la Sicilia che oggi ci ritroviamo, a quanto pare e non sembra che le vie di uscita dalla precarietà- tecnologica almeno in questo campo del web, internet e tecnologia comunicazione - siano vicine. 
Per la verità il mondo politico siciliano si è mosso da tempo, ed anche in modo efficace e singolare.
Ha sciolto e messo in liquidazione Sicilia Innovazione (azionista unico la Regione), svuotandola di tutte le sue attività ed iniziative che gratuitamente ha trasferito ad altra società partecipata anche da privati (che senza colpo ferire e senza alcun diritto ne hanno tratto ovvio giovamento).
Corte dei Conti, Procura della Repubblica: dove siete ???
ai precedenti commenti propositivi ed informativi,
vorrei aggiungere:
ma come è andata a finire l'internet gratis che l'attuale presidente della Provincia di Palermo sbandierava nel territorio provinciale nei manifesti elettorali ? Non c'è un solo paese della provincia con l'internet gratis.
Che qualcuno mi smentisca. 
E poi:
la copertura del WIMAX in Sicilia che doveva avvenire a 36 mesi da quando il Ministero delle Telecomunicazione ha assegnato (con bando pubblico) le ex frequanze militari (3,4 - 3,6 Ghz), anche questa copertura come è andata a finire ?
Sono passati già oltre 24 mesi e ci sono delle penali da pagare per le aziende se non si copre la maggior parte del territorio.
Il Ministero monitorizza?
A parte un po' di paesini nel catanese e siracusano nella sicilia occidentale non se ne parla di WIMAX e non ci si connette affatto tramite WIMAX. 
E non dimentichiamoci:
che nel Programma Operativo 2007 - 2013 della regione Sicilia c'è il famoso Asse 4 che dedica risorse alle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione - ICT.
Ma a quanto ne so (siti della Regione Sicilia), nessun bando è stato ancora pubblicato. 
A seguito di queste considerazioni mi viene spontaneo pensare che l'attuale classe politica che governa gli enti territoriali di vario livello in SIcilia non è affatto interessata a sviluppare le comunicazioni via web e i relativi servizi, continuando a mantenere alti livelli di inefficienza e di disagio per i cittadini che potrebbero - invece- oggi ottenere documenti certificati e servizi vari via internet come altri territori italiani, europei e del resto del mondo. 
Molti servizi sanitari (prenotazioni, invio risultati esami, ecc.) potrebbero avvenire tramite internet, senza parlare della telemedicina. ![]()
Maaaa....se si sviluppano i servizi via web, si perde una bella fetta di elettori che sarebbero col tempo poi piu' liberi e meno legati a favoritismi ai politici e ai relativi portaborse, galoppini etc. Il popolo si deve tenere ignorante e al guinzaglio. 
Ma questa è la Sicilia che oggi ci ritroviamo, a quanto pare e non sembra che le vie di uscita dalla precarietà- tecnologica almeno in questo campo del web, internet e tecnologia comunicazione - siano vicine. 
Forse non c'entra nulla, ma lo sapete che la città italiana con il tasso più alto di analfabetismo è Catania ed è seguita da Palermo?
Mario Arena
Non si tratta di un sogno. Realizzare una rete wi-fi gratuita (o meglio, WI-MAX) è abbastanza semplice ed anche poco costoso. Forse per questo la cosa resta nascosta... In america San Francisco è stata coperta con una vecchia tecnologia già da dieci anni e, attualmente, proliferano le reti free a 4 GHz). Un piccolo gruppo solidale (commerciale) è nato anche in Spagna e si è diffuso in tutta Europa.
Forse, piuttosto che confidare nelle istituzioni inerti, i siciliani potrebbero già far partire una rete solidale. Magari SiciliaInformazioni potrebbe fare una campagna tra i lettori per realizzare la rete.
Per maggiori informazioni andate su www.fon.com/it
Io ho realizzato un link a Lercara Friddi che riesce a connettere tutto il paese da un punto alto (Pizzo Lanzone). (E' necessario conoscere una chiave d'accesso)
Unico problema: quello della legalità. Se faccio entrare in rete uno sconosciuto attraverso il mio access point...chi risponde delle sue azioni? Come la prenderebbero i grandi gestori commerciali se la cosa venisse diffusa in una regione con tanti milioni di abitanti?
Saluti da John Reed.
La necessità di creare una rete digitale a banda larga e veloce è ufficialmente riconosciuta dal Ministero per la Funzione pubblica che si prefigge di realizzarla in tutta Italia.
Naturalmente la Regione Sicilia può realizzare tale rete senza problemi utilizzando anche i fondi comunitari disponibili sia a livello di FESR (Fondo Europeo Sviluppo Regionale) che a livello di PON MIUR e MISE (Programma Operativo Nazionale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e del Ministero dello Sviluppo Economico) per l'innovazione tecnologica. Parliamo di somme ingenti che soltanto a livello di PON superano i 500 milioni di euro.
