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Pdl 1 e 2, il Grande Intrigo. Che parte ha Berlusconi nella guerra di Sicilia fra Lombardo e i suoi uomini?

06 novembre 2009 16:07
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(essepì) Non si capisce niente. Lo confessò Leonardo Sciascia dopo l’ultimo delitto di mafia. Era diventato, suo malgrado, un guru in cose di mafia per il solo fatto che a raccontarla come andava fatto era stato lui da qualche anno, facendola scoprire a tanta gente che non leggeva cose chiare nei giornali e nei libri. Chi l’avrebbe detto che ad un certo punto della sua vita sarebbe stato sospettato di cobelligeranza a causa di quell’articolo sul Corriere sui professionisti dell’antimafia?
Aveva capito prima di ogni altro il pericolo che la lotta alla mafia potesse essere strumentalizzata, e tutto sommato era fisiologico che ciò avvenisse, gli approfittatori ci sono sempre stati, accanto a quelli che fanno per intero o fino a un certo punto il loro dovere.
Lasciamo perdere, mi sono fatto trascinare da quel “non si capisce niente” iniziale e dal ricordo di un letterato che mi ha insegnato a campare con i suoi scritti.


La mia confessione di non capirci niente è dettata dalle beghe politiche di casa nostra che sono diventati, come il vaccino e l’influenza A, un mistero insondabile. Il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, torna da Roma dopo avere incontrato il Capo del Governo e della coalizione di centrodestra del quale il suo movimento fa parte, e racconta che Silvio Berlusconi sta con lui, vuole che il suo governo viva; anzi gli augura lunga vita.
Ministri, coordinatori e portavoce gettano acqua sul fuoco dopo la scissione dei deputati regionali del Pdl facenti capo a Gianfranco Miccichè da una parte e Gianfranco Fini dall’altra. Aggiusteremo tutto, dicono, e appaiono convinti e convincenti.
Gianfranco Miccichè utilizza gli appelli alla pacificazione che vengono da Sandro Bondi e Bonaiuti, da Frattini e dallo stesso Berlusconi, per il tramite di Lombardo, per affermare che la sua traversata non è solitaria. Certo, aggiunge, sarebbe bene che Berlusconi e Fini si occupassero della questione siciliana, in maniera definitiva perché continuando così le cose, il Pdl si sfascia definitivamente o quasi.
Se questo è il contesto, la situazione dovrebbe essere la seguente: Berlusconi e Fini non sono affatto nemici degli scissionisti, ne capiscono le ragioni. Non ci sono dubbi. Il messaggio è inequivocabile. Invece che succede? Il coordinatore regionale Castiglione, con il conforto dei leaders “lealisti” – quelli che portano ancora la bandiera ufficiale del Pdl – “chiude” l’organigramma del Pdl siciliano provincia per provincia, come se non stesse accadendo niente. E, naturalmente, inserisce in ogni casella utile uomini della corrente cui appartiene. Nessun indugio, nessuna perdita di tempo, in,piena bagarre risolve vecchi problemi e rimedia ai ritardi.
Nel frattempo a Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento regionale, i lealisti affilano le armi e promettono che le norme di adeguamento del bilancio presentato dal governo sarà passato al setaccio. I numeri, infatti, non permettono al governo di sopravvivere ad una coalizione fra Pdl (19 deputati) e Udc (12) con un’opposizione che non fa sconti al governatore.
A meno che, invece, il PD non si schiera con scissionisti e parlamentari del MPA, facendo passare le proposte del governo, magari con qualche ritocco di facciata o di sostanza. Eventualità non facilmente prevedibile, in quanto nel gruppo PD si fronteggiano due posizioni: quella della opposizione, senza sconti appunto, e l’altra, del dialogo su questioni di grande respiro. Fabio Granata, finiano di ferro ed esegeta del suo leader, ha avvertito il Pdl che in caso di atteggiamento negativo del Pdl sui provvedimenti del governo, non avrebbe esitato a sottoporre all’opposizione il problema e cercato una soluzione esterna al centrodestra.
Finisce che il PD, immeritatamente invero, diviene l’ago della bilancia, con la conseguenza che, come avviene nelle migliori famiglie, il conflitto arriva in casa dei democratici entrando nelle divisioni interne come una scimitarra acuminata.
Ma il vero problema resta Roma.
Che cosa vuole veramente Berlusconi? Se avesse voluto chiudere la partita siciliana sarebbe bastato chiamare a telefono il Presidente del senato, Schifani, cui non si può addebitare un solo atto di disubbidienza, o avvicinare Angelino Alfano nel corso del Consiglio dei Ministri.
Se la guerra di Sicilia è ancora in corso vuol dire che gli va bene così.

