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Una giornata di ordinario conflitto nel Pdl e dintorni. Tutti in campo, a darsele di santa ragione

01 novembre 2009 11:42
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Una giornata come un’altra, di ordinario conflitto. Con lealisti e scissionisti a parlare di niente. Nessuno li capisce, nessuno può cogliere il senso dei “duelli”, nessuno conosce le ragioni dei contrasti. Riguardano il modello di sviluppo? L’occupazione? La ricerca scientifica? La politica portuale o che cosa? Il dissesto idrogeologico? Il sistema ferroviario fatiscente?

I temi sono altri: la guida del Pdl in Sicilia, gli equilibri di potere fra le componenti dell’alleanza di centrodestra, ed è impossibile, per quanto sforzi si faccia, mettere insieme i dissapori alle questione concrete.

Eppure i fari sono puntati sulla Sicilia, perché la scissione del Pdl potrebbe mettere in moto un meccanismo inarrestabile e coinvolgere le aree di crisi del Pdl ovunque esse si manifestino. Per questa ragione a Roma sono preoccupati e c’è un fuoco di sbarramento che mira a spegnere gli entusiasmi degli scissionisti siciliani.

Ma non tutto è chiaro.

Se Silvio Berlusconi avesse voluto, avrebbe affrontato e risolto la questione. Se non l’ha fato, una ragione ci deve essere: o non ha le idee chiare, o non sa che pesci pigliare, non vuole che la cosa gli sfugga di mano, intende evitare che s’inneschi una reazione a catene e così via. Magari gli va bene così. Se sposta qualcosa, il governo Lombardo s’affossa e i problemi aumentano.

La Sicilia è una carta assai utile per convincere Pierferdinando Casini a sedere al tavolo della trattativa per le europee. In caso di collasso la carta non può essere giocata e, per giunta, andrebbe alle elezioni in Sicilia in una situazione di anarchia totale con il rischio di cambiare il quadro delle alleanze.

Che ci sia qualcosa di non risolto a Roma è indubbio. Basta leggere ciò che Sandro Bondi, autorevole membro del triunvirato romano, afferma,

"La discussione sull'ipotesi di un Pdl della Sicilia e' malposta", dichiara il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, che aggiunge: "Personalmente considero il presidente del senato, Renato Schifani, prescindendo dalla sua attuale veste istituzionale, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianfranco Micchiché, tutti autorevoli esponenti prima di Forza Italia e ora del Pdl, cioè tutti prestigiosi rappresentanti della classe dirigente di una forza politica nazionale, consapevole cioè delle sue insostituibili responsabilità nazionali".

"Un partito nazionale -prosegue Bondi - beninteso, può benissimo scegliere un modello di partito fondato su una maggiore autonomia delle sue articolazioni regionali e locali, in sintonia con

l'autonomia statutaria di alcune regioni come la Sicilia e in

concomitanza con l'avvio del federalismo istituzionale. L'importante tuttavia e' che queste eventuali decisioni siano frutto di una riflessione comune, e soprattutto di una riflessione condotta negli organismi dirigenti del nostro partito".

Posizione ecumenica che lascia trasparire le reticenze del Premier e lascia ai margini la risolutezza di Maurizio Gasparri con il suo no secco (“il Pdl Sicilia non nascerà mai”), di Renato Schifani e Ignazio La Russa, che hanno ironizzato sulla scissione siciliana.

Che invece sta bene a Lombardo, com’è ovvio, perché gli scissionisti possono cantare nel parlamento regionale su ben quindici deputati. Così il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, saluta l’evento: "Si avvia un percorso di adeguamento della politica all'autonomia siciliana. L'Mpa e' in cammino da tempo su questa strada, lieto che ci sia anche il Pdl".

"All'Ars e in commissione Bilancio - prosegue il governatore dalla pagine dell'edizione locale di 'Repubblica' - si annidano i difensori di un sistema marcio. Una cosa e' certa: i lealisti del Pdl che hanno due assessori in giunta prima o poi dovranno porsi il problema del comportamento irresponsabile in commissione. Altrimenti ci penserò io presto".

