“Zone franche? No, grazie. Non servono a niente”. La doccia scozzese sul regalo del governo nazionale – annunciato dal Ministro delle attività produttive, Claudio Scajola – viene dal presidente dell’Asi di Palermo, Alessandro Albanese, uno degli imprenditori siciliani emergenti, leader nell’arredo per uffici, presente nei musei di mezza Italia con le sue “commesse”. IL diniego, sorprendente, di Albanese, ha motivazioni chiare e plausibili. Piuttosto che agevolazioni fiscali per creare lavoro, è preferibile creare “aree de-burocratizzate”, dove si può creare unì’impresa o assumere iniziative imprenditoriali senza essere ingoiati dalla palude della burocrazia, che provoca ritardi , causa ostacoli, fa lievitare i costi e punisce la competività delle imprese siciliane e meridionale.
“Le agevolazioni fiscali, osserva ancora Albanese, sono indirizzate a imprese che hanno fatturati dell’ordine di 300 mila euro, il finanziamento nazionale ha il fiato corto. Noi sappiamo di che parliamo, abbiamo bisogno di corsie veloci, non di illusori vantaggi…”. IL giudizio di Albanese è netto, la sua proposta – di creare zone de burocratizzate – non è solo sua, ma degli imprenditori palermitani, Verrà illustrata nei prossimi giorni con dovizia di particolari. Si tratta di una autentica svolta, a bene vedere. La storiella che a Sud gli imprenditori sono impastoiati tutti quanti con la mafia e sono delle sanguisughe non regge affatto. Gli imprenditori che pagano il pizzo vengono espulsi dall’associazione degli imprenditori e un po’ ovunque, grazie anche al presidente di Sicindustria, Ivan Lo Bello e un drappello di imprenditori siciliani, si è creato un fronte antimafia robusto. Sarà difficile tornare indietro. La proposta di Albanese, infine, dimostra che gli industriali siciliani sono usciti dal cono d’ombra dell’assistenzialismo e badano alle cose che servono. Si sono fatti i conti, dopo avere avuto notizia della decisione del governo, di autorizzare 22 zone franche (dotate di agevolazioni fiscali), tre delle quali in Sicilia, hanno fatto un po’ di conti e si sono resi conto che non avrebbero certo cambiato la loro vita. Anzi, avrebbero creato pericolose illusioni. “Le cose sono cambiate”, avverte Albanese. “Il nostro vero problema è l’eccesso di burocrazia. Ridurre i tempi e saltare alcuni passaggi inutili, che costringono a faticosi e laboriosi iter. Potrei fare tanti esempi…”. Per il presidente dell'Asi Albanese esite una difficoltà per le aziende che è quella della burocrazia. "La prima opera da fare - sostiene - è la sburocratizzazione in maniera tale che si accelerino i percorsi tortuosi che oggi le aziende sono costrette a percorrere".
Concordo Pienamente con il Presidente dell'ASI Albanese, la prima e autentica rivoluzione sulla defiscalizzazzione è toglire tutti quei lacci e lacciuoli che disseminati dalla burocrazia amministrativa. Avv. Giglio ha mai provato a chiedere una concessione edilizia? Sicuramente sì e allora saprà quanti nulla osta occorrono. Le imprese non possono aspettare! Presidente Albanese se mi consente ci si dovrebbe confrontare e iniziare una battaglia sulla de burocratizzazzione iniziando dalle Sovrantendenze.
d'accordo sulla deburocratizzazione; ma se ci si impegna su quella, perché solo su quella e non anche sulla defiscalizzazione ? ho difficoltà a comprendere perché una inziativa dovrebbe escludere l'altra: io voto per entrambe.
Perché escludere la defiscalizzazione ? è certo che la esigenza prospettata dal Pres. Asi di Palermo sia reale e che occorra seriamente intervenire anche in termini di deburocratizzazione; ma le due cose non si escludono ed il mio sogno è quello di assistere ad entrambi gli interventi.