 

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Anonimo 08 novembre 2009   11:54
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 novembre 2009. Visualizza »

 vai su google, digita nitto santapaola ed avrai tutte le informazioni che vuoi corredate di foto.

 

Ops scusatemi tanto ho seguito il consiglio e sono andato su google a cercare...d'ora in poi non parlo più!

Anonimo 08 novembre 2009   08:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 novembre 2009. Visualizza »

Scusate l'ignoranza...ho sentito di un certo Nitto Santapaola che forse si vedeva con un politico di Grammichele qualche anno fa...ma chi è questo signore? Se qualcuno mi può rispondere,grazie

 vai su google, digita nitto santapaola ed avrai tutte le informazioni che vuoi corredate di foto.

 

Anonimo 08 novembre 2009   07:36
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 novembre 2009. Visualizza »

Scusate l'ignoranza...ho sentito di un certo Nitto Santapaola che forse si vedeva con un politico di Grammichele qualche anno fa...ma chi è questo signore? Se qualcuno mi può rispondere,grazie

Senti, la questione che cerchi di sollevare intanto non ha nessuna attinenza con gli equilibri e le contese politiche siciliane di oggi.

E poi, quando sarà dimostrato che non era una diffamazione da volgare depistaggio, almeno da un tribunale di 1° grado come è stato con Cuffaro, allora ne riparliamo. La stessa procura competente ha considerato il venticello inaffidabile e sta per archiviare la pratica.

Per ora quindi è solo una calunnia, e come tale va trattata. Se hai qualche elemento in più rivolgiti alla magistratura. Saremo i primi a chiedere a Lombardo di farsi da parte. Ma per ora - ripeto - è solo una calunnia infamante per la quale dovresti chiedere scusa al Presidente dei Siciliani.

Anonimo 08 novembre 2009   01:44
L'utente ha risposto al commento anonimo del 08 novembre 2009. Visualizza »

Scusate l'ignoranza...ho sentito di un certo Nitto Santapaola che forse si vedeva con un politico di Grammichele qualche anno fa...ma chi è questo signore? Se qualcuno mi può rispondere,grazie

Gentile signore, le sarei veramente grato se potesse dirmi chiaramente chi è il politico e in forza di quale intuizione dice che "forse si vedeva..." etc. etc.

Se preferisce può contattarmi al mio indirizzo e-mail : italta@tiscali.it 

 

                                        grazie, Beppe Lo Manto

Anonimo 07 novembre 2009   15:46
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 novembre 2009. Visualizza »

ma quando la smettiamo con questa vergogna siciliana???

LOMBARDO NON RAPPRESENTA PIù I SICILIANI!!!!

BASTA!!!!!

Scusate l'ignoranza...ho sentito di un certo Nitto Santapaola che forse si vedeva con un politico di Grammichele qualche anno fa...ma chi è questo signore? Se qualcuno mi può rispondere,grazie

Anonimo 07 novembre 2009   15:00
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 novembre 2009. Visualizza »

Che noia che barba, che barba che noia. Ma siamo sicuri che la bagarre di questi giorni - le scissioni, i lealisti e tutto il resto - possa ancora essere considerata azione politica? Ormai si gioca solo di sponda e, per quanto bravo possa essere un giocatore, le carambole non hanno mai esito certo.

I passi, quelli che una volta dovevano strategicamente essere piccoli, hanno fatto posto a salti inconsulti e politicamente aberranti.