Nell’Udc, messo alla porta alcuni mesi fa, la crisi è seguita con grande attenzione. ''Credo che il governo Lombardo, senza maggioranza e con la paventata ipotesi di diaspore nel principale gruppo politico, si muova su curve pericolose che determinano un rallentamento dell'azione. Solo una sterzata verso una riflessione politica lo può salvare dal pericoloso scontro con un'Aula parlamentare, dove non ha la maggioranza dei voti dalla propria parte''. Lo afferma Rudy Maira, capogruppo Udc all'Assemblea regionale siciliana, che aggiunge: ''Va ricordato che l'ordinamento regionale e lo Statuto prevedono la mozione di sfiducia. La Sicilia ha bisogno urgente di provvedimenti per rilanciare gli investimenti, sbloccare la spesa dei fondi comunitari e sostenere le imprese con un regime di credito d'imposta".

"All'orizzonte - continua Rudy Maira - c'e' pure un nuovo

assetto dei dipartimenti regionali e degli assessorati. Il presidente

Raffaele Lombardo ha dunque le condizioni per liberarsi anche

dell'imbarazzante vicenda Armao, atteso che la mozione di censura nei confronti dell'assessore passerà con un numero impressionante di voti. Occorre che tutta la classe politica - dice il presidente dei deputati Udc - si assuma la responsabilità di una scelta per il bene della Sicilia. Non e' solo inutile ma e' anche dannoso continuare con gli equivoci politici soltanto per mantenere lo status di deputato. La Sicilia - conclude Maira - ci chiama a grandi scelte: se questo parlamento e questo governo non sono in grado di governare abbiamo l'obbligo di ritornare al giudizio dei siciliani".

Ma gli strali più acuminati verso Lombardo vengono dall’ex governatore, oggi senatore dell'Udc, Salvatore Cuffaro: ''Dopo un anno e mezzo di governo Lombardo i siciliani hanno avuto il tempo, il modo e la possibilità di capire chi manifesta sintomi di follia ed e' affetto da delirio di onnipotenza, o come meglio la definisce un mio amico professore di psichiatria da 'sindrome da Dio.

"I dirigenti dell'Udc non hanno motivo di manifestare segni di resipiscenza perché le loro azioni sono sempre state serene ed equilibrate. Equilibrio e serenità che ci hanno indotto a lasciare la giunta Lombardo e ci hanno convinto a non partecipare mai più a un governo presieduto dallo stesso Lombardo''.

''Lombardo parla di barca alla deriva - prosegue l'ex governatore siciliano - Io ho lasciato una regione che, pur nelle sue difficoltà aveva un'amministrazione che funzionava. Una sanita' che dava, innanzitutto, risposte ai cittadini mettendo in primo piano la tutela della loro salute. Un governo che aveva impegnato, speso e certificato tutti i fondi europei, dando alle imprese siciliane la possibilita' per creare condizioni di sviluppo e nuove occasioni di lavoro. Un governo che aveva programmato, impegnato e spesi i soldi per contrastare il dissesto idrogeologico. Una Sicilia che negli ultimi anni aveva aumentato il suo Pil, diminuito il numero dei disoccupati e aumentato il numero degli occupati".

''Sin dal primo giorno del suo governo, invece - conclude

Cuffaro - Lombardo ha iniziato ad aprire falle in questa barca

sfasciando l'Amministrazione regionale, stornando i fondi per il

dissesto idrogeologico, spacciando per riforma una vergognosa

operazione di lottizzazione delle aziende sanitarie, noncurante del

bisogno di salute dei cittadini e, persino, tentando di approvare una variazione di bilancio che taglia i fondi per la solidarieta' che il suo assessore Chinnici aveva gia' programmato''.

