"Dopo l'incontro a Roma si apre una nuova fase, verificheremo settimana per settimana e accelereremo un percorso che abbiamo il dovere di accelerare perche' questo serve ai siciliani". Lo scrive sul suo blog il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che aggiunge: "Il nostro atteggiamento e' stato di grande tenacia nel sostenere le nostre ragioni. Ci siamo impegnati anche a fare alcuni provvedimenti che ci riguardano: dal sistema della Serit che va visto nei dettagli a leggi fondamentali per le quali si e' perso troppo tempo come quella sul commercio visto che il problema della nostra agricoltura e' la trasformazione dei prodotti e la loro commercializzazione".
"E' naturale che il confronto non si chiude qui - dice ancora il governatore -, emergeranno tanti altri problemi a proposito, ad esempio, dei commercianti o degli artigiani e in questo confronto renderemo conto di quello che facciamo, monitorandoci a vicenda con il governo nazionale in maniera tale che questo serva da stimolo per fare fino in fondo il nostro dovere. Credo che quello con Monti - conclude Lombardo - sia stato un ottimo confronto, nel quale, come forse si era soliti fare, non siamo andati con il cappello in mano. Ci siamo incontrati sul piano tecnico e tra tecnici".
"Vogliamo confrontarci con i cittadini e con gli imprenditori, parlando con tutti e non solo con chi protesta, ma anche con chi magari non ha voce per protestare", ha proseguito Lombardo, che assicura di voler incontrare "quell'imprenditore del trapanese che ho sentito nel corso di una intervista che ha rilasciato e che produce attrezzature per le cantine sociali che sono in crisi".
"Si chiama Tamburello - spiega - e lo incontrero' per sentire dalla sua voce come mai tante misure che sono state adottate non stanno funzionando e come mai non siamo capaci, piuttosto che aspettare che vengano ad acquistare il nostro mosto a due lire, di fare noi il nostro vino in brick come si fa possibilmente utilizzando il nostro prodotto di base. Cosi' come capita con altri prodotti, dalla pasta al pane". "Il nostro latte - dice ancora Lombardo - parte per il nord, viene confezionato, triplica il suo costo e torna di nuovo in Sicilia sui banchi dei supermercati. Oppure, perche' non dovremmo fare noi le marmellate se la migliore frutta parte dalla Sicilia? Siamo incapaci o non vogliamo lavorare? Utilizziamo le risorse dei fondi strutturali - conclude - per 'autonomizzarci' e per evitare che altri facciano i furbi sulla nostra pelle".
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