Lagalla si ritira senza ritirarsi, vuole il governo tecnico come D’Alia. Ma c’è una poltrona per due, Cascio e Miccichè, perciò…

26 gennaio 2012 10:04
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La lettera di Roberto Lagalla ai docenti dell’Università di Palermo, dopo il gran parlare della sua candidatura a Palermo, contiene tre notizie: 1) il rettore non è candidato a sindaco del capoluogo; 2) nessuno gli ha chiesto di candidarsi; 3) sarebbe disponibile solo in caso di “governo tecnico”. La terza notizia, di fatto, smentisce la prima. Avrebbe dovuto essere così enunciata: “per come stanno le cose non mi candido, ma sono disponibile a farlo se mi verrà permesso di nominare una giunta fatta di tecnici”. La seconda notizia, secondo la quale nessuno gli ha chiesto di candidarsi, non ha bisogno di commenti. E’ davvero difficile, per quanta volontà uno ci metta, supporre che il Rettore si sia svegliato un bel mattino ed abbia concesso un’intervista al quotidiano la Repubblica nella quale fa sapere che non disdegnerebbe la candidatura e la guida della città di Palermo.

Il terzo elemento rilevante della lettera è il “governo tecnico”. E’ farina del suo sacco? Probabilmente sì, ma bisogna ricordare che non è il solo, Lagalla, ad aprire ad una soluzione di questo tipo. Gian Piero D’Alia, il coordinatore regionale dell’Udc, ha avuto la stessa idea, che non è affatto malvagia, stando allo stato dell’arte al comune di Palermo, dove c’è da mettere insieme i pezzi della cristalleria, nella quale si sono mosse come elefanti, le amministrazioni di Diego Cammarata.



Se Lagalla e D’Alia la pensano allo stesso modo, è lecito pensare che una prospettiva di questo tipo la porterebbero in porto. Con il favore di chi? La risposta non può che essere il Pdl, che però appare impacciato per via del lutto ancora non elaborato per la perdita della leadership e la caduta verticale del partito, e le divergenze siciliane. Angelino Alfano non cavalca una tigre, ma un gattone domestico, che si è smarrito in un appartamento privo di mobili, senza riferimenti. In più, deve stare assai attento agli umori dei colonnelli, che hanno avvertito l’esigenza, dopo l’entrata in scena di Lagalla su la Repubblica, di fare sapere che “non passa lo straniero”, cioè Lagalla, esterno – molto esterno – al Pdl. O le primarie o non ci stiamo, disse Francesco Scoma con un urlo “sommesso”, come solo la vecchia scuola democristiana sa emettere nei momenti importanti.

Angelino ha avviato le primarie nel Nord Italia, dove non dove metterci la faccia, ma solo le buone pratiche. O guai che stanno capitando fra capo e collo al suo sfidante, Roberto Formigoni ( un esercito di inquisiti e le minacce della Lega di rompere il patto Lombardo se non verrà fatto fuori Monti), gli hanno concesso spazi e tempi utili per venire a capo del partito lasciato a pezzi, in buona sostanza, dal leader maximo. Se ce la farà a tenerlo in piedi, chapeau. Saremo tutti contenti.

Lagalla, D’Alia: non è una strana coppia, non lo è mai stata una coppia. D’Alia è un messinese, uomo di confine, Lagalla un siciliano dell’interno, caratteri ed umori diversi. D’Alia si prende molto sul serio, Lagalla riesce a a prendersi le pause, è un gradevole furbone, il compagno di stanza imprevedibile ma affidabile. Se ha fatto la sua parte nella giunta di Totò Cuffaro, con l’Udc dunque, da tecnico, vuol dire che possiede una grande attitudine all’adattamento.
Ma i progetti di Lagalla e D’Alia, se mai ne hanno davvero uno insieme, conoscono un limite: c’è una poltrona per due a Palazzo d’Orleans. La presidenza della Regione è una, i presidenti in pectore due, Francesco Cascio e Gianfranco Miccichè, sin dal big bang del berlusconismo. L’avvicinarsi delle urne - giugno probabilmente – trasforma il problema in un rompicapo, perché Miccichè è una bomba ad orologeria, il cui dispositivo viene modificato tante di quelle volte che lo stesso Miccichè corre seri pericoli perché non riesce a tenerne il conto.
A Palermo dispone del dieci per cento di consensi secondo i bene informati, il Pdl lo vorrebbe “annettere”, ma lui “col cavolo” che ci sta se non gli mettono per iscritto la dazione della candidatura. Con buona pace per il governo tecnico del Monti siciliano, Lagalla, che piacerebbe (forse) a D’Alia.