"Spaccare il piu' forte partito della coalizione di governo non corrisponde di certo agli interessi dei cittadini ed in particolare a quelli degli elettori del centrodestra", sostiene Marianna Caronia, parlamentare regionale siciliana del Pdl, che rivolge un appello al sottosegretario Gianfranco Micciche', affinche' "riconsideri il suo preannunciato intendimento di costituire ufficialmente all'Ars, mercoledi' prossimo,un gruppo autonomo e distaccato dal Pdl".

"Micciche' prenda coscienza e consapevolezza -prosegue Caronia- che, anche se in assoluta buona fede, si sta prestando al vero ed ormai evidente intento del Mpa e cioe' quello di sostituirsi, per sola sete di potere, al Pdl nella leadership politica della Sicilia e comprenda quanto sia in realta' marginale per il presidente Lombardo la sbandierata lotta per l'autonomia della Sicilia e per gli interessi del popolo siciliano".

''Comprendo i sentimenti di Maira, degli altri esponenti dell'Udc e di coloro che sono i responsabili della situazione nella quale e' caduta Sicilia: dai rifiuti alla formazione professionale, dallo spreco di mille risorse, alla polverizzazione improduttiva dei fondi strutturali voluta nella loro programmazione del 2007'', replica il capogruppo Mpa all'Assemblea regionale siciliana, Francesco Musotto, che aggiunge: "Rispetto a questo quadro il governo regionale in carica ha gia' fatto la propria riflessione ed ha impresso una svolta in direzione dell'innovazione, del risanamento e dell'efficienza''.

''Maira e gli altri nostalgici - incalza Musotto - la smettano

di diffondere notizie false sui fondi strutturali per i quali, stiano

certi, e' stato assicurato un impegno rapido e produttivo. La smettano di agitare censure per le quali, proprio loro, non hanno titolo ne' morale, ne' politico. E sappiano - conclude - che rispetto alla politica inaugurata dal governo in carica, l'unica alternativa e' costituita dalla dimissione di almeno 46 deputati. Tornare indietro significherebbe condannare la Sicilia a quelle logiche i cui risultati sono oggi davanti gli occhi di tutti''.

''Il piu' forte partito della coalizione, come lo definisce l'onorevole Caronia, per essere tale dovrebbe avere una linea politica chiara, assicurare con i fatti il pieno sostegno all'azione del governo Lombardo e rappresentare le istanze di cambiamento e fiducia nel futuro che giungono sempre con maggiore vigore da piu' parti. Il Popolo della Liberta' oggi e con questa guida non e' nulla di tutto questo'', osserva il parlamentare regionale siciliano del Popolo della Liberta', Franco Mineo.

''Il progetto politico e culturale di Gianfranco Micciche' -sottolinea Mineo- mira ad aggregare tutti coloro che vogliono un partito forte, coeso, determinato, schierato con lealta' dalla parte del governo Lombardo e in piena sintonia con l'elettorato di centrodestra, sempre piu' disorientato dalla fallimentare gestione del partito in Sicilia. Pdl-Sicilia -aggiunge- e' la risposta al bisogno endemico di governabilita' e sviluppo della nostra regione. Tutto il resto -conclude il parlamentare siciliano-, ovvero la presunta perdita di autorevolezza del partito a danno dell'Mpa, e' solo un inutile ululato alla luna''.

''E' necessario che il presidente Lombardo recuperi l'intero quadro elettorale che lo ha portato alla guida del Governo siciliano senza privilegiare pezzi del Pdl''. Lo ha detto la senatrice del Pdl, Simona Vicari, in un'intervista rilasciata al Tg3 Sicilia della Rai. ''A Lombardo - ha aggiunto - dico di seguire l'esempio di Berlusconi che a livello nazionale ha assunto un ruolo di mediatore tra gli alleati. I siciliani hanno concesso la fiducia ad un programma e a una coalizione''.