Quanto alla defiscalizzazione, è uno strumento importante se usato sapientemente dal governo; la città cinese di Shenzen si è seriamente avvantaggiata della zona economica speciale ed ha avuto uno sviluppo mostruoso, a conferma che i tributi frenano lo sviluppo economico, quando addirittura non lo soffocano, e il modo migliore per il rilancio è quello di alleggerire seriamente il peso fiscale sulla produzione.
Da noi il problema è ancor più grave, considerato il modo in cui solitamente vengono spesi i pubblici denari (riduciamo i costi della politica ? magari non ci saranno più uomini politici che pagheranno € 5.000,00 a seduta) e cioè in nessun modo che aiuti realmente l'economia ed il mondo del lavoro.
La deburocratizzazione sarebbe poi scontata, non essendo giustificabile secondo alcuna logica che il freno allo sviluppo provenga proprio dalle istituzioni.
Io voto per entrambe le soluzioni.
Sicuramente il Pres. Albanese non è entusiasta della defiscalizzazione per il semplice motivo che Palermo non è tra le Zone indicate. Più semplice di così...
d'accordissimo !
Da ora in poi tutte le pratiche che prevedono rapporti Impresa-Ente Pubblico devono avvenire almeno al 90% via internet.
Questa puo' essere la vera rivoluzione per la Sicilia e serve molto di piu' delle zone franche.
E poi avviare il sistema della customer satisfaction presso gli sportelli pubblici, in maniera che le imprese possano valutare l'operato e i tempi della pubblica amministrazione.
mds
Forse il presidente Albanese no sa di cosa si parla. Le ZFU sono strumenti per particolari aree del territorio che pèresentano degrado ambientale, socile ed economico. Ma capisco bene il punto di vista del presidente che opportunamente difende la sua categoria ma che fa molta confusione non cogliendo invece che l'istituzione delle ZFU possono essere un ottimo ingrediente per migliorare la qualità della vita in quei quartieri che la politica da sempre ha utilizzato solo come serbatoio di voti. Inviterei il presidente ad essere più obbiettivo e meno interessato alle legittime aspettative della sua categoria. Cordialmente un cittadino ericino
P.S. la cittàdi Erice è una delle 22 benefiaciarie della z.f.u. in italia
Mi dispiace contraddirlo ma Albanese sa quello che dice più tosto Lei caro cittadino Ericino mi sembra troppo interessato.Il Presidente dell'ASI difenderà anche la sua categoria ,ma difende tutti gli imprenditori Siciliani e tutti quelli che vogliono investire in Sicilia. A differenza di Lei che difende solo il territorio Ericino!!
Totò Monterosso
Perché escludere la defiscalizzazione ? è certo che la esigenza prospettata dal Pres. Asi di Palermo sia reale e che occorra seriamente intervenire anche in termini di deburocratizzazione; ma le due cose non si escludono ed il mio sogno è quello di assistere ad entrambi gli interventi.
Quanto alla defiscalizzazione, è uno strumento importante se usato sapientemente dal governo; la città cinese di Shenzen si è seriamente avvantaggiata della zona economica speciale ed ha avuto uno sviluppo mostruoso, a conferma che i tributi frenano lo sviluppo economico, quando addirittura non lo soffocano, e il modo migliore per il rilancio è quello di alleggerire seriamente il peso fiscale sulla produzione.
Da noi il problema è ancor più grave, considerato il modo in cui solitamente vengono spesi i pubblici denari (riduciamo i costi della politica ? magari non ci saranno più uomini politici che pagheranno € 5.000,00 a seduta) e cioè in nessun modo che aiuti realmente l'economia ed il mondo del lavoro.
La deburocratizzazione sarebbe poi scontata, non essendo giustificabile secondo alcuna logica che il freno allo sviluppo provenga proprio dalle istituzioni.