 

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Anonimo 09 febbraio 2012   20:24
L'utente ha risposto al commento anonimo del 09 febbraio 2012. Visualizza »

cu vorrebbe un colpo di fortuna e avere piero grasso come presidente della regione, almeno sappiamo che è una persona onesta e non mi sembra poco

Una bella pwsoasrd al post privato e fatto *_* Nella mia piattaforma fa, non so nella tua O_o
Anonimo 05 febbraio 2012   21:43
L'utente ha risposto al commento anonimo del 05 febbraio 2012. Visualizza »

Sì! tutti insieme saliamo sulla Concordia di Miccichè. Incredibile!! Con tante persone corrette e preparate ci affidiamo a Miccichè, poi parliamo di come uscire dalla crisi, di costi della politica (lui che ha firmato un documento per avere la doppia indennità), poi parliamo di come migliorare la sicilia. non ci sono parole per esprimere lo stupore

 Io son o un dipendente dell'Università di palermo, mi chiamo Luciano Crimi, la mia email è luciano.crimi@unipa.it.

Conosco molto bene questo soggetto (Lagalla) lo sto contestando duramente e per questo sarò sottoposto ad un provvedimento disciplinare. Lo sto contestando anche perchè sto vivendo una situazione lavorativa personale particolare che riguarda la baronia ( a mio parere avallata da questo signore).

Anonimo 27 gennaio 2012   10:19
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2012. Visualizza »

Affidiamoci a Lagalla che ha trasformato l'Università di Palermo dall'ultima in Italia alla ultima  del Nord Africa!  Ah Ah Ah

cu vorrebbe un colpo di fortuna e avere piero grasso come presidente della regione, almeno sappiamo che è una persona onesta e non mi sembra poco

Anonimo 27 gennaio 2012   09:42
L'utente ha risposto al commento anonimo del 27 gennaio 2012. Visualizza »

Affidiamoci a Lagalla che ha trasformato l'Università di Palermo dall'ultima in Italia alla ultima  del Nord Africa!  Ah Ah Ah

Lagalla "gradevole furbone"??? GRADEVOLE??? Ma chi scrive ha mai avuto a che fare con questo soggetto?

Arrogante, impreparato, despota, clientelare, presuntuoso, scurrile...

Gestisce l'Università come se fosse "cosa sua", con la sua corte (o coorte) di lecchini totalmente inadeguati in funzione del ruolo che IL MAGNIFICO ha loro attribuito, senza che neanche siano dipendenti dell'Università...

Ma di cosa stiamo parlando? Del Comune di Palermo?

Beh, forse l'Università potrebbe trarre giovamento dal cambio al vertice; quanto al Comune... poveri noi!!!

Anonimo 26 gennaio 2012   23:38
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 gennaio 2012. Visualizza »

Sì! tutti insieme saliamo sulla Concordia di Miccichè. Incredibile!! Con tante persone corrette e preparate ci affidiamo a Miccichè, poi parliamo di come uscire dalla crisi, di costi della politica (lui che ha firmato un documento per avere la doppia indennità), poi parliamo di come migliorare la sicilia. non ci sono parole per esprimere lo stupore

Affidiamoci a Lagalla che ha trasformato l'Università di Palermo dall'ultima in Italia alla ultima  del Nord Africa!  Ah Ah Ah

Anonimo 26 gennaio 2012   13:34
L'utente ha risposto al commento anonimo del 26 gennaio 2012. Visualizza »

Sì! tutti insieme saliamo sulla Concordia di Miccichè. Incredibile!! Con tante persone corrette e preparate ci affidiamo a Miccichè, poi parliamo di come uscire dalla crisi, di costi della politica (lui che ha firmato un documento per avere la doppia indennità), poi parliamo di come migliorare la sicilia. non ci sono parole per esprimere lo stupore

si cambiano il vestitino ma da ventanni sono loro che hanno ridotto l'italia e la Sicilia cosi a loro interessa soltanto il potere a noi Siciliani interessa il popolo Siciliano, alle prossime non votateli mai piu per non dimenticare cosa hanno fatto per il nostro paese vi ricordate il 61 a 0.

Anonimo 26 gennaio 2012   11:41

Quando uno pone condizioni per fare una cosa, non ha certo in mente di ritirarsi dalla competizione.

Lagalla è un vecchio volpone, che sa molto bene il fatto suo.

Sa benisimo, per esempio, che le altre candidature ventilate nel centrodestra, di gente come Miccichè e/o Cascio, ora promesse, poi accennate o quant'altro, non sono altro che fantocci messi li solo per fare il suo gioco.

Senz l'appoggio dell'UDC, infatti, a Palermo non si va lontano ed il partito di Casini non ha certo modo di assecondare la candidatura di nessun altro nel centrodestra, se non proprio quella di una figura di spicco dell'area moderata, come appunto Lagalla. Da questi vincoli difficilmente si esce.

Ma comunque, mi pare ancora presto per dire che i giochi siano fatti.

Anonimo 26 gennaio 2012   10:45

Sì! tutti insieme saliamo sulla Concordia di Miccichè. Incredibile!! Con tante persone corrette e preparate ci affidiamo a Miccichè, poi parliamo di come uscire dalla crisi, di costi della politica (lui che ha firmato un documento per avere la doppia indennità), poi parliamo di come migliorare la sicilia. non ci sono parole per esprimere lo stupore

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