Fabrizio Ferrandelli avrebbe voluto depositare le firme dei suoi sostenitori e formalizzare la sua partecipazione alle primarie, ma “il tavolo delle primarie”, così hanno chiamato il gruppo di dirigenti cui è stata affidata la responsabilità di assicurare la regolarità delle consultazioni, non le ha accettate. Non si capisce se si tratta di un rinvio o addirittura di un rifiuto che non permetterebbe a Fabrizio Ferrandelli di competere con Rita Borsellino.
La motivazione è di natura politica, a quanto pare, non ha niente a che fare con la regolarità delle firme, che non sono state depositate (e quindi non hanno subito alcun controllo). Viene addebitato a Ferrandelli di avere scelto le larghe intese, una possibile alleanza con il Terzo Polo alle urne “vere”. Una posizione politica che è quella del Partito Democratico e di un altro candidato, Davide Faraone, vicino al sindaco di Firenze, Renzi, il “rottamatore”.
Se le cose stanno così, e l’esclusione politica di Ferrandelli fosse confermata, si tratterebbe di un autogoal pazzesco. Vuol dire che hanno deciso di fare vincere Ferrandelli al primo turno. Mai accaduto che una discriminazione politica fosse accettata in un partito, e per giunta alle primarie dello schieramento che le ha promosse prima di ogni altro.
Una discriminazione tra l’altro che punisce la linea del Pd. Come si è arrivati a questo punto?
Quando Ferrandelli è stato accreditato dall’aria maggioritaria del Pd, che fa capo a Beppe Lumia e Antonello Cracolici, c’è stata una levata di scudi, non troppo velata, da parte dell’entourage di Rita Borsellino, che ha fatto sapere, attraverso i media, di non gradire affatto la novità, e di stare riflettendo sull’opportunità di partecipare alle consultazioni. Anche da parte di Sinistra e Libertà, che sostiene Rita Borsellino, sono arrivate le bordate negative.
Ferrandelli aperto alle larghe intese non viene accettato. Si accede alle primarie solo se prevale la linea Orlando-Borsellino, schierati in due campi avversi. La confusione è enorme. Il Partito Democratico ha una matassa ingarbugliata da sbrogliare. Il danno d’immagine, tuttavia, resta.
Hanno trasformato la Politica in un teatro di meschinità e di lotta funzionali a interessi che nulla hanno a che
fare con l'impegno serio-sentito-convinto di chi si prodiga per il Governo della Cosa Pubblica.
Probabilmente la prospettiva di arricchirsi e di ottenere privilegi in dispregio ai bisogni reali delle Comunità,
abbrutisce ognuno, sia come individuo sia come partito. Sconcertante l'immagine che offrono.
I "Forconi" dovrebbero pensare, in primis, a condizionare e determinare una svolta elettorale vera che dia un Governo
responsabile alla Sicilia. Spazzare via tutti gli attuali attori presenti sulla scena politica , compresi i "santoni" e le
"santone", per dare corso a un Rinnovamento cui si guarda da più parti.
Filippo Minacapilli
Giacomo P.
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