Orlando, angelo custode, supplica Rita
“Lascia perdere…”. Ma lei niente, non ascolta
Eppure è per il suo bene che…

26 gennaio 2012 13:14
Numero commenti Nessuno   Inserisci un tuo commento
Condividi
www.siciliainformazioni.com

Da quattro mesi la supplica di non cadere nella trappola, di non farsi del male, di evitare la sventura politica che gli si sta parando dinanzi, ma lei no, è cocciuta e continua a camminare sul ciglio del baratro, senza curarsi delle vertigini. Il buon Samaritano è Leoluca Orlando, l’imprudente vittima designata, cocciuta e maldestra, è Rita Borsellino.


L’ultimo appello l’ha lanciato ieri, Orlando, quando ha sentito che Fabrizio Ferrandelli, 31 anni da poco compiuti ed una fame incontenibile di competizione, sta raccogliendo consensi nel Partito Democratico e rischia di venire fuori con l’aureola delle primarie ben combattute, magari con successo finale. La notizia ha raddoppiato gli sforzi: avvertimenti, moniti, allarmi, suggerimenti con le mani giunte, toni pacati ma fermi. Non lo capisci, Rita, che ti stai facendo del male, che ti conviene sfuggire a questa anteprima elettorale che sembra fatta apposta per tagliarti le gambe? E lei niente: “ci sarò, risponde, primarie o primo turno, ci sarò”.

 

E Leoluca si dispera, tanto altruismo mal capito, un’occasione sprecata. E che dovrebbe fare un amico, un estimatore, un benefattore, un angelo custode, per evitare ad una persona il pericolo incombente? Immolarsi coram populo, darsi fuoco come i bonzi, impiccarsi al pennone dell’albero maestro, strapparsi le vesti, incatenarsi sul davanzale di in Un’altra storia, il movimento di Rita Borsellino?

 

Gli appelli cadono nel vuoto nonostante il corredo di buone ragioni. Il Pd, urla Leoluca, è al servizio di Raffaele Lombardo, fanno credere che sia un’alleanza politica mentre è un contratto da colf, che tengono chiuso in uno scaffale. I capoccioni del Pd lo presentano come la politica delle larghe intese, invece che la politica della piccola intesa a due, tre al massimo. Insomma, Leoluca ha un diavolo per capello. Tiene le mani giunte, ma avrebbe voglia di ululare, fare conoscere al mondo le sue ragioni. Che sono quelle che sappiamo, tornare a Palazzo delle Aquile a vele spiegate. Niente bolina, niente vento contrario. La sua barca è già in mare, al timone non c’è Schettino, c’è lui.


Carico di anni, esperienza. Quanto alle primavere che tutti gli rinfacciano, si tratta dell’ennesima menzogna. La primavera è una sola, quella che lo vide sindaco di Palermo. Sindaco “fuori dal comune”, gli rinfacciavano gli avversari, giocando sull’equivoco malignamente. Ora che le stagioni sono tornate quattro, Rita non può cadere nella trappola. Deve farsi da parte, altrimenti si assumerà la responsabilità di lasciare le cose come stanno: quattro stagioni, come la pizza, invece che una sola, la primavera di Orlando.

 

Magari la signora lo accontenterebbe per non arrecare dispiaceri ad un amico, più che per paura delle trappole, ma ci sono i suoi due angeli custodi – oltre che Leoluca – il dottor Foti e il dottor Ferro, che non ne vogliono sentire. Non sono abituati a scappare, né a mettere in soffitta un vecchio sogno, entrare nella stanza dei bottoni comunali. Che non sono roba da poco. 

© Riproduzione riservata
Segnala ad un amico

Ricerca Articoli

Ricerca AvanzataI più letti

Le Notizie di SiciliaInformazioni sul tuo sito
Sicilia in Europa
I banner di SiciliaInformazioni per il tuo sito

Notizie in Numeri

Una fonte indispensabile di informazioni statistiche. Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

ABC del Politichese

Consulta l'intero archivio o esegui una ricerca.

RSS Feeds