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Bersani proclamato segretario del Pd. "Noi, il partito dell'alternativa". Rosy Bindi presidente dei democratici

07 novembre 2009 11:38
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Poco prima delle 11:30 l'Assemblea nazionale del Pd ha proclamato Pier Luigi Bersani segretario del partito. L'annuncio e' stato salutato da lungo applauso. ''Costruire il partito preparare l'alternativa: sono compiti che richiedono un lavoro importante - ha detto Bersani dalla tribuna dell'Assemblea alla Nuova Fiera di Roma - per durata e per profondita'. E' inutile cercare scorciatoie o immaginare strade senza inciampi''. Rosy Bindi e' stata eletta presidente del Partito Democratico dall'assemblea dei mille delegati riunita alla Fiera di Roma.

 

Marina Sereni ed Ivan Scalfarotto sono stati eletti vicepresidenti del Partito Democratico su proposta del neopresidente Rosy Bindi. Nessuna nostalgia ma ''una sfida nuova per costruire il partito e preparare l'alternativa'' al governo Berlusconi. E' la missione che Pier Luigi Bersani, davanti all'assemblea del Pd che lo proclama segretario, indica per i prossimi anni, chiedendo a tutti una ''corresponsabilita' '' e un impegno comune e sfidando maggioranza e governo ad un confronto vero sulle riforme, giustizia inclusa, a condizione che non ci siano ipoteche. ''Per l'alternativa'' e' lo slogan che campeggia nel padiglione 13 della Nuova Fiera di Roma, che ospita i mille delegati. Bersani prende la parola per primo, subito dopo la proclamazione, e, in una relazione di 21 pagine, traccia la rotta del suo Pd. Non ci sono ''scorciatoie'', avverte subito il leader, ad un lavoro duro e lungo per radicare il partito ''correggendo'' la costruzione fatta fin qui e al tempo stesso per prepararsi, con proposte e alleanze ''larghe'', a tornare al governo del paese.

 

E, dal suo ruolo di opposizione, ''in Parlamento e con trasparenza'' ma rifiutando il populismo, il Pd e' pronto a discutere di riforme con la maggioranza ''a partire dal lavoro'' e dalle riforme istituzionali. ''Ci chiamiamo Democratici - ha spiegato - perche' poniamo al Paese il problema di una democrazia efficiente. Ci chiamiamo riformisti perche' vogliamo le riforme''. Il leader e' certo che per centrale per dare forza al progetto e' rafforzarne la costruzione, che non vuol dire organigrammi, ma creare un partito ''popolare''. Una sfida dalla quale nessuno puo' sottrarsi. ''Nessuna nostalgia - assicura rivolto anche a chi, come Francesco Rutelli e Massimo Calearo, ha lasciato la barca - deve imprigionarci o trattenerci; dobbiamo sentire invece la responsabilita' del nuovo da costruire. Saremo un partito che si rivolgera' a tutta l'area del centrosinistra, senza trattini o distinzione di ruoli e senza pretese di esclusivita' e con la legittima ambizione di crescere e di farci piu' forti''.

© Riproduzione riservata
Fonte: adnkronos
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angelo41 08 novembre 2009   13:04
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 novembre 2009. Visualizza »

Bersani ha pronunciato un discorso chiaro concreto e serio.Del resto nessuno puo' disconoscergli il senso dello stato

Io penso che la risata dell'anonimo nell'intervento precedente e' completamente fuori luogo.

E gli rammento la massima:ride bene chi ride ultimo.

Si, il discorso era chiaro, concreto e serio, ma a me ha dato l'impressione della dichiarazione di intenti di un funzionario di partito. Non ha spiegato che rapporti avrà con Di Pietro. Chi vivrà vedrà.

 

Anonimo 08 novembre 2009   00:02

Bersani ha pronunciato un discorso chiaro concreto e serio.Del resto nessuno puo' disconoscergli il senso dello stato

Io penso che la risata dell'anonimo nell'intervento precedente e' completamente fuori luogo.

E gli rammento la massima:ride bene chi ride ultimo.

Anonimo 07 novembre 2009   14:45

Farà opposizione come Fassino? D'alema? Il mitico RUtelliiii !!! hahahahahaha

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