Io voto per entrambe le soluzioni.
Concordo Pienamente con il Presidente dell'ASI Albanese, la prima e autentica rivoluzione sulla defiscalizzazzione è toglire tutti quei lacci e lacciuoli che disseminati dalla burocrazia amministrativa. Avv. Giglio ha mai provato a chiedere una concessione edilizia? Sicuramente sì e allora saprà quanti nulla osta occorrono. Le imprese non possono aspettare! Presidente Albanese se mi consente ci si dovrebbe confrontare e iniziare una battaglia sulla de burocratizzazzione iniziando dalle Sovrantendenze.
Come al solito, invece di lavorare in comune accordo siamo sempre alle solite: "la mia idea è buona, la tua fa schifo"
Perché escludere la defiscalizzazione ? è certo che la esigenza prospettata dal Pres. Asi di Palermo sia reale e che occorra seriamente intervenire anche in termini di deburocratizzazione; ma le due cose non si escludono ed il mio sogno è quello di assistere ad entrambi gli interventi.
Quanto alla defiscalizzazione, è uno strumento importante se usato sapientemente dal governo; la città cinese di Shenzen si è seriamente avvantaggiata della zona economica speciale ed ha avuto uno sviluppo mostruoso, a conferma che i tributi frenano lo sviluppo economico, quando addirittura non lo soffocano, e il modo migliore per il rilancio è quello di alleggerire seriamente il peso fiscale sulla produzione.
Da noi il problema è ancor più grave, considerato il modo in cui solitamente vengono spesi i pubblici denari (riduciamo i costi della politica ? magari non ci saranno più uomini politici che pagheranno € 5.000,00 a seduta) e cioè in nessun modo che aiuti realmente l'economia ed il mondo del lavoro.
La deburocratizzazione sarebbe poi scontata, non essendo giustificabile secondo alcuna logica che il freno allo sviluppo provenga proprio dalle istituzioni.
Io voto per entrambe le soluzioni.
Forse il presidente Albanese no sa di cosa si parla. Le ZFU sono strumenti per particolari aree del territorio che pèresentano degrado ambientale, socile ed economico. Ma capisco bene il punto di vista del presidente che opportunamente difende la sua categoria ma che fa molta confusione non cogliendo invece che l'istituzione delle ZFU possono essere un ottimo ingrediente per migliorare la qualità della vita in quei quartieri che la politica da sempre ha utilizzato solo come serbatoio di voti. Inviterei il presidente ad essere più obbiettivo e meno interessato alle legittime aspettative della sua categoria. Cordialmente un cittadino ericino
P.S. la cittàdi Erice è una delle 22 benefiaciarie della z.f.u. in italia
Perché escludere la defiscalizzazione ? è certo che la esigenza prospettata dal Pres. Asi di Palermo sia reale e che occorra seriamente intervenire anche in termini di deburocratizzazione; ma le due cose non si escludono ed il mio sogno è quello di assistere ad entrambi gli interventi.
Quanto alla defiscalizzazione, è uno strumento importante se usato sapientemente dal governo; la città cinese di Shenzen si è seriamente avvantaggiata della zona economica speciale ed ha avuto uno sviluppo mostruoso, a conferma che i tributi frenano lo sviluppo economico, quando addirittura non lo soffocano, e il modo migliore per il rilancio è quello di alleggerire seriamente il peso fiscale sulla produzione.
Da noi il problema è ancor più grave, considerato il modo in cui solitamente vengono spesi i pubblici denari (riduciamo i costi della politica ? magari non ci saranno più uomini politici che pagheranno € 5.000,00 a seduta) e cioè in nessun modo che aiuti realmente l'economia ed il mondo del lavoro.
La deburocratizzazione sarebbe poi scontata, non essendo giustificabile secondo alcuna logica che il freno allo sviluppo provenga proprio dalle istituzioni.
Io voto per entrambe le soluzioni.