Quando Silvio Berlusconi rivendica di essere stato eletto dal popolo ha ragione? Sul quesito si sono impegnati in molti, ma i ragionamenti, le riflessioni, i giudici e le analisi non hanno fatto chiarezza perché, a seconda della parte politica, si traevano conclusioni diverse. Nel centrodestra hanno dato ragione al Premier, nel centrosinistra torto.
E i costituzionalisti? A parte quelli politicamente impegnati, propendono per il diniego. Silvio Berlusconi non se ne preoccupa,
“… è vero che sulla scheda elettorale viene indicato il nome del premier designato dai parti¬ti (un colpo di mano che fu a suo tempo lasciato incau¬tamente passare dal presi¬dente Ciampi); ma il fatto re¬sta che il voto viene dato ai partiti”, ragiona Sartori. “Pertanto il voto per Berlusconi è in realtà soltan¬to il voto conseguito dal Pdl. Che ha ottenuto nel 2008 il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Insom¬ma, intorno a un terzo del 'popolo'. Aggiungi che in questa maggiore minoranza (o maggioranza relativa) so¬no inclusi i voti di An, in buona parte ancora fedeli a Fini; e che se guardiamo agli anni precedenti FI non ha mai superato il 30%. De¬ve anche essere chiaro che il voto per FI, e ora per il Pdl, non equivale automati¬camente ad un voto per Ber-lusconi. Una parte degli elet¬tori di destra vota contro la sinistra, non necessariamen¬te per Berlusconi. Fa una bella differenza”.
Quali le conseguenze tratte dal professore?
“… la tesi del popolo che si identifica, quantome¬no nella sua maggioranza as¬soluta di almeno il 51%, con un leader che vorrebbe onni¬potente (o quasi), è di fatto falsa. Chi la sostiene è un im¬broglione oppure un imbro¬gliato. E questa conclusione è dettata dai numeri”.