Non si tratta quindi di mancanza di fondi o di specialisti capaci di progettare tale rete.
Al contrario. Alcuni mesi avevo incontrato un alto dirigente di "Sicilia Innovazione" che mi ha elencato oltre 100 progetti da realizzare utilizzando le fibre ottiche in tutta la Sicilia....
Il vero, enorme problema è la mancanza di una cultura gestionale adeguata e l'umiliazione della competenza professionale sulla appartenenza politica che da secoli condiziona tutti i partiti politici, nessuno escluso.
Sta ai Presidenti delle maggiori istituzioni e in particolare alle Università, ai centri di ricerca, alla Confindustria e alle altre Associazioni richiedere a tutte le forze politiche un impegno in questa direzione.
Lombardo e partiti voglio veramente innovare? L'Information Technology e la Knowledge Economy dovrebbero costituire una priorità assoluta....
Lasciate perdere il Presidente: non è ancora Dio, uno, trino e onnipotente. La Sicilia è nostra e tutti noi, nessuno escluso, siamo responsabili direttametne della gestione!
Enzo Coniglio
Era A perferct World. Un film desolante: uno scenario di provincialismo cosmico in cui galleggiano e vagheggiano attori-personaggio ormai mitici: da Kevin Costner, "bandito buono", oleografica tradizione western del negativo/positivo che Hollywood ha sempre prediletto quale archetipo giustificativo di un "sociale" tanto sgangherato quanto vero, a un magnifico Clint Eastwood, disilluso ranger del Texas che sta al Ranger Walker giusto come Rigoletto sta a Brunetta, e che anche questo Hollywood ha sempre proposto come espiazione razionale dell'inaccettabile fallimento del mito americano. Salvare il bandito, l'ostaggio e l'onore "progressista" del Governatore? Certo, se questo fosse appunto "a perferct world", sentenzia il ranger. E la conseguenza è "in re ispsa": questo non è un mondo perfetto! Ma che vaneggiare è mai questo di wi-fi gratuito e banda larga? Non era la "Palermo cablata" di Orlando? Le "colonnine" del megaprogetto ormai sono "archeologia nell'archeologia", incastonata nei lastroni eterni della Vucciria.
Ma abbiamo ancora la forza di sognare? Parlagreco è un sognatore, smaliziato, come molti siciliani, ma pur sempre un sognatore. E questa è una cosa bella, utile a volte, ma inopportuna in Sicilia al giorno d'oggi. E lo dico con grande tristezza, con quel sentimento, o quella malattia, che tutti noi siciliani ormai abbiamo. Personalmente quando è uscita la notizia che c'erano i fondi comunitari pronti, ho avuto, come molti, credo, un minimo sussulto al pensiero che forse finalmente qualcosa si muoveva. Macchè, soldi già destinati, senza bando, agli amici degli amici, per le orchestre, le bande musicali, i convegni, e tutta una serie di porcherie in giro per la Sicilia, di cui nessuno sa nulla e che, soprattutto, non producono nulla se non lo stipendio di chi le amministra o i voti di chi le foraggia. Hanno sostanzialmente fatto rivivere quella famosa tabella H di contributificio vario a carico finora del bilancio ordinario, con fondi europei che dovrebbero servire a strutturare la Sicilia, a farla andare avanti, cosi come hanno fatto altri paesi in Europa. E hanno sparato la notiza come grande risultato, ammantando al solito di ipocrisia il tutto. Quindi, come suggerisce l'articolo, bello sarebbe fare della Sicilia un posto al mondo all'avanguardia nelle connessioni, magari utilizzando i fondi comunitari. Ma quanti posti di lavoro dà questa operazione? quindi quanti voti, quanto riesci a tenere in pugno le persone? pochissimo. Fatta la rete, va tutto in automatico e ci lavora poca gente. Meglio fargli fare i forestali stagionali, o fargli avere un contributo per l'associazione, o dargli una concessione purchè ti piazzino qualcuno, ecc ecc. Il sogno si infrange quindi sul muro di questa terra ormai persa, dove l'unica cosa da fare è avere il coraggio di andarsene, lasciando chi resta a piangere o a godere.
Internet per tutti sarebbe un bel salto di qualità, una sfida per la nostra regione che se vuole intraprendere il virtuoso percorso dell'ammodernamento, ben potrebbe iniziare proprio da ciò che più utile (e democratico, se supportato dall'azione di trasparenza delle pubbliche amministrazioni) c'è oggi; quanto all'impegno del governo regionale in carica, io - a differenza di altri commentatori, di sicuro capaci di prevedere il futuro - preferisco valutare a posteriori. Certo, i finanziamenti erogati per feste e convegni spesso non sono un grande investimento in termini di produttività e sviluppo ma, in ogni caso, non credo sarebbero incompatibili con wi fi gratis per tutti: una cosa non esclude l'altra. Basta volere fare anche le cose utili. Se questa volontà c'è, lo verificheremo nel medio periodo (se ce ne lasceranno il tempo). Proposta per il giornale: organizzare un forum coinvolgendo i vertici dei dipartimenti regionali competenti e sentire se intendono assumere impegni. Sarebbe il primo test sull'argomento.