La senatrice ha risposto anche sull'annunciata nascita del nuovo gruppo 'Pdl Sicilia' all'Ars. ''Chi lo fa sceglie di mettersi fuori dal partito - ha detto - e non avra' molti proseliti. Questa - ha sottolineato - e' un'operazione contro Berlusconi e non a favore, soprattutto in un momento complesso per il premier impegnato a traghettare il Paese fuori dalla crisi''.

Per avere un’idea su come si potrebbe evolvere la situazione, bisogna leggere il comunicato del senatore Enzo Oliva, commissario regionale del Mpa in Sicilia, nel corso di un incontro dei parlamentari nazionali e regionali della provincia di Catania.

''Abbiamo seguito con attenzione e con rispetto il dibattito che ha preceduto le primarie del piu' grande partito del centrosinistra, il Pd. Riteniamo che il segretario regionale che sara' eletto l'8 novembre potra' assicurare una guida intelligente ai democratici siciliani con i quali auspichiamo, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, un confronto finalizzato al risanamento e all'innovazione dell' intero sistema amministrativo regionale''.

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Anonimo 02 novembre 2009   13:15

anche un bambino stupido leggendo le parole di Mineo:

''Il progetto politico e culturale di Gianfranco Micciche' -sottolinea Mineo- mira ad aggregare tutti coloro che vogliono un partito forte, coeso, determinato, schierato con lealta' dalla parte del governo Lombardo e in piena sintonia con l'elettorato di centrodestra, sempre piu' disorientato dalla fallimentare gestione del partito in Sicilia. Pdl-Sicilia -aggiunge- e' la risposta al bisogno endemico di governabilita' e sviluppo della nostra regione. Tutto il resto -conclude il parlamentare siciliano-, ovvero la presunta perdita di autorevolezza del partito a danno dell'Mpa, e' solo un inutile ululato alla luna''.

penserebbe:

com'e' possibile che una porzione di un grande (per faccendieri presenti) partito sia più forte dell'intero partito?

 

Anonimo 01 novembre 2009   23:37

Egregio Redazione,

 

mi spiega cortesemente di che cosa stiamo parlando e che cosa vogliono da noi siciliani questi illustri signori come Lombardo, Miccichè, Alfano, Granata, ecc..???

 

Anonimo 01 novembre 2009   23:07

 Verrebbe proprio da ridere se la situazione della nostra terra e delle sue famiglie non fosse proprio tragica!!! Siamo proprio ridicoli o così almeno appariamo a chi ci guarda dall'esterno!

Ma vi rendete conto che siamo allo scollamento totale della politica intesa come potere rispetto alla politica intesa come gestione delle risorse a vantaggio di tutti!

Verrebbe la tentazione di rifugiarsi in Pirandello che questa situazione ha teorizzato avendola vissuta chissà quante volte sulla sua pelle. Oppure una tentazione anche peggiore: di allontanarsi definitivamente dalla politica.

 

Coraggio! resisistiamo pensando ai nostri figli ma al momento opportuno ricordiamoci della necessità di effettuare una profonda pulizia "pasquale".

 

Premiamo esclusivamente chi ci presenta un progetto-programma e chi effettua delle analisi glocaliste, cioè fondate prioritariamente sulla nostra Isola!

 

Mi vieme voglia di cantare la Marsigliese....

 

Auguri

 

Enzo Coniglio

konics000@gmail.com

Anonimo 01 novembre 2009   19:40

Mi sembra evidente che dietro tutte queste dichiarazioni piene di riferimenti a progetti politici, culturali e di governo in realtà si cela una vergognosa ed indecorosa guerra per bande ciscuna delle quali mira a ritagliarsi quanto più potere possibile tutti coscienti che solo così potranno mettere in atto e continuare a perpetrare il più cieco ed ignorante clientelismo.

 

Giuseppe

Anonimo 01 novembre 2009   15:38

La Caronia portavoco del PDL regionale è la prova vivente di tutti gli errori commessi da Miccichè!

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