Non ci sono più ragazzi di bottega. Il "mestiere" del Governo non lo si impara più con il sacrificio e l'umiltà. Oggi si viene catapultati all'attenzione della massa votante (sic!) attraverso strade e sistemi impensabili solo trent'anni fa. Un deputato/a può fare fortuna per la lunghezza della pista che è in grado di sniffare o per l'assenza di peli pubici. Alla fine si troverà a dibattere (sic!) - in nome e per conto del popolo - solo per mantenere in piedi un teatro fradicio e cadente. Credo che l'Italia, e ancor più la Sicilia, non abbia più bisogno di Eloi da far divorare a comando. Le carambole, per quanto possano apparire pensate, compiute e riuscite, sono sempre un azzardo e non mi pare che sia più tempo di rischiare. Se quattro cialtroni la continuano a menare "nel nome del popolo sovrano", che si torni alle urne e si faccia chiarezza. D'altro canto quale altro esito può celarsi dietro il rallentamento dell'attività di Governo e l'accelerazione delle diatribe? Caduto che sarà il Governo regionale, qualche lungimirante giocatore di carambola potrà contare su un periodo di interregno all'interno del quale, privo di opposizioni organiche, potrà fare e disfare a proprio piacimento e per proprio tornaconto. Che Dio ce la mandi buona!

 

                                                     Beppe Lo Manto

 

 

nonostante non condinvida il tono pessimista, ironico e cinico del signor Lo Manto, comprendo come l'analisi delle ultime vicende politiche possa dare luogo a dei sentimenti di amarezza e sconforto. A mio avviso quella a cui assistiamo è,assolutamente, Azione Politica in quanto risposta ad una sconcertante ed anomala guerra civile interna, protratta da tempo e speculare ai dissidi ed ai malumori che, in Italia, insidiano la maggioranza. Se noi osserviamo il quadro generale questa diatriba non può essere relegata o derubricata a semplice 'marcatura del territorio', ma è da inserire in un contesto nazionalistico di adombramento dei problemi della nostra isola a vantaggio di altre realtà (ricordiamo la vicenda dei fondi FAS). E', comunque, innegabile che il rallentamento dell'azione del governo e l'ostruzionismo fatto al parlamento abbiano creato disagi a tutti i siciliani. In ogni caso non penso che la scissione sia una mossa d'azzardo che miri a mantenere in piedi 'teatrini cadenti', ma,forse, un mutamento genetico di un Leviatano, oramai, obsoleto;ciò, almeno, in teoria e quello che i nostri deputati faranno, poi, nella pratica, dovrà essere giudicato dopo non a priori.                    ornella

Anonimo 07 novembre 2009   13:01

ma quando la smettiamo con questa vergogna siciliana???

LOMBARDO NON RAPPRESENTA PIù I SICILIANI!!!!

BASTA!!!!!

Anonimo 07 novembre 2009   11:21
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 novembre 2009. Visualizza »

assolutamente d'accordo con l'ultimo commento Berlusconi in questo momento guarda solo ai bacini di voti che possano venir fuori da questa bagarre siciliana lealisti,ribelli, lombardiani,tutti cmq hanno un unico indiscusso leader Silvio Berlusconi,almeno per il momento,quindi per quale motivo il cavaliere dovrebbe andare a contrastare una questione che seppur contorta potrebbe diventargli favorevole....................del resto questa manovra di Micciche' non e' stata la svolta che si vuole far credere perche' ripeto pdl o no tutti fanno capo allo stesso,e di cui ne prendono ossequianti ordini........in tutta questa baraonda ce qualcosa di molto piu' grave,cioe' l'effetto che questo ha sortito sulla sicilia paralizzandola in tutti i sensi ,e sui siciliani che non essendo piu' sprovveduti e avendo aperto gli occhi mi auguro hanno capito l'inciucio.

veramente io non ci ho capito niente,

se non il fatto che continuano a vedersi in giro

facce che non vorrei piu' vedere

in quanto non hanno piu' nulla da  dimostrare  ai Siciliani.

