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Sul Corriere Sartori smentisce il Cav: “Non sei stato eletto dal popolo e ti spiego perché”

31 ottobre 2009 19:46
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Quando Silvio Berlusconi rivendica di essere stato eletto dal popolo ha ragione? Sul quesito si sono impegnati in molti, ma i ragionamenti, le riflessioni, i giudici e le analisi non hanno fatto chiarezza perché, a seconda della parte politica, si traevano conclusioni diverse. Nel centrodestra hanno dato ragione al Premier, nel centrosinistra torto.

E i costituzionalisti? A parte quelli politicamente impegnati, propendono per il diniego. Silvio Berlusconi non se ne preoccupa,

perché preferisce ricordare i risultati dei sondaggi piuttosto che spiegare le ragioni costituzionali della sua asserzione. I sondaggi non sono contemplati in alcuna norma costituzionale, ma servono eccome, a dare manforte al Premier, il quale sostiene che chi ce l’ha con lui ce l’ha con il popolo che l’ha voluto là dove si trova. Su questa materia si è speso il costituzionalista più noto, Giovani Sartori, che ha anche buone qualità di divulgatore “scientifico”. Sul Corriere della Sera affronta l’argomento con la solita leggerezza ma ne trave conclusioni pesanti.

“… è vero che sulla scheda elettorale viene indicato il nome del premier designato dai parti¬ti (un colpo di mano che fu a suo tempo lasciato incau¬tamente passare dal presi¬dente Ciampi); ma il fatto re¬sta che il voto viene dato ai partiti”, ragiona Sartori. “Pertanto il voto per Berlusconi è in realtà soltan¬to il voto conseguito dal Pdl. Che ha ottenuto nel 2008 il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Insom¬ma, intorno a un terzo del 'popolo'. Aggiungi che in questa maggiore minoranza (o maggioranza relativa) so¬no inclusi i voti di An, in buona parte ancora fedeli a Fini; e che se guardiamo agli anni precedenti FI non ha mai superato il 30%. De¬ve anche essere chiaro che il voto per FI, e ora per il Pdl, non equivale automati¬camente ad un voto per Ber-lusconi. Una parte degli elet¬tori di destra vota contro la sinistra, non necessariamen¬te per Berlusconi. Fa una bella differenza”.

Quali le conseguenze tratte dal professore?

“… la tesi del popolo che si identifica, quantome¬no nella sua maggioranza as¬soluta di almeno il 51%, con un leader che vorrebbe onni¬potente (o quasi), è di fatto falsa. Chi la sostiene è un im¬broglione oppure un imbro¬gliato. E questa conclusione è dettata dai numeri”.

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