La verità è che la classe dirigente e politica di questa Isola non ha alcuna ambizione, se non quella misreabile di vivacchiare ed avvantaggiare gli accoliti del proprio orticello. Il guaio è che anche gli elettori non hanno alcuna voglia di guardare oltre il proprio naso, per cui quanto delineato non può cambiare a breve. In ogni caso non possiamo piangerci addosso. Cerchiamo, invece, di fare circolare queste proposte! Ognuno nel proprio faccia la sua parte. Il punto più basso è stato raggiunto; bisogna convincere i concittadini che le politiche delle promesse e delle clientele non portano a niente se non allo sfascio, in cui oggi sono ridotte le nostre città.
GDP
Caro Direttore,
il suo commento apre prospettive ampie sui vari settori di investimento plausibile e potenzialmente realizzabile senza grandi sforzi economici. Le idee, la conoscenza delle cose, questo è quello che manca per anticipare o realizzare iniziative edificanti e redditizie per l'intera comunità isolana (che si traduce in lavoro e prosperità, quindi cosa di non poco conto..).La povertà di idee realizzabili è un handicap che soffriamo in generale in Italia ed in particolare in Sicilia al di là di casi isolati. Ecco perché quando parliamo di cambiamenti in politica affianchiamo sempre una rivoluzione culturale intesa nel coinvolgere coloro che vivono le evoluzioni tecnologiche, che operano nel settore turistico (non i pseudo tecnici approdati al turismo grazie agli aiuti politici..) che sappiano affrontare con le opportune competenze le iniziative atte a produrre reale redditività per la collettività e non per i singoli. Un'adeguato e competente intervento, potrebbe risolvere al meglio la situazione di crisi annunciata da anni di Termini Imerese, dove finanziamenti a fondo perduto hanno solo giovato a chi sappiamo noi. Gli interventi tampone non risolvono i problemi che incancreniscono e si ripresentano come una metastasi non ben curata.
Il taglio alle spese, questa è una cosa ovvia, in caso contrario non avrebbe senso nemmeno qualunque indagine proposta nei confronti degli stipendi dei nostri parlamentari, rischiando di farne una battaglia di opportunismo (come ha sollevato qualche commentatore). Ecco perché è necessario rivedere i nostri usi e costumi poiché si può benissimo festeggiare la patrona di una città o di un piccolo centro con manifestazioni poco costose e più edificanti. Magari (ecco il coinvolgimento con i tecnici del settore...) rivedendo il sistema dei festeggiamenti che qui crea un circolo chiuso mentre altrove diventa evento con flusso di turisti che giova e non poco, all'economia. Valutate ad esempio il palio di Siena con le giornate dedicate alla festa di Santa Rosalia a Palermo. A Siena e dintorni,alberghi pieni, turisti che invadono la piazza, mentre qui a Palermo il turista può solo ammirare le evoluzioni dello spettacolo in televisione, impossibilitato ad accedere ad una tribuna organizzata. Modi di vedere diverso, l'evento fine a se stesso (quello di S.Rosalia) contro l'evento che apporta ristoro all'economia locale.
Ed è sullo stesso piano che ipotizziamo anche i grandi investimenti, come la costruzione del ponte che apporterebbe all'economia isolana sicuramente vantaggi ma non tali come un investimento alla rete ferroviaria isolana con le città e gli aeroporti ben collegati velocemente tra loro ed il potenziamento degli scali aeroportuali se non addirittura la costruzione di un nuovo hub intercontinentale.
Insomma, dobbiamo concentrarci (e sarà l'arma vincente) su progetti ad ampio respiro, ispirandoci magari a culture più avanzate di noi che lo hanno fatto o lo stanno facendo con grande successo e prospettive allettanti.
Solo così la Sicilia potrà uscire da questo vicolo che non è cieco ma è paragonabile a quelle strade spesso bloccate da intoppi assurdi (vi ricordate la via Ausonia in fondo dove una vecchia casa rendeva impossibile il passaggio dall'altra parte?) che sembrano insormontabili ma nel contempo a portata di mano.
Un caro saluto
MX
il problema è che ci vorrebbero politici onesti e competenti.
Noi abbiamo Lombardo, autonomista solo in campagna elettorale, che prima ospita Rifkin e poi pensa a fare inceneritori e centrali nucleari, e ponte sullo stretto....
unni ama gghiri accussì????
l'articolo mette in risalto come la Sicilia continui ad essere terra di conquista...siamo troppo importanti per l'Italia,il problema è che non lo capiamo!e passiamo per sanguisughe!