Anonimo 07 novembre 2009   09:26
L'utente ha risposto al commento anonimo del 07 novembre 2009. Visualizza »

Io invece penso di aver capito perchè a berlusconi stiano bene le cose. E' il vecchio gioco del divide et impera, Che sia PDL 1 o 2, la guerra interna porterà cmq voti a Berlusconi, senza dall'altro poter avanzare serie richieste in sede romana. Chi è portatore di un bacino di voti importanti può dettare l'agenda della politica governativa (vedi Lega Nord). Se questo bacino di voti viene diviso tra capi, sottocapi e capetti che minacciano scissioni ad ogni soffio di vento esso non avrà mai un peso e sarà gestiti dal capo supremo (a cui tutti si dichiarano ossequiosamente fedeli) senza problemi.

Lo scenario cambierebbe se Miccichè minacciasse di uscire dal partito e formare una nuva cosa siciliana con Lombardo, ma ciò non accadrà mai.

 

Pierpaolo

assolutamente d'accordo con l'ultimo commento Berlusconi in questo momento guarda solo ai bacini di voti che possano venir fuori da questa bagarre siciliana lealisti,ribelli, lombardiani,tutti cmq hanno un unico indiscusso leader Silvio Berlusconi,almeno per il momento,quindi per quale motivo il cavaliere dovrebbe andare a contrastare una questione che seppur contorta potrebbe diventargli favorevole....................del resto questa manovra di Micciche' non e' stata la svolta che si vuole far credere perche' ripeto pdl o no tutti fanno capo allo stesso,e di cui ne prendono ossequianti ordini........in tutta questa baraonda ce qualcosa di molto piu' grave,cioe' l'effetto che questo ha sortito sulla sicilia paralizzandola in tutti i sensi ,e sui siciliani che non essendo piu' sprovveduti e avendo aperto gli occhi mi auguro hanno capito l'inciucio.

Anonimo 06 novembre 2009   21:30

Che noia che barba, che barba che noia. Ma siamo sicuri che la bagarre di questi giorni - le scissioni, i lealisti e tutto il resto - possa ancora essere considerata azione politica? Ormai si gioca solo di sponda e, per quanto bravo possa essere un giocatore, le carambole non hanno mai esito certo.

I passi, quelli che una volta dovevano strategicamente essere piccoli, hanno fatto posto a salti inconsulti e politicamente aberranti.

Non ci sono più ragazzi di bottega. Il "mestiere" del Governo non lo si impara più con il sacrificio e l'umiltà. Oggi si viene catapultati all'attenzione della massa votante (sic!) attraverso strade e sistemi impensabili solo trent'anni fa. Un deputato/a può fare fortuna per la lunghezza della pista che è in grado di sniffare o per l'assenza di peli pubici. Alla fine si troverà a dibattere (sic!) - in nome e per conto del popolo - solo per mantenere in piedi un teatro fradicio e cadente. Credo che l'Italia, e ancor più la Sicilia, non abbia più bisogno di Eloi da far divorare a comando. Le carambole, per quanto possano apparire pensate, compiute e riuscite, sono sempre un azzardo e non mi pare che sia più tempo di rischiare. Se quattro cialtroni la continuano a menare "nel nome del popolo sovrano", che si torni alle urne e si faccia chiarezza. D'altro canto quale altro esito può celarsi dietro il rallentamento dell'attività di Governo e l'accelerazione delle diatribe? Caduto che sarà il Governo regionale, qualche lungimirante giocatore di carambola potrà contare su un periodo di interregno all'interno del quale, privo di opposizioni organiche, potrà fare e disfare a proprio piacimento e per proprio tornaconto. Che Dio ce la mandi buona!

 

                                                     Beppe Lo Manto

 

 

Anonimo 06 novembre 2009   19:55

MA ORMAI E' CHIARO!!!! non lo avete capito??

una strategia politica in seno al PDL, UNA FORMIDABILE STRATEGIA per tagliare nel futuro ogni consenso al vero nemico politico più temibile :LOMBARDO.

Bisogna essere davvero abili e finemente politici per poter capire tale strategia!!!

Una mossa concordata con Berlusconi, Miccichè, Alfano e Shifani col consenso di Fini, uno spaccamento del Partito voluto per arrestare momentaneamente una inarrestabile ascesa del movimento autonomista di Lombardo che potrebbe assurgere a divenire una simile Lega Sud.

Immaginiamo se lo avessero fatto prima e tutti compatti, come si sarebbe urlato al tradimento. E quanto consenso avrebbe dato al Movimento MPA, una nuova elezione immediata dovuta ad un tradimento immediato.

Invece si prende tempo, gli si da conto in parte e ci si finge leali da un lato e non leali dall'altro, in modo da non destare sospetti. 

Ottimo lavoro!!! non c'è che dire! Col tempo, continuando così, Lombardo scomparirà ed anche il suo progetto di autonomia .

Come dire: diamogli corda o meglio, fingiamo di dargli corda, e poi, al momento opportuno, lo tagliamo definitivamente fuori apparendo succubi di una lite di partito. Una lite che appare assai poco motivata da questioni reali, ma solo studiata ad arte per fini astuti.

Anonimo 06 novembre 2009   18:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 06 novembre 2009. Visualizza »

 alla fine ne rimarrà uno solo.

Forse anche Miccichè dovrebbe seriamente riflettere sul perchè Berlusconi non stia intervendo.

Alla fine l'unico intervento sarebbe quello di  Lomabrdo che ha venduto mediaticamente un suo presunto (e poi risultato non vero) incontro con il premier diventando portavoce di messaggi.

 

Ma voi pensate che Berlusconi possa utilizzare Lombardo per trasferire ai suoi chiari messaggi?

Lo può fare direttamente senza troppi problemi.

 

Il problema non è cosa vuole veramente Berlusconi ma cosa vuole finalmente.

Alla fine lui conosce molto bene tutti gli attori di questo conflitto e mi sembra che abbia nel cuore solo Miccichè.......

 solo una correzione al mio post...

Intendevo dire

 

Alla fine lui conosce molto bene tutti gli attori di questo conflitto e mi sembra che abbia nel cuore NON solo Miccichè.......

Anonimo 06 novembre 2009   18:10

 Fa bene Castiglione a proseguire e completare le attività di coordinatore.

Ha atteso forse fin troppo ma probabilmente pensava di non avere a che fare con persone politicamente folli.

Anonimo 06 novembre 2009   18:07

 alla fine ne rimarrà uno solo.

Forse anche Miccichè dovrebbe seriamente riflettere sul perchè Berlusconi non stia intervendo.

Alla fine l'unico intervento sarebbe quello di  Lomabrdo che ha venduto mediaticamente un suo presunto (e poi risultato non vero) incontro con il premier diventando portavoce di messaggi.

 

Ma voi pensate che Berlusconi possa utilizzare Lombardo per trasferire ai suoi chiari messaggi?

Lo può fare direttamente senza troppi problemi.

 

Il problema non è cosa vuole veramente Berlusconi ma cosa vuole finalmente.

Alla fine lui conosce molto bene tutti gli attori di questo conflitto e mi sembra che abbia nel cuore solo Miccichè.......

Anonimo 06 novembre 2009   17:25

Io invece penso di aver capito perchè a berlusconi stiano bene le cose. E' il vecchio gioco del divide et impera, Che sia PDL 1 o 2, la guerra interna porterà cmq voti a Berlusconi, senza dall'altro poter avanzare serie richieste in sede romana. Chi è portatore di un bacino di voti importanti può dettare l'agenda della politica governativa (vedi Lega Nord). Se questo bacino di voti viene diviso tra capi, sottocapi e capetti che minacciano scissioni ad ogni soffio di vento esso non avrà mai un peso e sarà gestiti dal capo supremo (a cui tutti si dichiarano ossequiosamente fedeli) senza problemi.

Lo scenario cambierebbe se Miccichè minacciasse di uscire dal partito e formare una nuva cosa siciliana con Lombardo, ma ciò non accadrà mai.

 

Pierpaolo

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